Behemoth- Demonica


Avete la curiosità di sapere quanto erano ingenui i Behemoth agli inizi? Volete un’iniezione di fiducia pensando che anche i più scarsi possono diventare dei fenomeni?

Se la rispostà è “forse” allora lasciate perdere. Se invece siete curiosi di conoscere la genesi dei Behemoth, provate a farvela raccontare attraverso i primi due demo ripubblicati in questo elegante boxset, ricco di cover ed alcune tracce inedite o riregistrate. Questo è “Demonica”, la ristampa della Metal blade già uscito con lo stesso titolo nel 2005 in edizione limitata per la Regain.

Due CD per scoprire i primi passi di Adam Darski, le  prime esperienze musicali con gli amici e i vicini di casa, tutti  influenzati dal devastante movimento Black Metal Norvegese dei primi anni 90, vero faro per i giovani ribelli a cui andava stretta la cultura eccessivamente cattolica della Polonia. La belligeranza senza compromessi, il pesante tributo in termini di immagine, attitudine e contenuto musicale, sono la base della potentissima band che amiamo oggi, tra rigurgiti infernali di un satanismo derivativo e quasi inconsapevole. Sono ancora lontani gli approfondimenti pagani di Kristos Azarewicz, allora membro della formazione ed oggi collaboratore ed autore di molte delle liriche del gruppo. Eppure, nonostante i limiti tecnici e la scarsa esperienza, si notava già il valore e la capacità di realizzare brani tanto brutali quanto coinvolgenti ed efficaci.

Una raccolta che tra due demo ricchi di versioni originali, estratti ri-registrati e materiale inedito, si pone come documento fondamentale per riscoprire, anche attraverso le note dei protagonisti di allora contenute nel booklet, le origini del gruppo e comprendere perchè Nergal sia riuscito a diventare un’icona ed il suo gruppo una garanzia.

Tracklist:

CD1: 
01. Of My Worship (Intro) 
02. Summoning Of The Ancient Gods 
03. The Arrival (Instrumental) 
04. Dark Triumph 
05. Monumentum (Instrumental) 
06. Rise Of The Blackstorm Of Evil 
07. Aggressor 
08. Goat With A Thousand Young (Instrumental) 
09. Bless Thee For Granting Me Pain 
10. Cursed Angel Of Doom 
11. Transylvanian Forest 

CD2: 
01. From Hornedlands To Lindisfarne 
02. Thy Winter Kingdom 
03. Summoning (Of The Ancient Ones) 
04. The Dance Of The Pagan Flames 
05. Blackvisions Of The Almighty 
06. Fields Of Haar-Meggido 
07. Deathcrush 
08. Moonspell Rites 
09. Blackvisions Of The Almighty 
10. Pure Evil & Hate 
11. The Oak Between The Snows (Instrumental) 
12. Spellcraft & Heathendom

 

Voto:

L’assaggio di oggi “Pure Evil and Hate”

Una copertina a caso del periodo Black dei Behemoth. Old Scùl ma bruttarella...mi sa "The Gallery" ha un posto già caldo.

Death- The Sound of Perseverance (Relapse reissue)


“Acid the tears of remorse/Flow in vain/Too late for regrets,save it/For the next ill-fated game” (Death-A story to tell)

L’ultimo capitolo di una discografia invidiabile, specchio della geniale visione di un uomo sempre alla ricerca della perfezione. Il Death Metal massacrante e senza compromessi degli esordi è diventato nel corso degli anni una raffinata commistione di Metallo intelligente, melodico, ricco di parti progressive e tanta, ma proprio tanta, tecnica. Il cantato di Chuck si è trasformato dal potente e cavernoso growl in uno scream lacerante  ancora più espressivo. Si viene sommersi da sentimenti ed emozioni contrastanti ascoltando questo classico che pone il suggello alla carriera dei Death. Ora toccante, ora elettrizzante ed energico,  il lavoro più ambizioso dei Death non lascia scampo.

Lo stupefacente cammino evolutivo di Schuldiner trova la sua realizzazione in un album complesso eppure facilmente fruibile dall’ascoltatore, grazie all’indubbia capacità di emozionare senza l’incartamento di note inutili. Basta ascoltare il devastante incedere di  “Story to tell”, melodica e potente, segnata dalle liriche sempre intrise di un significato profondo, imbevute da una ricerca filosofica tutt’altro che banalizzata. Un pezzo che potrebbe essere il migliore dell’album se non ce ne fossero altri otto altrettanto validi:”Flesh and the Power it Holds” con le accelerazioni micidiali e il bellissimo assolo a metà pezzo, oppure la struggente “Voice of the Soul” canzone strumentale dove la chitarra di Chuck si sdoppia, si fa in tre addirittura, toccando l’anima senza bisogno di un testo. La canzone più usata per commemorare la memoria del genio ameregano, almeno da te. Nel conteggio dei brani si distingue anche la cover di “Painkiller”, uno dei pezzi imprescindibili per ogni Metallaro, suonata con stile personale fedele all’originale e con una prestazione vocale alla Halford da parte di Schuldiner davvero encomiabile.

Il drumming tecnico di Richard Christy, la chitarra si Shannon Hamm ed il basso di Scott Clendenin sono il segno dell’ennesimo cambio di formazione che i Death manifestarono dopo il precedente “Symbolic”, grandi musicisti che affiancano il genio schuldineriano e si ritagliano un posto nella storia del Metallo, uno di quelli migliori.

La ristampa della Relapse aggiunge  poco o niente al disco originale in termini di suono e di materiali inediti, ma permetterà di recuperare questo capolavoro a chi era troppo giovane per conoscere e chi colpevolmente ha ignorato questa opera fondamentale.

Tracklist:

Disco 1:
1. Scavenger Of Human Sorrow
2. Bite The Pain
3. Spirit Crusher
4. Story To Tell
5. Flesh And The Power It Holds
6. Voice Of The Soul
7. To Forgive Is To Suffer
8. A Moment Of Clarity
9. Painkiller

Disco 2:
1. Spirit Crusher – 1998 Demos (No Bass)
2. Flesh And The Power It Holds – 1998 Demos (No Bass)
3. Voice Of The Soul – 1998 Demos (No Bass)
4. Bite The Pain – 1998 Demos
5. A Moment Of Clarity – 1998 Demos
6. Story To Tell – 1998 Demos
7. Scavenger Of Human Sorrow – 1998 Demos
8. Bite The Pain – 1997 Demos
9. Story To Tell – 1997 Demos
10. A Moment Of Clarity – 1997 Demos

Voto:

La ristampa presenta un artwork rivisto e corretto dall’artista che realizzò l’originale, Travis Smith.

I due artwork a confronto: in alto la versione originale uscita nel 1998 che mi onoro di possedere e la versione aggiornata della ristampa.

Questa è una pubblicità del 1998 apparsa sulla quarta di copertina di un Metal Hammer di quegli anni, ritagliata ed appesa come poster sul muro da allora.

Death- Individual Thought Patterns (Relapse reissue)


La tremenda sensazione di comprare di nuovo dei dischi con il logo dei Death ben sapendo che si tratta di ristampe remaster e non inediti, trasforma un atto semplicissimo come acquistare un CD, in una nuova e straziante presa di coscienza. L’esatta percezione che Chuck non ci regalerà mai più della nuova musica si riaffaccia prepotente nella sua forma più feroce e ti coglie alla gola.

E’ con questo stato d’animo che hai acquistato tutte le ristampe della Relapse, anche se hai la discografia nelle edizioni originali ormai da tempo immemorabile.

“Individual…”è un nuovo gradino nella continua evoluzione in casa Schuldiner ed è di nuovo un disco capolavoro. L’estremismo sonoro si fa ancora più intenso e chirurgico, con l’apporto di “San Gene Hoglan Tamburaro”, il batterista più girovago e prolifico della storia del Metal.  La partenza a razzo della gemma “Overactive Imagination” è solo il primo tassello di un mosaico creato con dovizia di particolari e soprattutto dalla sua strabiliante abilità. Hoglan è immenso nel suo drumming tecnico e brutale, terribilmente vario e avvolgente in tutti i pezzi, pezzi che mi hanno fatto scoprire ed apprezzare il gigante ameregano per la prima volta. Ma non sarebbero i Death senza le chitarre di Chuck ed il suo preciso lavoro di costruzione del pezzo: dividendosi il compito con il mito d’infanzia Andy LaRocque, che se non conoscete potete anche  uscire senza sbattere la porta, Schuldiner ci percuote con un florilegio di tecnica, con degli assoli e dei riff sì complicati, ma mai auto-referenziali o prolissi. Lo stupefacente chitarrismo è ben sorretto anche questa volta dallo stranissimo e personale lavoro al basso di Steve DiGiorgio, il suo non è mai un semplice riempitivo o strumento per tenere il tempo.

Death Metal progressivo ancora più avanti, ancora più geniale di quel gigantesco opus intitolato “Human”. E che testi, provate a leggere “Destiny” o la title track per ricordare cosa abbiamo perduto.

Ma l’ambizione di Chuck non era ancora sazia e…

La versione della Relapse oltre ad avere dei suoni pulitissimi in fase di produzione, allega un secondo disco abbastanza appetibile con una prestazione Live dei Death risalente al 1993 in Germania ed una cover di “The Exorcist” dei Possessed. Il pacchetto contiene anche un ricco booklet con note scritte da DiGiorgio e Hoglan, a completare un’uscita curata nei minimi dettagli e preziosa per ogni vero fan. A differenza di “Human”  “Individual…” aveva già un buon suono e l’acquisto è consigliato solo ai completisti e a chi non ha ancora il disco.

Tracklist:

Disco 1:

01. Overactive Imagination
02. In Human Form
03. Jealousy
04. Trapped In A Corner
05. Nothing Is Everything
06. Mentally Blind
07. Individual Thought Patterns
08. Destiny
09. Out Of Touch
10. The Philosopher

Disco 2:

Live In Germany – 13 Aprile 1993

01. Leprosy
02. Suicide Machine
03. Living Monstrosity
04. Overactive Imagination
05. Flattening Of Emotions
06. Within The Mind
07. In Human Form
08. Lack Of Comprehension
09. Trapped In A Corner
10. Zombie Ritual

Voto:

Il posto di Andy LaRocque fu preso da Ralph Santolla che, come potete notare nella foto, non aveva ancora la faccia devastata dall'insonnia. Oltre tutto si presentava sui palchi con una chitarra griffata dalla bandiera italiana, mica pizza e fichi.

Il videoclip di “The Philosopher” nella versione 2011.

Nightrage- Vengeance Descending


I Nightrage ristampano i primi due lavori “Sweet Vengeance” e “Descend into Chaos” , editi rispettivamente nel 2003 e nel 2005, in una singola confezione da due dischi. Un nuovo artwork che combina le idee dei due dischi e un paio di bonus track come ulteriore elemento appetibile.

Ma esattamente chi sono i Nightrage?

Sono la creatura di Mario Iliopulous, chitarrista greco emigrato in Svezia che formò i Nightrage dopo lo scioglimento della sua precedente band Exhumation, dai quali “rubò” il nome per il nuovo gruppo da una loro canzone. La formazione della band dei primi album è assolutamente di rilievo con Tomas “Tompa” Lindberg (At The Gates) alla voce, l’amico di Mario, Gus G.(Firewind, Ozzy, Dreamevil) a spalleggiarlo alla chitarra, Per Moller Jensen (the Haunted) alla batteria e Brice Leclerq (Dissection, Satyricon). Non male davvero, considerando anche gli ottimi risultati che i due dischi testimoniano a suon di “raffinato” Death Metal melodico tipicamente svedese.

Canzoni come “Being Nothing” o “The Tremor” valgono da sole l’acquisto di questo strepitoso pacchetto, imperdibile  per chi si fosse perso questi due dischi imbevuti di Metallo di qualità, discendente e fiero continuatore del movimento originato da At the Gates e co. . Nelle ospitate del disco c’è anche quella di Mikael Stanne a completare il cerchio…

Non può mancare nella vostra collezione, a meno che non abbiate già le edizioni originali.

p.s. oggi i Nightrage esistono ancora malgrado l’assenza dei nomi altisonanti degli esordi, propongono sempre dell’ottimo Metallo.

Tracklist:

CD1: “Sweet Vengeance”

L'artwork originale di Sweet Vengeance, presente nel ricco booklet della doppia ristampa.

01. The Tremor
02. The Glow of the Setting Sun
03. Hero
04. Elusive Emotion
05. Gloomy Daydreams
06. Macabre Apparition
07. In My Heart
08. Ethereal
09. Circle Of Pain
10. At The Ends Of The Earth
11. The Howls Of The Wolves
12. Gloomy Daydreams (Extended Demo Version) *

* bonus track giapponese di “Sweet Vengeance”

Line-Up:

Tomas Lindberg (V)
Mario Iliopoulos (CH)
Gus G. (CH)
Brice Leclercq (BS)
Per M. Jensen (BT)


CD2: “Descent into Chaos”

E quello di "Descending..."

01. Being Nothing
02. Phantasma
03. Poems
04. Descent into Chaos
05. Frozen
06. Drug
07. Silent Solitude
08. Omen
09. Release
10. Solus
11. Jubilant Cry
12. Reality Vs. Truth
13. Black Skies *
14. Gallant Deeds **

* bonus track per il solo Giappone di  “Descent Into Chaos”
** finora inedita, con Mikael Stanne alla voce

Line-Up:

Tomas Lindberg (V)
Mario Iliopoulos (CH)
Gus G. (CH)
Henric Karlsson (BS)
Fotis Bernardo (BT)

 La splendida “Being Nothing”

I Nightrage dell'epoca. Mario (sulla destra) è molto convinto.

I Nightrage di oggi, Mario (sempre sulla destra) è ancora più convinto. La composizione della foto mostra chiaramente che il gruppo ha due nani in formazione.