Enslaved- RIITIIR


Quanti gruppi che adorate hanno poi oggettivamente mantenuto alta e valida la loro proposta musicale negli anni? Quante band idolatrate hanno cambiato sound in continuazione, alla ricerca di una nuova forma di Metallo? Ma soprattutto, quante hanno fallito provandoci?

La risposta è ovvia:”boh, un sacco!”

Ma alla domanda:”quante riescono ad evolversi senza snaturarsi e a restare a livelli altissimi?”

La risposta potrebbe essere una sola: “troppo poche!

Gli Enslaved sono fra queste poche,  un gruppo che senza problemi riesce da anni a percorrere una strada, o meglio, un cammino evolutivo che la pone al di sopra di molti mestieranti e persone sdraiate sui propri allori. Partiti dal grezzo Black Metal in salsa vichinga, nel corso della loro carriera hanno continuamente affinato e diversificato la loro musica, rendendola affascinante, riconoscibile eppure sempre diversa,  melodica eppure dotata di una genuina aggressività, aspetto non da sottovalutare visti i lamenti che certe band presuntuosissime hanno partorito, anche in tempi recenti.

“RIITIIR” è un album clamoroso, ricco di cambi di tempo ed atmosfere all’interno di ogni brano,  un disco talmente bello che la prima volta che lo hai ascoltato volevi partire per la Norvegia e stringere la mano di persona a Grutle e compagni, un impulso ancora mal soffocato pensandoci bene.

Poggiandosi ancora una volta alle basi Black e alle classiche strutture del Prog settantiano, i cinque musicisti riescono ad assoggettare l’ascoltatore trascendendo le sterili definizioni di “goduria”, mescolando momenti di drammatica ed intensa melodia ad attacchi feroci, portati sempre con grande maestria. 

Rispetto al monumentale “Axioma Ethica Odini“,  RIITIIR si presenta più complesso, ancora più ricco di melodia  e voci pulite, con delle canzoni segnate dalla penna micidiale del gruppo, notevole per versatilità e capacità di sperimentare. Ogni brano fa storia a sé, davvero impossibile raccontare le mutevoli e numerose sensazioni che un disco così può scatenare, sarebbe come elencarvi con precisione le misure di una bella donna che state guardando. Non è importante in quel momento sapere quanto misura la sua bellezza, ma goderne il più possibile. E l’oretta che trascorrerete ascoltando l’album non vi sembrerà mai abbastanza, nonostante il minutaggio abbondante delle canzoni, vi ritroverete ebbri e soddisfatti alla fine di ogni ascolto, eppure in qualche modo inappagati e pronti a volerne ancora.

Non succede spesso no?

Tracklist:

01. Thoughts Like Hammers
02. Death In The Eyes Of Dawn
03. Veilburner
04. Roots Of The Mountain
05. Riitiir
06. Materal
07. Storm Of Memories
08. Forsaken

Voto:

L’assaggio del disco:”Veilburner”

Sì sì, avete fatto centro anche stavolta, potete rilassarvi…

Le migliori cinque cantanti Metal Olandesi (Quando estestica e bravura vanno d’accordo- 2)


Una simpatica chiave di ricerca strampalata (di cui potete ammirare uno screenshot qui, anzi già che ci siete cliccate “mi piace”),  ha scatenato un asciutto scambio di battute con un paio di amici e tra le chiacchiere si notava che un’altra chiave di ricerca, immortalata nello stesso screenshot,  non affatto male era: “gruppi olandesi con cantante donna”.  Visto che ce ne sono un nutrito numero, perchè non scrivere una topfaiv con le cinque migliori cantanti? In attesa di un secondo post con le “Dieci Migliori Metallare” che tanto piace, gustatevi le cinque voci femminili dei gruppi olandesi.

5. Charlotte Wessels

Charlotte presta servizio nei Delain, la band fondata dall’ex-tastierista dei Within Temptation Martijn Westerholt, la sua voce morbidosa e suadente si presta all’innocuo ma piacevole Metal sinfonico del gruppo olandese. Tecnicamente dotata, non teme il confronto con le voci più conosciute dell’intera scena. Neanche dal punto di vista estetico…

Le indubbie qualità di Charlotte fanno capolino anche in foto.

4.Sharon Den Adel

La notissima Sharon è in forza ai Within Temptation, autori lo scorso anno di un disco davvero valido, che non ho recensito ma ho preso ed apprezzato. Sharon ha una voce potente ed estremamente versatile, capace di toccare picchi emozionali ragguardevoli. Nessuna sorpresa se i WT hanno un successo planetario…sarà anche grazie al fascino tipicamente “MILFICO” di Sharon?

I vestiti di Sharon sono sempre molto belli e particolari, ma a noi interessa sempre di più la parte senza stoffa.

3.Floor Jansen

Ho un debole per la voce stentorea di Floor, come si evince in altri post,  la cavallona olandese è dotata anche di una bella presenza. Prima negli After Forever, ora nei ReVamp Floor distrugge ogni resistenza tramite passaggi melodici, operistici, urla da sirena  e chi più ne ha più ne metta. E non pensate male…

La bellezza di Floor è direttamente proporzionale alla sua gigantitudine. Si può dire "gigantitudine"?

2.Anneke Van Giersbergen

Oggi la timbrica particolare di Anneke può essere ascoltata su molte ospitate e collaborazioni, segnalando quella davvero eccellente con Devin Townsend su “Addicted” e nel suo progetto solista chiamato Agua De Annique. Melodica, leggera ed assai emozionale, Anneke può vantare un’ottima estensione e una clamorosa espressività vocale che ai tempi dei The Gathering fece la fortuna della band, aprendo la strada ai gruppi “female-fronted”. Visetto dolce e provocante, con un aspetto da pin up non sempre “sfruttato” a dovere.

Che le vai a dire?

1.Simone Simons

La cantante degli Epica è la reginetta ideale di questa classifica grazie alla micidiale combinazione tra bravura e beltà. Il timbro operistico di Simone è incantevole e la testa della classifica è meritatissima, gli occhi azzurri ed il fisico perfetto sono solo una piacevole aggiunta.

I magnifici occhi azzurri di Simone. Se li vedete rosa, non avete problemi di vista ma siete facilmente distraibili.

Outsider: Manda Ophuis (Nemesea)

Fuori concorso si segnala la bella Manda, leader dei Nemesea, brava e gradevole alla vista. Ma lontana dalle altre cinque…

Fotoscioppe pesa parecchio, ma è sempre un bel visino.

Ben tre cantanti su cinque hanno l’anello al naso, un vezzo tipicamente olandese?

I link per apprezzare le doti vocali, visto che finora abbiamo fatto finta.

Charlotte Wessels: Delain- See me in Shadows

Sharon Den Adel: Within Temptation- Stand my Ground

Floor Jansen: After Forever- Energize Me

Anneke Van Giersbergen: The Gathering- Leaves

Simone Simons: Epica- Unleashed

Floor e Simone diveggiano, mentre Joost Van de Broek e l'altro tizio a sinistra di cui non ricordo il nome, possono solo fare delle impenitenti RX alle due.

Cinque gruppi che quindici anni fa erano il meglio ed oggi no


Le cinque band che seguono sono tutt’ora in attività ma quindici anni fa (giù di lì) erano al top e alcune rischiavano pesantemente di diventare i nuovi punti di riferimento per il Metallo, quelle band  che tra i preferiti non mancano mai. I grandi gruppi come Black Sabbath, Iron Maiden o Metallica, quelli che hanno raccolto consensi anche tra non-metallari, i simboli di un epoca e punta inarrivabile a cui tutti  guardano. Gli ultimi ad assurgere a tale status sono stati i Metallica, ma dopo di loro il Metal non ha più conosciuto gruppi così amati da tutti. E circa quindici anni fa alcuni ci erano quasi riusciti ad avvicendarsi ai ‘Tallica, complici le incerte scelte dei Four Horsemen dell’epoca. Oggi questi gruppi sono ancora in attività, ma sicuramente hanno perso l’occasione di fare il vero salto.

E via…

5.Hammerfall

I paladini della rinascita del Metal Classico, originatori di un movimento di rivalutazione del Power che ha generato millemila gruppi tutti uguali e dimenticati. L’esordio “Glory to the brave” del ’97 fu osannato dalla stampa e consumato dal sottoscritto, godendo alla grande per la riscossa sui “camicioni de flanella”, mai digeriti. Da allora hanno continuato la loro carriera virando su un Metal dalle velocità meno sostenute senza mai raggiungere gli entusiasmi ed i consensi degli esordi.

IERI: Classico leather and metal non troppo sopra le righe. Nel corso degli anni avrebbero toccato punte di ridicolo col vestiario che manco gli Spinal Tap. Si fa notare l'espressione fiera di Joacim Cans, sveglio come un metronotte alle dieci di mattina.

OGGI: In linea con i giorni nostri, foto largamente fotosciopposa e visi attoniti.

4.Dimmu Borgir

“Enthrone Darkness Triumphant” portò il gruppo fino ad allora conosciuto a pochi estimatori Blackster, alla notorietà terracquea e aiutò non poco la Nuclear Blast a diventare una specie di “major” del Metallo. Ferocia anticristiana, tastiere e canzoni memorabili presero alla gola i Metallari ed il gruppo volò altissimo, talmente alto che cominciò a svaccare nel giro di pochi anni fino alle brutture odierne.

IERI: Quello che veramente inquieta di questa foto è il cilindro di Stian Aarstad. "Vecchio Frac ce lo sgrulla!"

OGGI:Posseduti dal bianco di Dash o mugnai eccentrici?

 

3.Moonspell

Il gruppo portoghese era ad un passo dalla vetta dopo aver pubblicato “Irreligious”, un colpo perfetto di Gothic Metal che tutti dovreste recuperare se non l’avete mai ascoltato. Il vocione ed i testi assai poetici di Fernando Ribeiro incantavano le folle ed il gruppo fece da traino per il successo della label Century Media, altra label che in quegli anni divenne importantissima per la scena Metal. Purtroppo i Moonspelli incapparono in album non proprio memorabili, nonostante l’indubbio talento, non riuscirono più a toccare le corde dei molti che l’avevano idolatrata alla fine degli anni 90. Oggi attendiamo il nuovo album dopo l’ottimo “Night Eternal” uscito nel 2008.

IERI: Foto sgranata stile "Cronaca Vera" e sguardo magnetico di Fernando. Gli altri sembrano appena usciti da un cinema che proiettava "Boxoffice 3D" di Greggio.

OGGI: il culto del Dio Onan ha preso il suo dazio sui volti dei nostri oppure è solo stanchezza? Il feeling "uscita dal cinema" è rimasto intatto...

2.Paradise Lost

“Draconian Times” fu deflagrante per la fama della band. I precedenti “Gothic” ed “Icon”avevano smussato gli angoli Death Metal della loro musica lasciando intatto il gusto per le composizioni ed il velatissimo mood dark che la permeava sin dagli esordi. Venivano acclamati da folle oceaniche e nei Festival Europei, gli Inglesi furoreggiarono e, molto più che per le band che li hanno preceduti, l’occasione di diventare i “nuovi Metallica”  era data per scontata, praticamente a portata di mano. Poi pubblicarono “One Second” e qualcosa cominciò a mancare. Non raggiunsero mai più quelle vette di pubblico, nonostante i loro ultimi lavori abbiano mostrato un ritorno alle sonorità più consone di quelle pseudo “Depeche Mode” che avevano malamente intrapreso.

IERI: i soliti effetti "Ittero" da Photoshop dell'epoca, e facce contente. Stile sobrio e semplice.

OGGI: Facce tristi, pochi capelli e un fedelissimo pubblico.

1. Sepultura

Il gruppo dei fratelli Cavalera era in cima alle preferenze di tutti i Metallari, nonostante il forte sperimentalismo di “Roots” un disco sanguigno ed onesto, molto particolare ma largamente apprezzato. I Seps erano la band che non aveva paura di osare, partita da un Paese come il Brasile,  improbabile per il Metallo,  con una proposta estrema quasi indigeribile e poco originale, senza contare la pochezza tecnica che sfoggiavano. Nel giro di pochi dischi, avevano superato i maestri, raggiunto un pubblico mondiale ed isterico,  ma la sfiga decise di cominciare a vessare Max Cavalera. Le note beghe tra fratelli, la manager/moglie  di Max ed il resto del gruppo fino al tragico split. Oggi i fratelli Cavalera sono tornati insieme nel progetto Cavalera Conspiracy, mentre i Sepultura vanno avanti confezionando dischi trascurabili con una line-up che fa quello che può.

IERI: Una band che non aveva paura di registrare una traccia in compagnia di indigeni brasiliani e pubblicare un disco totalmente fuori di testa come "Roots". In questi anni Max cominciò a maltrattare i suoi capelli...

OGGI: Chi cazzo sarebbero questi? Kisser e Paulo JR (che sembra un'esponente di "Sinistra e Libertà" o un "Grillino") sono rimasti a tirare avanti con dischi mediocri. Hanno provato di tutto, da Dante Alighieri a Burgess ma la qualità è sempre poca...

Cinque Cantanti incastrati nel loro passato senza speranza.


5.Gaahl

Più che incastrato ha cercato di incastrare chi era rimasto nei Gorgoroth cercando di soffiare il nome ad Infernus il fondatore della band. Non si hanno molte notizie di lui dopo la cacciata, a parte una comparsata come attore contestatissimo per un musical black metal in Norvegia. Che solo l'accostamento di "Musical" con "Black" e "Metal" scatena reazioni allergiche fuori scala...

4.Tim Ripper Owens

Non mi fraintendete, io per Ripper ho una passione insana e ho acquistato quasi tutto il materiale a cui ha prestato la voce. E' indubbio però che dopo l'esordio sui grandi palchi con i Priest, il buon Tim ha collezionato una serie imbarazzante di collaborazioni, side-project e gruppi di cover manco fosse un ardimentoso diciottenne che non conosce nessuno. Tim meriterebbe un presente migliore e un gruppo all'altezza del suo talento.

3.Messiah Marcolin

Se vedi un gigante vestito da monaco con dei capelli improbabili non ti puoi confondere, è il cantante dei Candlemass Messiah Marcolin, anzi da qualche anno ex-cantante. Negli anni in cui il gruppo di Leif Edling era "fuori servizio", il gigante dalla voce profonda ha militato senza troppo clamore in molti gruppi, ma il nome Candlemass è rimasto un'ombra costante e pesante, tant'è che alla reunion del 2001 non ci ha pensato due volte prima di accettare di rientrare nel gruppo. Ha resistito fino al 2006 poi è sparito senza lasciare traccia (almeno come musicista). La sua pagina Facebook ufficiale riporta solo foto del passato in compagnia di altri musicisti e poco altro, niente di nuovo all'orizzonte.

2.Axl Rose

I Guns ormai sono una specie di zombi tenuto in vita dal roscio Axl, perduti tra i gorghi di un nome troppo ingombrante e un disco troppo scarso come "Chinese Democracy". Axl ha mantenuto il nome frutta-dollarozzi ma il passato ormai è perso ed irragiungibile.

1. Paul DiAnno

Era facile piazzare il buon Paul in testa a questa classifica. In trenta anni di carriera avrà cantato "WrathChild" millemila volte, contornato spesso e volentieri da musicisti non all'altezza o con pochissima personalità. Una carriera bruciata e rimpianta fino ad oggi, senza aver mai trovato una nuova dimensione artistica che potesse permettere al cantante inglese di scrollarsi di dosso la pesantissima eredità della Vergine di Ferro. Sono circa trent'anni che i suoi manifesti cominciano con "L'ex-cantante degli Iron Maiden".

 

Sicuramente ce ne sono altri…rinfrescatemi la memoria nei commenti.