The Gallery CCXXXI


Benvenuti carissimi! Un nuovo ampliamento scalpita per voi, preparato con la cura maniacale di chi ha una reputazione da mantenere. Sarebbe presuntuoso e poco onesto però investire una tale cura solo per preservare uno status. Infatti il nostro pensiero principale è quello di donare, al modico prezzo di un biglietto d’ingresso, gioia ed emozioni come raramente ne avete provate di fronte ad un’opera d’Arte. Pensate siano solo parole roboanti? Dico a voi che magari non avete mai avuto occasione di varcare la soglia del nostro complesso museale. Entrate, girate per le sale: siamo sicuri che uscirete diversi da come siete entrati. Chiedete a coloro i quali ci visitano con preoccupante frequenza e regolarità. Lo sapranno scegliere le parole giuste, ne siamo sicuri. Noi apriamo i cancelli, prego amici da questa parte…

 1.Bella, ricca, lieve difetto fisico…

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Una signora con dodici dita ed evidenti problemi cutanei(e respiratori), ammira l’ultimo candidato inviato dall’agenzia per cuori solitari a cui si è iscritta. Ammira per modo di dire, in realtà è talmente disperata che cerca un qualcosa che le piaccia in quell’ammasso di elementi agglomerati a caso.

2.Nuove deviazioni del Collagismo

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Ancora il Collagismo che si evolve e cerca nuove strade  per esprimere la sua peculiarità:generare immagini uniche usando altre immagini a caso. In questa varietà si cerca di costruire una figura antropomorfa mescolando elementi diversissimi ed apparentemente in contrasto fra loro. Il tono grigio rende l’opera meno brillante di quanto meriterebbe.

3.Reazione eccessiva?

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Un’esplosione di biscotti e marmellata dipartono da quella che una volta era una testa. Una dimenticanza fatale che lo ha portato a farsi esplodere il cranio con la classica manata di chi ha scordato qualcosa di importante. Quello che avrebbe dovuto ricordare innanzi tutto è di avere una testa fragilissima, biscottata. 

4.Irritazioni

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“Dottore è grave?” “Ma no, ha solo due pirla nell’occhio.” “E il fumo?” “Quella è una reazione normale dovuta alle esalazioni dei pirla. Passerà non appena il suo corpo li espellerà. Mi raccomando non si gratti più, si è irritata tutta la pelle.” 

 

5.Out of time

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In equilibrio su un foglio di carta i quattro permanentati da denuncia si ergono fieri nei loro abiti violanti il codice penale. Rilassati e comodi nei loro stivali alla Tex Willer attendono il futuro. 

Siamo alla chiusura dell’ampliamento affidata alle donazioni di Todd, gallerysta onorario di spessore. Lo ringraziamo una volta di più per il suo impegno e la passione autentica perorata con abnegazione.

6.Esibizionista

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” ‘Guarda mare e rabbrividisci, il mio sesso è tutto tuo!’ ‘Ma che è sta roba, vade retro ipodotato!!’  esclamò il Mare aprendosi in due  per evitare la vista di quell’organo riproduttivo così imbarazzante e risibile.”(Natura e Sesso, Deviazioni e racconti. di M. Scopazzi, Pocodibuono Editore)

7.Black School

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“Dungue vetiamo…dimme la tabellina del tre” “Ehm…prossò… dungue…” “nu la sai? Te boccio sà!!” “No la so, la so. Dungue…tre…sei…sei…sei” “E che te credi che te la cavi cor sei sei sei? Te metto trene!! Vai a posto sumaro! Me figuro se te nterogavo a storia der satanishmo…”

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Iron Maiden Live in Roma 24.07.16, com’è andata.


iron_itaDopo anni di lontananza da un evento open air sono tornato sul campo grazie ai Maiden e alle spinte più che volenterose della mia compagna che voleva vederli a tutti i costi. E ha fatto bene ad insistere, ci siamo divertiti e abbiamo scapocciato in allegria.

Gli odori inconfondibili di birra fresca, birra che si mescola a sudore e salsicce, polvere e ancora sudore mi riportano con la memoria al passato, cullato dall’adrenalina e dai ricordi mi accingo a gustarmi i Saxon, rispettando il “programma” di cui vi ho scritto Venerdì scorso, siamo arrivati con orario svizzero proprio dieci minuti prima dell’inizio della band di Biff Byford. Non li avevo mai visti e mi sono gustato l’incredibile energia che questi vecchietti mettono in campo senza risparmiarsi. Il volume bassissimo non ha reso affatto giustizia al gruppo, che non ha lesinato sudore e convinzione penalizzato anche da un missaggio non proprio brillante, come ogni festival vuole. “Battering Ram” apre il concerto che sarà nell’ora scarsa a disposizione infarcito di classici. Quelli che si aspettavano tutti da “Motorcycle Man” a “Crusader” passando per “Power and the Glory” e l’incredibile “20.000 Feet” che Byford presenta come una canzone antesignana del Thrash Metal e a ragione. Quando il bianco crinito cantante si mangia il foglio della scaletta, su di noi piove e non ce ne potrebbe fregare di meno.”Heavy Metal Thunder” e giù fino alla fine con “Denim and Leather”. Cazzuti, energici, potenti. Un show perfetto che è durato molto poco, ben recepito dal pubblico. Peccato per il volume insopportabilmente basso.

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Mentre attendiamo gli Anthrax perdo lo sguardo nella folla, cercando di scorgere le facce amiche di persone che mi avevano detto che ci sarebbero state. Non ci siamo visti, peccato. Va detto che la folla era incredibile, e non ci crederete ma proprio come un pessimo espediente da film horror, i cellulari prendevano a singhiozzo o nulla. La ricerca visuale non ha dato i frutti sperati, ho riconosciuto solo il gestore di un pub dove ogni tanto vado, il Graz di Metal.it e altri che non vi sto qui a dire che tanto “ncè frega n’cazzo”.

Salgono gli Anthrax sul palco, senza Benante purtroppo. Charlie non ha partecipato a questo tour per problemi fisici(sindrome del tunnel carpale) ed è stato rimpiazzato dal sostituto per eccellenza: John Dette. Il quale va detto, è una solida garanzia. Gli Anthrax partono con “You Gotta Believe” un pezzo tutto sommato salvabile dall’ultimo album, il grosso problema è anche loro costretti a suonare con un volume così basso che si poteva parlare tranquillamente con il vicino anche a distanza considerevole. Comodo se hai molto da chiacchierare, un po’ meno se vuoi goderti una Thrash Metal band che spacca culi sul palco. Possibile che i Maiden siano così stronzi da far suonare in quel modo così castrante i gruppi di supporto? Mah…

La pioggia incessante durante la loro performance non ha scalfito la voglia di sano headbanging sui pezzi classici come “Madhouse” o “Caught in a mosh”. Boato poi su “Antisocial”, con Belladonna che magari non avrà più la voce di un tempo ma che sa ancora come intrattenere e guidare il pubblico durante il concerto. Scott Ian zompa un po’ meno rispetto al passato, è praticamente immobile oserei dire, ma ci può stare e finchè la chitarra grattugia non c’è niente da dire. Anche per loro un’oretta che si esaurisce in fretta, troppo in fretta. Ottima però l’interazione col pubblico e la qualità indubbia della loro prova, Belladonna compreso che ha tenuto botta, evitando con mestiere le asperità sui pezzi più esigenti. L’unico  inciampo? Il tentativo di acuto a fine concerto, sull’onda dell’eccitazione ci ha provato, ma gli è praticamente morto in gola. Risata amara, fine.

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E arriva il momento dei Maiden. Scenografia coperta, soundcheck di rito. La folla si stringe e fortunatamente non piove più. L’eccitazione sale quando “Doctor Doctor” introduce come di consueto l’inizio vero e proprio del concerto. Sui megaschermi parte un video in CGI dalla qualità non proprio esaltante, degno di una PS3 per capirci, ci viene mostrata una giungla dove si annidano tronchi con la faccia di Eddie e l’Ed Force One che prova a fuggire da un intrico di liane. Tutti rapiti dal filmato e i roadie scoprono la scenografia sul palco mentre un boato saluta il decollo digitale dell’aereo di linea, aiutato nella fuga da una manona gigante che lo scaglia via come fosse un aeroplanino di carta. Hanno già vinto i Maiden, rendendo eccitante un pesante e normalissimo Boeing. Ci siamo, scoppio e partenza come da tradizione con un pezzo dal nuovo disco. “If Eternity Should Fail” e subito a ruota “Speed of Light”. Il pubblico canta, i Maiden relegano la parte fisica ai soli Dickinson e Gers, il quale finge di suonare per l’80% del concerto quindi qualcosa dovrà pur fare per guadagnarsi la pagnotta. Sarà una scaletta incentrata su “The Book of Souls” e ci può anche stare. In fondo i pezzi funzionano bene dal vivo, a parte “Tears of a Clown” che proprio non mi sembra sto gran che. Quello che fa male è l’esclusione di un enorme parte del passato della band. Una scaletta che ha visto sei pezzi estratti dall’ultimo album e appena quattro o cinque pezzi classici.”Children of the Damned”, “Hallowed be Thy name”, “Powerslave”, “The Trooper”, “Fear of the Dark”, “Iron Maiden”, “The Number of the Beast” e “Wasted Years”. Quando negli encore ci finisce “Blood Brothers” si capisce quanto tempo sia passato per la band. Niente “Run to the Hills”, niente “Running Free”. Dickinson sulle parti alte allontana come sempre il microfono, ma sembra non uscire nulla dalla sua ugola. E’ già miracoloso che canti in quel modo, nessuno pretende di più e la mancanza di certi pezzi è giustificata da un qualcosa che nessuno può contrastare: la vecchiaia.

E’ triste ma così è, non accettarlo sarebbe sciocco.

Nonostante questo la performance è grandiosa, i pezzi vanno giù lisci come l’olio e non importa se Steve Harris non salti più come un grillo. Il basso lo manda ancora a mille e tanto di cappello. A fine concerto realizzo che gli Iron Maiden di oggi sono proprio come il Boeing del filmato in apertura, rassicuranti ed affidabili seppure non proprio eccitanti come un moderno caccia da combattimento. Però mi viene spontanea la domanda, finiti loro chi rimarrà a proporre show così catalizzanti e spettacolari? Se una cosa è chiara dopo una giornata passata a guardare vecchi leoni ruggire, ma con la criniera sempre più spenta, è che il Metallo non sarà più lo stesso quando smetteranno.

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Dimenticavo, anche i Maiden suoneranno ad un volume piuttosto basso e un missaggio di merda. Forse un pelino più alto degli altri, ma restava un volume di merda. Così come di merda è stata la gestione del deflusso del pubblico. Un’ora per uscire dal parcheggio, pagato pure salato tra l’altro, ben dieci euro.  Li mortacci vostri si può dire no?

 

Quel Rude Venerdì Metallico /206:Iron Maiden live a Roma? Ci sarò!


Domenica prossima sarò al concerto dei Maiden a Roma, come perderseli dato che non li vedo suonare dal lontano 2000, durante la tappa al Gods Of Metal 2000, “simpaticamente” soprannominato “Gods y2k”, nel tour post reunion con Bruce Dickinson.

Quando ci ho pensato ho realizzato che sono passati ben sedici anni.*

Quella volta fu la prima volta che vedevo live il gruppo che mi aveva iniziato al Metallo e fu emozionante, indimenticabile. Ne ho vissuti di momenti emozionanti sotto il palco, prime volte e conferme che non dimenticherò mai, però quella con i Maiden rimane qualcosa di speciale. Lo so, “The Book of Souls” è un mattone dove salvo poche canzoni ed anche queste sono troppo lunghe e colme di ripetizioni inutili, così come tutto il post “Brave New World”: qualche buon brano e troppe lungaggini(per non citare l’ormai proverbiale drumming statico di Nicko). Eppure la voglia di ascoltarli per la seconda e forse ultima volta dal vivo mi riempie di attesa spasmodica. Che ci volete fare, sono il solito metallaro italiano medio che quando dici “Maiden” non capisce più un cazzo e dimentica anche quello che ha scritto in questi anni.

Non ci saranno solo loro però: Anthrax, Saxon, Sabaton ed altri tre gruppi che non conosco allieteranno il pomeriggio di Metallo domenicale.

Tornare giovanotti guardando un flyer

Tornare giovanotti guardando un flyer. Pure brutto.

I Saxon non li ho mai visti dal vivo, neanche quando suonavano ovunque per una birra. Non ho mai avuto l’occasione e sono felice di colmare questa lacuna, considerando l’amore che nutro per la band di Byford e soci. Gli Anthrax li ho visti già, purtroppo con il rientrante Belladonna e mai con Bush. Sempre divertenti e scoppiettanti, pure se l’ultimo disco non so manco più come suona, tanto l’ho trovato fiacco. I Sabaton che suonano Domenica(“mamma mia, toglietegli la tastiera a questo!”un lettore intelligente) fanno già ridere, loro però sul palco ci sanno fare, anche se non li apprezzo quasi per nulla. Giusto un sano antipasto prima della triade che mi sta ossessionando il cervello. Mi scuso con i ragazzi delle altre tre band ma davvero non so chi siano o che musica facciano. Documentiamoci insieme.

A perfect Day:

Ad aprire il lotto la nuova band di Andrea Cantarelli dei Labyrinth, dei quali il mondo non sa più una mazza dal 2010. Ho ascoltato solo un pezzo sul tubo, non mi dispiace sebbene non mi abbia conquistato. Un sound energico, dal taglio moderno con un cantato troppo “leggerino”. E comunque cominciano troppo presto, io so’anziano se posso arrivo più tardi possibile.

Wild Lies:

Sono inglesi ed hanno all’attivo solo un EP. “Non se ponno sentì” per dirla breve, se la volete lunga vi posso dire che sembrano una specie di Disturbed senza i latrati di Draiman, con i ritornelli in stile Metalcore. Ma di quello proprio brutto.

The Raven Age:

Anch’essi inglesi e con un solo EP all’attivo. La differenza con i Wild Lies è che non fanno cagare del tutto. Il loro è un Metallo molto melodico, moderno ma non troppo,  non sconvolge ma che può regalare momenti interessanti. Dovrei riuscire a perdermi pure loro con nonchalance.

(“e questo lo chiami documentarsi?” sempre il lettore intelligente, “guarda che me li so’ dovuti ascoltare prima di parlare ciccio” replica obbligatoria del sottoscritto).

Questo è quanto, una sana domenica di Metallo per la quale metterò a dura prova la mia pigrizia. Naturalmente vi racconterò tutto cercando di non annoiarvi come la volta scorsa, quando vi ho deliziato col report sulla data milanese di Zakk Wylde.

 

p.s. se qualcuno di voi ci sarà allora ci potremo salutare di persona, unico indizio: indosserò la barba e una maglia di “A matter of life and Death”. Troppo poco? E se no che gusto c’è? 

 *sono un rincoglionito, li ho visti pure nel 2007 all’Olimpico. Che son pur sempre nove anni fa…

 

The Gallery CCXXX


Siamo ancora aperti che ci crediate o no! Non importa quanto faccia caldo o quante persone preferiscano incastrarsi su affollate spiagge per “rilassarsi” piuttosto che concedersi una sana visita nelle nostre sale, la Gallery vi offre sempre succose novità e pezzi pregiati. Non prezzi, non siamo mica l’Esselunga. Il nostro biglietto non conosce aumenti di prezzo dal 2010, sebbene da allora lo spazio espositivo sia aumentato del “totmila” per cento. Voi che siete qui non avete bisogno di incentivi o particolari introduzioni che vi convincano del valore di una visita, fremete solo di ammirare i nuovissimi pezzi esposti. E chi siamo noi per allungare la vostra attesa? Prego, da questa parte…

 1.Broccolo!

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Una nuova idea per un regalo utile! Basta fiori che poi dovrete buttare in ogni caso, da oggi con “Broccolè!” potrete far felice il vostro partner vegano e condividere poi una romantica cena sana e gustosa. L’aroma sprigionata da “Broccolè!” durante la cottura saprà inebriare i vostri sensi, dando il via ad una spirale di sentimenti contrastanti che certo non vi annoieranno. L’elegante decorazione è al 100% plastica riciclata, nel rispetto dell’ambiente.

2.Shock Therapy

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La via dell’alcolismo è facile da percorrere, al contrario quella della riabilitazione è dura ed in salita. L’autore dell’opera, Gene Martini (italo-americano), con un burrascoso passato d’alcolista, rievoca la sua odissea nel centro di recupero “Salute prima di tutto” (un nome equivoco trattandosi di gente che brinda di solito già dalle otto di mattina). In quel centro, botti di legno stipate in cantina illudevano i pazienti, i quali in preda al desiderio irrefrenabile di bere le sfasciavano, trovando però al loro interno solo dischi in vinile di Orietta Berti. Secondo il teorico fondatore della clinica, questo causava uno shock benefico che induceva a vomitare ogni volta che una paziente pensava all’alcol.

3.Vendetta!

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Un coniglio così incazzato da prendere fucoco, attende paziente l’arrivo del bracconiere, colpevole di avergli preso al laccio tutta la famiglia. Non sa cosa ha scatenato, la vendetta del coniglio sarà terribile.

4.Moralismo metafisico

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Una leggera immagine in odore metafisico ci mostra un tizio intento a spiare la vicina che si spoglia. Un grande classico a cui l’autore dona una componente di critica sociale ed un certo perbenismo. Il binocolo del guardone infatti, gli restituisce solo immagini di maiali volanti che indossano occhiali da sole. L’uso del maiale sottende la vera natura di chi si prodiga nello spiare gli altri per scopi libidinosi, l’autore era in effetti un tizio piuttosto bigotto, morto vergine dopo aver visto una caviglia nuda femminile, per caso in strada.

 

5.Geo Art

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Un’immagine che sembra presa da un libro didattico per Geologi. La spugna rappresentata nell’opera in effetti non trasmette alcun interesse nel fruitore della stessa, a meno che questi sia un geologo. L’opera risulta interessante perchè permette di riconoscere i geologi che visitano la Gallery.

Chiudiamo l’allestimento odierno in questa pigra settimana di Luglio, con l’opera donataci dal gallerysta onorario Todd. Lo ringraziamo offrendogli un’ideale bibita ghiacciata. Bevi piano che ti fa male, comunque nel caso ciò avvenisse, La Gallery, lo staff e la Direzione non possono essere ritenuti responsabili.

6.Mano e Luce

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Una mano emerge imperiosa dalle acque placide lanciando fasci di luce tenue. Le piume intorno svelano il bersaglio della mano: un povero uccello che passava di là e che ora non ha più la coda. Ma cosa vuole il possessore della mano? Abita sott’acqua e si era stufato di mangiare pesce tutti i giorni? Oppure il povero volatile è stato inconsapevolmente preciso nella sua evacuazione? Ancora una volta l’Arte vive del suo mistero.

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…