Quel Rude Venerdì Metallico /197:Emozionare col Metallo


La recensione di ieri sull’ultimo lavoro degli Schizo, una botta fantastica, mi ha fatto pensare a quanto oggi sia difficile trovare del “sentimento” autentico in un disco. Quando ho ascoltato “Rotten Spiral” ho percepito la voglia del gruppo di esserci ancora, di esorcizzare una rabbia repressa picchiando con del sano Metallo. E questo non si consegue solo pestando duro perchè fa figo. Molte band di oggi che suonano e si professano “Old School” non riescono quasi mai a carpire la vera essenza che un suono estremo dovrebbe contenere, trasmettendo poco o nulla all’ascoltatore e non solo per la poca originalità della proposta. Quando si suona e ci si approccia ad un pubblico, non basta “scegliere” di suonare il più duro possibile, se non hai la scintilla dell’incazzatura tutto si riduce ad una mera riproposizione delle intuizioni altrui. Incazzatura o altro, beninteso. Ci sono gruppi meravigliosi che non hanno bisogno di sfoggiare solo la rabbia con il proprio Metallo, ma riescono ad infondere di emozioni più disparate i propri dischi. Non so, l’amarezza dei Prong, la malinconia dei Novembre o la voglia di raccontare mondi fantascientifici e di renderceli veri attraverso  dei riff contorti e massacranti come i Vektor, per citare una band recente che centra il bersaglio, pur rifacendosi pesantemente ai leggendari Voivod., portando però oltre il loro discorso o almeno cercano di farlo.

Se non riesci ad esprimere nulla di te stesso, se non sai fare altro che importare schemi creati da altri, non hai molto futuro. Almeno alle mie orecchie i milioni di cloni senza sostanza, che badano più alla forma che ai veri contenuti, sono destinati a cadere come pere mature, senza lasciare grosse tracce del loro operato. Sarò io, ma trovo della passione autentica persino nei Primal Fear, che di seguire il sound ed i passi di un’altra band ne fanno uno stile di vita. Però c’è qualcosa che ribolle sotto i loro riff, una sincera ammirazione che sublima spesso nel copiato, ma si arricchisce proprio grazie alla sincera attitudine che mettono nei loro dischi. Non ci sono scorciatoie, per rimanere e ascendere ad un livello superiore devi avere qualcosa da trasmettere, quale che sia questo qualcosa. Puoi essere il più tecnico musicista del mondo, ma se non riesci ad infondere la tua tecnica con del sentimento vero, allora quello che fai diventa semplicemente uno sterile esercizio di stile atto a soddisfare solo il proprio ego.

Prima di pensare a quanto sia figo suonare come la band “X”, o quel genere “Y”, le band dovrebbero farsi una domanda semplicissima che richiede una risposta non altrettanto semplice da soddisfare:”Ma noi che cazzo vogliamo dire con la nostra musica?”

 

 

Schizo- Rotten Spiral


schizo-rotten-spiral-copertina-2016“Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello!” (Frate Antonino di Scasazza)

Sì, il nuovo disco degli Schizo, pubblicato dall’italianissima Punishment 18, è bellissimo. Sembra una botta di adrenalina sparata direttamente nel cuore, affannato da troppi manierismi senza sentimento. Sembra di essere tornati agli anni d’oro dello schiaffone “made in Italy”, quelli di gruppi come Bulldozer, Necrodeath e Schizo appunto. I primi sono rinati con un disco feroce ed ironico come loro solito (“Unexpected Fate”), i Necrodeath viaggiano con regolarità pubblicando lavori devastanti e sempre “nuovi”.  Gli Schizo hanno dovuto penare tra mille cambi di formazione, lasciando praticamente S.B. Reder come unico membro originale, un turbine che non ha pregiudicato la sostanza dei loro lavori recenti. Sono ancora qui, marci ed incazzati col prossimo, al quale sparare proiettili veloci e precisi. Per dirla con uno slogan: si parte a rotta di collo, si finisce col collo rotto.

Beneficiando di una produzione magistrale, affidata niente meno che a Tommy Vetterli (dai, se non conoscete i Coroner ditelo, vergognandovi un pochino però) i siculi affrontano l’era moderna in maniera non dissimile da come hanno sempre fatto, scartavetrando i loro strumenti come se gli avessero fatto qualcosa di male. Thrashone veloce, senza fronzoli, inarrestabile e frenetico anche quando rallentano (ascoltate la title track linkata a fine recensione per capire meglio l’ossimoro). In questo flagello di velocità però non si corre senza costrutto, non ci sono riff confusionari ed incomprensibili o quell’assenza di pesantezza che a volte affligge le alte velocità. Gli Schizo riescono a concentrare potenza, dinamismo, melodie ed assoli ultraficcanti  lungo tutto l’album.

Qui non c’entra l’importanza storica, il culto per una band che poteva raccogliere molto di più, oppure la solita bonarietà riservata ad un gruppo di compaesani. Questo disco fa sembrare (ancora di più) “Repentless” degli Slayer una robetta da manuale, scolastica. Qui c’è la furia vera, la rabbia veicolata in musica e tanto sangue. E cosa volete di più da un disco di Thrash Metal?

Tracklist:

1) Leaders of Deception
2) Skeptic Flesh
3) Neurotic Propaganda
4) Rotten Spiral (Feat. Tommy Vetterli)
5) Deathwire
6) Freikorps
7) Hysterical God
8) Final Warning

Voto:

4stelle

L’assaggio del disco: la title track

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Meenghia Gioooonni!!

 

 

The Gallery CCXVIII


Siamo pronti e carichi anche questo Mercoledì carissimi amici. Entrate che piove, i più affezionati visitatori tra voi sicuramente non ascolteranno nemmeno le parole cariche di sentimento ed emozione genuina che vi doniamo. Costoro fremono per entrare, in fondo  adusi ad introduzioni e raccomandazioni. A tutti  coloro che invece varcano la soglia per la prima volta vogliamo solo dire: entrate e rilassatevi. Non fatevi trascinare a fondo dalle vostre sensazioni, rimanete padroni di voi stessi, non esitate a chiamare aiuto e…godetevi la visita!

 1.Strana adunanza

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“Arrivai al fine del mio periglioso viaggio, in una amena radura spoglia. Una nera figura arborea faceva da testimone al peggiore raduno pagano mai visto. Esseri deformi festeggiavano ballando e torcendosi, suonando e mangiando frutta marcia…non mi unii a loro, non erano molto socievoli ed il mio cavallo nemmeno”

2.Foga

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Una mangiata di Bucatini all’amatriciana fotografata nel suo atto finale. La foga e la tendenza del bucatino a schizzare la salsa, se inforchettati troppo vorticosamente, ha colpito ancora. Il tizio riflette se farsi un altro piatto o passare direttamente al secondo.

3.Ti Maledico(in senso buono!)

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“Ti maldico frattone nudo e pungente, con il sacro zolfo infernale! Per l’autorità conferitami dal cornutone caprino, io ti riverso sopra i miasmi infernali, sperando che per una volta tu ti decida a produrre more succose per il sostentamento di questo figlio del male”

4.Temple of Boredom

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Dall’alto di una struttura poco solida, quattro individui illuminano a giorno alcuni oscuri tizi ai piedi di una scalinata in tufo. Vogliono vedere chi è che si permette di lanciare pernacchie al dio dall’ascia dorata, che tutto vede e tutti annoia col suo silenzio.

 

5.Rinascita

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“Dunque sono rinato con…tre bocche, un occhio! Oh mannaggia! Va be’ poteva andare peggio…ma un momento! Cos’è quel buco in fronte da cui esce aria così fetida…no, non è possibile!!”

Ed eccoci ancora una volta di fronte alla parte di ampliamento resa possibile grazie alle vostre disinteressate donazioni. La Direzione ringrazia personalmente tutti coloro i quali perseverano nello scopo di rendere la Gallery un posto unico per tutti gli amanti d’Arte. Lanciando ringraziamenti come shuriken, colpiamo il primo generoso donatore: Todd.

6.Traslocalbero

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L’albero antropomorfo sta pensando bene di lasciare il campo che una volta rendeva rigoglioso e felice lui e i suoi amici. Questi ora sono morti, tramutati in mobili “Sciatò D’AXL”, i mobili dai toni rossastri che tanto vanno di moda in Australia.

A chiudere, Giuseppe Moretti al quale estendiamo i ringraziamenti shuriken!

7.Scene nascoste da una coltre di mistero acido

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Un’opera difficile da guardare, i colori vivaci ed accesissimi confondono la vista ed i sensi. E’ l’intento dell’autore sconvolgere chi guarda, spronandolo a focalizzarsi sui mille particolari pregnanti con i quali ha riempito la scena. Purtroppo però, nemmeno l’uso di volontari trattati con apposite sostanze psicotrope ha dato una soddisfacente catalogazione di tutte  le scene raffigurate, tali sostanze interferiscono con le corrette percezioni degli individui, ampliando il loro parco di soggetti e scene visualizzate.

8.Baila Dente!

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Se la dentiera non regge e sfugge libera dalle vostre bocche, perchè non renderla un segno distintivo del vosto look? Sfoggiatela, palleggiateci e sollazzate i presenti con le vostre dentature ballerine. Tutti si ricorderanno di voi, non importa se prima sembravate il nipote di Filini.

9.Una nuova giornata

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Il big foot minge tranquillo, dopo che il “galloyeti” ha cantato la sveglia. “E’ ora di spaventare qualche redneck ritardato” riflette il bestio con una punta di soddisfazione, chiedendosi come mai nessuno di quegli imbecilli possegga un arnese per scattare foto decenti.

10.Simbolismo

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Un’angela con il fisico leggermente sblusato, viene afferrato da una mano gigante. Cosa sta a simboleggiare questa immagine intrisa di profano misticismo? Teologi e studiosi dell’Arte si interrogano senza venirne a capo.

11.Corrente sottovalutata

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Il tardo “collagismo” si sublima nei primi anni duemila nella corrente del “fotomostrismo”, dove alle classiche tecniche del collage fotoscioppo viene data una chiara direzione d’intenti: creare delle inquietanti creature usando  parti umane ed innocenti elettrodomestici e spesso, come in quest’opera, materiali idraulici. La resa finale, se da una parte tradiva la ricerca dell’inquietudine che atterrisce, dall’altra centrava in pieno quella che rallegra. La corrente si spense a metà del primo decennio del Duemila, forse troppo presto.

 

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Quel Rude Venerdì Metallico /196: Axl negli AC/DC?


 

“Support Music not Rumors”  (“supporta la musica non i pettegolezzi”) ci diceva il buon Schuldiner, eppure sappiamo come oggi si faccia esattamente il contrario. Qualche giorno fa si è saputo che Brian Johnson a causa di un problema piuttosto serio all’udito, ha dovuto mollare il tour a supporto di “Rock or Burst”, tour a cui manca per concludersi la tranche europea (correggetemi se sbaglio). Hanno cominciato a nascere strane voci sul Web, smentite, sussurrate e alla fine confermate:Axl Rose prende il posto di Johnson per consentire alla band di onorare gli impegni già presi.  Axl Rose? Ma pensa te,  una scelta coraggiosa motivata non so da cosa, si vede che Johnson non ha nipoti che cantano come lui e serviva un nome bello roboante per sollevare il polverone. E che polverone! Nemmeno avessero preso Gigione!

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“Ariù redi foreggguuttaimm?? Oì!”

Grossi fansite che chiudono per protesta, gente che si accapiglia in ogni angolo, testate che raccimolano click  e consensi scovando esempi migliori di Axl come sostituto, partendo ovviamente dal solito sosia “OHèuguale!” che milita nella cover band  più fedele possibile all’originale.

Ammesso e non concesso che sia meglio una fotocopia piuttosto che un cantante con una sua personalità(discutibile quanto volete), ma pensate che questo danneggerà l’afflusso ai concerti del gruppo? Quanti, ormai col biglietto da mesi, ci andranno comunque perchè curiosi di vedere questo connubio rochenrolle? Altro che farsi rimborsare? Sai che storia da raccontare ai posteri:”Oh io c’ero quando gli AC/DC hanno suonato con Axl Rose! Non puoi capì l’osteoporosi che se respirava quella sera!”

Quelli a cui forse rode il culo più di tutti sono gli speranzosi della reunion dei Guns che erano riusciti a coronare i loro sogni di veder tornare insieme il gruppo più autodistruttivo della storia, il cui apice di sistematica demolizione della propria carriera si ebbe con il celeberrimo “The Spaghetti Incident?”, madonna c’ho ancora i conati dalle risate.  Tranquilli, vedrete che Axl finito il tour e la bagarre mediatica, verrà rispedito al mittente con tanti  saluti. E potrete rivedere altre icone distruggersi pietosamente.

Io che ne penso? Perchè la butto a ridere dite?

Ma perchè, cosa volete fare di una roba simile? Ragionarci sopra? Io la penso come sempre, ognuno faccia quello che vuole e buon pro gli faccia. Non è che se scrivo: “La parola ‘RITIRO’ valorizziamola di più, spogliamola dei suoi significati più malinconici, torniamo a pensare che sia la cosa più bella che una band a fine carriera possa donare ai suoi fan”, improvvisamente qualcuno cambia idea. O no?

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Era davvero la scelta ovvia, come hanno fatto a non pensarci?