The Gallery CCLVII


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Bentornati nell’esposizione museale più estesa al mondo. Anche oggi vi delizieremo con opere dall’impatto devastante, gioie per gli occhi che non vediamo l’ora di svelare. Siate prudenti, la troppa bellezza può far danni al vostro cervello e all’apparato digerente, cautela e prendetevi le giuste pause fra un’opera e l’altra. In caso di malessere, anche blando, non esitate a contattare lo staff. Ed ora, dopo le raccomandazioni di rito, biglietto alla mano si entri!

 1.Equivoci

“No! Non è come sembra!! Sono le costellazioni…! Sono le costellazioniiiii!

2.Saluti

Un saluto al collega impegnato a dar fuoco alla fabbrica. Il tizio manifesta la sua partecipazione ma da lontano, non sia mai qualcuno lo possa associare al rogo.

3.Non stuzzicare il lupo digerente

L’eroico bambino affronta un mannaro con la gobba per salvare la sua capretta, il bestio però ha già digerito l’animale, ora ha solo voglia di prendere quella fionda ed usarla per malmenare lo scocciatore. Oppure utilizzarla a mo’ di spiedo, più tardi.

4.No Drugs

“Ciao sono Bart Simpson e uso Meth! non droCatevi raCazzi!! Non fate come me!”

5.Protezione o terapia?

La paura della morte esorcizzata attraverso il giacere nel feretro anzitempo, oppure un comodo rifugio per evitare le voglie del marito troppo focoso?

L’ampliamento prosegue da questa parte, con le opere donateci dal nostro Gallerysta Onorario Giuseppe Moretti. A lui porgiamo sinceri e veraci ringraziamenti.

6.Soddisfare le richieste

Questa signorina operatrice presso una linea erotica, ha appena preso alla lettera la richiesta di un cliente:”fammi sentire le tette”

7. Sexy come uno sgabello

Una bionda tutt’altro che a suo agio sul famoso sgabello Ikea “Skomøditås”, ironizza sull’abuso di chirurgia plastica nel mondo odierno. Inutile dire che la sua posa rende l’intento vano.

 

8.Silent bomb

“Se leggo il giornale con aria svagata non se ne accorgerà nessuno…ho pure cambiato posto!”

9.Il ritorno del Maestro

I coperchi from outer space stanno assalendo la città! Il padre premuroso porta via il figlio per salvarlo, con tanto di caschetto. La sicurezza prima di tutto, si sa che i cavalli meccanici si imbizzarriscono facile.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

The Beyond /8:Addio Romero


beyondlogo

Ieri sera, mentre vagavo per lo spazio di Elite Dangerous insieme ad un amico ho appreso della notizia della morte di George Romero. In questi casi, quando viene a mancare un’icona famosa e riconosciuta, si sprecano i post disperati impregnati di manie di protagonismo, tipo gente che piange e si dispera per una persona che in realtà non ha mai conosciuto. Una consuetudine che forse lo stesso Romero avrebbe stigmatizzato, chissà. Perchè Romero era uno che riusciva a dirti le cose in faccia con i suoi film, ti ammaliava con l’orrore e l’incubo di morti che risorgono e vogliono mangiare i vivi, ma quello che ti faceva davvero stare male era il messaggio che si nascondeva e neanche troppo tra le budella eviscerate delle vittime nei suoi film. Il primo film di Romero che vidi fu “Zombi”, rimasi di sasso e terrorizzato. Non mi spiegavo perchè quel film fosse così crudo, per quale motivo scatenasse in me un disagio che andava oltre il fisiologico terrore per lo splatter e l’idea di essere divorato da uno o più morti. C’era qualcosa strisciante e cattivo che mi bucava il cervello, una sensazione di malessere che quei visi smorti portavano con sè. Crescendo e rivedendolo, recuperando man mano la sua opera cominciai a capire: quello che davvero spaventava era la descrizione dell’uomo, dei suoi impulsi beceri coltivati dal Capitalismo e dall’arrivismo, la tremenda descrizione di quanto fosse terribile la società in cui viviamo, dove il mangiare l’altro era cosa di tutti i giorni, seppure in senso metaforico. La grandezza di Romero non era quindi nel saper terrorizzare (benissimo non fraintendete) con l’ineluttabile minaccia della morte, quanto quella di farti riflettere e sbatterti in faccia la condizione disperata dell’essere umani in un mondo che non va più là del frequentare e spendere denaro in un centro commerciale. Era tutto lì, chiaro e diretto, solo che invece di essere una palla al cazzo come un film qualsiasi di qualche pretenzioso regista italiano, che ti ammorba con un 90 minuti di gente borghese cattocomunista che si mette a fare discorsi astratti intorno ad un tavolino. Romero interpretava il genere come il veicolo per lasciar correre le sue idee, una turbina che le rendesse interessanti, dirette e ancora più efficaci. Gente morta e risorta che cammina senza meta tra le lussuose navate di un centro commerciale, senza sapere il perchè. Una bomba, un gancio sotto il mento che difficilmente lascia indifferenti, quante volte avete pensato alle persone che passeggiano in questi posti nei weekend senza sapere che altro fare? Il terrore quello vero e sotteso era proprio quello, il non saper in realtà vivere in questo mondo dove conta solo il tuo potere d’acquisto e rispondere come una falena alle luci delle vetrine. E mi ripeto, la forza di queste sue idee era ancora più devastante, colpiva nel segno perchè l’orrore concettuale sposava ed accresceva quello visuale, dove il gran gusto per la messa in scena horror sublimava in maniera eccellente, concetti che proposti in altri modi avrebbero sicuramente avuto meno efficacia. Oggi è sempre più difficile, nel marasma di innocui cinecomic e poche mosche bianche qua e là, imbattersi in pellicole così “sovversive” ed impattanti ma soprattutto divertenti. Perchè la grande lezione di Romero è questa, una lezione immortale che tutti i registi che hanno qualcosa da dire dovrebbero seguire: per farlo ragionare il pubblico prima lo devi spaventare, lo devi divertire. Quel senso di fastidio che crescerà durante la visione lo spingerà a chiedersi perchè, cosa c’è che lo fa stare così a disagio mentre guarda il film senza riuscire a smettere di farlo.

Addio Maestro, spero davvero che avremo la fortuna di avere qualcuno che segua i grandi insegnamenti che ci hai lasciato, in un mondo che assomiglia sempre di più ad uno degli scenari che hai così ben girato nel corso della tua carriera.

 

 

 

A compendio, vi lascio l’intervista a Romero di Federico Frusciante e alla monografia che gli dedicò qualche anno fa.

 

The Gallery CCLVI


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Benvenuti al nuovo ampliamento di questo caldissimo Mercoledì! La massa di persone in fila ci ripaga dei nostri sforzi e non ci fa dubitare neanche per un attimo che gran parte di essa sia disposta a tutto pur di refrigerio. Siate i benvenuti comunque, godendovi il fresco delle nostre sale siamo certi che il vostro occhio verrà attirato senza scampo dalle nostre opere, ammaliandovi ed irretendo la vostra mente per sempre. Prego dunque, con ordine e delicatezza, entrate pure.

 1.Inadeguatezza psichica

Direttamente dalla rievocazione storica di Borgomerdo, due figuri scortano un tizio seduto su un presunto palco. L’atteggiamento del corpo fa intuire chiaramente il suo stato d’animo lacerato da pensieri come:”ma come ho fatto a finire così?”

2.Citazione

“A regazzì facce Tarzan!”

3.Sfregio

“Sacra sfera della divinazione, dimmi ordunque chi cazzo ha combinato quel macello sulle sacre scale che portano al sacro libro, onde ch’io possa avere ragione di essi”

4.Incredulo

Un gruppo di tizi dalle proporzioni incerte, truccati con un face paint esecrabile, non reagisce bene alle prese in giro del vescovo in giallo. Lo stupore sul suo viso esprime bene l’ultimo pensiero balenato nella sua mente:”ma lo fa davvero? e io che pensavo fosse un coglione dalla testa enorme!”

5.Stage Fright

Una bevutina, una controllatina al capello, uno sguardo al cappio e via!

Seguendo il flusso di opere arriviamo alle pareti decorate grazie ai nostri Gallerysti Onorari. Li ringraziamo profondamente, partendo da Todd.

6.Una corrente non riconosciuta, ancora

Palazzi degni del gioco da tavola “Hotel”, una montagna di oggetti rettangolari impastati e luminescenti, un vermone in giacca (mai visto vero?) e una bomba atomica portatile per redimere questioni veloci. Tutti elementi che classificano l’opera nel nascente movimento “Repkista”, dal celebre illustratore che per primo ne delineò gli stilemi intoccabili.

7. Taci, ti preghiamo

“Mammaaa!!! Papà!!!! Un tentacolo mi ha mangiato la canna da pesca!! Fate qualcosa!!” I genitori, attenti alle esigenze del figlio 364 giorni all’anno, decidono bellamente di ignorarlo, concentrandosi sulle loro passioni e rilassandosi per quanto possibile. Fra pochi minuti, quel rompiscatole avrà finito di scocciarli. E loro di vivere.

 

8.Insomnia

“Avevo dimenticato la candela accesa porca miseria ladra!” Il povero nano Mykragna non prende sonno quando sa che sta sprecando qualcosa.

Ed è il momento di prendere la giusta dose di ringraziamenti per Giuseppe Moretti, prego ammirate la sua selezione.

9.Sexy Shave

Più che un’opera dai contenuti sensuali, assomiglia ad uno spot Proraso. E quel tratteggio accanto al pennello cosa rappresenta? Peli? Ragnatele? 

10.Muscoli?

“Più muscoloso del più muscoloso!” così deve aver pensato l’autore dell’opera, andando personalmente a scandagliare le palestre note per un uso allegro degli steroidi in cerca di un modello. Ne ha trovato uno perfetto, il tempo di ritrarlo e questi è morto per colpa di otto infarti e tre trombosi, un conteggio che suona anche bene a dirlo veloce.

11.Troppi colpi

“Che vuoi che ti dica maaaan? A forza di picchiare la testa ho capito che stavo sbagliando tutto. E’ finito il tempo di andare in giro nudo con i guanti”

12.Esordi

Quando Fotoscioppe era agli inizi, si vedevano spesso queste opere stratificate, ricche di colori e filtri, talmente ricche che non ci si raccapezzava nel guardarle. Erano in anticipo sui tempi, oggi riusciamo a coglierne meglio il significato e la bellezza, sebbene risultino piuttosto datate.

13.Preghiere accorate

“Portami via con te, a solcare i cieli tempestosi! Volare alto sui nostri nemici ed al contempo evitare la pugna! Oh Aquila of Doom, non mi ignorare, non lasciare il tuo discepolo prediletto in balia di quei pazzi!” L’aquila è di sughero, per chi non c’avesse fatto caso.

 

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

The Gallery CCLV


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Mercoledì scorso avete sofferto non poco, lo immaginiamo, ma non si poteva fare altrimenti. Gestire un museo di queste dimensioni a volte crea problemi e sebbene ci si impegni al massimo, a volte capita di dover rinviare un nuovo ampliamento, certi che la grande massa di opere già presenti possa bastare ad alleviare l’amarezza per l’assenza di nuove. Oggi però non serve giustificarsi, basta aprire le porte per farvi entrare nel nuovo ampliamento, consci che lo apprezzerete con molto più gusto a causa dell’astinenza. Prego signori, a voi.

 1.Ossssooommm!

Perchè la figaggine non conosce limiti. Se riuscite ad andare oltre l’unicorno “swag”, vi accorgerete di quanta roba c’è sfumata nello sfondo. Alla faccia dei diritti d’autore tra l’altro.

2.Moscorvo

Un esemplare evoluto di corvo incrociato con una mosca dedito a razzolare dei tappi, monete o quello che è da un teschio con le borchie sul cranio. Sfugge il senso di quest’opera, davvero.

3.Rimedio illuminato

“Come faccio a leggere in camera senza accendere l’abat jour e svegliare mia moglie? Così!”

4.Citazione tammarra

“Va bene la citazione di ‘Nevermind’, però è troppo fighetta col neonato! Mettiamoci una tigre nella piscina e sarà davvero da paura”

Sempre con gaudio giungiamo al momento dedicato alle opere donate dai nostri amici Gallerysti Onorari. Il primo a prendersi una chilata (è un po’ di più che faccio lascio?) di ringraziamenti è Todd.

5.Duri!

Ribelli, incazzati e duri. Così sprezzanti che hanno creato un graffito osceno usando il pennello di Photoshop!

Chiude l’ampliamento l’abituale Giuseppe Moretti. Lo ringraziamo con una chilata e più (si lasciamo dai) di ringraziamenti.

6.Basta mettere una cadavere…

Il gabbiano che becca la fronte di un disperato cadavere sezionato e posto dentro un barile, su una spiaggia ricca di ossa umane e monnezza è un chiaro messaggio pro animalista, oppure una malcelata voglia di buttare dentro un po’ di carne e sangue senza costrutto?

7. Passioni di coppia

“caro, la nostra passione per la bagna cauda deve finire!”

 

8.Evanescenza

Dal fumo delle ciminiere, arrivano loro. E come fumo se ne andranno…

 

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…