The Gallery CLXXXI- Ed Repka II


Bentornati a tutti amici, con una punta di emozione e di impazienza siamo qui pronti a presentarvi una nuova personale, dopo un sacco di tempo dall’ultima. E quale artista migliore potevamo scegliere per questa gradita circostanza se non lui, il buon Repka? Avrete visto la personale che la Gallery ospitò qualche anno fa, conserviamo gelosamente il ricordo di quelle opere e dei numerosi visitatori che affollavano le sale, pronti però a far scorrere nuova linfa e vigore alle vostre emozioni senza tanti indugi nostalgici. Prego dunque Signore e Signori, tributate la giusta importanza all’uomo che ha fatto della ripetizione un marchio di fabbrica: Ed Repka.

 1.Pastore elegante

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Un pastore in giacca e cravatta, in primissimo piano di tre quarti. Il metodo di Repka è collaudatissimo, un po’ meno le pecore con volto umano sullo sfondo.

2.Pollo condizionato

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La perversa dottoressa col camice ma senza maglietta, è impegnatissima nel telecomandare un pollo alieno in giacca e cravatta. Vuole fargli toccare la biondona tutta tette armata di piumino per spolverare. Certo che non serviva un telecomando a forma di caffettiera per fargli fare quella roba lì al pollo. Pollo ma mica coglione…

3.Surfin’ the apocalypse

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Una città allagata e un tizio con la gotta e la panza decide che non c’è niente di meglio che fare surf tra cadaveri e scheletri. Al collo una comoda custodia per dentiere, utilissima per chi si dedica allo sport estremo e vuole conservare intatta la sua protesi. Si nota un pescione ancora vivo che salta allegro e sullo sfondo, la nave da carico più piccola del mondo. Ma ci sono ancora numerosi dettagli che Repka ha disseminato per entusiasmarvi e stimolare il vostro istinto suicida.

4.Rimedi sbagliati

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“Ma che è ‘na croce…non ce credo che me stai a puntà una croce!” esclama stupito il Lupo Mannaro al prete-samurai prima di divorarlo ed accrescere ancora il suo pancione scolpito. Manco a dirlo, dietro va a fuoco l’intera città…

5.Uccidiamo l’hipsterismo cinematografico!

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Ancora attualissima nel 2007, anno di realizzazione dell’opera, la figura di un mostro armato di VHS che soffoca un gruppo di giovani studenti del DAMS. Diretto da un Diavolo in veste di rappresentate del “maligno digitale”, il mostro dalle due facce sta facendo ingurgitare videocassette di classici del Cinema registrati alla televisione e con tutta la pubblicità. I tizi stanno morendo di reazione allergica istantanea al grido di “non si interrompe un’emozione”, grido soffocato dall’ingombrante  cassettone.

 

6.Ali

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Un alieno dalla testa falloide e le alucce da angioletto, ha appena rubato una donna in gesso non solo per scopi sessuali. In effetti ha bisogno di una compagna per accudire quella specie di infante alle sue spalle, datosi che sua moglie è andata via dopo averlo messo di fronte ad un bivio: o me o le ali. Lui le ha risposto che “Io Amo” è un classico e non ci avrebbe rinunciato.

7.Surprise! You’re dead

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Un chirurgo ed un’infermiera, che farebbero invidia alle cliniche private di mezzo mondo, stanno operando un sosia di Michael Kiske senza anestesia. Ormai il Kiskesosia è morto, fissata per sempre sul volto la sorpresa di chi non sospettava di avere l’intestino così sano.

 

8.Matto da legare

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Ed è sempre lui il Kiskone stavolta immerso nel classico sfondo con città distrutta. Stavolta però non è lui una vittima ma un  maniaco, stando a quello che si vede là dietro. Piange calde lacrime eppure è talmente pericoloso da tenerlo immobilizzato con due robuste catene, agganciate ad un collarino. Notate la chiusura di sicurezza dell’occhiello, a prova di Houdini.

9.Quiz oltre la Morte

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“AllegriAAAA Amici ascoltatori!! Vediamo chi si aggiudica il premio finale eh!” Un rettiliano Bongiorno conduce ancora telequiz dall’aldilà, con la regia della Morte in persona. Lo share è buono, anche se i concorrenti non rispondono mai ad una domanda. Sempre scena muta, povero Mike! Il completo blu glielo ha prestato un pastore con una maschera in mano e delle pecore antropomorfe, morto di imbarazzo alcuni giorni fa.

Nel salutare la sala dedicata al Maestro,  date un occhio alle opere inviate dai nostri amici segnalatori, il primo è Alberto al quale vanno i nostri ringraziamenti .

10.Produzione limitata

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Dado per minestre a forma di bambino? Caramelle gommose per Halloween? Non si sa bene cosa produca questa catena di montaggio immersa in un rassicurante giallino, ma di certo non è un prodotto dal grande appeal commerciale.

11.Carro

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Un residuato bellico abbandonato chissà dove viene preso di mira da un gruppo di tizi male in arnese per una fotosesciòn da urlo. La tizia con la cresta è l’unica che mostra una certa classe, forse sarà merito della nudità che non passa inosservata.

Chiude il buon Todd, al quale inviamo ringraziamenti copiosi.

12.Allievi

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Un’opera in tema con la personale odierna, si notano infatti le chiare influenze repkiane. Il tizio che ghigna in primo piano, vestito con un completo dai colori osceni, scena di botte sullo sfondo, zombi-cadavere aggressivo e città in fiamme. Però il Maestro risulta ancora  irraggiungibile.

13.Per una rasatura perfetta

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La popputissima signorina ha appena finito di radersi il petto con un rasoio, dopo aver bevuto tutto il bevibile. Con la mano tremante e la testa che gira si diverte molto di più a completare l’operazione. 

14.Ribellione

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Cosa farebbero gli artisti se le opere realizzate si animassero prendendo vita? Probabilmente verrebbero gonfiati di mazzate, almeno qui in Gallery.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Cinque gruppi che dieci anni fa non avresti mai e poi mai ascoltato(ma oggi sì).


Oggi è il tuo compleanno. Dopo il vostro “sticazzi” di rito, passi a considerare che quando hai cominciato a “metallare” avevi venti anni di meno e quante cose cambiano in venti anni, insomma é stupido anche scriverlo no? Crescendo, ti sei liberato di parecchi pregiudizi, hai provato ad ascoltare gruppi che avevi bollato come inascoltabili e dato una seconda possibilità a tutti, anche grazie a Youtube che rende l’operazione a costo zero. A costo zero mica tanto, che poi  ti sei comprato le intere discografie in almeno tre casi su cinque. Oggi i cinque casi in cui la rivalutazione ha avuto esito positivo, prossimamente le cinque conferme “merda erano, merda sono”. Ordinati secondo un valore crescente di “non me lo sarei mai aspettato”:

5.Cannibal Corpse

Quando eri giovine e stupido, non riuscivi ad apprezzare il ruggito di Chris Barnes e ti ripetevi: “la musica è bella, ma la voce somiglia ad un lavandino appena sgorgato”. Poi hai cominciato ad apprezzare ilcantato estremo  e i CC sono entrati dritti in cima alle tue preferenze. Insieme ad un sacco di altra bella roba…

Perchè non hai capito prima quanto il growl estremo sia un bene?

 

4.Katatonia

Lo stile crepuscolare, intimista e spaccamaroni dei Katatonia ha sempre frenato la voglia di approfondire il discorso sulla band più ottimista del pianeta. In tempi recentissimi hai recuperato  fiducia e riprovato ad ascoltarli, guadagnandoci. A piccole dosi però, perchè a lungo andare sono da chiodata sulle ginocchia…

I Canta Antonia....no aspè come...ah giusto:i Katatonia in una delle loro pose più sbarazzine.

 

3.Mayhem

Perchè troppe chiacchiere e la disistima per certi personaggi era troppo forte all’epoca. Poi la curiosità e l’indubbia qualità primigenia della loro musica ha preso il sopravvento, nonostante alcuni loschi figuri e certe loro idee ti facciano ancora ribrezzo.

E vola vola vola l'ape Mayhem...

2.Meshuggah

Perchè quando leggevi di musica malata, tempi insani e canzoni al limite della sanità mentale non ti fidavi moltissimo a comprare un disco del gruppo che ha scelto la parola “pazzo” come nome. Però poi è capitato che hai ascoltato “Chaosphere” ed hai capito per l’ennesima volta che le cose le devi provare di persona. E’ musica da malati, ma malati con un sacco di gusto.

A:"Pino, che ne pensi dei Meshuggah?" B:"Mesciugga le palle..." una delle battute più intelligenti di Pino Scotto.

 

1.Samael

Il limite fortissimo che hai infranto con gli Svizzeri si chiama “drum machine”. Non ti piace sapere che non c’è un fenomeno umano che martella sulla batteria e questo distinguo ancora oggi ti fa evitare un sacco di gruppi a priori. E’ sbagliato, ma non ce la fai ad andare oltre. E allora i Samael? Colpito da un’intervista a Xy, letta non mi ricordo su quale sito, ho provato ad ascoltare qualche pezzo sul Tubo soprattutto dell’ultimo disco “Lux Mundi”  e mi è piaciuto. Insomma si può andare oltre le proprie convinzioni radicatissime, almeno in qualche occasione…perchè io la drum machine la odio ancora!

Perchè Xytras ha quasi abbandonato la batteria per la drum machine? Per un'immonda pigrizia o perchè programmando può giocare al solitario senza essere visto?

 

Un post abbastanza personale, ma oggi va bene così…piuttosto voi avete vinto qualche pregiudizio crescendo?

 

Tanti Auguri Post Berlinesi


Sei tornato ieri da un lungo week end in quel di Berlino, una città davvero sorprendente: una fantastica commistione di atmosfere e sensazioni che trasformano una semplice vacanza in un’esperienza totalizzante ed unica. Tra le mille visite a luoghi simbolo, musei e  insidiose quanto affascinanti icone della controcultura, ti sei ritagliato il tempo di raggiungere un negozio di dischi, grazie ai consigli illuminati di un’amica. Uno di quelli che in Italia non se ne trovano più, un luogo ricco ed intriso di musica già dalla prima zaffata che ti investe quando apri la porta a vetri. Vinili, CD, dischi di seconda mano, magliette e la più variegata paccottiglia si ammassa sugli scaffali del piccolo spazio del locale. Un congruo angolino per il Metal e l’Hard Rock e molta più superficie per Hardcore, Indie e Punk per un negozio di dischi davvero affascinante in cui hai acquistato alcune chicche che ora non vi sto a dire, a prezzi stracciatissimi.

Il logo dei Kiss censurato in Germania a causa della legge che impedisce di rappresentare iconografie che ricordano quella nazista. Vaglielo a spiegare che Paul Stanley e Gene Simmons sono ebrei...

Avresti voluto ricominciare l’attività normale per il blog, ma la stanchezza e la mancanza di tempo ti costringono a darvi appuntamento per il dopo-Natale. Quindi ci leggiamo intorno a martedì 27 o giù di lì, cominciate a buttare giù idee per le vostre classifiche di fine anno che siamo vicini. Nel frattempo tanti auguri e che il dio del gioco d’azzardo sia con voi!