La fortuna è cieca…


…ma la siga ci vede benissimo, come dice l’adagio. L’altro ieri un fulmine mi ha bruciato la tv, la Ps4 e il pc. Ragion per cui mi vedo costretto a sospendere le attività fino al momento in cui avrò riparato o sostituito il mio computer. Vi scrivo questo post in condizioni di fortuna, condizioni affatto sufficienti a permettermi di aggiornare R.A.M. Non aggiungo altro, altrimenti diventerei più che volgare. 

The Gallery CCXXXXIX


Un radioso benvenuto a tutti voi, carissimi amici! Cominciamo col dire che siamo davvero contenti quest’oggi, abbiamo un ampliamento a dir poco strabiliante e non vediamo l’ora di viverlo insieme. Non siate così impazienti però, spingere e inveire per entrare non vi farà guadagnare tempo, anzi. Ai più facinorosi non sarà permesso l’ingresso, il biglietto varrà per una visita ai ben più scadenti Uffizi di Firenze, per punizione. No rimborsi! Ma entrate e rilassatevi, prego.

 1.Bombettman

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L’uomo con la bombetta guarda l’orologio, la sua nave diretta verso nuovi lidi e prospettive di vita migliori delle attuali, è in ritardo. E non partirà molto presto dato che qualcuno ha preso troppo alla lettera l’ordine del Capitando Feen Dus “gettate l’ancora!”

2.Appy-chee-katus, il guerriero

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Un’opera non ancora presente sui mercati internazionali, accaparrata dalla Gallery grazie al prestigio di cui godiamo. Guardate quanto sia incerto e provvisorio l’equilibrio di questo cavaliere, le braccia che sembrano di un altro, le parti d’armatura abborracciate ed incollate col vinavil, la sua espressione contrita. E’ il ritratto della sicurezza, della forza. Un baluardo forte e temibile.

3.Pollice verde

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“Caro, ti sei ricordato di mettere il concime a quell’orchidea rarissima? Se muore ti prendo a pedate!” “Tranquilla cara, ce ne ho messo un bel po’…”

4.Bombettman 2

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Ed eccolo di nuovo l’uomo con la bombetta. Risolte le peripezie con la nave è finalmente giunto nella città tentacolare e ricca. Fuma una sigaretta per trovare la concentrazione e vincere la paura, prima di buttarsi con l’ombrello per emulare il suo mito (se non sapete quale sia chiedete allo staff, ma sappiate che l’Arte va conosciuta, anche le cose brutte che di solito qui non ospitiamo). Chissà se si ricorderà di togliere lo zainetto da liceale malmenato prima.

La somma gioia del momento delle donazioni è arrivata e salutiamo con ardore i nostri amici che si sono prodigati nel cacciare opere per tutti noi. Ai nostri Gallerysti Onorari va tutto il nostro rispetto, la stima ed un ringraziamento da incorniciare. Il primo a beare le nostre pupille è Alberto…

6. Sexy bot

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“Dottò è grave?” “Noooo, una saldatina alle giunture e potrà tornare ad irretire cyborg col suo fascino indubbio!”

7.Campagna anti fumo

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“Ragazzi non fumate le troghe! Mi hanno asportato il naso per questo. Siate forti e lasciate stare” “ma scusi le esce del fumo da un occhio?!” “Per me è tardi…”

Seguiamo l’onda dell’entusiasmo per portarci ad ammirare le opere donate dal buon Todd. A lui vanno tutti i ringraziamenti del caso.

8.Campagna anti fumo 2

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“Capito giovani, nun fumate. Guardate io che per rimediare una tromba ho ucciso e squartato in preda all’astinenza. In venti anni di vita non ero mai sceso a tanto” 

 

9.Eleganza gourmet

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Un’opera che ricorda molto da vicino le grandi composizioni di Giuseppe Arcimboldo, superando però l’estetica classica e proiettando l’opera ai giorni nostri, pieni di amore estremo per gli impiattamenti e l’alta cucina. E a proposito di impiattamento, chiediamo un parere estetico del piatto ad un’esperta, di cui ci onoriamo dell’avere come ospite.

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“Ma che è ‘sta mmerda?”

10.Bere con garbo

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Bere fino a sfondarsi lo stomaco? Se sei uno zombie puoi! Tanto non puoi ubriacarti e comunque le interiora sono già disfatte. L’unico cruccio è che non senti alcun sapore o effetto inebriante.  Almeno questa è la scusa che il tipo al centro rifila ai disperati intorno a lui in cerca di un goccio.

Chiude con abitudinaria puntualità il preciso e affidabile Giuseppe Moretti. Anche per lui spendiamo parole di elogio sparse, ma solo quelle che qui si fa tutto per la gloria!

11.Alimentazione sana

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“Dice che il midollo osseo fa bene e rilassa. Così mi ciuccio una bella spina dorsale, dopo la fatica che ho fatto per liberarla da quella carnaccia fibrosa del mio ex!” Un osso buco no?

12.Dominatore 

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Un approccio morbido all’epica, figlio della serie animata dei Masters. L’epico elmo, ricavato da una mascherina di una vecchia AlfaSud, aggiunge un tocco truce al tizio, al quale sembrano portare rispetto anche gli alberi, inclinati da una parte per la paura.

13.Campagna anti fumo 3

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“Sì fumare eccetera, ma io da quando ho smesso non faccio che magnà. Ho talmente fame che me magno pure da solo e oggi che è il mio compleanno penso che mi farò l’altro piede alla Rossini. Così per sfizio!”

14.Stransex

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Misurare il diametro di una paletta? Ci può stare se non si è troppo soddisfatti della propria vita sessuale. Inoltre tutto può essere un dildo, se si è abbastanza audaci…

15.Cold hard men of steel

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Guerrieri di Metallo, forgiati nel metallo, lucidati con un panno, sono qui per distruggere tutto e tutti. Per portare le loro capigliature al di sopra dei poveri umani!

 

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“Yeah!! Brothers of Metaaaal!!”

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Overkill- The Grinding Wheel


overkill_-_the_grinding_wheelGli Overkill sono una band affidabile, solida e compatta e nessuno lo ha mai messo in dubbio, non hanno solo vivacchiato con album che scimmiottavano i loro esordi, spesso anche nel recente passato, hanno persino creato album oltre ogni immaginazione per vitalità, energia ed impatto. E questo è un merito sempre più raro per una band con molti anni sul groppone. Possono piacere o meno, ma è innegabile il loro alto e costante contributo alla causa del Metallo. Le aspettative erano altissime anche a causa di una serie di dischi centrati in pieno e purtroppo non sono state soddisfatte in pieno. Non siamo di fronte ad una catastrofe, quanto ad un disco che avrebbe potuto essere bellissimo se avessero avuto più accortezza in certe decisioni. Una su tutte, la lunghezza dei pezzi. Sono davvero troppo, troppo lunghi. Fa strano vedere gli Overkill allungare il brodo in questa maniera inutile e rendere pesanti, nel modo sbagliato delle canzoni. Non tutte poi sono così riuscite, ma soprattutto nella prima parte dell’album ci sono perle ricche di riff e le urla beluine tipiche di Blitz che solleticano a dovere le orecchie, purtroppo però l’album è davvero duro da ascoltare per intero. Meno giri e ripetizioni avrebbero reso questo lavoro molto più digeribile e coeso. Ci sono quelle piccole sperimentazioni e deviazioni dal thrashone classico e rutilante, le quali avrebbero dato anche un tocco in più se non contribuissero a dilatare la lunghezza dei brani oltre modo. Sembra di aver ascoltato tre quarti di disco e ci si accorge con stupore di essere appena alla terza traccia, per darvi un’idea dell’esperienza vissuta con “The Grinding Wheel”. E’ davvero un peccato, perchè c’è tutta l’energia che ci si aspetta da una band così cazzuta e la durata dei brani non sarebbe poi il male assoluto, se non questo insistere sul riproporre giri e giri uguali apparentemente senza uno scopo. Provate ad immaginare una ragazza bellissima durante una serata con voi, ad un certo punto vi baciasse con trasporto, poi quando le cose cominciano ad ingranare decidesse di fare una passeggiata. Sei chilometri sul lungomare, poi bacio appassionato. Altri sei chilometri, bacio. Ma il momento di quagliare sembra sempre più lontano e dopo tutti quei chilometri non sarebbe manco ‘sta gran cosa.

Un calo di qualità che li rende umani, una flessione che però avrebbero forse potuto mitigare con una capacità di sintesi momentaneamente (si spera) smarrita.

Tracklist:

01. Mean Green Killing Machine
02. Goddamn Trouble
03. Our Finest Hour
04. Shine On
05. The Long Road
06. Let’s All Go To Hades
07. Come Heavy
08. Red White And Blue
09. The Wheel
10. The Grinding Wheel

Voto:

2stelle e mezzo!

L’assaggio del disco: “Mean Green Killing Machine”

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Ignoranti e prolissi

Quel Rude Venerdì Metallico /220:Same old Songs


Quest’ultimo periodo ci ha regalato numerosi ritorni di band che hanno fatto la storia, soprattutto mi riferisco ai gruppi storici Thrash Metal. Il ritorno dei Testament, dei Metallica, dei Kreator, dei Sodom e degli Overkill (che recensirò a breve), ha dimostrato quanto sia difficile per una band con più di dieci dischi alle spalle conservare una certa freschezza ed eccitare i propri ascoltatori. Certo, c’è chi si accontenta dell’ennesimo rimescolio di idee già note, a me questo non basta più. Sebbene formalmente perfetti, con momenti azzeccati e perchè no, qualche bel pezzo, i dischi di queste band sono alla fine robetta dimenticabile che come diceva qualcuno anni fa “generano una frazione dell’eccitazione che generavano allora”. Mi sono chiesto se fosse un mio problema, sapete com’è, alla soglia dei quarant’anni uno certe domande se le fa, mi sono risposto da solo come nell’adagio marzulliano. Non sono io, è proprio che questi lavori sono dei compitini ai quali è difficile voler bene sul lungo periodo. Non è una questione figlia della mia vecchiaia incalzante, quanto della loro paura. Il mondo è cambiato dal 1986 e spesse volte sono cambiate anche le band nate in quel periodo. Sperimentazioni, ammorbidimenti e cambi di rotta hanno sempre portato ad una sollevazione popolare che ha riportato all’ovile della sicurezza quanti hanno provato a deviare dal percorso stabilito ad inizio carriera. Se invece di ascoltare l’ennesima variante sul tema, questi “difensori della via vecchia” avessero lasciato spazio di manovra ai musicisti, avessero provato a concedere fiducia a ciò che stavano provando a creare magari chissà, oggi avremmo lavori sicuramente diversi e meno “rassicuranti”. Non si può dire al 100%, forse però sarebbe stato molto più interessante scoprire cosa avrebbero portato, quali direzioni musicali avessero preso e invece no. Penso sia normale non azzeccare al primo colpo una roba che ti costringe ad uscire dal tuo orticello, giusto i Kreator lo hanno fatto con classe e giudizio. Eppure anche loro hanno preso le loro smanie di cambiamento e le hanno riposte ben bene nel dimenticatoio.

Forse viviamo in un’epoca, come si è detto millemilla volte, che non permette di lanciarsi nel vuoto. Il margine di errore è più stretto e si rischia di scomparire per sempre, dato che la voglia di immanenza è rimasta intatta in molte persone. Godetevi pure la solita minestra, magari ha anche un buon sapore, ma se la mangiate da vent’anni un minimo, vi romperà i coglioni o no?

Eccitatemi di nuovo!

Eccitatemi di nuovo!