Quel Rude Venerdì Metallico /28:A volte Reunion!


Prima di iniziare a leggere potete cliccare qui  per avere una sorta di colonna sonora adatta al post, con in più un titolo azzeccato.

Il ritorno dei Sabbath originali è di nuovo giunto. Non c’è niente da fare, quando Iommi comincia a smentire a destra e a manca che si farà una reunion dei membri originali dei Sabs, è sicuro che si farà.

Ed è tra noi dunque di nuovo, dopo le reunion a cavallo degli anni 90 e i primi duemila, la band  che ha forgiato e definito le basi del Metallo Pesante. Nuovo contratto con la vecchia casa discografica Vertigo,  un nuovo disco nel 2012 prodotto da Rick Rubin, tour mondiale in cui spicca la data imperdibile al Gods of Metal.

Sei contento, non c’è neanche da scriverlo, ma a dire il vero alcune perplessità ce le hai. Non c’è niente da fare ad un certo punto della vita di un uomo ci si pone sempre qualche domanda, anche a fronte di eventi lieti e belle notizie.

I Sabbath sono una delle tue band preferite, fondamentali, storici, unici e un altra mezza dozzina di aggettivi che ha usato chiunque descrivendo il monolite nero del Metal, ma ‘sta reunion non è che mi esalta quanto dovrebbe. Ormai Ozzy lo consideri, con dolore, una specie di personaggio macchiettistico ad uso e consumo delle masse Metallare e non: gli spot pubblicitari, le comparsate o le presenze fisse in TV, la precaria condizione fisica e mentale,  la strabordante presenza della moglie-manager Sharon ti impediscono di stimarlo oggi come il resto della band. Iommi e Butler per esempio, non riesci proprio a scambiarli per dei vecchi rincoglioniti, anzi. Fino allo scorso anno ci hanno regalato musica eccellente e performance altrettanto convincenti in compagnia dell’indimenticato Dio. Ward non ha mai smesso di amare il Metallo, aggiornando i suoi gusti come dimostrano le arrembanti scalette dei programmi radiofonici che conduce. Eppure è Ozzy quello che tiene le fila di ogni reunion presente,  passata e questa futura del gruppo inglese, anzi non lui, la moglie.

Il ricordo della diatriba che ha impedito di usare il nome “Black Sabbath” a Iommi e soci per il ritorno sulle scene  con Ronnie James Dio, non ha ostacolato questo  ritorno,  gli attriti sono stati sicuramente appianati da complicatissimi accordi, più simili a contratti tra multinazionali piuttosto che semplici contratti discografici. Accordi che devono essere in marcia da molto tempo, come dimostrano tutte le date dei tour già pianificate ed annunciate quasi in contemporanea della notizia della reunion.

Ma a raffreddare il tuo entusiasmo non è il solito discorso sugli interessi economici che smuove e motiva un evento di tale portata, oggi più di ieri la musica ha bisogno di denaro e una reunion che frutterà vagonate di moneta non può che far bene, ti dispiace  constatare che abbiamo ancora bisogno di attaccarci al passato e fingere che i nostri musicisti preferiti siano eterni, di fingere che il tempo non sia mai passato. Non importa che Ozzy sia una caricatura, non importa che Faulkner imiti KK Downing, non importa che Tommy Thayer ed Eric Singer si mascherino come Peter Criss ed Ace Frehley, l’importante è crederci. O illudersi…

E dispiace anche pensare che probabilmente, i brani del nuovo album dei Sabbath, Iommi li stava abbozzando per il secondo album degli “Heaven and Hell”…

Bentornati Sabbath, nonostante tutto.

"Ma che cazzo ha scritto questo qua sopra?"

Il Dio delle performance!


Abbiamo ricordato Ronnie nei giorni scorsi recensendo il live postumo “Dio-Live at Donington 1983/1987”, raccogliendo alcuni videoclip abbastanza comici e dedicato una mostra personale delle copertine in “The Gallery”.

L’omaggio continua con una raccolta delle migliori performance dal vivo, che il buon Ronnie ha sempre fornito con disarmante sicurezza e continuità, nel corso della sua lunga carriera.

Rainbow- Long Live Rock ‘n Roll, Live a Monaco 1977

Rainbow-Man on the Silver Mountain, dalla stessa data del 1977

E ultimo superclassico per i Rainbow- Kill the King, sempre dall’eccelso live del 1977 a Monaco

Black Sabbath- L’immancabile Heaven and Hell, da “Live Evil” 1982

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