Quel Rude Venerdì Metallico /164: Non siamo una cover band perchè ci scriviamo i pezzi da soli



La recensione del disco dei Gruesome mi ha fatto di nuovo posare l’orecchio sulla tipologia di band che cover band non sono, ma in realtà non sono affatto dissimili da chi scelgono di “omaggiare”. Sappiamo bene che il Metallo ha bisogno di punti fermi per essere sempre se stesso, è quasi doveroso rifarsi a stilemi e “codici” di scrittura, poi nel tempo chi ci riesce li rielabora e li ripropone apportando la propria visione e il proprio modo di intenderli, facendo così evolvere il genere evitando di snaturarlo. Un destino per pochi certo, non tutti possiedono le qualità e il genio necessario per creare qualcosa di nuovo partendo e rielaborando quello che c’è già.

Oggi più che mai sembra sempre più ristretta la rosa di gruppi con la personalità e la levatura adatta per portare freschezza e novità, sembra invece sempre maggiore la scelta di partire già vecchi in partenza. “Old School Death Metal”, “Old School Thrash” o “Retro-Thrash” sono solo alcune delle etichette che con fierezza campeggiano nella presentazione di certi gruppi, come a dire: “noi suoniamo roba vecchia come si faceva venti-trent’anni fa e non abbiamo la minima intenzione di fare qualcosa di nuovo o cercare di trovare la nostra strada”. Mi sta anche bene, purchè ci sia della sostanza dietro quella voglia di immanenza a tutti i costi, non riesco a concepire un’operazione come appunto quella dei Gruesome o anche dei Thulcandra, giunti addirittura al terzo album “omaggiante” i Dissection. Suonare in maniera pedissequa come un altro gruppo, scegliendo esattamente gli stessi suoni in studio, gli stessi arrangiamenti e modificando anche riff storici spacciandoli per citazioni no, è troppo. D’accordo, come dicevo non tutti possono permettersi di “indicare la via”, ma chi la segue non è che deve per forza ripercorrere esattamente ogni impronta sul terreno. A quel punto se devi anche “perculeggiare” il logo della band che stai saccheggiando, fatti una cover band e precipita nel pozzo dell’inutilità, senza ricorrere a scuse quali “la passione per un certo tipo di sound” o “l’omaggio ad un’epoca che non c’è più”. Può andare bene, posso anche godermelo l’album vaffanculo, ma poi se tra due mesi ti dimentico non farmene una colpa.

"Va che bell'omaggio ai Dissection!" Sì ma avete anche rot

“Va che bell’omaggio ai Dissection che facciamo!” “Sicuro, ma al terzo album di fila omaggiante avete anche rotto tre quarti di minchia!”

Il Metal è tendenzialmente restio al cambiamento, ma se cominciamo a rifare gli album delle grandi band del passato con la scusa dell’omaggio e della passione, ci trasformeremo tutti nell’anziano soldato che alla bocciofila racconta di quando, giovane e forte, abbatteva nemici al fronte. Nessuno però lo ascolta più veramente e se qualcuno lo fa è solo per compatirlo un po’.

 

 

 

The Gallery CLXXX


Benvenuti carissimi amici vicini e lontani, anche quest’oggi vi accogliamo frementi come giovani al loro primo incontro galante. Siamo onorati ed ansiosi di aprire il centottantesimo ampliamento di una Sala Museale che sta superando come estensione il territorio di San Marino e del Liechtenstein messi insieme. Un bel traguardo raggiunto grazie al vostro affetto, alla vostra passione e trasporto per tutto ciò che è Arte VERA. Entrate solerti dunque, biglietto alla mano, per godere una strepitosa carrellata di opere che i vostri occhi tarderanno a cancellare dalla retina.

 1.Geronimo Bosch (quello dei trapani)

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Cazzi con le ali, scheletri che pisciano e defecano, gente deforme che copula esseri altrettanto informi. Una pecoreccia e sciocca aggregazione di esseri disgustosi e disturbanti, o almeno che vorrebbero esserlo, senza riuscirci un gran che, somigliando più che ad un’allucinata tela di Bosch ad un insieme di Sgorbions.  Come non apprezzare la bara capovolta da cui esce un cadavere che chiaramente non riesce a dormire con tutto quel casino. Mentre le Alte e severe ceppe di cazzo vegliano erette su tutti…

2.”Per lo sfondo tranquilli, lo cambiamo”

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Due cavalieri dalle armature scintillanti posano per un bel ritratto. L’autore dell’opera ha cambiato un po’ lo sfondo originale, un muro di mattoni sporco di piscio e merda di cane, per dare più epicità ai due. I risultati spaziano dal pacchiano al tragicomico.

3.Anziano triste

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I problemi della terza età rappresentati da un bosco grigio sul quale è stata apposto un corpo del quale riusciamo a vedere bene solo la testa, purtroppo. L’espressione corrucciata e sofferente ci ricorda la caducità della vita e il dolore che la permea in ogni momento. Non vi sentite consapevolmente peggio dopo aver visto quest’opera dall’impatto così feroce?

4.Palla demmè

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Una metafora quella del pianeta-palla di merda, già vista in un’altra opera gelosamente conservata nella Gallery, qui gestita in maniera più colorata ed allegra. Scritte color pastello incorniciano un paesaggio desertico nel quale vediamo sto scarabeo spingere a lato di una strada il pianeta/palla di merda. Non è chiara l’intenzione dell’autore: l’umanità è la macchina che schiaccia con noncuranza la palla tratta in salvo da uno scarabeo, ben più nobile della razza umana? Oppure lo scarabeo è l’umanità che salva il pianeta dalla cafoneria di qualche guidatore della domenica?

5.Repka ci sei mancato

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Repka ci delizia di nuovo con il suo marchio di fabbrica immutabile da trent’anni: figura in primo piano e altre due dietro che ripetono l’azione di quella davanti. Stavolta abbiamo un selvaggio con i capelli alla Ronnie James Dio, il naso alla Booker T e la panza alla Paolo Villaggio che gusta un avambraccio fresco fresco. Dietro di lui, uguale.

Eccoci pronti a ristorare il nostro animo con le opere donate dai nostri amici. Il primo a darvi queste gioie impareggiabili è Alberto, al quale mandiamo ringraziamenti a pioggia.

6.Opera mastodontica

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Il Rushmore con le facce dei Deep Purple non è nulla in confronto a questa cima talmente alta da superare le nubi sulla quale sono stati “scolpiti”  tre musi di tigre. Colpiscono le espressioni convinte e grintose delle tre fiere, peccato che sia un’opera che vedranno pochi eletti rocciatori professionisti.

7.Non perderlo!

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Treni simili a thermos “sfrecciano” in digitale su binari nel mezzo del nulla, gareggiando forse tra loro. Un tizio vestito solo con un paio di jeans cerca di raggiungere l’ultimo binario col treno in corsa diretto a Sburrate nell’Ano. Ce la farà o finirà sotto un banale rapido Roma-Napoli?

Passiamo alle interessanti opere inviate  da Todd, al quale inviamo una grandinata di ringraziamenti.

8.Battaglia gaia

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Il fratello scemo di Jem sta affrontando, vestito in maniera piuttosto equivoca, un drago che lo ha preso prigioniero insieme alla sua moto. “Bvuto mi hai bvuciato puve la chitavva! To’ to’!!”

9. Esche è!

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Dalle onde del mare rosso sangue, spunta l’esca definitiva per le vostre esigenze! La pesca sportiva non sarà più la stessa dopo aver provato questo spaventoso prodotto. Attenzione: il prodotto può ingoiare con facilità falangi e metacarpi. Inserire con attenzione sull’amo della vostra canna seguendo le istruzioni riportate nella confezione. Comunque non  guardate mai negli occhi il prodotto.

A chiusura dell’ampliamento ci gustiamo le opere di Giuseppe Moretti, al quale spediamo ringraziamenti a vortice.

10.Mi presento sono…

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“Ciao, sono una bella ventenne che vorebbe conoscere altri ragazzi per amicizia e chissà. Sono bella e formosa, simpatica e dallo sguardo vispo. Allego serfie per farvi vedere da voi la mia sincerità. La foto LO scattata davanti al monumento a Giuseppe da Verrazzano che sta sulla collina di Marinata.”

11.Madonna a cena

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Un poco raccomandabile individuo mangia la sua pietanza accompagnato da un’enorme statua della Madonna che sarebbe fuori luogo pure nella Clinica “Santissime Addoloratissime Sorelle di Gesù”. La pistola disegnata con gusto sul tavolo serve a far da contrasto all’evidente fervore religioso dell’insieme.

12.Forever Alone

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Il tipo di spalle fotoscioppato con maestria, ricorda quei bambini sciocchi che si fanno i fotomontaggi  scarsi con le donnine. La cosa divertente è che le tre signorine non lo degnano di uno sguardo manco col fotomontaggio, pensate a che livelli di solitudine si può arrivare.

13.Gliela incarto?

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Una bambina dalle fattezze orribili viene mandata dai genitori a fare la spesa. Arrivata al mercato un fruttivendolo le ha incartato la testa invece della spesa per non dover più sopportare la vista del suo volto.

14.Mangia Sano

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Un Pinosauro, un dinosauro che ha le fattezze di un certo Pino da Termiti, sputa “fuoco” a causa della cattiva digestione. Una rigorosa ecografia ci mostra il motivo di tale ingolfamento.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Gruesome- Savage Land


savageland_364Old School Death Metal? D’accordo, ormai è quasi un genere a sè e vanta numerose band che sfornano dischi a getto continuo, alcuni dei quali pure interessanti e di un certo valore, ma con i Gruesome si sfiora l’idiozia. I Gruesome già dall’artwork del nostro amico Repka* decidono di ripercorrere pedissequamente la proposta dei Death epoca “Leprosy” barra “Spiritual Healing”. La costruzione dei pezzi, il riffing e gli assoli sono più che un tributo alla mai troppo rimpianta creatura di Schuldiner. Chuck viene ripreso a modello fedele in ogni pezzo di questo disco, persino il modo di cantare è un’imitazione del growl così selvaggio e brutale tipico del genio schuldineriano. E’ una band che diverte, non lo nego, i pezzi sono divertenti e dinamici, non c’è mai il vero plagio ma solo un rimando a questo o quel riff, a quell’intro che ricorda ma non è. Un disco buono prodotto da un gruppo di amici come Gus Rios, ex batterista dei Malevolent Creation, Matt Harvey degli Exhumed (a proposito di “ispirazioni”) alla chitarra e voce, Daniel Gonzalez alla chitarra e Robin Mazen al basso, un palese omaggio ad un’epoca ormai chiusa e lontana, ad una band immortale che ha rivoluzionato con ogni sua uscita quello che si trovava intorno. Qui siamo dalle parti dei Thulcandra, degli Exhumed appunto, band divertenti che per qualche motivo decidono di seguire le orme di qualcun’altro, vuoi per passione vuoi per mancanza di idee proprie.

Prendetelo così, un divertimento senza pretese piuttosto efficace ma senza nulla che non sia la nostalgia a sorreggerlo.

Io me lo son anche goduto, ma se doveste fare qualche rinuncia in questo ricco 2015** ecco, i Gruesome potrebbero essere tranquillamente papabili.

Tracklist:

1.Savage Land
2. Trapped in Hell 
3. Demonized 
4. Hideous 
5. Gangrene 
6. Closed Casket 
7. Psychic Twin
8. Gruesome

Voto:

2stellee qualcosa!

L’assaggio del disco:”Hideous”

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Se dovete fare qualche ricerca su di loro in Google immagini, non dimenticate di specificare “gruesome BAND”. Non sapete altrimenti in che inferno di orrore precipitereste.

 

*domani quest’opera verrà ampiamente commentata nel nuovo ampliamento, non temete
**ci sono molti dischi di cui vorrei parlarvi, ‘sta settimana mi do da fare per recuperarne alcuni.

 

 

Quel Rude Venerdì Metallico /163:Pensieri mescolati, affatto agitati.



Un post di quelli dove trovate alcuni pensieri sparsi, perchè c’ho robe da dire e non mi andava di scegliere un solo argomento. Come sempre verrà arricchito da belle figliole, contenti? (le signorine avranno la loro quota di masculi quando torneranno a farmi sapere che ci sono e leggono RAM nei commenti, non è un dispetto ma un modo per stimolarle ad uscire dall’ombra).

Chappie

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Ebbene sì, m’è piaciuto. Ho letto peste e corna, critiche costruite sui presunti rimandi a Corto Circuito e altre stroncature becere solo perchè all’interno del film non c’è alcuna critica sociale e la politica, come ormai “deve essere” nei film di Blomkamp. Il messaggio forse non sarà così politico e presente come in “District 9″ o in “Elysium”, ricordiamolo massacrato anche esso, ma c’è e pesa. Celato dalle ormai consuete tematiche alla Dick sublimate nel “possono i robot avere una coscienza propria?” e il biasimo alla repressione fascistoide del crimine, un messaggio chiarissimo si fa strada con forza: quanto è importante per un bambino crescere in un ambiente sano, privo di violenza psicologica e traumi?  Basta ascoltare e dare peso a ciò che un bambino percepisce e vuole comunicare oppure qualcuno deve decidere per lui e per i genitori ciò che è giusto?

Ognuno si dia la risposta che crede, ma è impensabile trattare Chappie come un filmetto vuoto. Se si ha la giusta angolazione si vede benissimo quanto tra le gag e le meravigliose scene action (mo veniteme a dì che la scena iniziale dell’assalto degli Scout non è magistrale) si infili prepotente una chiave di lettura importante e non trascurabile. Per fortuna raccontata con un robot senziente, con Hugh Jackman in calzoncini che deve vendere il suo Ed-209 e una trama che fila liscia e semplice. E a me va benissimo….

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Slayer: Coraggio o mestizia?

Il nuovo singolo degli Slayer lo avete ormai ascoltato tutti, per esserne sicuri ve lo piazzo qua sotto prima di fare alcune considerazioni.

E’ poca roba diciamocelo, puzza di b-side lontano un dieci chilometri circa, come dire:non è brutta, ma non è nulla per cui strapparsi i capelli. “Implode”, l’altro pezzo anticipato dal nuovo album era un po’ meglio, sebbene mancasse di qualcosa. Manca la penna di Hanneman? Manca la cattiveria, la convinzione o semplicemente la sincerità? Nessuno può dirlo con certezza, magari un po’ tutte queste cose, va bene premiare il coraggio nel presentare un pezzo che non è la solita mitraglia, ma è anch’esso un solito pezzo “strano” e “disturbante” come poteva essere una “213”  o simili. Presto per giudicare un disco ancora non uscito e che porta tante questioni dietro di sè, ma le premesse sono poco incoraggianti.

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Female Fronted

Io lo avevo detto qualche tempo fa in un Rude Venerdì, non è corretto etichettare band diversissime tra loro solo perchè una ragazza ci canta dentro. E’ stupido, non ha proprio senso, serve solo a mantenere una linea di demarcazione chiara. Ieri Floor Jansen ha detto grosso modo la stessa cosa: “There seems to sometimes be an entire genre called ‘female-fronted metal.’ ‘Oh, so you’re in a female-fronted metal band?’ ‘Oh, yeah? Am I?’ What on earth does that say? Because then REVAMP [Floor‘s side project] is a female-fronted metal band, and so is NIGHTWISH. But those bands don’t sound alike at all. ARCH ENEMY is a female-fronted metal band, but so is DELAIN. They don’t sound alike at all. The only thing they both are are metal bands, but the style within metal is so massively different that it doesn’t really say much whether there’s a girl singing or not. So it’s really not so important. Plus, to emphasize the difference in sex between men and women, I think we’ve had that time by now.” (fonte Blabbermouth.net)
Come anticipato la penso allo stesso modo, cosa c’entrano i Nightwish con gli Holy Moses, i Delain con Mechanical God Creation? Niente, appunto.

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Tale padre, tale Figlio?

Justis Mustaine ha rotto il silenzio senza che nessuno glielo abbia chiesto, seguendo le Sante orme di Suo (e Nostro) Padre ha pontificato:

“I feel like a huge problem in the music industry these days is that fans are now more criticizing than supportive over their Artists.”
(“Sento che il grosso problema dell’industria musicale ai giorni nostri sia che i fan siano più portati a criticare piuttosto che a supportare gli artisti”)

Si può affermare con tranquillità che ci sia un’enorme fetta di leoni da tastiera sempre pronti a massacrare qualsiasi gruppo, persone infelici e mediocri che trovano il proprio scopo nella vita sparando giudizi non richiesti. E che guai se cacciano due euri per comprarsi uno straccio di nota legalmente. Sarà tutta colpa di questa gente se il Metallo arranca in termini economici?  Non so, ma il rampollo del Buon Padre almeno non ha detto uno sproposito. A proposito, vi ha mai raccontato di quando battè il figlio di James Hetfield in un torneo di Pokemon Rubino?

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