Una lunga attesa ben ripagata. Questo potrebbe essere l’ideale sottotitolo alla recensione. “World Painted Blood” non delude assolutamente le altissime aspettative che il nome Slayer porta con sè e che le succose anticipazioni avevano alimentato. Bastano 39 minuti per riportare tra noi il vero Thrash Metal feroce e senza compromessi. Ritmi indiavolati nel più puro stile Slayer, urla disumane e inquietanti, atmosfere malsane si fondono nelle composizioni ispirate a formule rodate che però lasciano poco spazio all’autoplagio. Il blast-beat che si affacciava per la prima volta in “Supremist” (presente sul disco precedente “Christ Illusion”) irrompe totalmente in “Public Display of Dismemberment” canzone che annichilisce l’ascoltatore con frequenti cambi di tempo e un turbine di riff “viulenti”. Il disco beneficia di una produzione secca e asciutta, con un suono “live” su cui spicca quello pulito e naturale della batteria di Dave Lombardo, sicuramente lontana dagli standard “plasticosi” e ultra triggerati che si sentono troppe volte nei dischi odierni, sembra quasi di ascoltare “Decade of Aggression”. Gli Slayer sono di nuovo tra noi, in maniera fiera e convinta più che mai. Fate vostro “World Painted Blood” senza esitazioni.
“Carina” l’idea di quattro cover che assemblate formano il “planisfero” terrestre composto da ossa macchiate di sangue:

- World Painted Blood – 5:53 (Tom Araya, Jeff Hanneman)
- Unit 731 – 2:39 (Jeff Hanneman)
- Snuff – 3:42 (Kerry King)
- Beauty Through Order – 4:36 (Tom Araya, Jeff Hanneman)
- Hate Worldwide – 2:52 (Kerry King)
- Public Display of Dismemberment – 2:34 (Kerry King)
- Human Strain – 3:09 (Tom Araya, Jeff Hanneman)
- Americon – 3:22 (Kerry King)
- Psychopathy Red – 2:26 (Jeff Hanneman)
- Playing with Dolls – 4:13 (Tom Araya, Jeff Hanneman, Kerry King)
- Not of This God – 4:20 (Kerry King)

Una frontgirl bellissima con una voce altrettanto bella vi fa pensare alla categoria:”gruppo soft metal al limite del pop con bella gnocca che canta”(leggi Nightwish)? Sbagliato! gli Epica non sono un gruppo soft! La loro proposta è interessante e sicuramente non posticcia come quella dei Nightwish. Il loro Metallo Epico(eh beh…) dalle venature gothic, rasenta la perfezione in questo lavoro. I nostri portano avanti il discorso intrapreso con il precedente “The Divine Conspiracy”, salutato giustamente come un capolavoro. Il loro sound flirta con il Death Metal melodico, e il growling di Mark Jansen ben si interseca con la voce di Simone risultando azzeccato e non fasullo come accade per altri gruppi simili. Le composizioni sono intrecciate, varie e stratificate e la durata dell’album è notevole, ma questo non è un difetto, nei tempi usa e getta che viviamo, prendere del tempo per ascoltare brani così validi è un toccasana. Le canzoni sono fresche e potenti e mi dolgo di non aver ascoltato prima d’ora gli Epica in maniera attenta. Classe cristallina e doti tecnico/compositive fuori dalla norma, sono il biglietto da visita di questo album in cui gli Epica “mazzolano” l’ascoltatore quando meno se l’aspetta con lunghe cavalcate power/death, inframezzate da momenti sinfonici ora sognanti, ora pomposi ma mai stucchevoli. Nonostante il nome del gruppo, nessun testo di questo disco è alla “Dungeons&Dragons” più becero, ma vi sono ottimi spunti di riflessione. Grandissimo album, ottimo gruppo.%5B27%5D.jpg)
La premessa è doverosa: io di Blackie Lawless comprerei anche un disco di gargarismi registrati mentre scalda la voce (la strepitosa raccolta: “Garglin’ and F*ckin” ahahaha!), figuriamoci un disco di inediti.E due cover…un momento, un momento… andiamo con ordine.
“I know the way you made the others break



Come descrivereste gli Immortal a chi non li conosce? Il gelo in musica, il fragore delle battaglie e pose assurde nelle foto. Basterebbe? Certo che no…
Spettacolare album, dove i Polacchi non sbagliano nulla. Feroci e chirurgici nel loro assalto frontale, i Behemoth ci trascinano nel loro mondo occulto con una serie di canzoni incredibili. Un delitto non provare ad ascoltarli

Cam Pipes da solo non funziona. Le pur buone composizioni del gruppo(rimaneggiatissimo) vengono appiattite dal cantato poco vario del frontman, passionale ed energico ma poco vario. Non è tutto da buttare, ma sicuramente i 3IOB hanno fatto cose migliori.
L’ennesimo Live che vale la pena comprare? I Priest pubblicano un cd con canzoni mai registrate finora su un disco dal vivo, cosa che rende appetibile non poco il disco. Metteteci pure che i Priest sono come il Vangelo ed ecco che questo cd si acquista da solo. Ma davvero vale l’acquisto? I pro sono molti, la produzione, veramente ottima nella resa di un Live dei Judas, molto coinvolgente e pulito il sound degli strumenti senza risultare artificioso, afflizione non rara nei dischi di questi anni. Dicevamo poi la scaletta che alterna brani nuovi ad oscuri classici del passato(Eat me Alive!!!), ulteriore aspetto positivo dell’album è che ci presenta un gruppo veramente in forma e feroce come non mai. Qui “pensione” è una parola bandita! L’unico contro? Halford che non ce la fa più a cantare “Painkiller”…è triste doverlo dire, ma il megaclassicocheognimetallarodeveconoscereedidolatrare, viene farcito di falsetti e un cantato “affaticato”, e se questa versione era la migliore da includere in un Live album, figuriamoci le altre. Grandissima stima al Metal


