The Gallery CXLVI


Cari amici, amanti dell’Arte, semplici visitatori occasionali attratti dalle confortevoli sale in una giornata di pioggia, siate i benvenuti nella Gallery, la mostra che dimostra che anche i mostri sono Arte. E quale migliore modo per confutare questa scemenza se non invitandovi a calcare i pavimenti del nostro nuovo ampliamento? Prego, fatevi prendere dalla magia che le nostre opere sanno creare, ma attenzione! Come ha giustamente sottolineato la volta scorsa un amico visitatore, la Direzione raccomanda di non entrate se non siete assolutamente certi della vostra condizione fisica, della resistenza del vostro cuore soprattutto. Comunque il regolamento e le raccomandazioni sono scritte all’ingresso, sotto al cartello:”La direzione non si assume responsabilità alcuna sugli eventuali mancamenti e malanni nei quali il visitatore potrebbe incorrere durante la visita. Nel caso, la nostra equipe medica provvederà al soccorso tempestivo senza alcun aggravio sul prezzo del biglietto. Nel malaugurato caso di decesso, la Direzione si occuperà di pagare la cerimonia funebre, purchè la spesa non superi l’ammontare di 2000€ e che la famiglia del defunto non denunci un importo superiore o uguale a quello del Direttore nella dichiarazione dei redditi”.

 1.Forever Alone

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Povero essere verde senza bocca, per conquistare l’unica donna nel raggio di seicento anni luce deve ricorrere a dei gesti poco ortodossi per farle capire quanto la trovi affascinante. Il poveruomo non sa che la donna è cieca e quel filo nelle orecchie le impedisce anche di sentire rumori.  Non rimedierà, ma almeno il tizio si è risparmiato una figura di emme.

2.Meteo impietoso

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Una tipa esangue si stava divertendo con il suo elicotterino radiocomandato, nel bel mezzo del deserto. Sfiga vuole che la prima perturbazione piovosa da oltre cento anni abbia deciso di manifestarsi violentemente, incenerendo con un fulmine il prezioso mezzo volante. 

3.Degustazione 

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Il solito maniaco in cantina che smembra una donna? E invece no, cioè sì a giudicare dai barattoli a destra, ma due elementi ci fanno dubitare che stavolta andrà come al solito. Primo, quella non è una donna, o almeno lo speriamo per lei. Secondo il tipo vuole solo condividere la sua birra artigianale con il sequestrato, la famosissima “Piscemberg”, appena uscita.

 

4.Hooded Fruttaròl

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Le stelle circondano questo piazzista dalla mano incerta che sta cercando di appioppare quel frutto esotico ad una massaia:”ha viaggiato pochissimo, è quasi ad anno luce zero. Si figuri che lo faccio mangiare a mia figlia…pensi quanto è fresco.”

 

5. A proposito di ortolani(quelli di mestiere non di cognome)

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Una nuova campagna contro i transessuali a base di disegni shock? Oppure una campagna che denuncia gli abusi che ogni giorno queste persone subiscono? Comunque sia l’opera ci dice chiaramente che a prenderlo nel didietro son sempre loro. 

Siamo alle vostre segnalazioni carissimi! Prego gustatevi con sentimento queste opere che ci giungono dai quattro angoli del globo, per le quali un ringraziamento non è mai abbastanza, ma la politica associativa della Gallery ci impedisce di effettuare pagamenti. Ringraziamo dunque il primo che ci dona Arte, il prode Savia. Lo ringraziamo con solerzia.

6.Mostro

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Più brutto di uno Snorky, più nudo di Peter North, è proprio lui: l’uomo senza torso. E un occhio solo, per chi apprezza anche i dettagli.

7.Sbronzo di Riace

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E questa posa alla Bonito Oliva diventa immediatamente un classico dell’Arte moderna, richiamando quelle fotografie stile “Cronaca Vera”, manca solo una didascalia a caratteri giganti che descriva la drammaticità della situazione:”Mi prostituisco per mangiare. MA IL DIAVOLO NON NE VUOLE SAPERE DI LASCIARMI LA PIAZZA”

8.Diretto alla Bancarella

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Un’opera che mescola elementi così freschi ed originali da essere subito finita su magliette e plaid in vendita in tutte le sagre, in quelle bancarelle gestite da indiani, avete presente? 

Sulla parete alla vostra sinistra, troverete le opere donate dall’amico Grimmjoy, al quale doniamo tutta la nostra gratitudine.

9.Nude on stage

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Un calamaro sta per godersi un bello strip da parte della nota pornostar Sottomarina Lotar. Gli piacerebbe moltissimo accarezzarle le gambe, ma sono talmente tante che ogni volta non sa da dove cominciare…

10.Equivoco

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“E che nessuno mi chiami più Mario Giovanni!!” Urla il signore del popolo dei Marijuani Tremebondo terzo. Ogni volta qualcuno lo chiama così ci rimette il collo subito dopo, oppure viene condannato a vivere a Detroit.

11.Piatti speciali

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Cosa c’è di meglio di una crocifissione “live” mentre ci si gusta un bel bambino al forno?  Se la pensate come noi, allora raggiungeteci subito presso il ristorante “Al caminetto sul Golgotha “. Menù fisso per il primo maggio: Bambini lavoratori stufati e figli di mignotta in fricassea.

 

12.Dio Tacchino

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Ora sapete anche voi che gli egizi adoravano anche un dio dalla testa di Tacchino. “Gluglumethaton” protettore dei segnalibri. Qui lo vedete raffigurato eccezionalmente di fronte invece che di profilo, non si sa per quale motivo. Ma con gli Egizi non si sa mai con certezza un beneamato no?

 

 13.Rise of the Utilitarie

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“Non sono una 127, sono un Samurai “saibborg”,armato di paraurti-katana ed elmo cofano con antenna!” La metà della faccia mancante era un optionale che veniva ben duemila euri in più, così il mio compratore ci ha rinunciato senza troppa pena. E ora subirà la vendetta del FIAT!!! Acronimo che sta per “Frantic Impious Avenging Terrorist” 

Si passa alle opere segnalate dall’amico Todd, al quale porgiamo tutta la nostra gratitudine. Si è uguale a quella di Grimmjoy, non vorremmo creare gelosie ed inutili competizioni.

 14.Fight Clubbe

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Un combattimento clandestino fra un pollo, sei-sette serpenti rossi ed una lucertola vestita di tutto punto. Non sanno più cosa inventare questi organizzatori di incontri per mescolare le carte in tavola ed intascare milioni dalle scommesse. Comunque la lucertola vince, ce l’ha detto uno che ha info sicure. Ma non ditelo a nessuno.

15. Dichiarazione ed intenti

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“O mia Amata! Siamo qui ed io voglio decantare le tue lodi, voglio esaltare la tua bellezza con versi e dirti con gioia quanto ti amo!” “Ma non è meglio se se famo’na scopata prima?” Il cornutone non aveva preso in considerazione la cosa, neanche quando la signorina con la permanente-serpente si era denudata. Pensava fosse per il caldo, il pirla.

Chiude l’ampliamento l’amico Giuseppe Moretti, al quale porgiamo tutta la nostra gratitudine. Si è uguale a quelle di prima, non vorremmo creare gelosie ed inutili competizioni.

16.Cantonata

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Un demonio esordiente al suo primo sabba, ha capito malissimo la procedura di possessione anale, porgendo le sue vergogne alla signorina che era già pronta a sua volta a ricevere ehm…i poteri da strega. Le risate degli astanti faranno desistere il demonio principiante dal continuare la sua carriera. Si farà frate in Abruzzo per la vergogna.

17.Dubbi

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Un dubbio coglie l’uomo deforme che abita nella cittadina di Piccolopoli, costituita da un muro di un palazzo senza finestre. Ma la signorina quanto resto gli doveva? Possibile che abbia aumentato a  cinquanta tondi tondi?

18.Sicurezza e possanza

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E oggi vantiamo un’opera di niente Pol Pot di meno che Ken Kelly! Il quale ci regala questo barbaro così forte ed indomito che si stiracchia annoiato, mentre un tentacolo di qualche bestia marina sta per stritolarlo. Pensate che sicurezza, che possanza!

 

 19.Improvvisare

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“Daje Mosé sbrighete a servì ‘ste carte che fra un po’ bisogna richiude” Quando non si sa dove giocare, conta avere un amico che con le giuste conoscenze può rimediare sempre un buon posto riservato.

 

20.Chicco Voyeur

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“Che vedi che vedi?” “No niente…c’è una donna senza vestiti che sta saldando un semi asse. Vai a giocare che mo ti raggiungo”

 

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.

 

Arriveduàr…

 

Delain- The Human Contradiction


delainthehumancdStavolta non ci siamo cari Delain, diciamocelo subito in faccia. Il bello del  vostro sound è la leggerezza tipica dei gruppi a là Within Temptation, con quei pezzi ficcanti e melodici, la voce ariosa e potente di Charlotte Wessels, ma in questo ultimo disco avete dimenticato di scrivere bei pezzi. Tutto qui, hai voglia a mettere ritornelli ultra ficcanti se tutta la canzone sembra uno scarto dei vostri migliori lavori, perdete solo tempo a giocare con l’elettronica per rimediare qualche ascoltatore in più. Al massimo riuscite a schifare chi vi ama già, ma davvero pensavate di centrare il bersaglio con questa loffiaggine?

Il morbo degli Amaranthe ha colpito anche loro, almeno in questo lavoro scialbo. Le canzoni sono quasi tutte dimenticabili, si salvano quei pezzi dove Charlotte riesce a fare la differenza cavando il sangue dalle rape, come si dice, ma è roba poca. Battere la strada che i Within Temptation hanno imboccato da tempo non riesce stavolta alla band olandese, che ricordiamo annovera  Martijn Westerholt ex-tastierista proprio dei WT, mescolando la poppizzazione godibile del disco precedente a momenti quasi danzerecci che onestamente creano scompensi degni della maledizione di Montezuma, restando comodamente seduti in casa propria. 

Si salvano alcuni pezzi qui e là, come “My Masquerade” che sembra uscito dalla penna dei Sister of Mercy, o le canzoni leggere ma gradevoli tipo “Stardust”. Troppo poco per giustificare gli entusiasmi che “We Are the others” ti aveva smosso e per consigliare l’ascolto a tutti: è il classico lavoro per chi ama queste sonorità e nulla più.

Peccato, ma Charlotte la si tiene sempre d’occhio.

Tracklist:

01. Here Come The Vultures
02. Your Body Is A Battleground
03. Stardust
04. My Masquerade
05. Tell Me, Mechanist
06. Sing To Me
07. Army Of Dolls
08. Lullaby
09. The Tragedy Of The Commons

Voto:

2stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Stardust”

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Si può stroncare un album nonostante quegli occhioni? 

 

Quel Rude Venerdì Metallico /133: La paura della contaminazione


Quando eri un giovane metallaro le etichette che venivano apposte alla musica nelle recensioni o negli articoli, ti aiutavano ad orientarti nell’oscuro mare di Metallo che ti si parava innanzi. Con l’aiuto di queste semplici e chiare categorie potevi facilmente destreggiarti e capire se approfondire o meno la conoscenza di un genere. All’epoca non si ascoltava una mazza se non nei negozi di musica (quando eri fortunato da trovare cuffie libere e funzionanti) e si sperimentava quasi alla cieca di continuo. A volte prendevi in considerazione i gruppi da ascoltare leggendo le liste di ringraziamenti che le band mettevano nel booklet dei dischi, le mettono ancora oggi ma non leggi più ogni singola riga come una volta.

Era un buon metodo e così hai scoperto numerose realtà interessanti, ma era sempre quando confutavi con un’etichetta di genere che avevi le idee chiare. A volte però queste marcature ti causavano paurosi dubbi “morali”. Quando leggevi “Heavy-Gothic Metal” oppure “”Miscela Hardcore-thrash” ed altre simili, cominciavi a sudare freddo. Avevi quasi paura di ascoltare quella band che mescolava qualcosa di non metallaro nel suo sound. Hai evitato per anni gruppi che ora adori solo perchè eri giovane e stupido, pensavi che ascoltare qualcosa di contaminato potesse renderti meno metallaro o meno appassionato di Metal. Una sciocchezza che a quindici barra sedici anni si può anche commettere.

Ma conosci persone che ancora ragionano a compartimenti stagni, che negano l’innegabile e si trincerano da soli dietro muri di categorie e preconcetti. Per farvi un esempio, un mio ex-amico era così stolido nel negare l’influenza dell’Hardcore nel Thrash (nello specifico negli Slayer) che si inventava assurde ipotesi su come si fosse originato il genere, sempre rimanendo dentro influenze e stili rigorosamente Metallici. Hai voglia a dirgli che era assurdo quello che affermava, bastava ascoltare qualche pezzo dei Discharge o di qualsiasi altro gruppo HC.  Ma niente, ne era certissimo e guai a dirgli che Hanneman si ubriacava oltre che di alcolici anche di Hardcore e Punk.

La domanda che ti poni è semplice: perchè lui e quelli come lui rinnegano influenze e distorsioni da altri generi? Davvero hanno paura di apparire meno metallari, come succedeva a te quando avevi quindici anni?

Ascoltare senza badare troppo alle categorie è troppo difficile evidentemente, meglio ristagnare nei soliti luoghi comuni e perdersi tanto buon Metallo.

Fortunatamente la tua è stata solo una fase, ma quanti possono affermare lo stesso?

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Non c’entra gran che d’accordo…ma è un genere che piace.

 

p.s. se ne parlava qualche anno fa in modo diverso anche qui

 

 

 

 

 

 

Black Label Society- Catacombs of the Black Vatican


Catacombs_of_the_black_vatican_album_coverSono passati quattro anni dall’ultimo disco di inediti della band e molte cose sono cambiate da allora. Non solo nella tua vita, cosa che potrebbe interessare quanto un reportage nel mondo della Briscola, ma soprattutto nei Black Label Society. Non c’è più lo storico pard di Zakk Wylde, Nick Catanese (che ha un nome a cui starebbe bene un soprannome da mafioso italo americano), dietro la batteria si sono seduti almeno tre batteristi diversi. Quattro anni da un disco ordinato e compatto che affermava l’identità acquisita di un sound immediatamente riconoscibile, pesante e infarcito di amereganità da far quasi paura. E in quattro anni, volati via in un attimo che quando leggi l’anno di uscita stampato sul CD ti piglia un coccolone, Wylde non ha cambiato gran che il suo songwriting. Ad un primo ascolto il nuovo disco è sempre la solita roba, ad un secondo pure: una gradevole passeggiata nel mondo dei BLS, fatto di chitarroni pesanti ai quali è difficile resistere, assoli stupefacenti e il vocione sempre più convinto di Wylde. L’aspetto vincente sono i pezzi davvero riusciti, un lavoro in fase di scrittura che riesce ad intrigare anche senza proporre cambiamenti ed affidandosi alle certezze di un Wylde ormai libero per sempre dall’eterno paragone con Ozzy, ma non da quello con i Sabbath. Il lavoro è impregnato di un alone oscuro come suggerisce il titolo, ispirato anche dal nome dello studio personale di Wylde dove l’album è stato registrato, contiene inoltre  un numero altissimo di ballads e pezzi provenienti direttamente dal classico rock americano cantati con trasporto dal buon Zakk.

Un lavoro quasi fuori dal tempo, dove conta moltissimo il feeling e l’intensità scaturita da ogni passaggio, non importa se da una ballad o da un pezzone elettrico e grasso, Wylde ci mette il cuore. Voi metteteci le orecchie.

Tracklist:

01. Fields Of Unforgiveness 
02. My Dying Time 
03. Believe 
04. Angel Of Mercy 
05. Heart Of Darkness 
06. Beyond The Down 
07. Scars
08. Damn The Flood
09. I’ve Gone Away
10. Empty Promises
11. Shades Of Gray

Voto:

3stelle

 

L’assaggio del disco:”My Dying Time”

 

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Il fotografo ha pregato Zakk Wylde di non cambiare i membri del gruppo per cinque minuti, il tempo di scattare ‘sta foto.