R.A.M. Photobook: le foto che avevano scordato anche loro /7


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Il momento in cui vostra madre mostra alla vostra compagna le foto di quando andavate alle Medie, oppure quando facevate il figo con gli amici a qualche festa per i diciotto anni*, ce l’avete presente? Quell’imbarazzo e quella voglia di non guardare, costretti invece a farlo da quell’impulso curioso di cui vi pentirete pochi minuti dopo. Pensate a questa sensazione prima di sghignazzare delle foto ripescate dal passato remoto che vi propongo oggi.

Qui di seguito, cinque foto di Metalli che forse non ricordano neanche loro di aver fatto, voi li riconoscete? Come sempre, le soluzioni dopo il breve intermezzo.

1.Posseduto(dalla sfiga)

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Un tranquillo ragazzo che urla nel microfono si era già guadagnato un posto nella storia del Metallo. La vita non sarà poi molto gentile nei suoi riguardi…

2.Cattivissimi noi!

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Quattro regazzetti che all’epoca non sapevano cosa avrebbero combinato nella loro carriera musicale, erano troppo impegnati ad atteggiarsi a cattivoni.

3.Peggio di voi, solo Casadei

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Se tutte le “peggiori band del mondo” fossero come loro allora staremmo tutti meglio. Sono durati poco, ma gettarono le basi per…e no basta altrimenti diventa troppo facile.

4.Bello e biondo

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Non importa quanto fosse poco dotato, aveva carisma e fascino. Oggi gli è rimasto solo il primo, ma sempre massima stima.

5.La fenice canadese

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Un gruppo che ha conosciuto la gloria, il dimenticatoio e poi la grande resurezione grazie ad un documentario. E fortunatamente vestono meglio oggi…

Ed ora piccolo intermezzo per non farvi sbirciare le soluzioni…

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Sasha Grey con la maglietta dei Motörhead: orgasmo garantito!

 

1.Posseduto(dalla sfiga)

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Il povero Jeff Becerra, voce e basso negli storici Possessed, oggi purtroppo è costretto su una sedia a rotelle a causa di una pallottola che si è beccato nella schiena durante una rapina. Non era lui il rapinatore, per la cronaca…

2.Cattivissimi noi

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I ragazzi cattivissimi erano gli Emperor, nella formazione degli esordi. Questa foto è presa dalla recente photosession per i concerti di reunion di quest’anno. Certo che Ihsahn si è un po’ hipsterizzato…

3.Peggio di voi, solo Casadei

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Gli Hellhammer vennero definiti la peggior band del mondo, oggi chissà…Di quella formazione sono qui riportati dei recenti scatti di Tom G. Warrior e Martin Ain, colonne nei Celtic Frost nel dopo Hellhammer.

4.Bello e biondo

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Vince Neil guarda rattristato la sua forma migliore, quando riusciva a sembrare bello anche truccato da prostituta. Oggi lo fa ancora, con maggiore sobrietà, ma sembra un po’ un troione antico.

5.La fenice canadese

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Era facile riconoscere il sorriso sgangherato di Lips Kudlow e la classica formazione anni 80 degli Anvil.  Oltre a Lips è rimasto Robb Reiner di quella formazione. Accompagnati da Sal Italiano al basso, spaccano ancora con convinzione dopo la rinascita dovuta al successo dello struggente documentario “Anvil! The Story of Anvil”, di cui vi parlai qui.

Cinque su cinque? Zero? Fatemi sapere quanti ne avete presi nei commenti. Non si vince nulla, ma ci si diverte no?

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* ci sarebbero pure le foto del militare, ma ormai è un esempio che i giovani lettori non capirebbero

Quel Rude Venerdì Metallico /154: Reunion mon amour?



Il periodo nel music-business che viviamo è strano, da un lato non ci sono più le vendite di un tempo e anche le band più importanti faticano a stare a galla economicamente. Eppure moltissimi gruppi scomparsi da decenni tornano insieme per tour nostalgici e spesso conseguenti dischi di inediti. La cosa ancora più strana di questo fenomeno è che rinascono anche formazioni che le vendite non le hanno viste mai, neanche in tempi più favorevoli, oltre a quei gruppi che facevano abbastanza pena e che definirò per gentilezza “derivativi”. Si riuniscono ben sapendo che l’effetto nostalgia di questi tempi di creatività rada assicurano un minimo per rientrare con le spese, illudendosi che sarà proprio l’amore per il passato la molla che gli farà conoscere il “successo”. Come sia possibile farsi un’idea di questo tipo rimane un mistero, eppure non passa giorno senza che si legga di uno o più ritorni impensabili e diciamolo pure, inutili.

Non è un problema, ognuno è libero di farsi ignorare come vuole, non è un post di quelli dove si spendono parole a pacchi solo per dimostrare il proprio menefreghismo e palesando invece il sentimento contrario. E’ una riflessione che sto facendo di questi tempi, dopo i ritorni più blasonati come quello dei Carcass e degli At the Gates, una schiera di gruppi “minori” ha pensato bene di tornare ad affollare i già ultra saturi scaffali. Sulla scia di tutti i giovanotti che suonano apertamente un genere già vecchio e delineato, denominandosi “old school qualcosa”, cominciando già fermi ad un passato che hanno conosciuto indirettamente e che non mi vergogno a dirlo, spesso riportano degnamente a galla, si riaffacciano imbolsiti e tronfi decine di gruppi che non avevano gran che da dire all’epoca e figuriamoci adesso. Però hanno dalla loro la “valenza storica”, la possibilità di dire: “io c’ero quando il genere “X” è nato, facevo parte della scena ed ho contribuito a delinearla”. In realtà ora come allora, saltavano sul carro di chi stava vincendo, sfruttando la purezza e la fiera appartenenza ad una comunità “esclusiva” che gli permetteva di farsi conoscere e apprezzare ai cultori indefessi di quel dato genere.

E’ vero che più siamo e meglio stiamo, ben vengano i “nonnetti” che tornano a raccontarci le loro imprese di quando erano giovani, ma sarebbe giusto per tutte queste realtà non proprio esaltanti, lasciare il proprio nome ai libri di storia Metallica, tanto era già scritto in piccolo e la voglia di nostalgia non aiuterà certo a renderlo più leggibile.

Oppure non è così? C’è davvero bisogno di tutta questa nostalgia?

The Gallery CLXVII


Buon Mercoledì a tutti! Una bella settimana di metà Novembre sta per finire e siamo lietissimi di accompagnarvi in un nuovo splendente ed entusiasmante ampliamento. Ricco e curato, l’ennesima aggiunta ad una collezione così completa che occorrono dieci bus colmi di giapponesi per fotografarla tutta. E non è un’esagerazione ma uno studio condotto dalla “Massacciussetz Iunivorsiti of Iniutilities and Fakenology”, pensate che rilevanza mondiale ha il nostro museo. E voi vi perdereste l’occasione di visitarlo? Sappiamo che morite dalla voglia di vedere cosa vi aspetta, perciò stomaco serrato e via…entrare!

 1.Una poco dolce vita

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Un biscotto con gocce di cioccolato ha appena realizzato quanto sarà dura la sua vita: in forno a 180° per venti-venticinque minuti. Posto a raffreddare col rischio di essere mangiato ancora caldo, mangiato dopo essere stato affogato nel latte o nel tè bollenti, lasciato ad ammuffire in un barattolo con degli sconosciuti.

2.Nuovo target turistico

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L’architetto che ha realizzato il castello del Teschio grigio ha preso un appalto per un restauro importante. La basilica di Salcazzo Ponentino, un piccolo borgo medievale dalle parti di Sgommate su Staceppa. Il suo stile inconfondibile ha distrutto per sempre una basilica che vantava affreschi di allievi di Piero della Francesca e una pregevole facciata del periodo gotico. Eppure oggi nel paese l’afflusso di turisti è aumentato, tutti “nerdoni” a vedere il Castello del Teschio Grigio!!

3.Crimine imperdonabile

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Una persona brutta e sfortunata questa, appesa al soffitto ed appetita da non meglio specificati insetti. Ad appenderlo, il proprietario del divano rosso. Lo ha pescato a togliere la plastica protettiva che fasciava il divano dal 1955, un affronto che andava punito con la tortura.

4.Frigorifero usato

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“Un frigorifero a gasolio famoso questo,  ha salvato la vita ad Indiana Jones durante un test nucleare. Da allora il Governo Americano ha fatto ritirare dal mercato tutti questi frigoriferi, cosa che rende questo ancora più raro e prezioso.”

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“Mi interessa, ma devi considerare che non è affatto in condizioni perfette. I collezionisti non comprano oggetti rovinati come questo. Diciamo che potrei darti…10$ perchè mi piace la storia”

 

5.Decollato no more!

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San Giovanni decollato ha trovato la soluzione per andare in giro: una bella testa di animale cornuto! Un vello di pelliccia coprire le nudità e via a battezzare e a discettare di religione con qualche coraggioso che non trova strano parlare con un tizio seminudo che ha una specie di montone a coprire l’assenza della testa.

Si entra nelle sale decorate grazie all’aiuto prezioso dei nostri amici segnalatori. Autentici cacciatori nel torbido, riescono anche quest’oggi a pescare opere che si credevano perdute e dimenticate dagli appassionati. Il primo a donarci letizia è Alberto, al quale vanno sentitissimi ringraziamenti.

6.Novanta we love you!

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Cosa vogliono quelle manone dal tizio che sta facendo la TAC con quel macchinario a forma di uovo? E cosa c’entra la corona di spine? Non è dato sapere, però possiamo apprezzare l’accostamento stilistico alle fotoscioppate anni 90, conosciute proprio per questa caratteristica: la sovrapposizione elegante degli elementi che supera il concetto di “senso compiuto”.

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7.Adattamenti

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Minimalismo dalle chiare influenze cubiste e picassiane, dove viene raffigurata una parte della nuova rappresentazione post-moderna del “Pinocchio” di Collodi. Si riconosce sulla destra la Fata Turchina, nella versione attuale di ragazza madre un po’ “putain”, mentre al centro rubano la scena il Gatto e la Volpe, trasformati in Lupo e Squalo per dare un tocco di minaccia in più ai personaggi. Torturano  un Pinocchio rappresentato come un consumatore di droghe pesanti caduto in mano ai due strozzini.

Tocca a Todd raccogliere i vostri consensi spassionati e i ringraziamenti sentitissimi da parte del Direttore.

8.Il segreto

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Uno stile neoclassico bordato di scritte da denuncia anche per gli 80, ci racconta con fedeltà la vita coniugale di Malmsteen. “Ascolta o bocciolo di rosa, quanto sia barocco questo assolo…” “Porco D** non gliela faccio più…aiutami o cameriere roscio che mi trombi gentile quando il marito è in turnè!” “Che fo…l’amasso?” chiede il cretino.

Chiude la sala di oggi il buon Giuseppe Moretti, autentico specialista della chiusura. Lo ringraziamo sentitissimamente!

 

9.Cadeaux stellaire

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Il cavallo a dondolo  di Silver Surfer è ricavato da un vero cavallo terrestre, incrociato con due rulli compressori semi nuovi. Sputa fumo dalle froge, la criniera e la coda spargono polvere di stelle…che regali che fa Galactus a Natale eh?

10.Idoli 

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Stile settantiano per quest’idrante venerato come un nuovo dio. Emerso nel mezzo di un deserto, un giorno qualunque, questo idrante attira tossici e fumati di ogni tipo, proprio come quelli malamente fotoscioppati in versione nanica sullo sfondo. In realtà l’idrante non è emerso, ma si è trattata di una svista clamorosa di un progettista dello IUTA (stato dove si confezionano le famose saccocce dell’omonimo tessuto).

11.Coco B. War!!

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I Pappagallini ribelli finalmente dichiarano guerra all’uomo! Armati con missili ricavati dagli ossi di seppia e armature di lana per nidi, i volatili lottano per la libertà, inseparabili!

12.Sosia

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Il sosia di Bon Jovi e la sosia di Loredana Bertè mostrano fieri la loro somiglianza, accentuata dai tre tizi anonimo sullo sfondo. La signorina di spalle con l’ascia è la sosia di Malgioglio.

"ghe bello avere un zosia, è unnonore ber me!"

“ghe bello avere un zosia, è unnonore ber me!”

13.Doppio piacere

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“Due versioni della stessa merda” questa è la definizione dell’artista alla presentazione di quest’opera. Guardate la maestria nel combinare tanti elementi così pacchiani e trash tutti insieme, cucirli con appassionata ed elementare arte fotoscioppa.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…


 

Scar Symmetry- The Singularity (Phase 1- Neohumanity)


Scar-Symmetry-The-Singularity-NeohumanitySono lontanissimi ormai i giorni in cui venivano scambiati per dei meri cloni dei Soilwork (periodo Natural Born Chaos), tempi in cui avevano un solo cantante. Il dotato Christian Älvestam copriva le parti pulite e quelle in growl caratterizzando il sound allora poco personale degli Svedesi. Christian fece le valige e la band pensò bene di assoldare non un rimpiazzo, ma due: Robert Karlsson per il growl e Lars Palmqvist per il pulito.

Questo è il terzo album con la formazione a due cantanti ed il gruppo è cresciuto un bel po’, senza rinnegare quelle che sono le caratteristiche iniziali, un sound gelido dove le melodie e la ferocia si combinano nel più classico dei minestroni. Siamo di fronte ad un album davvero interessante e ben riuscito, finalmente l’ombra di Älvestam è svanita, anche grazie alla sicurezza con la quale i due cantanti riescono finalmente a gestire i loro spazi, per loro un degna prova dopo i due precedenti lavori del gruppo,sufficienti ma nulla più. Però non è affatto tutto merito del cantato, a livello musicale la band si diverte a complicare i soliti inserti elettronici con canzoni più coraggiose e di ampio respiro, la base Melo-Death viene impreziosita da dissonanze e suoni provenienti direttamente da qualche futuro lontano, incredibile pensando all’addio del chitarrista Jonas Kjellgren, pilastro del gruppo e figura “prezzemolata” della scena Svedese. Pentacle_top albumA dire la verità temevo un peggioramento assoluto con un’altra dipartita così importante per la band ed invece questi ti tirano fuori il miglior disco da dieci anni a questa parte. Un concept che verrà sviluppato in tre parti, con una storia che sinceramente ancora non ho messo bene a fuoco, ma siamo dalle parti della disputa “Pro-tecnologia, impianti sugli Umani e non”: Se state temendo pipponi alla Lucassen, un disco tutto “intro-outro” e dialoghi vari state tranquilli, tutto si svolge in soli tre quarti d’ora, dove verrete trasportati in una progressione infinita di suono, all’interno della quale potrete anche ignorare i testi e la storia, se proprio lo desiderate.

Un album potente, freddo, complicato eppure semplice e diretto. Non sono aggettivi buttati a caso, ma è proprio quello che viene alla mente ascoltando questi otto pezzi. Se avete avuto problemi con il recente passato della band, allora fate il primo passo per riappacificarvi e ascoltatelo, questo è un ritorno alla forma migliore, anzi un nuovo passo in avanti. Se invece non avete mai avuto il piacere di ascoltarli, potete cominciare benissimo da qui…

Tracklist:

1.The Shape of Things to Come
2.Neohuman
3.Limits to Infinity
4.Cryonic Harvest
5.The Spiral Timeshift
6.Children of the Integrated Circuit (instrumental)
7.Neuromancers
8.Technocalyptic Cybergeddon

Voto:

4stelle

L’assaggio del disco:”Limits to Infinity”

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Dopo la trilogia in via di pubblicazione, il gruppo si dedicherà ad una saga dal sapore epico: le fotoscioppate di gruppo delle band di oggi possono nuocere alla retina?