Quel Rude Venerdì Metallico /211: Metal Hammer ha un nuovo sito e…


Lo avete capito, non ho esagerato ma l’ho detto giusto un paio di volte della mia collaborazione con Metal Hammer Italia e non è che oggi vorrei ammorbarvi, quanto farvi un favore. Un favore? Sì perchè se qulcuno mi dicesse che Metal Hammer è tornato a grandi livelli, con uno staff valente, impreziosito dalle grandi firme del passato, io lo considererei un favore.

Per cominciare le cose per bene vi spiego un attimo la faccenda a livello pratico: per usufruire di “Metal Hammer” oggi  avete due opzioni parallele e distinte, la rivista in digitale che esce ogni mese (potete trovare tutti i numeri usciti finora ed i futuri cliccando qui) e appunto il nuovo sito raggiungibile all’indirizzo metalhammer.it, semplice da ricordare no? Per completare il panorama, non possono mancare i social network per rimanere aggiornati in tempo reale:

Twitter
Facebook
Youtube
Instagram

Ecco, ora sapete tutto. Il progetto è ambizioso, ha delle basi solidissime e finora mi sono trovato a mio agio a scrivere per qualcosa che non sia R.A.M., i lettori più navigati ricorderanno che io proprio non vado d’accordo con le collaborazioni con altri progetti, mi vengono proprio male. E allora perchè Metal Hammer sì?

Perchè si respira una bella aria nel gruppo, sebbene non conosca tutti e interagisca con pochissimi, mi piace proprio l’atmosfera decisa ma rilassata della Redazione(non so se sia corretto definirla con un termine simile).  Si sente proprio palpabile la voglia di far risorgere un brand che tanto ha dato a molti di noi e di cui si sentiva la mancanza. E poi non sento (ancora) pressioni su come scrivere, cosa che in passato mi ha creato non pochi problemi (“fai le recensioni troppo corte” “oh mi scusi avevo dimenticato l’acqua per allungare il brodo a casa”).

Dopo la falsa partenza con il ritorno di breve durata in edicola e la partnership con i ragazzi di Metal.it esaurita in breve tempo, Metal Hammer è tornato con determinazione a far sentire la propria voce e spero proprio che possiate seguirlo con assiduità nelle sue due forme. Non spammerò più, promesso, qui sul blog a parte forse un bannerino a lato che prima o poi arriverà non vedrete altri articoli a riguardo, salvo casi eccezionali. Vi segnalerò solo sulla pagina Facebook di R.A.M. quando esce qualcosa a mio nome, per il resto andate tranquilli, R.A.M. non diventerà un feudo di Metal Hammer.

Per la foto in chiusura, seguiamo la tradizione.

Miii, Metal Hammer!

Miii, Metal Hammer!

 

 

 

Quel Rude Venerdì Metallico /140:Metal Hammer, il ritorno


Non è una notizia freschissima, ma chi se ne frega dai: Metal Hammer ritornerà in edicola quest’estate. La rivista che ha formato la tua metallitudine nell’adolescenza e negli anni seguenti ritorna un po’ a sorpresa imbarcandosi in un’avventura molto difficile, visti i tempi infami di crisi perenne (crisixn) che viviamo. In un mondo che guarda sempre più spesso nostalgicamente al passato glorioso, alla ricchezza dei boom economici che ormai sanno di leggenda, è un bel segnale di ottimismo che va quanto meno apprezzato per il coraggio. Rivedere quel logo rosso campeggiare di nuovo ti ha acceso di emozione, inutile negarlo, però ripensi agli ultimi desolanti anni in cui lo avevi abbandonato e l’entusiasmo un po’ scema, quindi meglio capire prima cosa aspettarsi.

In prima linea nella redazione c’è il caporedattore Fabio Magliano, uno degli ultimi ad arrendersi nell’abbandonare la barca che affondava negli anni del declino, ma non sei riuscito a capire chi altri andrà a comporre l’ossatura della redazione, si promettono comunque grosse sorprese:

“[…]Ecco perchè il Metal Hammer che sta prendendo forma se da un punto di vista redazionale avrà le radici fortemente ancorate nel passato (con alcuni clamorosi ritorni che potranno riportare la rivista ai fasti degli anni Novanta)”.

Queste parole che scatenano curiosità malsane, sono tratte dall’editoriale che compare su Metal.it, ormai ribattezzato Metalhammer.it e che vede già Gianluca Grazioli dirigere il comparto online della rivista, una componente che i giornali stranieri hanno implementato con efficacia da tempo.

Speriamo bene, l’eredità è bella pesante ma fino ad Agosto non potremo mettere le mani e gli occhi sulle pagine per cominciare a capire se è una scommessa che potranno vincere.

Di Fabio Magliano ricordi oltre alle recensioni e alle interviste sul giornale, un aneddoto  che ti coinvolse nel lontano 1999.

Erano i giorni del tuo primo Gods of Metal e avevi una visione troppo ottimistica dei festival italiani, li immaginavi come delle aree enormi tipo Wacken dove piantare la tenda e poi andare tranquilli a godersi i concerti con pochi agili passettini. La verità che accolse te e i tuoi amici smontò quelle idee e ti trovasti a dover entrare con la borsa della tenda e i pesanti zaini nello spazio dell’ardente Filaforum di Assago per non perderti i primi gruppi che tanto volevi ascoltare. Ma non si poteva stare tutto il giorno con quella roba sulle spalle, anche se da bravi somari lo avremmo meritato, così ad un tuo amico venne la geniale idea di chiedere allo stand di Metal Hammer se potevano tenerci la roba. E fu proprio il buon Magliano a dirci che non si poteva fare, guardandoci con uno sguardo compatente, ma il mio amico per nulla scoraggiato gli chiese se avesse potuto almeno chiudere con un lucchetto le nostre cose dietro i pali dello stand. A quel punto lo sguardo di Magliano, che aveva fino a quel momento compatito tre ingenui regazzini per la loro inesperienza, si tramutò in divertito stupore e disse con una nuance di menefreghismo giustificatissimo:”va bene, ma se ve la rubano son affari vostri”. Dopo essere uscito dalla buca che avevo scavato nell’asfalto che cominciava già a liquefarsi per il caldo, andammo ad assicurare la roba dietro lo stand. Nonostante il lucchetto apribile con uno sguardo, le cose rimasero al loro posto fino alla sera e una volta recuperate ci prodigammo nel raggiungere l’area del campeggio e montare fra mille bestemmie al buio la tenda.

Ecco, non puoi scrivere Metal Hammer che subito ti trasformi in un sentimentale che racconta storie di vita vissuta.  Meglio chiuderla qui prima di annoiare, un sentito “in bocca al lupo” a chi sta lavorando e speriamo di leggere presto il nuovo Metal Hammer.

Questa vale come

Questa vale come un “buona fortuna”

 

 

 

 

Archivi Metallari 5:Metal Hammer, Ottobre 1995


Il passato si apre con un nuovo numero di Metal Hammer che, come potrete facilmente calcolare dalla data riportata nel titolo, uscì quasi venti anni fa. Allora eri un baldo e timido quindicenne che divorava ogni singola riga di questa rivista, traendone tutti i vantaggi che oggi un ragazzino con un pc riesce ad ottenere in quindici minuti. Chissà se sia vero quello che molti dicono a riguardo: non è la stessa cosa consultare una pagina Wikipedia o un sito dove ci sono recensioni e biografie, rispetto allo sfogliare e leggere (e rileggere e rileggere e rileggere) una rivista. La risposta la sai ma la tieni per te, di certo ricordi ogni singola riga di questo numero, un numero speciale che celebrava i cinque anni di redazione italiana di Metal Hammer. E dunque sistematevi in una posizione comoda, copritevi bene che si torna all’Ottobre del 1995.

E come colonna sonora al post, sparatevi questo:

(come sempre, cliccate sulle immagini per ingrandire)

e

L’anniversario è particolarmente sentito dalla Redazione che espone su una foto di Angus di spalle il bannerone con la scritta “SPECIALE 5 ANNI di Redazione italiana”.  Leggermente fuori contesto l’annuncio sottostante, ma va be’.

 

frrr

Il frizzante sommario con i contenuti e le rubriche di questo numero. Con orrore scopriamo che Hammermail non c’è, ma c’è l’insertone speciale. Al contrario di quanto si legge, a pagina 20 non ci sono i Voivod ma un altro servizio, che vedremo.

Continua a leggere

Quel Rude Venerdì Metallico /89:Culto Incorporated


La notizia  uscita ieri su Blabbermouth è di quelle in grado di cambiare il corso di una giornata non proprio giusta, se poi è una giornata tutto sommato buona si rischia l’overdose da goduria, cosa rarissima che non ha conseguenze letali, anzi. Dave Lombardo ha riformato i Grip Inc. ed ha chiamato Casey Chaos degli Amen alla voce per sostituire il povero ed indimenticato Gus Chambers. Per ora è in programma  un tour, ma non è escluso un nuovo disco di inediti.

Come “Embè”?

Quando hai postato la cosa sulla pagina Facebook di RAM non hai avuto l’effetto sperato, tipo sei sette milioni di “mi piace” e gente che per la contentezza si dava fuoco. Cosa che è parzialmente avvenuta per la pubblicazione qualche minuto prima della nuova copertina di “Supercollider” dei Megadeth, che tra l’altro fa assai cagare, va detto.

Come è possibile?

I Grip Inc. sono un gruppo meraviglioso che ha pubblicato alcuni tra i dischi migliori su cui ha suonato Lombardo (nei quali sono ovviamente compresi quelli degli Slayer pre- Divine…) e ti hanno sempre piacevolmente sorpreso ad ogni loro uscita. Ricordi ancora quando ascoltasti “The Power of Inner Strength” disco ancora acerbo e derivativo, ma che ti piacque moltissimo. Ti spinse a procurartelo un’intervista pubblicata su Metal Hammer dell’epoca, allora la tua Bibbia personale. Poi due anni di silenzio e arrivò “Nemesis” per il quale Signorelli ti fece salire una scimmia incredibile nella recensione e come succede spesso, aveva ben ragione nel mostrare tanto entusiasmo. Il gruppo si era liberato delle influenze “slayere”  ed era arrivato ad uno stile personale e devastante: Gus cantava incazzato ma non solo, Dave cesellava con grande maestria le schitarrate “strane” di Sorychta e tu cercavi di decifrare quei testi così impenetrabili per un regazzetto che ascoltava con booklet e dizionario i propri dischi. C’era tanto Metallo buono dentro, così  ti saresti aspettato come minimo un successo planetario enorme e busti in pubblica piazza per Lombardo e soci. Invece rimanevano un culto e le persone continuavano ad esaltare gruppi a cui tu non avresti (e non dai ancora oggi) due lire. Altri due anni e “Solidify” segna un’ulteriore miglioramento per il gruppo, tra canzoni particolarissime e dure da morire. Ti rimase dentro un brano struggente come “Human?”, dove Gus ti poneva una domanda alla quale avresti voluto rispondere fermo e deciso, ma  in realtà non avresti saputo nemmeno da dove cominciare, allora come oggi.

Pensasti che con un disco così avrebbero finalmente distrutto ogni resistenza, conquistato ogni Metallaro che possedeva orecchie…ed invece niente. Sempre lì, a  galleggiare come gruppo di culto.

L’ultimo “Incorporated” del 2004 è manco a dirlo l’ennesimo capolavoro, purtroppo fu l’ultimo al quale Gus prestò la voce ed i suoi testi. E il culto rimase tale…fervido ma circoscritto a pochi.

Non sai bene come sarà il nuovo corso con il nuovo cantante, degli Amen ricordi solo un video dove lui si fa strada tra carni bovine macellate, ma speri davvero di ascoltare un nuovo disco. Gli Enemy of the Sun di Sorychta da soli non bastano a sopperire alla mancanza di un gruppo così particolare, forse proprio perchè manca quell’alchimia con Lombardo che rende i pezzi unici. Oltre al desiderio impossibile (fino a ieri) di nuova musica e il dolore per la scomparsa di Chambers,ti  è rimasta negli anni una domanda: perchè  un gruppo geniale è rimasto di culto e quelli che fanno sempre lo stesso disco ricevono consensi e applausi ad ogni occasione?

Questa è la domanda, ma la risposta non l’hai mai capita.

p.s. recensione del sabato? Ma si va…a domani.