The Gallery CLXIV


Siamo di nuovo pronti ad ospitare legioni di appassionati tra le nostre sale traboccanti capolavori. Il nuovo ampliamento è stato allestito con cura maniacale, speriamo accontenti anche quelli che tra voi sono più smaliziati e attenti. Vi invitiamo ad entrare col dovuto contegno che si addice a tali opere. E no, non significa “vomitare sghignazzando”…almeno non finchè ce la fate a trattenervi.

 1.Zinne uber alles!

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“Siamo qui per sacrificarla” dice l’uomo dalla maschera di carta bagnata sulla sinistra. “Eh ma guarda che zinne! E’ n’peccato…” risponde l’altro tizio che palpa senza ritegno il seno della donna con il collo alla Corpsegrinder. “Effettivamente…” si convince l’altro che ha già infilato senza pietà il coltello alla gola della sventurata, facendole colare del fresco miele d’acacia dallo squarcio chirurgico.

2.Cavallo a carbone

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Un cavallo che sa dove andare questo. In realtà è talmente accecato dalla criniera e dalla coda infuocata che cavalca disperato senza meta, mentre la figura incappucciata che lo cavalca si mette in posa plastica, godendosi l’odore di carne di cavallo alla griglia.

3.Ciappis Bens

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Una faccia che ricorda moltissimo uno di quei personaggi che traboccavano da “Mai dire TV” viene montata sul corpo di un prete che tramite un dito elettrificato controlla tre brutti pupazzi. Il tutto in un mare di fiamme disegnate e una chiesetta che sembra un palazzo della periferia romana.

4. La novità in un contesto conosciuto

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Circo “inquietante”? Ce l’ho. Figura da imbonitore “inquietante”? Ce l’ho. Allora che manca? Un cane in biglietteria…dai mettilo che non ce l’ha nessuno…

5.Perfezionare

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Opera che segue il minimalismo imposto da Beavis & Butthead, migliorandolo con semplici accorgimenti quali: rendere ancora più imbecille il protagonista, assicurare una sproporzione irrimediabile alla sua figura e arricchire il tutto con dettagli appena abbozzati.

Arriviamo con leggerezza e le cornee irritate presso le pareti allestite grazie al prezioso contributo dei nostri amici segnalatori. Il primo da ringraziare è Giuseppe Moretti, al quale non andava di essere sempre l’ultimo che chiude la porta. Lo ringraziamo con tanti saluti.

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“prima pellicciare poi pagare, ovviamente in contanti…con tanti saluti”

6.SuperMerd

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Armato di una faccia da schiaffi inarrivabile, questo cavaliere strappa la camicia dalla fantasia malata per svelare la sua identità segreta: “Monstrum” l’eroe de li plebei! Dietro di lui mille persone sollevano i corni attendendo il beveraggio che il tipo aveva promesso di fornire in cambio di un folto pubblico. 

7.Inadeguatezze

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Bellissimi i vestiti rubati a dei cosplayer poveri, pose convinte  e l’interessante pubblicità all’energia eolica sullo sfondo. Tutto frullato insieme assume un senso. Di disgusto.

8.Haute Cuisine

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Opera dall’impianto classico, riciclante la solita figura dello zombie-mostro-thrasher che vessa qualcuno. Nel caso specifico sta cucinando una bella ribollita al nucleare usando un tizio già battuto a dovere, aggiungendo poco per volta al composto le varie parti da cuocere.

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“oh…poi me fai assaggià eh?”

9.Maiale da spiaggia

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Un facocero antropomorfo che picchia gli squali e si fa fottere la birra dalle piovrone giganti, il tutto esibendo un colorito carlocontiano o meglio, porchettato. Fortunato anche a beccare l’unica onda anomala di tutta la costa…

10.Scene 

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Ancora bestie e bevute in quest’opera che racchiude quattro brutti personaggi alle prese con altrettanto poco gradevoli essere mostruosi. Un gorilla che si fa controllare la carie, una serpe troppo affettuosa e un mostro peloso costretto a bere gazzosa sgasata.

E’ il turno di Alberto, al quale diamo un ringraziamento speciale per essere rientrato nel giro dei segnalatori che contano!

11.Pausa

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Un drago vestito come una ballerina brasiliana si rinfresca le corde vocali sorseggiando un ottimo drink al cherosene. Perchè pensavate che i draghi bevessero rum?

12.Arte dal nulla

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In quest’opera la visione artistica di un essere umano dalla sensibilità spiccata, sublima e trasforma la semplicità del quotidiano in un bagliore di bellezza abbacinante. Un muro in un cantiere, con delle dubbie forme sulla sinistra, diventa un mondo misterioso popolato da figurine bianche pronte a spazzare via la banalità dal mondo con il loro spazzolino.  

13.Resi dolorosi

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Un incazzatissimo cliente di un fabbro poco capace, sta bestemmiando in tutte le lingue  mentre mostra il lavoro poco riuscito che ha acquistato. L’elsa è troppo corta e il tipo è costretto a tenere la spada per la lama, tagliandosi in un mare di bestemmie e colori acidi. 

Chiude il lotto Todd, segnalatore di ferro dal tocco che non arrugginisce. Lo ringraziamo con semplicità ma calore.

14.Adam West ist krieg!

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Il buon Adam West nei panni di un Batman con una croce rovesciata sul petto? Nolan mangiati il fegato!

15.Usa e getta

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Zamognari che suonano strumenti alla carota, fanno bene alla vista e non è necessario portarseli appresso in tour, basta scolpirli ogni volta con un semplice coltello da cucina. Certo suonano di merda, ma vuoi mettere la comodità e i costi contenuti?

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.

 

Arriveduàr…


 

At The Gates- At War with Reality


451996Gli At the Gates si riuniscono per una serie di concerti che durano il biennio 2007/2008, registrano un doppio DVD celebrativo che li immortala ancora una volta nella storia, poi ognuno per la sua strada.  Nel 2010 è ancora reunion, ancora concerti ma per carità nessuno deve aspettarsi un nuovo album. Perchè così fu detto all’epoca, così sarà.

Però i fan lo vorrebbero, i giornalisti chiedono, alla fine si convincono: facciamolo st’album!

Una storia simile a quella dei Carcass non è vero?

In effetti le similitudini tra gli Svedesi e gli Inglesi sono molteplici, accolti trionfalmente per la reunion celebrativa, tanto che una non basta ce ne vogliono ancora! E poi un bel disco di inediti che sancisce il ritorno fra le braccia di tutti noi. Le somiglianze si fermano qui però, le differenze fra le due storie sono ancora più nette delle similitudini. I Carcass si congedarono con un album tutt’altro che perfetto, un parto mal riuscito che piacque e piace a pochi (eccolo!) e che oggettivamente non meritava di essere l’ultima testimonianza di una band tanto fondamentale. Il loro ritorno in studio sa di rivalsa, un desiderio di riscatto covato per troppi anni, una possibilità che era solo nelle loro teste e che si è tramutata in realtà. Bersaglio centrato in pieno, disco bomba e di nuovo in tour.

Gli At the Gates avevano smesso all’apice della loro vita artistica, un capolavoro che ha ridefinito e plasmato il Metallo duro degli anni a venire. “Slaughter of the Soul” è il “Reign in Blood” degli anni 90, come lo definiva non a torto qualcuno. Il loro ritorno in studio è una sfida improba, impossibile per ogni artista. Superare il tuo apice creativo, inventare qualcosa che migliori ciò che hai realizzato nel pieno delle tue energie giovanili. Infatti un’altra differenza che li distingue dal percorso dei Carcass è che “At War with Reality” è un ritorno dignitoso, ma poco altro.Pentacle_top album

Non è un disco fiacco o spompato, solo piuttosto “ordinario” e diciamo pure “telefonato”. E’ una specie di “Slaughter Part II”, con delle canzoni molto intense e particolari alternate ad altre che seguono una linea che loro stessi avevano marcato anni fa. Per averne un esempio, basta superare l’inquietante ed azzeccata intro in spagnolo “El Altar del dios desconocido” per incontrare “Death and the Labyrinth”, una specie di riscrittura di “Blinded by Fear”. Tutto il disco è una specie di “more of the same” come dicono gli anglofoni, cioè una nuova e abbondante aggiunta a quanto già detto in passato. Passato che ritorna con la scelta del produttore di allora Fredrik Nordström(una specie di mattone su cui poggia il Metallo svedese e non), che svolge un lavoro impeccabile nel dare il giusto dinamismo al suono.

L’album è quanto ci si poteva aspettare, se lo scopo era ritornare con un album semplice, prevedibile ma comunque energico, un lavoro che sciogliesse il cuore e le orecchie allora ce l’hanno fatta. Certo, se non fosse uscito non avrebbe cambiato di molto la storia della band, però va bene così…

Tracklist:

1.  El Altar del Dios Desconocido” (Instrumental)
2.  Death and the Labyrinth
3.  At War with Reality
4.  The Circular Ruins
5.  Heroes and Tombs
6.  The Conspiracy of the Blind
7.  Order from Chaos
8.  The Book of Sand (The Abomination)
9.  The Head of the Hydra
10. City of Mirrors
11. Eater of Gods
12. Upon Pillars of Dust
13. The Night Eternal

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Death and the Labyrinth

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“noi semo queeelli, che j’arisponnemo n’coroooo…è meglio er vino de’li caasteeeelli de questa zozza societàààà”

Guest post


Carissimi, oggi sono ospite sul sito amico Sdangher,  con un guest post. Se volete leggerlo cliccate il link di seguito. E buona domenica…

http://sdangher.altervista.org/2014/10/amici-amici/?doing_wp_cron=1414318926.7453639507293701171875

Sì quest'immagine ha un nesso con il post...piccolo ma ce l'ha.

Sì quest’immagine ha un nesso con il post…piccolo ma ce l’ha.

Se volete commentare fatelo sotto a quel post o qui sotto, come preferite.

Quel Rude Venerdì Metallico /150:Videogiochi che passione



Mi chiedevo ieri: “chissà quanti di voi oltre al Metallo hanno anche la passione per i videogiochi?” io di sicuro ce l’ho. Ben prima che la musica si prendesse gran parte del mio interesse, mi dedicavo ai videogiochi da bar, dato che ai tempi giocare in casa non era così diffuso come oggi. C’erano le sale giochi, con i rituali, il sottobosco e la coltre di fumo che ogni lettore cresciuto negli anni 80/90 conosce e ricorda con piacere(magari un po’ meno il fumo).

A dire il vero non è che il gioco casalingo non ci fosse allora, era più costoso e io non sono mai riuscito a farmi regalare un Commodore o un Sega Master System, riuscivo ad usarli in quei lunghi pomeriggi insieme agli amici, fortunati possessori di quelle magiche scatolette. Era dolorosissimo attendere il proprio turno, soprattutto se il vostro amico era un impedito totale. Ricordo anche i primissimi e sporadici articoli di Signorelli su Metal Hammer, dove presentava dei videogiochi che potevo solo immaginare, visto che i PC erano ancora più rari. Culti assoluti come System Shock o Doom, recuperati molto tempo dopo, come dire meglio tardi che mai.

Oggi fortunatamente posso giocare sia sul PC che su console, ambito nel quale spero di far presto il salto nella cosiddetta next-gen, e mi diverto assai con svariati generi. Adoro gli sparatutto, sia in prima che in terza persona, i survival horror, le avventure e gli action tipo la serie “Arkham” di Batman o il sommo GTA.

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L’industria dei videogames è molto, ma molto cambiata negli ultimi decenni, le cifre per realizzare un gioco di medio budget sono impressionanti, quelli per i giochi di fascia alta sono al livello del PIL di un Paese in via di sviluppo. Ne conseguono spesso vendite incredibili e ricavi maestosi, ma proprio per questo si gioca sempre più spesso sul sicuro. I giochi hanno più sequel di Rocky, le innovazioni e le meccaniche di gioco sono troppo spesso poco innovative. Prendete ad esempio la saga di sparare “Call of Duty “, un gioco all’anno e sempre identico al precedente, salvo qualche ritocchino qua e là. E’ solo un esempio, ce ne sono molti altri con la stessa gestione. Eppure vendono sempre carrettate di copie, guadagnando non solo con la copia del gioco, ma con gli spudorati e vergognosi contenuti aggiuntivi a pagamento scaricabili, spesso una vera ladrata che non aggiunge nulla a quello che avete già acquistato. E’ come se compraste il nuovo disco degli At The Gates, completo eccetto per il singolo, da comprare a parte qualche mese dopo.

Certo l’esempio calza poco, dato che si contano già sulle dita della mano di un monco quelli che comprano i dischi…

Basta tenere gli occhi aperti su cosa vale la pena acquistare e cosa è solo una verniciata di fresco di qualcosa che abbiamo giocato fino alla nausea. Insomma non è il solito discorso nostalgico su quanto fosse meglio negli 80, comunque fondamentali e insostituibili.

Credo che ci scriverò un bel post di classifica con i giochi più Metalli che abbia mai giocato, ma prima fatemi sapere se siete anche voi dei videogiocatori, quali giochi apprezzate di più…sotto coi commenti!