The Gallery CCLV


-Downloads-Wallpaper-Dark Tranquility - The Gallery.jpg

Mercoledì scorso avete sofferto non poco, lo immaginiamo, ma non si poteva fare altrimenti. Gestire un museo di queste dimensioni a volte crea problemi e sebbene ci si impegni al massimo, a volte capita di dover rinviare un nuovo ampliamento, certi che la grande massa di opere già presenti possa bastare ad alleviare l’amarezza per l’assenza di nuove. Oggi però non serve giustificarsi, basta aprire le porte per farvi entrare nel nuovo ampliamento, consci che lo apprezzerete con molto più gusto a causa dell’astinenza. Prego signori, a voi.

 1.Ossssooommm!

Perchè la figaggine non conosce limiti. Se riuscite ad andare oltre l’unicorno “swag”, vi accorgerete di quanta roba c’è sfumata nello sfondo. Alla faccia dei diritti d’autore tra l’altro.

2.Moscorvo

Un esemplare evoluto di corvo incrociato con una mosca dedito a razzolare dei tappi, monete o quello che è da un teschio con le borchie sul cranio. Sfugge il senso di quest’opera, davvero.

3.Rimedio illuminato

“Come faccio a leggere in camera senza accendere l’abat jour e svegliare mia moglie? Così!”

4.Citazione tammarra

“Va bene la citazione di ‘Nevermind’, però è troppo fighetta col neonato! Mettiamoci una tigre nella piscina e sarà davvero da paura”

Sempre con gaudio giungiamo al momento dedicato alle opere donate dai nostri amici Gallerysti Onorari. Il primo a prendersi una chilata (è un po’ di più che faccio lascio?) di ringraziamenti è Todd.

5.Duri!

Ribelli, incazzati e duri. Così sprezzanti che hanno creato un graffito osceno usando il pennello di Photoshop!

Chiude l’ampliamento l’abituale Giuseppe Moretti. Lo ringraziamo con una chilata e più (si lasciamo dai) di ringraziamenti.

6.Basta mettere una cadavere…

Il gabbiano che becca la fronte di un disperato cadavere sezionato e posto dentro un barile, su una spiaggia ricca di ossa umane e monnezza è un chiaro messaggio pro animalista, oppure una malcelata voglia di buttare dentro un po’ di carne e sangue senza costrutto?

7. Passioni di coppia

“caro, la nostra passione per la bagna cauda deve finire!”

 

8.Evanescenza

Dal fumo delle ciminiere, arrivano loro. E come fumo se ne andranno…

 

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Burning Witches- Burning Witches


Un gruppo al femminile che suona Heavy-Classico? Mio! Questo ho pensato dopo aver letto l’annuncio
sulla bacheca Facebook di Schmier dei Destruction, il quale lanciava il gruppo con entusiasmo e parole convinte di apprezzamento. Ascoltai il primo pezzo proposto, non era affatto male e attesi con la giusta dose di curiosità la pubblicazione dell’esordio delle cinque ragazze svizzere. Ed eccoci qui, tutto come da programma. Un disco più classico che più classico non si potrebbe, con tanto di titoli tipo “Metal Demons” a farci capire cosa troveremo dentro questo primo lavoro. La miscela non è affatto nulla di nuovo, ma è solida e convince per l’energia e la trascinante potenza che riverbera lungo l’arco del disco. Sulle prima sembra quasi di ascoltare dei Warlock più incazzati, con la cantante che con le dovute proporzioni ricorda l’immortale Doro Pesch con i suoi vocalizzi potenti e una voce mai troppo alta. Il Metallo che si ascolta in questo disco è figlio degli stilemi più classici che possiate immaginare, con spruzzate di Thrash gradevolissime e poco insistite, però non si avverte quella “puzza di plagio chiamata citazione perchè fa figo”. Durante l’ascolto ci si gode l’impatto e la bella prestazione del gruppo senza stare a pensare troppo a cosa somiglia questo o quel riff, quel ritornello così efficace. Anche perchè oltre alle vacue somiglianze con la Doro dei tempi d’oro (risate registrate), non avrete tanta voglia di fare le pulci ad un insieme di canzoni che funziona e coinvolge. Già nei primi tre pezzi si intuisce la capacità delle ragazzuole di mazzolare senza mettere un mattone sull’acceleratore, di costruire canzoni e non insiemi di cose già sentite, sebbene mi ripeto, ci si muova in un contesto totalmente familiare per i metallari più stagionati come il sottoscritto

 

Non sono i Kobra and the Lotus che questa fase l’hanno vissuta ed ampiamente superata, perseguendo una rischiosa ricerca nella scrittura, questo è un esordio e partendo così bene mi aspetto che riescano a proseguire e ad evolversi con convinzione verso una strada più personale. Sempre se nel malfermo panorama odierno non saranno costrette a squagliarsi come un gelato al sole. Mi ci son divertito assai ad ascoltarlo e cosa preziosissima, non ci sono ballad strappagonadi (esclusa “Save Me” che proprio ballad non è), non c’è nessun pianoforte o chissà quali pretese. Qui si pesta e si fa con il giusto dosaggio di viulenza e melodia.

Tracklist:

01 Black Widow
02 Burning Witches
03 Bloody Rose
04 Dark Companion
05 Metal Demons
06 Save Me
07 Creatures Of The Night
08 We Eat Your Children
09 Creator Of Hell
10 The Deathlist
11 Jawbreaker (cover) (ma dai?)

 

Voto:

L’assaggio del disco: “Creator of Hell”

Più brave che bellissime

The Gallery CCLIV


Quest’oggi siamo particolarmente fieri ed orgogliosi nell’accogliervi nel nuovo ampliamento: troverete opere di una certa raffinatezza, di gran tecnica e soprattutto grande cuore artistico. Provate a non emozionarvi di fronte a questa sequela di pezzi pregiatissimi, non ci riuscirete. Vi garantiamo un’esperienza fortissima, al limite delle capacità umane. Pensate che sia un’esagerazione? Verificate voi stessi, biglietti alla mano, si comincia!

 1.Forza brutta

L’ammazzasette di turno è un essere a metà fra un Barbapapà e un action-hero anni 80. Il mix letale ha lasciato sconvolti su un letto di macerie verdi una serie di giocattoli e uomini vestiti manco fosse un’opera di Repka.

 

2.Appena insediato

“Vostra Lordità, il sacrificio umano appena sfornato per voi” “Esattamente che cazzo ce dovrei fa?”

3.Spaccati di vita

Mani alla menta che spuntano dalle crepe di un terreno rosa irrigato da liquido giallo paglierino. Se non è una metafora della fila per consegnare i campioni delle urine all’ASL questa…

4.Feroce, ma pignolo

Il feroce dittatore, conquistatore di popoli ed elegantone, si chiede quando verranno a pulire la sala del Trono provvisoria, montata direttamente sul campo di battaglia. Perchè a lui piace guardarele battaglie comodo e possibilmente senza cadaveri deformi in giro.

 

5.Uelcam bech 80!

Una copertina che odora di Boncompagni, Carrà e tanto sottobosco televisivo musicarello italiano. E’ un insieme così armonico ed azzeccato che c’è spazio anche per Zed.

“Ma io ero mica lucido”

 

Come privarci della gioia di goderci altre nuove opere? Ecco a voi le donazioni dei nostri amici Gallerysti Onorari, una sicura garanzia di qualità. Li ringraziamo con gratitudine sperticata. Il primo a ricevere queste lodi nette e proporzionate è Alberto.

6.Angel Eyes

Un angelo dal look incerto, a metà fra un “Magic Mike” e il “Village People operaio”, ha perso la vista e tasta il terreno cercando di capire dove diavolo sia finito il suo trancio di carne da cucinare con brace di teschio. 

7.Citazioni attualizzanti

Una lampante citazione all’opera di Delacroix “La Libertà che guida il popolo” si palesa con forza, donando modernità e vigore ad un consunto tema, ormai riconducibile a populismi e a grette idee che terminano con una serie di “!!!1!!1”

E’ il turno di Todd, al quale vanno le lodi nella stessa misura di cui sopra.

8.Epicissima

Non si è mai troppo epici quindi via le magliette, una bella spada di plastica, gambe smarmellate con “qualcosa” che potrebbe ricordare delle fiamme ma soprattutto, un bello sfondo disegnato che eleva la goffa fisicità dei nostri ad un livello a metà fra “epica” e “Cazzata”

Chiude l’ampliamento Giuseppe Moretti, al quale non possiamo che inoltrare lodi conformi agli altri amici Gallerysti.

9.Tendenze

Dopo il sushi consumato sulla schiena nuda di una ragazza, qualcuno ha pensato bene di reinventare la formula ed adeguarla anche ad un target meno abbiente. Quindi spaghetti e piatti caserecci per la prima trattoria con “tavolo nudo”. Inutile dire che la scena nell’opera ben rappresenta la fruizione irruenta, tipica dell’ambiente popolare in cui si svolge.

10.Solo come un Arbre Magique

Così depresso, così brutto da coprirsi la testa con un sacchetto anche durante le sedute di autoerotismo. Che vita grama per questo tizio.

11.Duplex

Il messaggio dell’opera è chiaro, ma duplice nella sua interpretazione: il Rock rinfresca oppure è rimasto ibernato da anni?

12.Ciarle Brown

“Madonna dell’Adalgisa chemmestai a dì!!” Una pettegola si gode lo stupore e la grettezza delle chiacchiere sull’odiata vicina di casa. Osservando con attenzione si riesce a vedere il sorriso sornione di chi sta spettegolando con lei.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Kobra and the Lotus- Prevail I


I Kobra and the Lotus tornano dopo il caparbio e delizioso “High Priestess” del 2014, una bella botta di Heavy classico con forti venature di Power ameregano altamente esplosivo. Il loro sound è sempre stato una commistione del miglior Metal che certo fa il suo dovere, però non lascia troppo margine al gruppo nell’imporre un proprio stile peculiare. Un forte elemento distintivo risiede senz’altro nella potente e meravigliosa vociona della cantante Kobra Paige (non è un nome d’arte, si chiama proprio così a quanto pare), una valchiria che spiana tutto con la sua voce potente e duttile.

Mi sarei aspettato quindi un disco che riprendesse il discorso in maniera pedissequa, migliorando qualcosina qua e là e non solo sono stato smentito, quanto felicemente sorpreso. Sì perchè “Prevail I” è una ventata di freschezza in casa Kobra (il nome perfetto per una sitcom vero?), una parziale revisione di una formula che avrebbe stancato presto. Il loro Metallo si è riempito di molte più aperture melodiche e infatuazioni Hard Rock, con dei ritornelli strappa-orecchie davvero efficaci ed intensi, senza rinunciare alla potenza che una sana sgommata sorretta dalla doppia cassa sa regalare. Hanno preso una strada che in molti non hanno capito, bollando subito il disco come una delusione, solo perchè lo hanno trovato diverso da quello che si aspettavano. E vi dirò, sulle prime sono rimasto basito anche io, pensavo che avessero completamente sbagliato tutto. Troppo melodico, troppi pochi schiaffi. Era solo la prima impressione, qualche ascolto in più mi ha permesso di carpire il potenziale di questi pezzi, cominciare ad apprezzarli come meritano. Il loro modo di scrivere è cambiato, hanno capito che non si vive solo di anni 80, soprattutto di questi tempi in cui tutti continuano a guardarsi indietro.

La loro energia si riversa in un songwriting che non disdegna qualche lirica dal sapore Pop, come in “You don’t Know” un pezzo davvero esplicativo in tal senso, dove la voce di Miss Paige si mostra in tutta la sua versatilità, ora ammaliante ora graffiante. Piacevoli anche i richiami ad un Metallo moderno e spietato, “Hell on Earth” è una badilata sul setto nasale non indifferente, quindi non pensate ad un sound orrendo come gli Amaranthe più plasticosi. Il Metallo è sempre là, ma meglio gestito e dosato all’interno di un disco che non è il classico mattone nostalgico che avete comprato centomila volte. La qualità dei pezzi è davvero superba e brilla per varietà lungo la durata del disco, tra l’altro finalmente con una copertina che si può guardare senza sghignazzare.

I KATL hanno avuto il coraggio di provare a superare se stessi, riuscendoci in maniera cristallina.

Tracklist:

01. Gotham
02. TriggerPulse
03. You Don’t Know
04. Specimen X (Mortal Chamber)
05. Light Me Up
06. Manifest Destiny
07. Victim
08. Check The Phyrg
09. Hell On Earth
10. Prevail

Voto:

 

 

 

 

L’assaggio del disco: “You don’t know me”

Se lei è Kobra loro sono i “The Lotus”?