The Gallery CCLIV


Quest’oggi siamo particolarmente fieri ed orgogliosi nell’accogliervi nel nuovo ampliamento: troverete opere di una certa raffinatezza, di gran tecnica e soprattutto grande cuore artistico. Provate a non emozionarvi di fronte a questa sequela di pezzi pregiatissimi, non ci riuscirete. Vi garantiamo un’esperienza fortissima, al limite delle capacità umane. Pensate che sia un’esagerazione? Verificate voi stessi, biglietti alla mano, si comincia!

 1.Forza brutta

L’ammazzasette di turno è un essere a metà fra un Barbapapà e un action-hero anni 80. Il mix letale ha lasciato sconvolti su un letto di macerie verdi una serie di giocattoli e uomini vestiti manco fosse un’opera di Repka.

 

2.Appena insediato

“Vostra Lordità, il sacrificio umano appena sfornato per voi” “Esattamente che cazzo ce dovrei fa?”

3.Spaccati di vita

Mani alla menta che spuntano dalle crepe di un terreno rosa irrigato da liquido giallo paglierino. Se non è una metafora della fila per consegnare i campioni delle urine all’ASL questa…

4.Feroce, ma pignolo

Il feroce dittatore, conquistatore di popoli ed elegantone, si chiede quando verranno a pulire la sala del Trono provvisoria, montata direttamente sul campo di battaglia. Perchè a lui piace guardarele battaglie comodo e possibilmente senza cadaveri deformi in giro.

 

5.Uelcam bech 80!

Una copertina che odora di Boncompagni, Carrà e tanto sottobosco televisivo musicarello italiano. E’ un insieme così armonico ed azzeccato che c’è spazio anche per Zed.

“Ma io ero mica lucido”

 

Come privarci della gioia di goderci altre nuove opere? Ecco a voi le donazioni dei nostri amici Gallerysti Onorari, una sicura garanzia di qualità. Li ringraziamo con gratitudine sperticata. Il primo a ricevere queste lodi nette e proporzionate è Alberto.

6.Angel Eyes

Un angelo dal look incerto, a metà fra un “Magic Mike” e il “Village People operaio”, ha perso la vista e tasta il terreno cercando di capire dove diavolo sia finito il suo trancio di carne da cucinare con brace di teschio. 

7.Citazioni attualizzanti

Una lampante citazione all’opera di Delacroix “La Libertà che guida il popolo” si palesa con forza, donando modernità e vigore ad un consunto tema, ormai riconducibile a populismi e a grette idee che terminano con una serie di “!!!1!!1”

E’ il turno di Todd, al quale vanno le lodi nella stessa misura di cui sopra.

8.Epicissima

Non si è mai troppo epici quindi via le magliette, una bella spada di plastica, gambe smarmellate con “qualcosa” che potrebbe ricordare delle fiamme ma soprattutto, un bello sfondo disegnato che eleva la goffa fisicità dei nostri ad un livello a metà fra “epica” e “Cazzata”

Chiude l’ampliamento Giuseppe Moretti, al quale non possiamo che inoltrare lodi conformi agli altri amici Gallerysti.

9.Tendenze

Dopo il sushi consumato sulla schiena nuda di una ragazza, qualcuno ha pensato bene di reinventare la formula ed adeguarla anche ad un target meno abbiente. Quindi spaghetti e piatti caserecci per la prima trattoria con “tavolo nudo”. Inutile dire che la scena nell’opera ben rappresenta la fruizione irruenta, tipica dell’ambiente popolare in cui si svolge.

10.Solo come un Arbre Magique

Così depresso, così brutto da coprirsi la testa con un sacchetto anche durante le sedute di autoerotismo. Che vita grama per questo tizio.

11.Duplex

Il messaggio dell’opera è chiaro, ma duplice nella sua interpretazione: il Rock rinfresca oppure è rimasto ibernato da anni?

12.Ciarle Brown

“Madonna dell’Adalgisa chemmestai a dì!!” Una pettegola si gode lo stupore e la grettezza delle chiacchiere sull’odiata vicina di casa. Osservando con attenzione si riesce a vedere il sorriso sornione di chi sta spettegolando con lei.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

The Gallery CCL


In preda alla gioia incontenibile vi salutiamo di nuovo, Carissimi amici ed estimatori della vera Arte. Finalmente siamo di nuovo pronti ad accogliervi nel nostro complesso museale, con un nuovo ampliamento a cui possiamo dare la sua ragione di esistere: mostrarsi alle vostre pupille! Purtroppo abbiamo dovuto chiudere per mesi a causa di un contenzioso edilizio con il Comune, il quale ha ritardato la regolarizzazione del piano edilizio dedicato alla nostra magniloquente struttura, ormai una specie di cittadina con tanto di bar e servizi vari, come le boutique di capi a poco prezzo ideali per non uscire con i segni della visita sui vostri abiti. Il ritardo nella definizione della nostra posizione è stato determinato non tanto dalla burocrazia impietosa, quanto dalla rottura di un computer nella sede comunale, nel quale erano immagazzinate le pratiche relative al nostro contenzioso. Ora tutto si è risolto e siamo liberi e felici di espanderci a volontà, proponendovi sempre nuovi ampliamenti e opere che non dimenticherete mai, purtroppo per voi. Vi ringraziamo e ci scusiamo per l’attesa, non dipendente dalla nostra volontà.

 1.Messaggio ricevuto!

Una musica così coinvolgente ed eccitante che potrete usarla per mettere a dormire il vostro pargolo, magari in un luogo più comodo di quello presentato nell’opera. Tra l’altro farlo dormire su delle bacchette sotto i gomiti sa tanto di metodo educativo dei tempi andati…

2.Collagismo fatto a mano

Il Collagismo non conosce stop alla sua evoluzione, non si arresta il processo di evoluzione della sua poetica, la ricerca dell’ordine dal caos. L’apparenza di un mescolare confuso che in realtà cela un significato univoco e chiaro, per chi sa coglierlo. E in quest’opera abbiamo il superamento della tecnica del collage di foto, qui è tutto disegnato, seguendo però il caratteristico modus operandi della corrente artistica. Il risultato forse è meno impressionante e confusionario delle prime opere del genere, ma ha un forte impatto sugli occhi del fruitore.

3.Disfunzioni varie

“Pensavo che le catene mi avrebbero aiutato, non ce la faccio proprio, scusami.” “Non ti preoccupare caro, basta che la smetti di impestare la camera con il tuo gas posteriore.

4.Il viaggio della speranza

Il Cavaliere della Nobile casata dei Gobbosi si concede un momento di relax nella scura foresta, dove si è avventurato per cercare la cura ad un flagello che si è abbattuto su di lui e sui figli. Gli occhi rossi sono una conseguenza di questo male, che lo sta consumando ogni ora che passa, la piaga conosciuta come Mas-turbatio. (suggerita dall’autore dell’opera con l’impugnatura della spada riconoscibile e l’elsa stessa che somigliano non poco alla zona colpita dal terribile morbo).

5.Epica paura

Un prode barbaro con i capelli “fonati” sussulta di paura quando il terribile mostro alato lo sovrasta, spinto a forza dallo spietato essere color ocra. Il bestione alato in realtà vorrebbe tornare in palestra per sviluppare ancora le braccia, che le pecore non sono più leggere come una volta. O è lui che sta invecchiando, mentendo a se stesso.

 

Arriva come d’abitudine il momento dedicato alle opere segnalate dai nostri prodi “Gallerysti Onorari”, ai quali chiediamo scusa per la lunga assenza. Avevano perso le speranze di vedere esposte le loro generose donazioni, maledicendosi per non averle conservate ed esposte a casa propria. E invece siate gai, eccole qui in tutto il loro fulgido splendore. Il primo a cui porgere scusaziamenti (un neologismo che ci permette di risparmiare qualche carattere, sembrando nel contempo degli appassionati innovatori della lingua) è Todd. A voi le sue opere, a noi il piacere di salutarlo con calore.

6. Intenzioni non preventivate

L’affascinante sirena spiaggiata è scampata ad un peschereccio che aveva ammaliato e dove era stata fatta salire a bordo. Pronta ad una cena a base di marinaio, la malcapitata non aveva previsto come sarebbero andate le cose. I marinai avevano più interesse per la sua succosa coda da pesce spada che per la sua avvenenza ipnotica. 

7.I nuovi interessi di Messner 

“Occi non skalo nezzuna montagna, occi zuono kitarra e korro allenandomi per la prossima impresa, lo yodel subacqueo.” 

 

8.L’attacco dei cani

Un manipolo di cani ferocissimi sta per dare l’assalto a quello che parrebbe il palazzo delle Nazioni Unite. Un predicatore scheletro abbigliato con la bandiera europea istruisce i terribili mastini ad eliminare i responsabili delle scie chimiche che lo hanno reso un teschio con una voglia di bambola di pezza sulla fronte. (L’opera ci è stata segnalata sia da Todd che da Alberto, quindi la mettiamo a cavallo fra i due per non farli litigare)

A seguire Alberto, al quale porgiamo scusaziamenti intensi e lo invitiamo a godersi il frutto del suo segnalare insieme a voi, salutandolo con calore.

9.Pessimismo e fastidio

Scioccante, provocatorio, francamente inguardabile. Queste sono le parole che i critici di tutto il mondo hanno riservato a quest’opera. Ammirate la mise realizzata con i bustoni della mondezza, gli occhiali sbarazzini e la panza a rete. Poi chiedetevi perchè continuate a visitare la Gallery

Chiude l’ampliamento odierno il sempreverde Giuseppe Moretti, al quale inviamo scusaziamenti in egual misura degli altri. Anche per lui l’invito a godere dell’esposizione delle sue donazioni insieme a voi, noi lo salutiamo con calore.

10.Rievocazioni

“Io jo detto arzète, CORNUTO! ArzètEEE!! jo detto!”

 

11.Elementari 

Quando era alle Elementari, il nostro Direttore realizzò un’opera simile. Non pensavamo che qualcuno, folgorato dall’immensa e precoce vena artistica del Nostro, potesse accogliere e fare propria la cifra stilistica di quel capolavoro perduto negli anni. Guardate la tecnica, ripresa in maniera perfetta, replicando quella di un bambino di otto anni. La sofferenza atroce e l’indifferenza degli altri intorno a noi, rese con pochissimi ed incerti tratti.

12.”Piccante? Piccantissimo!”

“Li fate ignoranti sti panini, già me brucia lo stomaco…” “Se non te lo finisci me lo paghi il doppio” “E non ho più controllo sulla mandibola dopo il primo morso…posso ingoiarlo senza masticare?”

13.Percussioni

Una tempesta percussiva, una furia che scatena gli elementi si abbatte su di noi! Tony Esposito sarebbe fiero di questi due tizi. Magari avrebbe da ridire giusto sull’abbigliamento, poco incisivo ed impersonale.

14.La Madonna del Candelotto

“Il prossimo che si azzarda a dire “****a Madonna” lo faccio saltare in aria. Dai stronzo, provaci dai…non vedo l’ora. Tanto ho i respawn infiniti, io!”

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Nile- At the Gate of Sethu


“Dallas was asking if he could change the originale line ‘Every Mortal is thus. All who live shall die’ to now become ‘Every Mortal is thus, All Who live shall die, ALL WHO DIE SHALL ROT’.[…] With the additional line, those words now encapsulate in a few concise sentences what reflects my personal take on the entire sum total philosophical meaning of true Death Metal:every single person who lives will die. And ALL of us will be worm food. So bang your head. RIGHT NOW, TODAY, and do like you mean it.” (Estratto della nota scritta da Karl Sander per “The Inevitable Degradation of Flesh”)

(“Dallas mi chiese se poteva cambiare il verso originale “Ogni mortale è così. Tutti quelli che vivono moriranno” in “”Ogni mortale è così. Tutti quelli che vivono moriranno, TUTTI QUELLI CHE MORIRANNO MARCIRANNO”. Con il verso aggiuntivo, quelle parole ora contengono in poche e precise affermazioni la mia personale cifra e significato filosofico del Death Metal:ogni singola persona che vive morirà. E TUTTI saremo cibo per vermi. Quindi scuotete la testa. ADESSO, OGGI e fatelo credendoci fino in fondo”)

Ecco il significato intrinseco di questo nuovo fantastico lavoro dei Nile: non vi fate troppe pippe mentali, gustatevi il nostro Death Metal ultra veloce e brutale, entrate nel nostro modo di farvi scapocciare e non rimarrete delusi, ma piacevolmente rivoltati. E fidatevi ne vale la pena anche stavolta.

Non siamo affatto lontani dal precedente lavoro,  “Those Whom the Gods Detest”  (recensito in maniera davvero pedestre  qui su R.A.M. ma oh…ci si migliora solo col tempo, l’esperienza  e con i tentativi no?), con la differenza che qui i brani sono più brevi e ficcanti. Si diradano anche gli inserti con strumenti orientali, sebbene i riff siano sempre in qualche modo ispirati a musiche lontane dal Death Metal. Sottigliezze che possono essere colte con il solito orecchio attento, perchè ascoltare i Nile come si deve è un piacere che fate a voi stessi. Kollias per esempio non potete mortificarlo ascoltandolo in maniera superficiale, ci sono dei fill assurdi, passaggi al limite del comprensibile e bruciare tutto  con una veloce ascoltata distratta, sarebbe delittuoso. 

“At The Gate of Sethu” è un nuovo elemento per comprendere quanto siano intrinsecamente spaventosi ed ironici al tempo stesso  i Nile, con la loro musica disumana, velocissima e tecnica. I titoli lunghissimi  così come i testi, sono sempre ispirati e riadattati dal “Libro dei morti” Egizio, con le irrinunciabili note di Sanders che ampliano e motivano quello che potrebbe essere un semplice copia-adatta-incolla, ma sempre prendendosi poco sul serio. L’interessante nota della strumentale “Ethnico-Musicological Cannibalisms”  è davvero irrinunciabile, un’ invettiva assai sentita e condivisibile sui recensori onniscienti e con la puzza sotto al naso, sempre pronti a stroncare e a prendersi la ragione con la forza di veloci ricerche su Google e Wikipedia.

D’accordo, forse questo album non sarà il capolavoro massimo del gruppo, come si legge in troppe recensioni scritte in fretta, ma la musica contenuta in questo lavoro è genuina, brutale e, cazzo, divertente. E’ la vera espressione del pensiero e delle idee dei tre musicisti, gente di talento che sa quello che deve dire e come farlo,  gente che inventa e spinge più in là il limite con dischi ormai consegnati alla storia dell’Estremo.

Tracklist:

1. Enduring the Eternal Molestation of Flame
2. The Fiends Who Come to Steal the Magick of the Deceased
3. The Inevitable Degradation of Flesh
4. When My Wrath is Done
5. Slaves of Xul
6. The Gods Who Light Up the Sky at the Gate of Sethu
7. Natural Liberation of Fear Through the Ritual Deception of Death
8. Ethno-Musicological Cannibalisms
9. Tribunal of the Dead
10. Supreme Humanism of Megalomania
11. The Chaining of the Iniquitous

Voto:

L’assaggio del disco:”The Fiend who come to steal the Magick of the Deceased”

Dallas, grazie ancora per aver tagliato quel rimasuglio di ricci scomposti.