Broken Hope- Omen of Disease


broken-hope_omen-of-diseaseBroken Hope: un nome che a molti non dirà gran che, eppure nel loro “piccolo” hanno scritto ottimi dischi e perforato svariati timpani con del delicatissimo Death Metal.  Si riuniscono dopo aver pubblicato l’ultimo album ben  quattordici anni fa,  disco che sapeva di poco e lasciava filtrare la situazione poco florida dei rapporti interni al gruppo. A dire la verità è una reunion che di reunion ha giusto il nome, visto che gli unici membri originali sono il chitarrista Jeremy Wagner e il bassista Shaun Glass. Piazzati degli ottimi sostituti a corredo, tra cui l’ottimo lavandino otturato Tom Lenski dei Gorgasm a sostituire lo scomparso Joe Ptacek,  i brutallari sono pronti a sfasciare di nuovo crani e spezzare ossa con un Death Metal pesante e groovy, che non disdegna affatto sfuriate in blast beat, come da tradizione per il gruppo.

Il disco è bello compatto, degno compare dei suoi predecessori, prodotto meglio e con la chiara intenzione di essere tornati per restare. Si nota lo sforzo profuso nel mantenere l’impronta tradizionale del loro sound, cercando allo stesso tempo di non sembrare datati introducendo soluzioni chitarristiche più in linea con gli sgommoni tecnici che impazzano al giorno d’oggi.

Mai troppo fondamentali, i BH tornano con grande padronanza e sicurezza, sebbene in giro ci sia di meglio, l’album merita la vostra considerazione.

Tracklist:

1. Septic Premonitions (Intro)
2. Womb Of Horrors
3. Ghastly
4. The Flesh Mechanic
5. Rendered Into Lard
6. Omen Of Disease
7. The Docking Dead
8. Give Me The Bottom Half
9. Predacious Poltergeist
10. Blood Gullet
11. Carnage Genesis
12. Choked Out And Castrated
13.Incinerated (2013 ver.)

Voto:

3stelle

L’assaggio  del disco:”The Flesh Mechanic”

ddd

Va che pustole, va che colorito! 

Soulfly- Omen


Il buon Max Cavalera ha da qualche anno riabbracciato il buon vecchio Thrash che tanto ha giovato alle nostre orecchie quando i Sepultura erano ancora una band superlativa. Non ho mai digerito i Soulfly e i loro miscugli Tribal-Dub-Reggae-Post-Brutt” , però mi mancava la voce personalissima di Max e il suo inglese maccheronico. Le speranze di riascoltare qualcosa di aggressivo e diretto provenire dall’italo-brasiliano sembrava un’utopia. E invece…

Il primo segno di riavvicinamento alle sonorità più intransigenti, lo si ebbe con l’ottimo “Dark Ages” e i Soulfly cominciarono ad avere per me un senso. Poi vennero le conferme di  “Conquer” e il progetto “Cavalera Conspiracy” con il fratello Igor, tutti ottimi lavori incazzati ed onesti.

Questo nuovo disco prosegue sulla scia del  “ritorno alle origini”. Omen è una bordata “viuulenta” ancora più dei titoli citati in precedenza, con il gruppo intento a seguire lo scorticato riffage quasi hardcore della chitarra di Max, in un susseguirsi di note oltranziste, finalmente prive di orpelli tribali. La produzione potente e pulita ad opera di Logan Mader, storico chitarrista dei Machine Head ed oggi affermato produttore, esalta l’urgenza virulenta di  “Omen” consegnando agli orfani dei VERI Sepultura l’ennesima prova che Max Cavalera è rinsavito. E mi piace anche la copertina!!

Tracklist:

1-Bloodbath & Beyond
2-Rise of The Fallen
3-Counter Sabotage
4-Jeffrey Dahmer
5-Lethal Injection
6-Great Depression
7-Mega-Doom
8-Kingdom
9-Off With Their Heads
10-Vulture Culture
11-Soulfly 7

 

Voto:

"Max cosa si prova a sapere che il gruppo che hai fondato insieme a tuo fratello esiste ancora, ma senza voi due?

Il primo artwork per il disco, fortunatamente scartato.