Quel Rude Venerdì Metallico /166: Alexi, che fine hai fatto?



Ieri m’è capitato di leggere una breve notizia sui Children of Bodom, due righe e un breve video nel quale Alexi Lahio e Janne Wirman annunciano l’ingresso in studio per registrare il nuovo album. Anni fa avrei esultato come un demente, oggi rimango freddamente sulle mie. In realtà non avrei nemmeno preso spunto per scriverci un Rude Venerdì se nel video Alexi Laiho non fosse quasi irriconoscibile al punto da capire che fosse lui dal testo della notizia. Giudicate voi stessi:

"Mettiu mecconaghi me fa una pippa"

“Mettiu mecconaghi me fa una pippa”

E se non vi basta ci allego pure il video:

Non so voi ma a me non sembrano effetti da invecchiamento naturale. Affaracci suoi senza dubbio, però non nascondo che ricordandolo tutto sommato più appetibile per le signorine, mi abbia fatto un certo effetto vederlo smagrito e così…smunto. Adesso  lamenterete il fatto che R.A.M. sia  diventato la succursale di “METALLA2000, tutti i pettegolezzi e qualche zinna!”, ma il solo motivo che stia qui a parlarne è perchè quel viso lì ha fatto venire in mente alcuni pensieri poco positivi. Il primo, e di certo il meno rassicurante di tutti, è quanto tempo sia ormai passato da quando acquistai il loro esordio “Something Wild”, ben diciotto anni fa (durante una gita con la scuola in quel di Praga, ma sorvoliamo che non interessa).  E l’indubbia verità che nel tempo i COB siano peggiorati al punto tale da non farmi fremere più per ogni loro uscita come all’inizio.

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Un apprezzabile stile “Gallerystico” per questa foto, inserita al solo scopo di ricordarci com’erano alla fine degli anni 90 i COB. Kuoppala con la giacca della Cresima  comunque, faceva cagare anche allora.

Ricordo che già al terzo “Follow the reaper” qualcosa scricchiolava, non mi era piaciuto come i primi due, pur avendo belle canzoni al suo interno.  Erano un gruppo in calo mostruoso, ma continuavo a farmeli piacere, anzi “Hatecrew Deathroll” mi stupì e lo ascoltai molto, poi la discesa verso il baratro del “che cazzostateafanonlosapetemancovoiporcodì!”, nemmeno troppo lenta ma di sicuro inesorabile, fino alla sorpresina di “Halo of Blood”, il ritorno ad un livello almeno decente per la band finlandese.

Oggi sono curioso di sapere cosa tireranno fuori nel prossimo album, se “Halo…” è stato un piccolo segnale di una ripresa forte e sicura o un fuoco di paglia.

Chissà, intanto la faccia di Alexi fa sorgere una spontanea domanda: “ma come te sei ridotto così?”

The Gallery CLXXXIV


Si respira  una fragrante brezza oggi, come ogni Mercoledì, un lieve alito che ci guida leggero ai cancelli della Gallery. Come il profumo del pane appena sfornato vi guida al forno sperando di poter addentare una pagnotta scrocchiarella, così seguendo questo odoroso venticello giungete ai cancelli della Gallery, spalancati per voi affamati d’Arte. Ora biglietto alla mano, entrate con garbo e saziatevi.

 1.Io riciclo

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Un simpatico tizio amante della nuova mania del riciclo a tutti i costi, mostra entusiasta una carcassa probabilmente maleodorante di qualche mobile. “Ne farò un bellissimo tavolo da té” disse credendoci fortissimo.

2.Dea in affanno

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Un’indaffarata dea Kali non riesce più a governare la casa manco con l’aiuto delle sei braccia. E’ una maniaca delle pulizie oltre che un amante del sangue, adora il giardinaggio e i soprammobili di cattivo gusto. Ma non sopporta il disordine e la polvere, ed eccola lì che con la lingua a penzoloni per la fatica, si danna a far mille cose. Tutte male.

3.Giù le mani!

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“Se non vuoi delle mani come le mie, non comprare una chitarra e non imparare a suonarla!” così recita lo slogan di questo cartellone pubblicitario promosso dal Ministero del Comodato d’uso e delle politiche esiziali per i giovani.

4.Vampirello

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Il Vampiro decadente col canino contundente/si affaccia sulla biondona addormentata/sperando in una magnifica trombata/Quel che non sa il  vampiro tristo/è che la bionda si chiama Egisto. (didascalia dell’autore riportata fedelmente)

5.Ultima passeggiata?

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La passeggiata potrebbe finire male per la piccola bestia carica come un somaro, la padrona non è intenzionata a riportarlo a casa se non smette di farla sul tappeto buono. Il quadrupede deve decidersi a mollarla, se non vuole una spadata tra capo e collo…

Eccoci arrivati alle opere segnalate dai nostri amici, indefessi difensori di quanto c’è di bello al mondo. Li ringraziamo invitandoli a rileggere bene la parola “indefessi” onde non creare malintesi scomodi.

6.Un segno per cambiare

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“Il prossimo ventisette Maggio, vota così! Ma con la matita copiativa!” opera propagandistica pubblicata nel 1964 da parte del movimento  “Femministe anche no”. Inutile affermare che al di là della bellezza artistica del suo volantino, il movimento non beccò manco un voto.

7.Minaccia fondata

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“Se non dormi ti porto dal mostro mangia bambini” “E chi se ne frega” aveva detto il piccolo Tim, sfrontato e capriccioso. Così la mamma aveva deciso che era arrivato il momento di chiamare Robert, il pedofilo cannibale che in paese conoscevano tutti. Avrebbe convinto suo figlio a dormire. Per sempre.

Spazio alle opere scovate da Giuseppe Moretti, al quale vanno ringraziamenti a pioggia torrenziale.

8.Annunci mortuari

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AAA. Caldissima zombie dal faccino scheletrico incontrerebbe perversi maschi non troppo decomposti per piccanti incontri carnali.

9. Pubblicità Progresso

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Una scena forte, quasi insopportabile alla vista. L’autore ha voluto porre l’accento in maniera netta e indelebile sull’annoso problema dello stupro dei pupazzi di plastica gonfiabili. Ogni anno, solo in Italia, circa quarantamila gonfiabili vengono violentati e dopo o durante lo stupro, fatti scoppiare. Una barbarie che non può andare avanti, non permettiamo questa strage.

10.Comunicazioni importanti

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“Base Luna chiama Terra-Base Luna chiama Terra ATTENZIONE! Messaggio importantissimo! Tenetevi pure l’equipaggiamento spaziale, ma riportate indietro Rosita! Ripetiamo, riportate indietro Rosita, è l’unica che conosce la procedura di lavaggio automatizzato della Base! In caso contrario quei lampi che vedete, diverranno la vostra condanna a morte!”

11.Siamo sempre là…

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Un punto di vista diverso della solita tematica: “bullo metallo picchia ragioniere incravattato”. Opera dal valore indubbio, sebbene inserita in un contesto assai saturo.

12.Ortaggi nucleari

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A proposito di contesti saturi, l’esplosione nucleare e la relativa estinzione dell’essere Umano ci calza benissimo. Ci sono tutti gli elementi a noi noti, le maschere antigas, i rifiuti tossici, esplosioni e funghi atomici (qui più rassomiglianti a dei broccoli romaneschi va detto). Alcuni tocchi degni della “Guernica” di Picasso elevano quest’opera dalla mera riproposizione di idee altrui.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Venom- From the very Depths


476468Conrad Lant detto Cronos finalmente ci riporta all’epoca d’oro dei Venom. Addirittura? Beh, ci va molto vicino. Basti pensare che questo disco è molto più dinamico delle ultime tre uscite col nome Venom sopra ed è già abbastanza considerando la travagliata storia del gruppo. I due ex-storici Wray e Dunn (Abaddon e Mantas) sono alle prese con un gruppo tutto loro di cui non si sente molto in giro, i Venom Inc., mentre Lant se ne fotte e va avanti senza avere bisogno di reunion nostalgiche, oltretutto già tentate in passato e naufragate miseramente. In fondo se questi sono i risultati  chi se ne frega della nostalgia, il Metallo marcio e diretto in questo lavoro scuote e tortura le orecchie con forza, trascinando tutto quello che incontra. Non c’è niente di nuovo, ci sono tutte le caratteristiche che amiamo dei Venom: le bordate speed, i pezzi più oscuri e “catarrosi”, chitarre grattugia che mollano qualche rifinitura a sorpresa qua e là, il vocione del frontman (titolo adattissimo a Lant,-BA-DUM-TSSS!) che come al solito mette in ombra qualsiasi growler senza personalità, li conoscete tutti no? Quelli che cantano con le mani a coppa intorno al  microfono e si agitano come un pensionato a cui non hanno calato il carico sulla briscola. A Cronos invece lo riconosceresti pure se facesse “l’accento svedese” di fantozziana memoria. Oggi nella musica estrema e non, quanti possono passare un simile test?

Ma non è solo sulla gloria pregressa o il carisma del frontman(ahahahahha!) che si regge l’album,  ma su pezzi divertentissimi come “Stigmata Satanas” o che hanno del clamoroso come “Long haired Punks”, da ascoltare senza perdersi una parola del testo.

Una botta da gustarsi senza troppi pensieri, riportando alla memoria quella voglia di caciara spensierata che sembrava sopita dentro di noi.

Tracklist:

1. Eruptus
2. From the Very Depths
3. The Death of Rock ‘n’ Roll
4. Smoke
5. Temptation
6. Long Haired Punks
7. Stigmata Satanas
8. Crucified
9. Evil Law
10. Grinding Teeth
11. Ouverture
12. Mephistopheles
13. Wings of Valkyrie
14.Rise

Voto:

3stelle e mezzo!

L’assaggio del disco:”Long Haired Punks” manifesto incontrastato dell’album

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I am the real FRONTman!!

The Gallery CLXXXIII


Amici, estimatori, frequentatori abituali o semplici visitatori di passaggio, siate i benvenuti nel nostro complesso museale con la più estesa collezione d’Europa, forse del Mondo. Ma non è per ascoltare la nostra vanagloria che oggi siete qui, avete uno scopo ben più nobile ed alto: entrare in contatto con l’essenza più pura dell’Arte. Un nuovo ampliamento è pronto per agevolarvi nel raggiungimento del vostro obiettivo, essere toccati dal genio che si cela dietro ogni tela, assaporarne ogni colore, ogni sensazione, fino a tracimare gioia e…ehm, entrate che vi vedo perpless…frementi ed impazienti di lasciare alle opere la parola. Prego…

 1.Non Vedermiiii!!

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Sorpreso dal fotografo il nostro amico cerca di ripararsi in maniera più “evil” e “trve” possibile, restando più che soddisfatto del risultato. Aggiustandolo con pennellate “ad katzum” ha ottenuto un’opera degna del Signore del Male.

2.La “piccola” vedetta Azteca

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Un altissima entità  scruta l’orizzonte forse per conto di quegli esseri cicciottelli davanti. La mostruosa presenza, collegata al terreno con la gamba destra, mette un mano per ripararsi dalla luce, una mossa inutile considerando che il Sole è dietro le sue spalle…

3.Successo alimentare

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Il nuovo gelato prodotto dalla “Algidamned” va fortissimo. Ogni Diavoletto vuole il suo “Crocetto Algidamned”, cuore di manna”. Nell’opera vediamo uno scheletrico essere infernale intento a dare ghiotte leccate da record al gelato più buono dell’aldilà.

4.Elegante cavaliere

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Il cavalier Condotti, detto Ser-Sace, mostra la sua nuova linea di armature autunno-inverno 1002/1003. Punta molto su effetti traslucidi, tacchi alti e colori sgargianti,  perchè anche un Cavaliere ogni tanto vuole esprimere ciò che ha dentro.

5.Ingannare il tempo

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Un tizio somigliante al commesso di “Clerks”, sta caricando con l’energia cinetica delle sue mani, la sua bambola di piacere.  Usando l’energia statica prodotta dalla sua attività masturbatoria, riesce a ricaricare le pile della bambola con energia sufficiente per oltre un’ora, solo imponendo le mani su di essa. Il processo di carica passiva dura sei ore, per quello ogni tanto  si distrae fingendosi il grande Silvan e improvvisando nella sua testa numeri di levitazione. 

Siamo arrivati con sicurezza alle opere scovate dai nostri amici segnalatori. Li ringraziamo dispensando ideali strette di mano, partendo dal primo che ci ha onorato del suo impegno, Alberto.

6.Non berti la vita!

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In questa miniatura si vede un chiaro messaggio contro l’alcolismo, dove un uomo che ha tracannato troppo vino si accascia sul tavolo privo di sensi, mentre la sua testa color fegato di vitello si allunga e perde solidità, invecchiata malamente. Un effetto dell’ ubriachezza che nessuno ha mai accusato fino ad oggi, però hai visto mai.

7.Eyes of horror

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Un falò creato bruciando rifiuti tossici e due chitarre, scalda ma non illumina un gruppo di tizi immersi in uno scenario urbano posticcio. E la cornice intorno? Non guardatela se non volete finire come il tizio qui sotto.

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Giunge il momento di Giuseppe Moretti, al quale giungeranno le strette di mano insieme ai ringraziamenti calorosi.

8.Il bulbo di Cristo

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Uno zombie itterico sta aspettando il suo occhio consacrato, con un atteggiamento devoto e rispettoso dei sacramenti. Ogni volta spera di avere da parte del Sacerdote un occhio di riguardo invece della solita palla sciapa.

9.Secs en vaiolenz

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Una ragazza che non vuole farsi riconoscere aiuta questi disperati nel vedere un po’ di nudità e a darsi un tono. Si noti la citazione colta dell’opera dei Priest, ma soprattutto il visitatore si domandi a cosa sia attaccata la catena tirata dall tizio a destra. Il pulsante dell’autoscatto? Lo scarico del bagno? 

 

10.E se li prendiamo sopra sopra?

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Ispirata da un accadimento tragico, un piatto di bucatini caduto sul pavimento prima di essere consumato, quest’opera  esprime il concetto di fame violenta. Non c’è molto altro da notare, passiamo oltre.

 

11.Omo

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Finalmente in quest’opera potete conoscere “l’uomo che non deve chiedere mai”, e capire come mai venga chiamato così. Che macho, che presenza, che schifo!

 

12.Culto

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La dea dalle nove zinne si manifesta alle sue fedeli, donne con culi finti e maschere da lupo che la omaggiano con orge noiosissime. La zinnuta dea porta in dono un bebè da macellare per un bell’arrosto in compagnia, macellazione che nella cosmologia novezinnuta significa: “niente figli c’ho una carriera io! che te credi che le nove zinne so’ pe allattà?”

E giungiamo all’ultima opera, segnalata da Todd. Lo ringraziamo con le ideali strette di mano di cui sopra e una simpatica pacca sulla spalla.

13.Pinguini e fila

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Pinguini che scrutano l’orizzonte annoiati, mentre un paio di occhi sullo sfondo  tutto osserva. E’ una bellissima e chiarissima  metafora della fila alle poste.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…