The Agonist- Eye of Providence


theagonisteyecdRicordate lo scorso anno il sorprendente annuncio dell’ingresso di Alissa White Gluz  negli Arch Enemy? Aveva sollevato la solita domanda a chi già come me conosceva le prodezze dietro al microfono della tipa coi capelli blu: riusciranno i The Agonist a rimpiazzarla?

Dopo un paio di giorni dall’annuncio dello split,  il nome della nuova cantante Vicky Psarakis viene svelato, rivelando quanto la “sorpresa” dell’abbandono di Alissa in favore della band di Amott fosse stato un percorso ben pianificato e tenuto nascosto con cura. Niente di male, anzi a parte le solite tiritere “nostalgico-insurrezionaliste”, la notizia ha creato un certo movimento e curiosità intorno ai due gruppi che si erano “passati” la nanetta vegana, quindi se la sono giocata benissimo.

Soddisfatta la curiosità di sapere come se la sarebbe cavata Miss White Gluz nell’affrontare la pesante ombra di Angela Gossow, aspettavo con un certo interesse di conoscere le qualità di Miss Psarakis, avendo avuto occasione di ascoltare giusto un paio di clip poco illuminanti su Iutubbe senza trovare risposta alla mia curiosità. Bisognava attendere il disco per capire da una parte quanto valesse lei, dall’altra se il gruppo sarebbe riuscito a scrivere un album migliore dei precedenti.

“Eye of Providence” giunge a fugare ogni dubbio con una carica ed un’immediatezza che raramente si era ascoltata in casa The Agonist. Vicky Psarakis ha una voce assai duttile e passa con disinvoltura dal growl più “impicciato” alla voce pulita, dal tono più “spesso” rispetto a quella di Alissa. La sua prova è ottima e fortunatamente trova una base solida su cui esprimersi al meglio. I brani sono più diretti e meno “core” rispetto al passato, si sono perse le tracce dei complicati brani del precedente “Prisoners”, si arriva dritti allo scopo con canzoni semplici e costruite su modelli facilmente assimilabili. Siamo vicini ai territori di band come gli Arch Enemy (ma dai?), Death Melodicissimo con riffoni pesantissimi, inframezzati qua e là da ritornelli in pulito tanto per stampare al meglio nelle orecchie i brani. Obiettivo non sempre centrato in pieno, va da sè che su tredici brani qualcuno più anonimo e banale ci sia, ma sarebbe sciocco non affermare che questo è un enorme balzo in avanti per il gruppo.

Personalmente lo trovo un buon disco, coinvolgente e ben suonato, non salverà il Metallo ma merita la vostra attenzione.

Tracklist:

01. Gates Of Horn And Ivory
02. My Witness, Your Victim
03. Danse Macabre
04. I Endeavor
05. Faceless Messenger
06. Perpetual Notion
07. A Necessary Evil
08. Architects Hallucinate
09. Disconnect Me
10. The Perfect Embodiment
11. A Gentle Disease
12. Follow The Crossed Line
13. As Above, So Below

Voto:

3stelle

L’assaggio del disco:”Gates of Horn and Ivory”

ff

“Se non vi piaccio ce stanno sempre i Gruesome no?”

 

Angela Gossow lascia gli Arch Enemy


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“E sti cazzi!”

Ieri sera è giunta a sorpresa la notizia dell’abbandono degli Arch Enemy da parte di Angela Gossow. In un comunicato ricco di particolari di cui riporti qui sotto uno stralcio:

““Dear ARCH ENEMY fans, this is not easy to tell you…I have decided to step down from being ARCH ENEMY’s voice of anger. After 13 years of pure fucking metal, 6 studio albums and countless tours through five continents, I feel the need to enter a different phase in my life, be with my family and pursue other interests. I will however remain business manager for ARCH ENEMY, and I will continue to develop my artist management roster.”

“Cari fan degli Arch Enemy, non è facile comunicarvi che ho deciso di abbandonare il mio ruolo di voce incazzata negli Arch Enemy. Dopo tredici anni di fottuto e puro Metal, sei album studio e innumerevoli tour attraverso i cinque continenti, sento il bisogno di entrare in una differente fase della mia vita, stare con la mia famiglia e perseguire altri interessi. Rimarrò comunque la business manager per gli Arch Enemy e continuerò a sviluppare il management del mio roster di artisti.”

La cosa curiosa è che la band aveva annunciato giorni fa l’uscita del nuovo album “War Eternal” per il prossimo Giugno, nessuno poteva immaginare la decisione di mollare da parte della Gossow, una notizia che ti ha particolarmente colpito.

Quando venne annunciato il suo ingresso nel gruppo  arrivarono le prime immagini promozionali sulle riviste e la cosa ti stupì non poco. Poi uscì “Wages of Sin”,  e non ci potevi quasi credere che quella biondina così affascinante potesse essere in grado di cantare a quel modo, all’epoca non era una cosa che si sentiva tutti i giorni una donna che si sgolava in growl. E a 22 anni fosti stregato per la seconda volta da una cantante bionda e tedesca. Sì la prima era Doro, primo grande amore per una donna al microfono. Ma con Angela fu ancora più devastante l’impatto con la sua voce, considerate che era il 2001 e  allora le donne nel Metallo erano famose per i bustini e le voci lamentose.  Angela , piaccia o non piaccia, è quella che ha aperto e sdoganato la figura della cantante nella scena “estrema”, laddove prima le donne al massimo le conoscevano per le “zozzocopertine”. La sua voce non sarà la massima espressione del cantato in growl, ma comunque le è bastato per convincere e spaccare come si deve sui palchi di tutto il mondo, facendosi amare ed apprezzare senza mai cedere alle lusinghe del servizio “sechìs”, senza mostrare la sua ciccia un tanto al chilo, ma costruendo il suo successo soprattutto sulla sua personalità dirompente.

Consideriamo sempre però, che se fosse stata come Anna Mazzamauro, avrebbe faticato il triplo ad imporre la sua personalità

Consideriamo sempre però, che se fosse stata come Anna Mazzamauro, avrebbe faticato il triplo ad imporre la sua personalità.

Ci mancherà, di sicuro ma la buona notizia e che a sostituirla arriva niente meno che Alissa White Glutz. Ce l’avete presente la ragazza con i capelli blu che campeggia qui nella colonna a lato? Proprio lei.

Vegana e animalista convinta, Alissa è un’ottima scelta, la ormai ex-cantante dei The Agonist, gruppo Metalcore -Melo Death molto interessante, è bravissima sia nel growl che nel pulito e ti incuriosisce sapere come sarà gestita la sua performance negli Arch Enemy.

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La prima foto promozionale dei nuovi Arch Enemy con Alissa White Glutz

Per finire, agevoli la foto della sostituta di Alissa per chi fosse interessano alle sorti del gruppo canadese.

Vicky Psarakis, una greca che canta

Vicky Psarakis, in una foto che non le rende giustizia. Ma per quanto riguarda la voce non ti pronunci, ancora non hai avuto occasione di ascoltarla.

The Agonist- Prisoners


E’ vero li hai ascoltati perchè incuriosito dalla blucrinita Alissa White Gluz, da sempre hai un debole per le ragazze che cantano Metallo,  a differenza di molti non hai mai sputato su un gruppo a priori perchè c’è una donna dietro il microfono, anzi di solito è difficile che io sputi a priori. Con i Canadesi ti è andata di lusso, perchè a differenza di molti altri ‘sto gruppo ha la fortuna di averci una tipa dotata…Alissa oltre ad essere un donnino clamoroso, si distingue anche per il viulento scream che alterna alla candida voce pulita, rendendo facilmente riconoscibile un pezzo del gruppo, che di questi tempi non è poco.

Va be’ ma il gruppo?

I “The Agonist” partono da trascurabili esordi Metalcore caratterizzati dalla bella voce di Alissa e poco altro, crescendo ed estremizzandosi nel corso degli anni,  pur conservando sempre l’attitudine “gggiovane” e melodica. Questo è un buon disco che prosegue nell’estremizzazione del loro sound, per fortuna “Prisoners” è finalmente libero da troppi orpelli orchestrali che non erano sempre efficaci nel disco precedente, anzi. I cinque si sono invece dilettati nell’allungare i brani, complicandone le strutture e dilatando le composizioni, complice l’utilizzo per la prima volta di un secondo chitarrista. Una scelta in controtendenza che paga, l’album non annoia nonostante alcuni brani meno brillanti ed alcune “morbidezze vocali” di troppo.

Buonissimo disco che piacerà di molto a chi non si fa troppi problemi di purezza e che non rigetta il moderno.

Tracklist:

01. You’re Coming With Me
02. The Escape
03. Predator & Prayer
04. Anxious Darwinians
05. Panophobia
06. Ideomotor
07. Lonely Solipsist
08. Dead Ocean
09. The Mass Of The Earth
10. Everybody Wants You (Dead)
11. Revenge Of The Dadaists 

Voto:

L’assaggio del disco:”Ideomotor”

Beh un’ascoltata gliela si da volentieri no?

E pure la Band al completo, se no sembra che…