Overkill- The Grinding Wheel


overkill_-_the_grinding_wheelGli Overkill sono una band affidabile, solida e compatta e nessuno lo ha mai messo in dubbio, non hanno solo vivacchiato con album che scimmiottavano i loro esordi, spesso anche nel recente passato, hanno persino creato album oltre ogni immaginazione per vitalità, energia ed impatto. E questo è un merito sempre più raro per una band con molti anni sul groppone. Possono piacere o meno, ma è innegabile il loro alto e costante contributo alla causa del Metallo. Le aspettative erano altissime anche a causa di una serie di dischi centrati in pieno e purtroppo non sono state soddisfatte in pieno. Non siamo di fronte ad una catastrofe, quanto ad un disco che avrebbe potuto essere bellissimo se avessero avuto più accortezza in certe decisioni. Una su tutte, la lunghezza dei pezzi. Sono davvero troppo, troppo lunghi. Fa strano vedere gli Overkill allungare il brodo in questa maniera inutile e rendere pesanti, nel modo sbagliato delle canzoni. Non tutte poi sono così riuscite, ma soprattutto nella prima parte dell’album ci sono perle ricche di riff e le urla beluine tipiche di Blitz che solleticano a dovere le orecchie, purtroppo però l’album è davvero duro da ascoltare per intero. Meno giri e ripetizioni avrebbero reso questo lavoro molto più digeribile e coeso. Ci sono quelle piccole sperimentazioni e deviazioni dal thrashone classico e rutilante, le quali avrebbero dato anche un tocco in più se non contribuissero a dilatare la lunghezza dei brani oltre modo. Sembra di aver ascoltato tre quarti di disco e ci si accorge con stupore di essere appena alla terza traccia, per darvi un’idea dell’esperienza vissuta con “The Grinding Wheel”. E’ davvero un peccato, perchè c’è tutta l’energia che ci si aspetta da una band così cazzuta e la durata dei brani non sarebbe poi il male assoluto, se non questo insistere sul riproporre giri e giri uguali apparentemente senza uno scopo. Provate ad immaginare una ragazza bellissima durante una serata con voi, ad un certo punto vi baciasse con trasporto, poi quando le cose cominciano ad ingranare decidesse di fare una passeggiata. Sei chilometri sul lungomare, poi bacio appassionato. Altri sei chilometri, bacio. Ma il momento di quagliare sembra sempre più lontano e dopo tutti quei chilometri non sarebbe manco ‘sta gran cosa.

Un calo di qualità che li rende umani, una flessione che però avrebbero forse potuto mitigare con una capacità di sintesi momentaneamente (si spera) smarrita.

Tracklist:

01. Mean Green Killing Machine
02. Goddamn Trouble
03. Our Finest Hour
04. Shine On
05. The Long Road
06. Let’s All Go To Hades
07. Come Heavy
08. Red White And Blue
09. The Wheel
10. The Grinding Wheel

Voto:

2stelle e mezzo!

L’assaggio del disco: “Mean Green Killing Machine”

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Ignoranti e prolissi

Quel Rude Venerdì Metallico /220:Same old Songs


Quest’ultimo periodo ci ha regalato numerosi ritorni di band che hanno fatto la storia, soprattutto mi riferisco ai gruppi storici Thrash Metal. Il ritorno dei Testament, dei Metallica, dei Kreator, dei Sodom e degli Overkill (che recensirò a breve), ha dimostrato quanto sia difficile per una band con più di dieci dischi alle spalle conservare una certa freschezza ed eccitare i propri ascoltatori. Certo, c’è chi si accontenta dell’ennesimo rimescolio di idee già note, a me questo non basta più. Sebbene formalmente perfetti, con momenti azzeccati e perchè no, qualche bel pezzo, i dischi di queste band sono alla fine robetta dimenticabile che come diceva qualcuno anni fa “generano una frazione dell’eccitazione che generavano allora”. Mi sono chiesto se fosse un mio problema, sapete com’è, alla soglia dei quarant’anni uno certe domande se le fa, mi sono risposto da solo come nell’adagio marzulliano. Non sono io, è proprio che questi lavori sono dei compitini ai quali è difficile voler bene sul lungo periodo. Non è una questione figlia della mia vecchiaia incalzante, quanto della loro paura. Il mondo è cambiato dal 1986 e spesse volte sono cambiate anche le band nate in quel periodo. Sperimentazioni, ammorbidimenti e cambi di rotta hanno sempre portato ad una sollevazione popolare che ha riportato all’ovile della sicurezza quanti hanno provato a deviare dal percorso stabilito ad inizio carriera. Se invece di ascoltare l’ennesima variante sul tema, questi “difensori della via vecchia” avessero lasciato spazio di manovra ai musicisti, avessero provato a concedere fiducia a ciò che stavano provando a creare magari chissà, oggi avremmo lavori sicuramente diversi e meno “rassicuranti”. Non si può dire al 100%, forse però sarebbe stato molto più interessante scoprire cosa avrebbero portato, quali direzioni musicali avessero preso e invece no. Penso sia normale non azzeccare al primo colpo una roba che ti costringe ad uscire dal tuo orticello, giusto i Kreator lo hanno fatto con classe e giudizio. Eppure anche loro hanno preso le loro smanie di cambiamento e le hanno riposte ben bene nel dimenticatoio.

Forse viviamo in un’epoca, come si è detto millemilla volte, che non permette di lanciarsi nel vuoto. Il margine di errore è più stretto e si rischia di scomparire per sempre, dato che la voglia di immanenza è rimasta intatta in molte persone. Godetevi pure la solita minestra, magari ha anche un buon sapore, ma se la mangiate da vent’anni un minimo, vi romperà i coglioni o no?

Eccitatemi di nuovo!

Eccitatemi di nuovo!

 

 

 

 

Crystal Viper- Queen of the Witches


cv_cover_qotw-800x800Il Metallo classico è una genere immutabile, fermo ad una ventina (e più) di anni fa, salvo poche mosche bianche che inseriscono idee e nuovi stimoli. Altrimenti siamo sempre dalle stesse parti e a far la differenza non è avere idee proprie, quanto far funzionare al meglio quello che già c’era. I Crystal Viper ricadono nella seconda categoria, galleggiando spesso nel riciclo spudorato venduto come passione e “Fede Metallica”, alternando copie decenti a dischi più spumeggianti dove tirano fuori il giusto carattere. Questo ritorno sulle scene, dopo i problemi di salute della chitarrista/cantante Marta Gabriel, purtroppo è una bella enciclopedia che abbiamo già letto e riletto. Si parte sparati e la band è in gran forma, soprattutto Marta che canta in maniera splendida lungo tutto l’arco del disco. Tutto è nella norma e niente scuote più del dovuto, intrattenendo con piacere ma senza troppo nerbo, come la storia della band spesso ha dimostrato. Purtroppo ad abbassare il livello arriva “When the sun goes down” che parte con un’intro di batteria che abbiamo sentito settecento milioni di volte dopo “Heaven and Hell”. Un buon ritornello per una canzone che poteva osare di più invece del solito “TUM-PA! TUM-PA!”.  Le cose peggiorano ancora nella traccia successiva, una ballad al pianoforte straziante, nel senso peggiore che possiate attribuire a questo aggettivo. Due enormi sfere si gonfieranno nel vostro basso ventre dopo appena due minuti di questo lagnoso supplizio. Fortunatamente ci si ripiglia con “Do or Die!” una bella tranvata con ospite un Ross the Boss che ci fa rimpiangere i Manowar  d’annata. I duetti presenti e degni di nota comprendono anche Mantas nella grintosa “Flames and Blood” (‘mazza che titolone!) e del misconosciuto Steven Bettnet dei defunti Saracen nell’orrenda “We Will Make It Last Forever”(levategli sto pianoforte a questi!).  Senza voler continuare lo sterile elenco di canzoni, si passa da pedisseque imitazioni dei Maiden  era “Killers”, giuro sembra quasi di sentire delle b-sides sconosciute se non fosse per la voce di Marta a ricordarmi chi stia ascoltando, a canzoni in salsa Speed-NWOBHM più riuscite e godibili. Per essere chiari, non è un brutto disco, è piacevolissimo soprattutto per la voce di Marta Gabriel, stavolta però il pedale del citazionismo è stato premuto con un po’ troppa foga. Marta Marta…te possino!

Tracklist:

01. The Witch Is Back
02. I Fear No Evil
03. When the Sun Goes Down
04. Trapped Behind
05. Do or Die
06. Burn My Fire Burn
07. Flames and Blood
08. We Will Make It Last Forever
09. Rise of the Witch Queen
10. See You in Hell (Grim Reaper Cover)

Voto:

2stellee un po’!

L’assaggio del disco:”The Witch is back”

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Miss Gabriel però fa sempre la sua figura.

The Gallery CCXXXXVIII


Un caloroso saluto a tutti voi carissimi! Siete qui anche quest’oggi per aggiornarvi e fare vostre (in senso lato) le nuove opere provenienti da tutto il mondo. Come di consueto abbiamo preparato per voi una ricca selezione atta a soddisfare la vostra ricerca interiore del bello e a coadiuvare le vostre interiora nell’espellere il brutto. Prego, entrate pure.

 1.Trattamento

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“Ma lei è sicura che questo trattamento renda la pelle più elastica?”

2.E’ troppo…

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Font rubato ai Maiden, estetica rubata alle magliette delle bancarelle e tanto smarrimento, tanto quanto quello del povero animale. Lo sgomento guardando quest’opera è assicurato, ed è proprio ciò che voleva l’autore, il quale per strafare ha piazzato una macchia (?) che riesce ad essere avulsa da un contesto che non c’è.

3.Sapori nascosti

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Quando la mamma gli ha detto di usare un bavaglino per non macchiarsi il vestito nuovo, l’ha presa un po’ troppo alla lettera. Per cibarsi ha pensato bene, essendo praticamente cieco dietro quel panno, di farsi versare il sugo direttamente sulla faccia, riportando ustioni importanti e avvertendo nella salsa un retrogusto di stoffa e polvere, che danno corpo ad un sugo altrimenti anonimo.

4.Dio Corvo

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“O Dio corvo, dal becco che ci ricorda la nostra piccolezza, consigliaci, aiutaci indicando la via da seguire con le tue ali nobili.” “Quale volete che usi?”

5.Igiene al naturale

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Cosa c’è di meglio di una doccia “en plein air”? Sotto una cascatella con l’acqua a -40° e il pendolo libero e felice, l’uomo semi assiderato butta i sali da bagno convinto di trarne giovamento, quando in realtà scorrono via senza neanche toccarlo.

Arriviamo ad un momento caro a voi visitatori e a noi, le pareti decorate grazie al contributo dei nostri amici segnalatori, Gallerysti Onorari. Li ringraziamo mostrando una gratitudine mastodontica. Il primo a prendersi la gloria è Todd, prego ammirate pure.

6. Do what I will

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“Potente Demonio, siamo i tuoi servi! Ti offriamo tutto, ti chiedo solo di darmi una mano normale e una vita serena.” “Sì sì, mo dateve da fa su…”

7.Sempre documentare

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Gente in tuta che si picchia, un drakkar e una folla dai toni marroni che assiste al varo. Un cellulare riprende tutto, perchè un evento così particolare, in una cornice così unica, va ricordato per sempre.

 

8.Se qualcuno ruba un fiore…è per te?

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Il quadro gioca sull’ambiguità? Il tizio sta donando dei fiori alla signorina, vestita con una vestaglia memorabile, oppure li sta rubando per donarli a qualcun’altro? E lei chiaramente si è accorta di tutto…con gran sorpresa del tipo. Cosa succederà dopo?

Chiudere l’ampliamento odierno non poteva che essere compito di Giuseppe Moretti. Anche a lui vanno i nostri ringraziamenti ricchi di gratitudine formato gigante.

9.Il bambino che voleva volare

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L’emulo di Evel Knievel sta per morire tragicamente a causa della deflagrazione dell’ordigno. Egli non sa che a volare saranno solo i suoi pezzi, la cui grandezza media sarà intorno ai cinque centimetri.

10.Il vampiro “sciarmàn”

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Il vampiro affascinante circuisce la sua preda, ipnotizzandola con il suo charme e la fiatella da non morto. Le sue ciglia sono il tocco in più di carisma che non guasta mai.

 

11.Idee innovative

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“Diamo dinamismo, scatta mentre mi muovo! Verrà una bomba.” “Non si potrebbe invece cercare uno sfondo più stimolante, oppure un concept diverso per dare dinamismo? Considera che sembra che la foto l’abbia fatta uno col parkinson”

12.Monumento

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Ammirate la nuova scultura situata nella Green Valley High, contea di Burins stato del Bassachussets (USA). Un’ equipe di scultori ha lavorato dieci anni per realizzare quest’opera, prima di desistere e convincere l’amministrazione locale nel collocare un pannello piuttosto che scolpire la montagna. 

13.AnnaBrutti di Pavia

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I morbidi vestiti dai colori vivaci, i cappelli caldi e alla moda: queste sono le tendenze per l’Autunno/Inverno per tutti i Metallari che vogliono apparire un po’ Vichinghi un po’ trendy. Un binomio che stona peggio delle loro facce rassegnate. Il primo a sinistra si è cortesemente rifiutato di essere complice di una roba simile, dovendo comunque apparire per contratto nella foto di gruppo.

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…