Overkill- White Devil Armory


1000x1000Gli Overkill sono uno di quei gruppi per i quali non si hanno mai abbastanza lodi, negli ultimi cinque anni poi le lodi sono giustificate da album sopra la media della sufficienza che di solito un gruppo così costante e coerente riesce sempre ad assicurarsi. Una botta come “Ironbound” ce la ricordiamo tutti, così come il suo successore “The Electric Age”, album sostanziosi e memorabili, soprattutto il primo. Inevitabilmente dopo tanta abbondanza e ripercorrendo un po’ a memoria la storia del gruppo ci si aspettava a questo punto un album meno ispirato, più fiacco e invece manco per idea. “White Devil Armory” è una discreta palata sulle gengive, assestata con convinzione e padronanza dei mezzi. I “nuiorchesi” tirano fuori ancora una volta un insieme di canzoni energiche e rimbalzanti che non riuscirete a scrollarvi di dosso, con quei riff Thrash secchi e violenti, ma riconoscibili uno per uno. L’album si apre con un intro interlocutoria che ha come pregio il mettere in risalto l’attacco furioso della prima canzone “Armorist”, un pezzo gagliardo per i suoi coretti e le sue micidiali ripartenze, ottimo per presentare nel migliore dei modi un disco che mostra una band ancora desiderosa di spaccare e che si diverte nel farlo. Nessun esperimento, nessuna canzone dal sapore particolare messa lì tanto per stupire, solo Thrashone ignorante e rodato, ma scritto e suonato con una perizia ed una convinzione fuori dal comune. Ascoltare Blitz che urla e scalpita al microfono come e meglio di certi giovanotti , sfruttando a dovere il suo timbro particolare è sempre una gioia per le orecchie, così come lo è la produzione pulita ma non eccessivamente plasticosa di cui gode l’album.

Un nuovo tassello importante nella storia di questo gruppo, magari un pelino meno riuscito di “Ironbound”, disco che ricordiamo seppe risollevare dalla compiaciuta “aurea mediocritas” il gruppo, quando la band riusciva a portare a casa la pagnotta con album discreti ma nulla più. Pigliatelo a botta sicura, non rimarrete delusi dal nuovo attacco verde-nero.

Tracklist:

1.XDM
2.Armorist
3.Down to the bone
4.Pig
5.Bitter Pill
6.Where there’s smoke…
7.Freedom Rings
8.Another day to die
9.King of the Rat bastards
10.It’s all yours
11.In the  name

 

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Armorist”

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Overkill 2014: best line up ever?

The Agonist- Prisoners


E’ vero li hai ascoltati perchè incuriosito dalla blucrinita Alissa White Gluz, da sempre hai un debole per le ragazze che cantano Metallo,  a differenza di molti non hai mai sputato su un gruppo a priori perchè c’è una donna dietro il microfono, anzi di solito è difficile che io sputi a priori. Con i Canadesi ti è andata di lusso, perchè a differenza di molti altri ‘sto gruppo ha la fortuna di averci una tipa dotata…Alissa oltre ad essere un donnino clamoroso, si distingue anche per il viulento scream che alterna alla candida voce pulita, rendendo facilmente riconoscibile un pezzo del gruppo, che di questi tempi non è poco.

Va be’ ma il gruppo?

I “The Agonist” partono da trascurabili esordi Metalcore caratterizzati dalla bella voce di Alissa e poco altro, crescendo ed estremizzandosi nel corso degli anni,  pur conservando sempre l’attitudine “gggiovane” e melodica. Questo è un buon disco che prosegue nell’estremizzazione del loro sound, per fortuna “Prisoners” è finalmente libero da troppi orpelli orchestrali che non erano sempre efficaci nel disco precedente, anzi. I cinque si sono invece dilettati nell’allungare i brani, complicandone le strutture e dilatando le composizioni, complice l’utilizzo per la prima volta di un secondo chitarrista. Una scelta in controtendenza che paga, l’album non annoia nonostante alcuni brani meno brillanti ed alcune “morbidezze vocali” di troppo.

Buonissimo disco che piacerà di molto a chi non si fa troppi problemi di purezza e che non rigetta il moderno.

Tracklist:

01. You’re Coming With Me
02. The Escape
03. Predator & Prayer
04. Anxious Darwinians
05. Panophobia
06. Ideomotor
07. Lonely Solipsist
08. Dead Ocean
09. The Mass Of The Earth
10. Everybody Wants You (Dead)
11. Revenge Of The Dadaists 

Voto:

L’assaggio del disco:”Ideomotor”

Beh un’ascoltata gliela si da volentieri no?

E pure la Band al completo, se no sembra che…

Moonspell- Alpha Noir/Omega White


Strani forte i Moonspell…

Tornano con un doppio album, diviso furbescamente in due grandi tronconi: “Alpha Noir” che raggruppa i brani più tradizionalmente devoti all’estremo ed acquistabile singolarmente nella versione standard, “Omega White”  contenuto nella limited edition, più orientato alla componente Dark e sperimentale.  I Portoghesi sanno benissimo di aver rischiato il tracollo post anni’90 come quell’altra band inglese, cercando di coniugare la voglia di trovare nuove forme espressive alla ricerca di un aumento del proprio pubblico, naufragando malamente. Purtroppo il pubblico Metal è impietoso, stroncatore oggi e rivalutatore domani, invece quello non-Metal che non li ha mai conosciuti, di solito non ne vuole proprio sapere di ascoltare roba diversa dalla montagna di merda che gli viene tirata addosso. Cazzi loro.

Ai Moonspell deve essere bastata la scottante rivelazione e alla stessa maniera dei Paradise Lost, sono  tornati ad un sound più duro e riconoscibile, hanno infilato una serie di album buoni,  mai più sopra le righe. Ed ecco la scrematura estrema di questo disco.

La scelta di suddividere l’album in due enormi parti, trasforma la cifra stilistica del gruppo:”Alpha Noir” ripropone  una dose generosa del Black epoca “Wolfheart” accompagnato dal profondo growl di Fernando Ribeiro. L’album è molto godibile, il tocco così particolare dei Moonspell è ancora accattivante e si arriva alla fine del disco con il sorrisetto ebete di gioia. “Omega White” è l’album in cui Fernando e compagnia ci mostrano la loro spiccata propensione al Gothic Dark anni 80. Anche questa parte del disco è sicuramente riuscita, Fernando incanta come sempre con il suo vocione baritonale, si sentono molto forti le influenze dei suoi gruppi feticcio, “White Skies”  per esempio sembra una cover dei Sister of Mercy, tanto è sputata allo stile di quella band. Toccante, profondo ed emozionale, “Omega…” è una parte non trascurabile di questo album ma richiede un orecchio attento.

Quello che lascia un po’ stupiti è la decisione  di dividere i due stili in maniera così netta, pubblicando un album così schizofrenico e poco coraggioso. Ma prove di coraggio i Moonspell ne hanno già date e non sono più tempi questi, meglio settorizzare e dividere anche la propria musica, purchè nessuno ne esca scontento.

Tempi bastardi…

Tracklist:

CD:Alpha Noir

1. Axis Mundi
2. Lickantrope
3. Versus
4. Alpha Noir
5. Em Nome Do Medo
6. Opera Carne
7. Love is Blasphemy
8. Grandstand
9. Sine Missione

CD:Omega White

01 – Whiteomega
02 – White Skies
03 – Fireseason
04 – New Tears Eve
05 – Herodisiac
06 – Incantatrix
07 – Sacrificial
08 – A Greater Darkness

Voto:

e mezzo!

L’assaggio del primo disco “Alpha Noir”:”Lickanthrope”

 

 

“Tacci vostri che ce fate sonà de giorno!!”

Le Migliori 10 Cantanti Metallare: quando estetica e bravura vanno d’accordo.


Quanta strada ha fatto il Metallo da quando era popolato  esclusivamente da misogini e sessisti masculi. Oggi non da più scandalo avere una donna nella band, anzi  si ottiene maggiore visibilità se la donna in questione è una bella figliola. Una meccanica deviata dal modo di pensare del Metallaro medio magari non più misogino,  però assai eccitabile e sensibile al fascino femminile. Una bella listarella delle dieci Metallare più brave e belle ti sembra doverosa, perciò via con la carrellata delle “Metal Chicks”:

10. Sabina Classen, la Valchiria Tedesca

Voce della Thrash Metal band tedesca  Holy Moses, cattiva come un caimano a digiuno. Sabina è una bellezza ruspante stile valchiria. La sua voce scartavetrante e cattivissima fa invidia a molti colleghi maschi.

Che classen…teteschen!

9.Veronica Freeman, L’amazzone “perata”

Al nono posto un’altra bellezza formato “panzer”, l’ameregana Veronica Freeman, cantante dei Benedictum, gruppo dedito ad un Classico Heavy di stampo ameregano(ma va?). Veronica ha una voce potente e molto “maschia”, raramente concede vocalizzi che ricordano all’ascoltatore che “The V” è una donna. Prorompente, anche se in certi ambienti girava la voce che fosse un transgender…una minchiata suggerita dalle sue fattezze forse fuorvianti.

“Al Metallaro non far sapere quanto è buona la cantante con le pere.” dice il proverbio…

8.Amanda Somerville, la platinata

La bionda ameregana vanta nel suo curriculum decine di progetti e collaborazioni oltre ad un suo progetto solista. Uno degli ultimi è quello condiviso con Michael Kiske per un morbido disco di Hard/AOR niente male. Amanda è un mezzosoprano dalla voce suadente, espressiva e quando occorre sa essere molto potente. Carrozzata di serie.

Un viso davvero espressivo quello di Amanda, una volta tanto state guardando una donna negli occhi.

7. Floor Jansen, la sellerona

Alta come un cestista NBA, la bella Floor  è stata la cantante degli After Forever, la Gothic-Power band Olandese, ed attualmente in forza al suo gruppo ReVamp, simili agli After Forever ma molto più cattivi. Floor presta la sua voce a numerosi progetti grazie alla bellezza del suo timbro da soprano duttile e potente.  Bella brava ed ignorante…

Floor è così alta che tocca le travi del soffitto…incredibile eh?

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