The Gallery CCLVIII


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Bentrovati in questo raggiante Mercoledì di fine Luglio. Siete pronti a visitare con garbo e curiosità le nostre sale? Crediamo di sì, altrimenti perchè sareste davanti ai tornelli col biglietto in mano. Oggi sarà un giro breve ma intenso, se non vi dovesse bastare la dose di Arte che vi somministriamo, potete sempre ripercorrere i corridoi che portano alle altre sale, il biglietto vi da’ accesso a tutto il complesso museale, compresi l’infermeria e lo studio dello psicologo. Prego ora, non siate villani ed entrate con ordine.

 1.Arrosto Rapido

Una “Poiana Batterista” dalle zampe morbidine sta per essere cucinata su un fuoco crepitante uscito da un cortometraggio animato anni 30. Imprigionata dalla “r” del logo a specchio, non ha più nemmeno voglia di suonare, rassegnata ormai ad essere trasformata in una pietanza da chi ha talmente tanta fame da non preoccuparsi nemmeno di spennarla.

2.Simbolismo notturno

A proposito di volatili, qui viene rappresentato un gufo come il vigile signore della notte. Non è solo un feroce predatore, ma anche il simbolo di chi vuole portare sventura e lui lo sa, vergognandosene un pochino come si capisce dallo sguardo vacuo e disperato. Non lo invitano mai a nessun evento, poveraccio.

3.Depravazione etilica

La città è in rovina, ma a Miss Liberty non importa. Ormai ha fatto amicizia con lo scimmione Monciccì, il quale l’ha instradata alle gioie dell’alcolismo, sperando che in un momento di lussuria obnubilata, lei possa finalmente concedergli l’agognato congresso carnale.

4.Feathers and Leather

Da quando è diventato un angelo Morimura Morimale è oggetto di scherno da parte di tutti i cherubini. Lo deridono a suon di trombette e gli piantano frecce nel pancione, così per stemperare la noia celeste. Lui da bravo angelo misericordioso li perdona, volando a malapena e cercando i rimasugli della sua calma zen. 

5.Esibizionista 

La signorina adora farsi guardare, tanto da costruirsi un cuscino a forma di occhio. Non fa altro tutto il giorno, si sdraia e con il cuscino fra le mani sogna di essere guardata. Qualcosa non funziona però, non arriverà mai al culmine se deve continuare a tenere le mani impegnate nel reggere il “fintocchio”.

Chiudiamo l’ampliamento odierno con la donazione del Gallerysta Onorario Todd. A lui vanno camionate di ringraziamenti freschi, da consumarsi preferibilmente entro e non oltre quando vuole.

6.Affari d’oro

“Questa è la mia capretta Galinka, proveniente da un mercato russo. L’ho pagata moltissimo, credendo che riuscisse a produrre il doppio del latte. Invece ho scoperto che non solo mangia il doppio e produce come una capra normale, ma sta ferma tutto il giorno perchè non sa decidersi dove andare a brucare.”

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Decapitated- Anticult


“Hai visto? E’ uscito il nuovo dei Decapitated”
“Dechi?”
“Decapiteited, dai i polacchi che hanno perso il batterista con’incidente e il cantante è rimasto in coma per un sacco de tempo.”
“Ah mbè! Forti oh…fanno un Death Metal da paura!”
“Sì sì, mo però se so’contaminati una cifra. Ripigliano elementi dei Meshuggah, dell’Industrial e te devo di che non me dispiacciono affatto”
“Eh, ma non fanno più Death Metal”
“Ma sì, la base è quella, solo che cercano di non riproporre sempre la solita minestra tutta Blast-beat e canzoni velocissime”
“Eh ma non fanno  più Death Metal”
“Ma hai ascoltato qualche disco loro dopo ‘Organic Hallucinosis’, guarda che spaccano”
“Me pare de sfuggita ‘Carnival qualcosa’…però non me sembrava gran che”
“Ma dai, è stato un disco eccellente, moderno fresco e potentissimo. Io l’ho consumato e quello dopo era ancora meglio.”
“Sì ma non era Death Puro e allora non l’ho approfondito, m’ha rotto er cazzo subito: troppi modernismi. Quello dopo manco l’ho sentito”
“Padronissimo, ma non sai che te perdi. Pure questo è un disco fantastico. Va giù che è un piacere, si sono liberati dello spettro del dover per forza suonare come in passato e vanno alla grande. Ce stanno dei pezzi meravigliosi, vanno come n’orologio guarda. Secondo me dovresti dargli una possibilità”
“Eh ma non fanno più Death Metal”
“Me pari un disco rotto, magari prima di parlare prova ad ascoltarlo no?”
“Ma t’ho detto prima che m’avevano annoiato co’ sta merda moderna”
“Manco te li ricordavi prima, ma come stai”
“Io penso che se una band fa bene una cosa dovrebbe fare sempre quella”
“E certo, sai che coglioni ventimila band alla AC/DC”
“Grandi gli AC/DC”
“Assolutamente, ma erano solo un esempio”
“Infatti non ho capito che c’entrano.”
“Niente! Era per dirti che di gruppi che suonano uguali a se stessi e rifanno lo stesso disco all’infinito ne è pieno il mondo”
“Ah, ma io non vorrei sempre lo stesso disco, basta che però la base rimane quella no?”
“Ma qui la base c’è, non è che mo suonino delle Mazurke. Si può dire una cosa in modi diversi ed essere ugualmente efficace no?”
“Eh ma comunque non fanno più Death Metal.”
“Ma vattene affanculo va…”

Tracklist:

01. Impulse
02. Deathvaluation
03. Kill The Cult
04. One-Eyed Nation
05. Anger Line
06. Earth Scar
07. Never
08. Amen

Voto:

L’assaggio del disco:”Never”

 

“C’è vita oltre i Dying Fetus”

The Gallery CCLVII


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Bentornati nell’esposizione museale più estesa al mondo. Anche oggi vi delizieremo con opere dall’impatto devastante, gioie per gli occhi che non vediamo l’ora di svelare. Siate prudenti, la troppa bellezza può far danni al vostro cervello e all’apparato digerente, cautela e prendetevi le giuste pause fra un’opera e l’altra. In caso di malessere, anche blando, non esitate a contattare lo staff. Ed ora, dopo le raccomandazioni di rito, biglietto alla mano si entri!

 1.Equivoci

“No! Non è come sembra!! Sono le costellazioni…! Sono le costellazioniiiii!

2.Saluti

Un saluto al collega impegnato a dar fuoco alla fabbrica. Il tizio manifesta la sua partecipazione ma da lontano, non sia mai qualcuno lo possa associare al rogo.

3.Non stuzzicare il lupo digerente

L’eroico bambino affronta un mannaro con la gobba per salvare la sua capretta, il bestio però ha già digerito l’animale, ora ha solo voglia di prendere quella fionda ed usarla per malmenare lo scocciatore. Oppure utilizzarla a mo’ di spiedo, più tardi.

4.No Drugs

“Ciao sono Bart Simpson e uso Meth! non droCatevi raCazzi!! Non fate come me!”

5.Protezione o terapia?

La paura della morte esorcizzata attraverso il giacere nel feretro anzitempo, oppure un comodo rifugio per evitare le voglie del marito troppo focoso?

L’ampliamento prosegue da questa parte, con le opere donateci dal nostro Gallerysta Onorario Giuseppe Moretti. A lui porgiamo sinceri e veraci ringraziamenti.

6.Soddisfare le richieste

Questa signorina operatrice presso una linea erotica, ha appena preso alla lettera la richiesta di un cliente:”fammi sentire le tette”

7. Sexy come uno sgabello

Una bionda tutt’altro che a suo agio sul famoso sgabello Ikea “Skomøditås”, ironizza sull’abuso di chirurgia plastica nel mondo odierno. Inutile dire che la sua posa rende l’intento vano.

 

8.Silent bomb

“Se leggo il giornale con aria svagata non se ne accorgerà nessuno…ho pure cambiato posto!”

9.Il ritorno del Maestro

I coperchi from outer space stanno assalendo la città! Il padre premuroso porta via il figlio per salvarlo, con tanto di caschetto. La sicurezza prima di tutto, si sa che i cavalli meccanici si imbizzarriscono facile.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

The Beyond /8:Addio Romero


beyondlogo

Ieri sera, mentre vagavo per lo spazio di Elite Dangerous insieme ad un amico ho appreso della notizia della morte di George Romero. In questi casi, quando viene a mancare un’icona famosa e riconosciuta, si sprecano i post disperati impregnati di manie di protagonismo, tipo gente che piange e si dispera per una persona che in realtà non ha mai conosciuto. Una consuetudine che forse lo stesso Romero avrebbe stigmatizzato, chissà. Perchè Romero era uno che riusciva a dirti le cose in faccia con i suoi film, ti ammaliava con l’orrore e l’incubo di morti che risorgono e vogliono mangiare i vivi, ma quello che ti faceva davvero stare male era il messaggio che si nascondeva e neanche troppo tra le budella eviscerate delle vittime nei suoi film. Il primo film di Romero che vidi fu “Zombi”, rimasi di sasso e terrorizzato. Non mi spiegavo perchè quel film fosse così crudo, per quale motivo scatenasse in me un disagio che andava oltre il fisiologico terrore per lo splatter e l’idea di essere divorato da uno o più morti. C’era qualcosa strisciante e cattivo che mi bucava il cervello, una sensazione di malessere che quei visi smorti portavano con sè. Crescendo e rivedendolo, recuperando man mano la sua opera cominciai a capire: quello che davvero spaventava era la descrizione dell’uomo, dei suoi impulsi beceri coltivati dal Capitalismo e dall’arrivismo, la tremenda descrizione di quanto fosse terribile la società in cui viviamo, dove il mangiare l’altro era cosa di tutti i giorni, seppure in senso metaforico. La grandezza di Romero non era quindi nel saper terrorizzare (benissimo non fraintendete) con l’ineluttabile minaccia della morte, quanto quella di farti riflettere e sbatterti in faccia la condizione disperata dell’essere umani in un mondo che non va più là del frequentare e spendere denaro in un centro commerciale. Era tutto lì, chiaro e diretto, solo che invece di essere una palla al cazzo come un film qualsiasi di qualche pretenzioso regista italiano, che ti ammorba con un 90 minuti di gente borghese cattocomunista che si mette a fare discorsi astratti intorno ad un tavolino. Romero interpretava il genere come il veicolo per lasciar correre le sue idee, una turbina che le rendesse interessanti, dirette e ancora più efficaci. Gente morta e risorta che cammina senza meta tra le lussuose navate di un centro commerciale, senza sapere il perchè. Una bomba, un gancio sotto il mento che difficilmente lascia indifferenti, quante volte avete pensato alle persone che passeggiano in questi posti nei weekend senza sapere che altro fare? Il terrore quello vero e sotteso era proprio quello, il non saper in realtà vivere in questo mondo dove conta solo il tuo potere d’acquisto e rispondere come una falena alle luci delle vetrine. E mi ripeto, la forza di queste sue idee era ancora più devastante, colpiva nel segno perchè l’orrore concettuale sposava ed accresceva quello visuale, dove il gran gusto per la messa in scena horror sublimava in maniera eccellente, concetti che proposti in altri modi avrebbero sicuramente avuto meno efficacia. Oggi è sempre più difficile, nel marasma di innocui cinecomic e poche mosche bianche qua e là, imbattersi in pellicole così “sovversive” ed impattanti ma soprattutto divertenti. Perchè la grande lezione di Romero è questa, una lezione immortale che tutti i registi che hanno qualcosa da dire dovrebbero seguire: per farlo ragionare il pubblico prima lo devi spaventare, lo devi divertire. Quel senso di fastidio che crescerà durante la visione lo spingerà a chiedersi perchè, cosa c’è che lo fa stare così a disagio mentre guarda il film senza riuscire a smettere di farlo.

Addio Maestro, spero davvero che avremo la fortuna di avere qualcuno che segua i grandi insegnamenti che ci hai lasciato, in un mondo che assomiglia sempre di più ad uno degli scenari che hai così ben girato nel corso della tua carriera.

 

 

 

A compendio, vi lascio l’intervista a Romero di Federico Frusciante e alla monografia che gli dedicò qualche anno fa.