Black Metal: A European Tour /3


blackmetaltourGenere controverso e discutibile secondo molti, il non plus ultra del Metallo secondo altri, il Black Metal comprende in un’unica definizione gruppi diversissimi e apparentemente inconciliabili tra loro: dalle band minimaliste dove la poca tecnica viene compensata dalle velocità estreme, a gruppi che diversificano la loro proposta contaminando l’aggressività grezza con influenze provenienti da altri generi. Facce buffe col trucco da panda e mercanzia satanica mutuata dai grandi nomi anni 80, sono spesso il lato comico di un genere che almeno nelle intenzioni di comico ed ironico non ha nulla. Dici Black Metal e subito pensi alla Norvegia, Paese dove la corrente del Metallo Nero si definì nella sua forma moderna conosciuta oggi, talmente caratteristico e peculiare che addirittura viene fatto studiare ai diplomatici norvegesi perchè culturalmente rilevante per la nazione. Ma l’Europa non rimase a guardare e già dai primi anni novanta, quando l’esplosione norvegese era ai suoi massimi, si originarono spesso epigoni poco fortunati e non sempre validi. Eppure col passare del tempo in molti Paesi si generò una via personale ed interessante al Black Metal. In questo viaggio andremo a scoprire chi suona il Black Metal fuori dai confini norreni, perchè c’è del marcio in tutta Europa. E vale la pena metterci il naso…

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Oggi siamo nel Benelux che non è un nuovo stato formatosi dopo la rovina dell’Unione Sovietica, ma la sigla comune con la quale viene indicata la regione del nord ovest Europeo formata da Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Una scena  florida per il Metallo, di solito associata a gruppi come Epica, Within Temptation, alle band Death Metal come i God Dethroned, Pestilence o gli Asphyx, ma poco Black Metal davvero rilevante. In effetti hai considerato i tre paesi insieme per ottenere una bella quantità di gruppi da farvi scoprire, ma anche così non siamo certo ai livelli della tappa tedesca, dopo la quale hai dovuto scegliere se girare verso la Polonia o il Benelux e siccome l’andare in Polonia dalla Germania non sarebbe stata una scelta storicamente felice, oggi ci si tuffa in mezzo ai tulipani.

La scena Black Metal della zona è estremamente meno scoppiettante di quella Tedesca e meno originale di quella Francese, eppure ci sono spunti di interesse notevoli da giustificare una puntatina da queste parti. E si può anche cominciare a sondarne l’umido terreno…

Infinity(NE)

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Un terzetto (anzi ora un duetto) dedito ad un sound raffinato, non lontano da certe cose dei Dissection, con una chiara influenza dei gruppi norvegesi meno grezzoni e attenti a dare un senso melodico alla furia cieca. Il loro Black Metal merita un ascolto da ogni cultore del genere, soprattutto il disco più recente “Non de Hac Terra” del 2012, riuscitissimo affresco in nero.

Cirith Gorgor(NE)

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Il nome preso dal solito Tolkien e un sound preso un po’ qui, un po’ là. La loro musica, dopo gli esordi venati da Thrash e Death, si è tramutata in un classicissimo Black Metal dalle velocità sostenute infarcito da un leggero velo melodico, che non brillerà per originalità ma si lascia ascoltare con piacere anche  dalle orecchie più scafate. E poi un loro lavoro è presente nella Gallery, quindi piazza più che meritata per questi simpatici panda olandesi. Da ascoltare ” Firestorm Apocalypse-Tomorrow Shall Know The Blackest Dawn ” del 2003 e il loro eponimo del 2007 (quello in Gallery)

Countess(NE)

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Guidati dal solo Orlok, i Countess sono praticamente una “one man band”  che galleggia nell’underground del genere dal 1992. La loro proposta ha attraversato numerose fasi, rimanendo comunque ancorata ad un semplicistico e scarno suono debitore degli Hellhammer e dei Bathory. Presenti anche notevoli iniezioni di sonorità e temi Epic, con rimandi al Metallo più classico suonato con irruenza e semplicità. Un ascolto lo meritano, soprattutto le piccole gemme “The Book of the heretic” del 1996 e “Spawn of Steel” del 2005.

Carach Angren(NE)

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I Carach Angren sono un terzetto che a partire dal solito nome tolkieniano, da’ vita ad interessanti concept album a base di fantasmi, per esempio il secondo disco verte su una reinterpretazione della leggenda dell’Olandese Volante (appropriato no?). La loro proposta è un Black Metal sinfonico, pomposo eppure violentissimo. Caratterizzati da un’impronta orchestrale molto marcata, riescono sempre a catalizzare l”interesse  di chi ascolta immergendolo in un mondo oscuro, così gotico che Dani Filth se lo sogna. Ascoltando un loro disco capirete perchè l’ultimo lavoro dei Dimmu Borgir fa pietà. Consigliato l’esordio “Lammendam” del 2008 e il successivo “Death came through a phantom ship” del 2010.

Conspiracy(NE)

Ancora una "one man band" dietro la quale si cela Al Hazred, ex-Melechesh, il gruppo isarelita emigrato in Olanda per non aver più problemi legati alla loro libertà espressiva in patria. Il gruppo oltre a confondersi con centomila miliardi altri per un nome poco comune, vanta un tiro niente male La foto è una merda, ma questa è l'unica reperita dopo alcune ricerche e fatevela bastare.

Ancora una “one man band” dietro la quale si cela Al Hazred, ex-Melechesh, il gruppo israelita emigrato in Olanda per non aver più problemi legati alla libertà espressiva sui temi religiosi. Il “gruppo”, oltre a confondersi con altri centomila miliardi  per un nome poco comune, vanta un tiro niente male e una varietà stilistica che lo rende piuttosto interessante. Un Black debitore della lezione dei gruppi più melodici del genere, da ascoltare se veramente in cerca di roba “andregraund” di qualità. Non avendo trovato foto decenti del tipo in questione, ho deciso di piazzare la copertina dell’album consigliato “Concordat” del 2009.

Liar of Golgotha(NE)

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Band che non esiste più e nessuno o quasi se n’è accorto. Il loro è un Black Metal “tastierato” dal buon impatto, sulla scia dei Cradle of Filth degli esordi, forse con un cantato migliore. Se apprezzate la variante, consigliato è il loro ultimo disco “Ancient Wars” del 2000. Ma se non li ascoltate e lo dite in giro,  nessuno si scandalizzerà.

Sammath(NE)

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Ancora una band non fondamentale, ma data la poca abbondanza da queste parti si possono anche inserire. Black Metal incazzatissimo a base guerresca, tipo Endstille/Marduk. Sono bravi, ma di sicuro dei gregari più che dei capisquadra. Potreste apprezzare però se mai sazi di queste sonorità, l’ultimo “Godless Arrogance” uscito all’inizio del mese.

Occult(NE)

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Oggi si fanno chiamare “Legion of the Damned” e fanno un Thrash tirato e trascurabile. Fino al 2005 però erano in bilico fra questo genere ed il Black Metal, con risultati non sempre interessanti. Il loro ondivagare tra Kreator degli esordi e nichilismo Black non vi farà cadere dalla sedia, ma una bella ripassata a “Of Flesh and Blood” del 1999 e a “Rage to Revenge” del 2001 la potete considerare.

Thronar(NE)

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Band scioltasi nel 2009, si dava da fare nel raccontare le epiche gesta di barbari ignoranti e beoni. Metallo roboante ricco di cori pomposi e tastierone, più vicino a certe puttanate folk che al Black Metal, si distinguono per la capacità di scrivere pezzi trascinanti, ad uso e consumo di duelli a spadate sulle orecchie. Potete provare ad ascoltare entrambi i due album della loro scarna discografia, magari cominciate a mettere la cotta di maglia invece di quella della salute.

Enthroned (BE)

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Un nome più conosciuto quello degli Enthroned, band che ha pubblicato almeno due dischi meritevoli di attenzione, ovvero i primi due, intensi e ricchi di atmosfera maligna.  Uno dei fondatori della band, il batterista ed ottimo compositore Cernunnos, si suicida prima di cominciare a registrare il secondo album, lasciando la band ad un lento ma inesorabile orientamento verso un sound tutto velocità e poco altro. Vanno ascoltati senz’altro i lavori degli esordi “Prophecies of Pagan Fire” del 1995 e “Towards the Skullthrone of Satan” del 1997. Poi è un ripetersi con pochi guizzi.

Ancient Rites (BE)

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Una nutrita formazione a sette elementi quella degli Ancient Rites, formazione capace di convogliare tempi veloci e partiture incazzate in un suono epico e poco convenzionale, costruito su orchestrazioni e tastiere enfatiche. Senza essere stucchevoli gli Ancient Rites portano avanti un sound dai toni epici(e che cojoni… 😀 ), bilanciando i blast beat e la voce raschiata tipica del genere, con parti melodiche, cantati femminili e ammenicoli vari. Impossibile resistere ad album come “Fatherland” del 1998 o a “Dim Carcosa” del 2001, autentiche perle che potrebbero coinvolgere anche chi è poco incline al genere.

Grimfaug (BE)

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Tradizione e minimalismo per questa band che sceglie di emulare in tutto e per tutto i capostipiti norvegesi. E lo fanno anche bene, ascoltare il lercio “Blood Upon the face of Creation” del 2004 per averne conferma.

Le Grand Guignol(LUX)

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L’unica band lussemburghese che merita la citazione è questa. Un particolare Symphonic Black Metal che colpirà la vostra attenzione per la capacità di mescolare con sapienza diverse influenze riuscendo a tirare fuori un disco  discreto come “The Great Maddening”, unico lavoro della band che ora dovrebbe essere in stand by. Certo dalla foto verrebbe giusto voglia di ridere forte, ma quello vale per quasi tutto il Black no?

Prima di lasciare Belgiolandemburgo, una comoda selezione di assaggi per voi:

Infinity-Beyond the Stars…
Cirith Gorgor-Firestorm Apocalypse
Countess- Chapel of Doom
Carach Angren- Bloodstains on the Captain’s log
Conspiracy- Die in style
Liar of Golgotha- Ghost of the ancient siberian Wolfcult
Sammath- Fear upon them
Occult- Mind Domination
Thronar- To kill and be King
Enthroned-  Scared by darkwinds
Ancient Rites- North sea
Grimfaug- Circadian Madness
Le Grand Guignol- The Healing Process

Per tornare nei paesi già visitati basta cliccare qui.

 

Black Metal: A European Tour /2


blackmetaltourGenere controverso e discutibile secondo molti, il non plus ultra del Metallo secondo altri, il Black Metal comprende in un’unica definizione gruppi diversissimi e apparentemente inconciliabili tra loro: dalle band minimaliste dove la poca tecnica viene compensata dalle velocità estreme, a gruppi che diversificano la loro proposta contaminando l’aggressività grezza con influenze provenienti da altri generi. Facce buffe col trucco da panda e mercanzia satanica mutuata dai grandi nomi anni 80, sono spesso il lato comico di un genere che almeno nelle intenzioni di comico ed ironico non ha nulla. Dici Black Metal e subito pensi alla Norvegia, Paese dove la corrente del Metallo Nero si definì nella sua forma moderna conosciuta oggi, talmente caratteristico e peculiare che addirittura viene fatto studiare ai diplomatici norvegesi perchè culturalmente rilevante per la nazione. Ma l’Europa non rimase a guardare e già dai primi anni novanta, quando l’esplosione norvegese era ai suoi massimi, si originarono spesso epigoni poco fortunati e non sempre validi. Eppure col passare del tempo in molti Paesi si generò una via personale ed interessante al Black Metal. In questo viaggio andremo a scoprire chi suona il Black Metal fuori dai confini norreni, perchè c’è del marcio in tutta Europa. E vale la pena metterci il naso… Per leggere la prima tappa del viaggio clicca qui. blackmetaltour2La Germania è un Paese ricco di Black Metal dove centinaia di gruppi continuano a nascere e morire dai tempi della grande esplosione del genere nei primi anni 90. Una scena che a differenza di quella Francese, conserva spesso una devozione al suono classico e feroce, lasciando da parte sperimentazioni e divagazioni in favore di un pestaggio continuo e diretto. Impossibile non considerare infatti la Germania come una specie di culla per la scena Norvegese, a causa dell’influenza che i gruppi incazzosissimi come Kreator e Sodom ebbero sul Black Norvegese. In effetti quasi a ribadire un legame solido tra le due scene, alcune band tedesche ebbero contatti molto stretti con i pionieri norvegesi, visti come fonte d’ispirazione non solo per quel che riguarda l’ambito musicale. Venivano emulati spesso anche nelle scorribande nei cimiteri e nei presunti rituali satanici, nei quali la stampa si tuffava di petto esagerando e cavalcando l’onda per vendere qualche copia in più. Poi arrivò il famigerato omicidio di Sandro Beyer da parte dei membri della band Absurd, un avvenimento scioccante che sembrò accomunare ancora di più la Germania alla Norvegia. Un ragazzo praticamente senza amici che cercava in tutti modi di entrare nel giro del gruppo, senza sapere che veniva disprezzato e deriso. Il povero quindicenne venne ucciso per dei motivi futili, principalmente perchè Sandro come vendetta per la sua emarginazione, voleva rivelare la relazione di uno dei membri degli Absurd con una donna sposata e cattolica, rimasta per giunta incinta. Dopo una serie di attacchi verbali, Sandro venne attirato dagli Absurd con una scusa in un posto isolato e strangolato con un filo elettrico. Gli assassini vennero presi dopo qualche giorno, e in seguito proprio come i Mayhem usarono le cervella di Dead per una copertina, così gli Absurd usarono la foto della lapide di Sandro Beyer come copertina per un loro demo scritto durante gli anni di galera, vantandosi anche dell’omicidio nei crediti dell’album. Cover1 Impossibile non pensare anche a tutto il Black Metal che riprende ed esalta ideologie “ariane”, “anti-semite” e naziste, estremo e disperato (non che stupido) atto di ribellione in un Paese che ancora soffre e si vergogna per quella macchia incancellabile, dove viene censurato e punito qualsiasi riferimento al Nazional-Socialismo, figuriamoci sbandierare una devozione totale alle sue nozioni. Ma sarebbe riduttivo e poco accurato ridurre il Black Metal tedesco ad un’orgia di criminali nazi ed emuli cazzari, una minoranza tra le centinaia di band citate in apertura. Molti gruppi sono davvero meritevoli della vostra considerazione e quelli elencati qui sotto sono quelli da cui dovreste partire per farvi una cultura sul “Black Ti CERMANIA”.

Negator

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Nati nei primi anni del Duemila, i Negator si muovono tra i primi Mayhem, i Darkthrone ed tutte le band più celebri della prima ondata norvegese. Devastanti sebbene non proprio originali, i Negator sono il gruppo che permette di capire come si intende il Black in Germania. Veloce ed incazzato, senza troppe pippe mentali. Ascolti consigliati: “Old Black”(2004) esordio fulminante e anche “Panzer Metal”(2010) vicino ai Marduk non solo per il titolo.

Total Hate

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Il gruppo fa parte della seconda ondata di band Black Metal, essendosi formati intorno all’inizio del secondo millennio. Un assalto scarno e brutale che riprende i migliori Mayhem miscelandoli con la spigolosa tradizione sonora tedesca. Hanno pubblicato finora solo due dischi: “Depopulating Planet Earth” (2008) e “Necare Humanum Est” (2010)

Nagelfar

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Il gruppo ormai sciolto, vanta una discografia di soli tre dischi, dove un Black Metal epico, ricco e ben suonato si fa largo con classe. A differenza di molti altri, i Nagelfar picchiavano con stile e padronanza tecnica lievemente superiore alla media, con abbondanti dosi di melodia. Da ascoltare assolutamente l’impronunciabile esordio “Hünengrab im Herbst” (1997) e l’altrettanto difficile “Srontgorrth” (1999).

Nargaroth

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Kanwulf, il leader e praticamente unico membro della band, è uno di quelli che vantava amicizie con alcuni musicisti norvegesi, facendone un vanto e una sorta di “bollino qualità” per la sua band. A prescindere da queste amicizie, vere o presunte, i Nargaroth risultano interessanti soprattutto per chi ama l’attitudine senza compromessi ed il suono scarno e mal prodotto. Il celebre slogan “Black Metal ist krieg!”(2001) è proprio il titolo di un album che rende omaggio alla scena e al suono tipico del genere con pezzi che rassomigliano pesantemente a brani celebri. Oggi Kanwulf si fa chiamare Ash e continua a sfondare i timpani con un Black Metal crudo, ricordando i bei tempi. Ascolti consigliati “Herbstleyd”(1998) pesantemente perculato per la copertina nella Gallery, e anche “Black Metal ist Krieg!”.

Obsidian Gate

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Gli Obsidian Gate sono un gruppo Black “Sinfonico” dove per sinfonico si intende “tastiere che tentano di replicare la grandeur di un’orchestra.” Autori di soli due album, i tedeschi offrono un interessantissimo viaggio tra epicità e schiaffoni tradizionali. Se non volete incaponirvi sul sound scarno un ascolto è più che consigliato, titoli agevolati: “The Nightspectral Voyage”(1999) e “Colossal Cristhunt”(2001)

Agathodaimon

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A proposito di “Black sinfonico”, questi tedeschi esordiscono nel periodo in cui i Dimmu Borgir spingono fortissimo la scena con “Enthrone Darkness Triumphant”, collocandosi proprio in scia ai norvegesi. Un inizio promettente che prometteva di far decollare la band, ma la loro proposta diventa sempre meno interessante a causa di una ripetizione perpetua della stessa manfrina, per giunta sempre meno mordace. Tornati quest’anno con un disco discreto, il loro apice resta sempre “The Higher Art of Rebellion” (1999)

Drautran

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Un solo disco all’attivo, ma che disco! “Throne of the Depths”(2007) è una marcia meravigliosa nel mondo pagano e perduto della “Tedeschia”, Gli arpeggi suadenti e malinconici, l’aspro effetto delle voci in tedesco, le velocissime ripartenze e le voci femminili…c’è tantissimo da ascoltare. Per capire come il Black Metal possa essere davvero evocativo quando è suonato come si deve. Peccato che la band sia in pausa a tempo indeterminato…

Graven

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Un assalto sonoro tipico come tanti, segnato da un clima guerresco e battagliero che non conosce freni. I Graven sono una band che picchia pesantemente sfruttando gli insegnamenti tradizionali del Black anni 90. Interessanti anche se non fondamentali, gli ascolti di “Perished and forgotten”(2002) e “The Shadow of Eternal Call”(2007), unici dischi pubblicati finora dal gruppo, ancora attivo.

Vargsang

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Vargsang è uno dei membri originali dei Graven, lasciati dopo il primo disco. Il suo progetto solista riprende senza vergogna il concept sferragliante e senza compromessi del crudo Black Metal della sua ex-band. Anche qui da ascoltare se si ama il genere e se ci si vuole immergere con dedizione nella scena tedesca. Meritevole della citazione il disco d’esordio “Call of the Nightwolves”(2003)

Eternity

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Gli Eternity, da non confondersi con sette-ottocento altre band con lo stesso nome, sono la gemma nascosta da scoprire assolutamente. Impestati in special modo dai Darkthrone , dimostrano una personalità ed una capacità fuori dal comune nel proporre pezzi devastanti e di grande spessore. I loro dischi hanno sempre un tocco in più che li fa emergere dal mare di imitatori di genere, e l’ascolto di “…and the Gruesome Returns with Every Night”(2004) è doveroso, seguito dall’altrettanto notevole “Funeral Mass”(2007).

Moonblood

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Gruppo di culto nato nei primi anni novanta, i Moonblood hanno dato molto al genere sebbene abbiano pubblicato solo due album. Una marea di demo e split(tra cui uno con i franzosi Deathspell Omega) pregni di un Black Metal incazzoso dai toni epici. Scoprire la furia di “Blut and Krieg”(1996) è un favore che dovreste farvi.

Zorn

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Una foto fatta dopo aver svaligiato il reparto ferramenta presenta al meglio gli Zorn, un gruppo dedito al Black Metal più oltranzista che possiate immaginare. Anche qui niente di particolarmente imperdibile, ma un’ascoltatina all’esordio “Schwarz Metall”(2001) datela, per poi passare all’ultimo “Menschenfeind II”(2009) dove capirete che per il gruppo gli anni d’oro del Black non sono mai passati.

Lunar Aurora

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Qui siamo di fronte ad un gruppo che si distacca dai canoni così testardamente riproposti dagli altri gruppi tedeschi. Il loro Black Metal vive e si corrobora con canti gregoriani, momenti di Ambient dilatato e atmosfere quasi oniriche. Non fate quella faccia, è una miscela tutt’altro che noiosa. Vi ritroverete ad amare questo gruppo in pochi attimi, soprattutto ascoltando “Andacht”(2007) un disco quasi perfetto. Purtroppo non esistono più…

Katharsis

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Foto ridicola, musica brutale e senza fronzoli. I Katharsis sono una sicurezza per quel che riguarda l’estremismo sonoro e la devozione ai suoni classici, soprattutto i “soliti” Darkthrone. Apprezzabili gli ascolti di “Kruzifixxion”(2003) e di “Fourth Reich”(2009).

Horn

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Il gruppo formato dal solo Nerrath, propone un Black Metal evocativo, costruito su tempi medi e un concept legato alla natura. Interessante e diverso dai conterranei, il Black degli Horn è una piacevole alternativa a base di alta montagna e boschi. Ascolto consigliato “Die Kraft Der sczenarien”(2006).

Endstille

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Un gruppo tra i più noti della scena, devotissimo a band come 1349 e Marduk, concentra i suoi assalti in un unica direzione:la velocità. Guerra, morte e distruzione sono la costante ossessione per i tedeschi, autori di ottimi dischi tra cui “Operation Wintersturm”(2002), “Verführer”(2009) e l’ultimo “Infektion 1813″(2011).

Darkened Nocturn Slaughtercult

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Guidati dalla blasfemissima Onielar, pseudonimo di Yvonne Wilczynska, i DNS recuperano la tradizione oltranzista del Black Metal portandola ad un livello qualitativo notevole. Velocissimi, feroci e ricchi di atmosfera, i tedeschi non conoscono la parola pietà e la presenza di una ragazza alla voce non li penalizza affatto come qualcuno potrebbe incautamente pensare. Da ascoltare quasi tutto, ma cominciate pure da “Saldorian Spell”(2009) e l’ottima ultima pubblicazione “Necrovision”(2013).

Dark Fortress

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I Dark Fortress sono la band di V.Santura, chitarrista e compagno di Tom G. Fischer nei suoi Triptykon, uno che sa scegliere bene. Il gruppo tedesco offre un Black Metal melodico, brutale e particolarissimo, con arrangiamenti curati e una capacità di ammaliare l’ascoltatore fuori dal comune. Valgono l’ascolto tutti i lavori del gruppo, ma se volete cominciare con piccoli passi, l’ascolto di “Séance”(2006) e di “Stab Wounds”(2004) è l’ideale.

Prima di lasciare la Germania, una proposta per i vostri assaggi:

Negator:”Panzer Metal”
Total Hate:”Decline of a Human life”
Nagelfar:”Hellebarn”
Nargaroth:”Possessed by Black Fucking Metal”
Obsidian Gate:”Colossal Cristhunt”
Agathodaimon:”When she is mute”
Drautran:”Dusk of the Fimbulwinter”
Graven:”Nightwinds lead my sword”
Vargsang:”Deathgate to eternal life”
Eternity:”Misanthropic Suicide”
MoonBlood:”And Snow covered lifeless bodies”
Zorn:“Zerstore den mensch”
Lunar Aurora:”Der pakt”
Katharsis:”The Last Wound”
Horn:”Die Kraft der Szenarien”
Endstille:”Word Aflame”
Darkened Nocturn Slaughtercult:”The Eviscerator”
Dark Fortress:”Ghastly Indocrtination”

Quel Rude Venerdì Metallico /71:Tour Alimentari



Avrete sentito del tour con i Six Feet Under che i Cattle Decapitation hanno abbandonato a causa di una lite tra i due cantanti delle band, Chris Barnes e Travis Ryan.

Tutto nasce dall’alterco per il merchandise da vendere, in quanto i SFU avrebbero posto delle limitazioni ai CD(non i compact, proprio ai Cattle, che se invece di abbreviarlo e scriverlo intero avresti risparmiato tutto sto po’ de roba), come succede in ogni tour per ogni band di supporto. Senza entrare nel merito della questione, che potete leggere ovunque anche sulle newsboard dei siti nostrani, è chiaro come ormai i tour stiano diventando sempre di più l’unica fonte di sostentamento per le band ed essendo una fonte risicata, ci si contende anche il minimo spazio in più per raggranellare qualche soldo extra.  Il resto sono chiacchiere, purtroppo se il merchandise non vende abbastanza, manco l’incasso dei biglietti spesso basta per rientrare a meno di non suonare in uno stadio stracolmo o fare tutto esaurito tutte le sere.

I tour continui e massacranti sono l’unica risposta che i gruppi e le etichette sono riusciti a dare al crollo delle vendite dei dischi, tra l’altro una risposta insoddisfacente soprattutto per i gruppi che già dovevano lavorare quando i dischi si vendevano. Anzi oggi non è semplice nemmeno tenerselo un lavoro, allora arrivano le notizie brutte: uno come Frank Mullen non potrà fare tutto il tour dei Suffocation, oppure tour abbandonati o abortiti dalle band per mancanza di introiti. Non ultimi gli sganassoni per il merchandise tra Barnes e Ryan….

Sono questi gli effetti di un crollo, una crisi del mercato discografico immensa da cui ancora oggi nessuno sa come uscire e se anche noi fan del Metallo compriamo e supportiamo, non siamo abbastanza. Ma ci siamo…

“So we are ready for more adventures
No crystal ball to see the future
Driven by a need to create
On every mile we ride our fate
In my heart
In my soul
In my blood
In my bones”

 

 

Il nuovo messaggio di KK.


“Voglio ringraziarvi moltissimo per il vostro supporto e le parole gentili. E’ toccante essere il destinatario di tanto affetto e compassione da parte di tutti voi.
Per quelli che desiderano conoscere maggiori dettagli sul perchè io mi sia ritirato dalla band, posso solo dirvi che non c’è niente altro oltre quello che vi ho già detto nel mio primo comunicato.
Vorrei assicurarvi che sono ancora qui per voi e che sono la stessa persona che prova gli stessi sentimenti. Sono stato fortunato abbastanza da poter vivere una bella vita e di aver centrato molti obiettivi, uno dei più importanti è quello di aver avuto l’amicizia di voi fans. Ho incontratio molti di voi e abbiamo apprezzato il nostro tempo assieme, con qualcuno abbiamo condiviso una birra e con altri abbiamo condiviso qualche risata e semplicemente firmato un autografo. Niente avrebbe potuto essere più gratificante che aver vissuto la nostra relazione così speciale unita alle cose che abbiamo condiviso insieme-la musica, l’amicizia e l’amore per la vita stessa.”
 
K.K. Downing
 

Per leggere il comunicato originale: KK Steel Mill,

per leggere le altre notizie relative all’abbandono di KK: “KK abbandona prima della fine del Tour!” e “KK pubblica un comunicato”.

Per leggere la mia sulla vicenda: Quel Rude Venerdì Metallico /5:The Human Equation

Il chitarrista dai capelli decolorati ci mancherà...