Necrodeath- The 7 Deadly Sins


coverUn disco che parla dei sette vizi capitali? La prima reazione senza ascoltare il disco è: ma no…ancora? E poi che ce ne fotte a noi dei peccati capitali? E quelli provinciali non se li incula nessuno?

Queste considerazioni però si sciolgono come burro in una padella rovente quando Flegias attacca lo sguaiato conteggio che introduce “Sloth” la canzone che affronta la pigrizia, o per i puristi “accidia”, con un ritmo indiavolato degno dei migliori Necrodeath. E questo conta, il gruppo picchia e devasta alla sua maniera senza tanti orpelli che avevano rallentato album come “Draculea” o “Phylomena”  “Phylogenesis”, album che ti piacciono ma che indubbiamente hanno pecche vistose. L’abbandono di pretenziose sperimentazioni concettuali e musicali ci aveva già riportato su “Idiosincrasy”, dei Necrodeath a livelli più che sufficienti, forse però mancava ancora qualcosa e per capirlo ci è voluto questo album. Dovevano spingere ancora di più sull’ignoranza, sulle radici del loro sound “thrashone” per ritrovare freschezza e lucidità. Crudo, diretto ma senza risultare troppo nostalgico, il disco è caratterizzato da un ritmo vertiginoso, si passa da un peccato all’altro immersi in una mitraglia di riff, la batteria inconfondibile di Peso e un Flegias davvero in palla che a sorpresa canta anche in italiano, con ottimi risultati.

Non pensate troppo al’ingenuità del concept, ribadita da quelle manone in copertina che malamente coprono una bella ragazza che da sola avrebbe reso la cover un capolavoro d’Arte moderna, preoccupatevi solo di farvi massacrare da un gruppo più in forma che mai.

 

Tracklist:

01. Sloth
02. Lust
03. Envy
04. Pride
05. Wrath
06. Gluttony
07. Greed
08. Thanatoid
09. Graveyard Of The Innocents

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Wrath”

Pestoni alla Genovese

Pestoni alla Genovese

Helloween- Seven Sinners


Tredicesimo album, tredici tracce, “Seven Sinners” il nome: bentornati Helloween! Proprio così, avete capito bene, bentornati Helloween. “Seven Sinners” è un ritorno di fiamma coi fiocchi, uscito (sarà un caso?) il 31 Ottobre proprio in occasione della festa di Halloween. Mentre tutti festeggiavano l’appuntamento di una festa importata senza motivo, le Zucche d’Amburgo festeggiavano (e noi anche) il ritorno alla musica, il ritorno al vero Metal. Ormai rassegnati all’evolversi in decadenza di questo gruppo, e demotivati quanto basta soprattutto dopo l’angoscioso “Best of- Unarmed” , gli Helloween hanno saputo regalarci nuove speranze e tante emozioni all’ascolto di “7 Sinners”. Il disco, per certi versi, segna un cambiamento radicale del sound:  molte ancora le tracce “powerotte” classiche ma è importante sottolineare molti spunti Heavy, come nel caso di “Where The Sinners Go” e il singolo “Are you metal?”.  Addirittura i teutonici ci sorprendono con un pezzo folk, “Raise the noise”, che mette in evidenza una parte strumentale caratterizzata  da un ottimo assolo di flauto, e per finire da un travolgente coro, tipo quelli che si cantano a squarciagola nei concerti live. Come dire: stile più moderno e ottimizzato, trademark “Helloweeniano” immortale. Ottima poi  la performance del pluricriticato Andi Deris, e del duo Weikath-Gerstner. I virtuosi chitarristi infatti ci hanno regalato splendidi assoli, un mix di tecnica, ispirazione e intelligenza peraltro non risultando mai banali, ed è una novità. In sostanza ci troviamo di fronte ad un album di pregevole fattura, in cui gli Helloween stupiscono soprattutto per la versilità musicale presentata dimostrando, in primis alla critica e poi ai vecchi e nuovi fan di avere ancora molto da dire.  Di negativo c’è poco o niente, e non è paradossale. Disco di puro godimento, senza andare oltre… Ascoltare per credere.

Artwork al contrario del disco parecchio discutibile. Sparisce quasi totalmente la vecchia zucca-simbolo per dare spazio ad una stilizzatura veramente penosa. Sanno fare certamente di meglio…

Tracklist:

Where The Sinners Go
Are You Metal?
 
Who is Mr. Madman?
Raise The Noise
World Of Fantasy
Long Live The King
The Smile Of The Sun
You Stupid Mankind
If A Mountain Could Talk
The Sage, The Fool, The Sinner
My Sacrifice
Not Yet Today
Far In The Future
 

Voto:

 

Michael Weikath, il più "simpatico" chitarrista Metal...