Dimmu Borgir- Forces of the Northern Night (CD)


Sono trascorsi sette anni dall’ultimo disco di inediti dei Dimmu Borgir, quel “Abrahadabra” che aveva deluso nonostante qualche guizzo. I brani presentati su quel disco non rendevano giustizia alle qualità dei Norvegesi, oscurando il futuro del gruppo che all’epoca aveva una line up rimaneggiata di tre soli elementi e completata da turnisti. A dire il vero è così anche oggi, ma la sensazione che restituisce l’ascolto di questo live è molto diversa da quella di allora. Un live di solito è un appuntamento buono per riempire i vuoti nella pubblicazione di inediti oppure un modo per suggellare un evento particolarmente importante, non è detto che questo venga reso al meglio con un disco fondamentale anche per i non completisti. I Dimmu Borgir suonarono un paio di concerti (uno ad Oslo nel 2011 ed uno a Wacken nel 2012) con la “The Norwegian Radio Orchestra” e il coro “Schola Cantorum”, i quali avevano prestato i loro servigi anche sul vituperato “Abrahadabra”, pensano bene quindi di mettere su disco queste due serate speciali, cogliendo con una mossa le due necessità elencate poco sopra. Il risultato è al limite dell’incredibile: l’apporto del coro e dell’orchestra dona una marcia in più assurda al suono del gruppo, pompandolo all’inverosimile e corroborando anche i pezzi migliori di “Abrahadabra” riproposti nella scaletta. Il risultato è un maelstrom sonoro che coinvolge, scuote e stupisce l’ascoltatore, dimostrando che quando vuoi creare qualcosa di sinfonico ed orchestrale hai bisogno di un’orchestra vera, altro che tastierine e campionatori. Troppo spesso nel Metal e nel Rock abbiamo visto obbrobri senza fine, un’orchestra fuori contesto mescolata a forza con canzoni che non c’entravano un beneamato con la musica classica (qualcuno ricorda “S&M”?); il Black dei Dimmu ha sempre avuto una forte predisposizione verso la musica classica ma questa vicinanza da sola non sarebbe bastata a priori per garantire la riuscita di un concerto e di un disco dal vivo. Di solito l’uso di strumenti classici fagocita e si sovrappone alla base “elettrica” dei pezzi diluendone l’impatto, o nei casi peggiori, mescolandosi senza costrutto a trame pensate in maniera molto più semplice rispetto ad un arrangiamento per orchestra. Vale la pena ricordare che una canzone non potrà mai essere complessa come una composizione orchestrale, avere quel respiro e la necessità di far suonare almeno venticinque persone tutte insieme in maniera coerente. “Forces…” esce da questo confronto impari assolutamente vincitore, consegnandoci davvero un disco che trasmette la sensazione dell’evento. Sia l’orchestra che il coro sono elementi fondamentali e non accessori, danno corpo e forma a quelle che sembravano trame musicali appena abbozzate, ne ampliano l’epicità e persino la cattiveria oscura dei pezzi più datati dei Dimmu. “Mourning Palace” è qualcosa di incredibile tanto per farvi un esempio. Si gonfia, fa la voce grossa e vi mette all’angolo con quei violini in apertura, accompagnati alle tastiere che conosciamo bene, l’esplosiva partenza e il violento incedere del pezzo sembrano una bestia tutta nuova e ancora più temibile.

Personalmente lo reputo un ascolto obbligato, o la visione del DVD se vi piace di più guardare mentre ascoltate, un esempio chiaro e lampante di come si arrangia e fanno convivere due anime musicali distanti che in precedenza si erano soltanto sfiorate. Un corpus di maligna epica pronta ad oscurare tutto quello che pensavate di sapere sui Dimmu Borgir.

Tracklist:

 

CD 1
1. Xibir (orchestra)
2. Born Treacherous
3. Gateways
4. Dimmu Borgir (orchestra)
5. Dimmu Borgir
6. Chess With The Abyss
7. Ritualist
8. A Jewel Traced Through Coal
9. Eradication Instincts Defined (orchestra)

CD 2
1. Vredesbyrd
2. Progenies Of The Great Apocalypse
3. The Serpentine Offering
4. Fear And Wonder (orchestra)
5. Kings Of The Carnival Creation
6. Puritania
7. Mourning Palace
8. Perfection Or Vanity (orchestra)

Voto:

L’assaggio del disco: la sopracitata “Mourning Palace”

 

Negli anni a Silenoz sono caduti i capelli sul mento

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Heaven And Hell – Neon Nights


La scomparsa di Ronnie James Dio non poteva passare così, senza che vedesse l’uscita di un album in qualche modo “commemorativo”. Ed eccolo qua.

Un anno prima della sua tragica scomparsa, dopo una estenuante lotta contro il cancro, il metaller di origine italiane ci ha regalato il suo ultimo pezzo di storia.

Wacken, Agosto 2009: platea gremita di gente, boato per l’entrata di Iommi e soci, tutti in piedi quando è entrato LUI. Inizia così questo live, carico di adrenalina, grintoso: chi l’avrebbe mai detto, ascoltando il disco, che Dio fosse gravemente malato?

Prestazione superlativa, una bomba a orologeria esplosa per l’ultima volta proprio li, nel tempio del vero Metal, insieme agli amici di sempre, ai colleghi Sabbathiani di “Mob Rules”  fautori dei più grandi successi della storia del Metal, loro, “quei bravi ragazzi”: Toni Iommi, Geezer Butler, Vinny Appice e Ronnie J. Dio.

Quattro musicisti, quattro animali da palco, quattro narratori-esecutori non solo di un disco, di un live, ma di una intera storia musicale.

Credo che sia pleonastico ribadire che a quasi quarant’anni dagli inizi della loro carriera non hanno perso un minimo di brillantezza nell’esecuzione, a dimostrazione di una folgorante carriera conclusa nel migliore dei modi.

E’ verissimo quando si dice: “ meglio non guardare un proprio caro steso sulla bara mentre riposa in pace, piuttosto è preferibile ricordare di lui i momenti migliori, gioiosi, con il sorriso stampato sulle labbra”. Ecco, ascoltate in silenzio questo disco e pensate all’onnipotente. Parola di Dio, rendiamo grazie a Dio.

Tracklist:

  1. Mob Rules 3:46
  2. Children of the Sea 6:30
  3. I 6:16
  4. Bible Black 6:29
  5. Time Machine 4:39
  6. Fear 4:36
  7. Falling Off the Edge of the World 5:39
  8. Follow the Tears 6:11
  9. Die Young 6:41
  10. Heaven and Hell 17:48
  11. Neon Knights 5:45

Voto:

Un estratto dal DVD Live at Wacken, l’altro formato in cui è possibile gustare il testamento musicale degli Heaven and Hell.

Ciao Ronnie...