Nick Menza 1964-2016


Non ci volevo credere, dopo due giorni di assenza totale da Social network e Internet ho appreso la notizia pochi minuti fa, accedendo a Facebook. Nick Menza è deceduto per un’insufficienza cardiaca a soli 52 anni. Stava suonando insieme ad un altro ex-Megadeth, Chris Poland e la sua band OHM, un progetto jazz-rock che ha pubblicato tre album. Nick stava suonando quando si è accasciato sul suo drumkit, a nulla è valso il trasporto in ospedale dove è stato dichiarato morto. In questo 2016, anno che ricorderemo per aver falciato molti artisti come Lemmy e Bowie , per citarne solo un paio, si aggiunge il povero Menza. Un batterista potente, tecnico, che avevo amato durante gli anni della mia adolescenza. Menza ha segnato col suo drumming alcuni dei pezzi più celebri della band di Padre Mustaine, non solo il mastodontico lavoro su “Rust in Peace” ma si è sempre distinto anche in lavori come “Youthanasia” e “Countdown to Extinction”.

Mustaine aveva provinato Menza per una reunion nel momento in cui Drover aveva lasciato il gruppo, purtroppo però i due non erano giunti ad un accordo e la cosa era sfumata, dando spazio a Chris Adler dietro le pelli.

Ricorderò sempre il megaposter dei Megadeth dal quale Menza mi guardava sottecchi, le sue rullate, la sua grande abilità dietro la batteria.

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Megadeth- Dystopia


megadethdystopiacd“Benvenuti Fratelli, siamo qui riuniti oggi per celebrare la Santissima Messa secondo il rito Santa Americana Megachurch.  Rendiamo grazie al Santo Padre, cantiamo la sua Gloria e la sua potenza con questo salmo responsoriale:<Che la tua chitarra mi assordi e la tua rossa chioma mi salvi, ascoltaci o Signore>.

Ci siamo, dopo l’enorme montagna di merda fumante a nome “Super collider” il buon Padre è tornato a scrivere Metallo come si comanda. Per quella recensione ho rischiato la scomunica e la maledizione a parolacce. Fortunatamente il Padre è buono e giusto, così ho potuto espiare le mie colpe aiutato da una cospicua donazione e un rito abbreviato di abluzione basato su foto di Lars e sputazzi.

Ora che finalmente ho ritrovato la Luce, sono rincuorato e felice di non dover espiare tutto da capo a causa di una nuova recensione blasfema tesa ad infamare il Sacro operato del Padre. Non ce n’è bisogno perchè dopo tanto, tanto tempo i Megadeth tirano fuori un album che spacca dall’inizio alla fine.

<Che la tua chitarra mi assordi e la tua rossa chioma mi salvi, ascoltaci o Signore>

“Super collider” a parte, si erano stabilizzati su uno standard sempre uguale nei loro album: due o tre pezzi davvero buoni e tanta roba così così. Mai davvero brutti, mai completamente azzeccati. E dopo quel disco nominato già due volte in più del necessario alzi la mano chi si aspettava ancora buon Metallo da Mustaine e soci(no soci è troppo, sottoposti? Sì meglio sottoposti). I motivi per temere il peggio erano tutti concentrati nei sostituti di Drover e Broderick, andati via dopo una militanza record nella band, rimpiazzati a sorpresa con Kiko Loureiro degli Angra e Chris Adler dei sommi Lamb of God. Grandi musicisti senza dubbio, ma cosa avrebbero portato ai Megadeth? Si sarebbero dimostrati una buona scelta?

<Che la tua chitarra mi assordi e la tua rossa chioma mi salvi, ascoltaci o Signore>

“Dystopia” è una botta inaspettata, basta ricicli di schemi consumati o il fiacco hard rock cantato malissimo, la riscossa di MegaDave passa attraverso brani finalmente dotati di personalità ed energia. Sono i migliori Megadeth  che ascolto dai tempi di “Youthanasia” giuro, non ne posso fare a meno di scapocciare con questo ammasso di Metallo. Kiko Loureiro è un tornado di note e si integra a meraviglia con il Padre, la vera sorpresa del disco è l’intesa del brasiliano con il Fulvo leader, il quale ha sempre mangiato ogni secondo chitarrista che ha sostituito Friedman. Loureiro si impone con personalità, suona con convinzione e naturalezza, mettendo in campo il proprio bagaglio tecnico senza risultare mai fuori posto, anzi portando una linfa inaspettata che impreziosisce ogni brano. Adler invece sembra più sacrificato, dimenticatevi lo stile per cui lo amiamo nei Lamb of God, qui suona benissimo ma se non si sa che è lui è difficile riconoscerlo. Va bene così, funziona e tanto basta.

<Che la tua chitarra mi assordi e la tua rossa chioma mi salvi, ascoltaci o Signore>Pentacle_top album

“Dystopia” scorre che è una bellezza, giunti alla fine non si può fare a meno di ricominciare ancora e ancora, rapiti da tanto Metallo. La bestia Megadeth assesta una zampata decisiva, risorge come una fenice incazzata a dispetto di tutti quelli che pensavano, me compreso, che ormai fosse stanca e priva di forza. Grazie Padre Mustaine, non importa se la produzione non sia lo stato dell’arte e risulti un pochino compressa ed ovattata, qui dentro c’è il miglior Metallo Megachurch che possiate desiderare nel 2016. E persino la copertina è bella…

Tracklist:

01. The Threat Is Real
02. Dystopia
03. Fatal Illusion
04. Death From Within
05. Bullet To The Brain
06. Post American World
07. Poisonous Shadows
08. Look Who’s Talking
09. Conquer Or Die
10. Lying In State
11. The Emperor
12. Last Dying Wish
13. Foreign Policy (FEAR cover)

Voto:

4stelle

L’assaggio del disco:”Fatal Illusion”, un titolo affatto profetico, per fortuna.

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“Ellefson è impegnato ad espiare in ginocchio sui ceci. Scatta, tanto lo sappiamo tutti che è un chierichetto della Megachurch”

Quel Rude Venerdì Metallico /180:You’re Fired!!



Lo so, ce l’ho sempre sotto gli occhi il Santo Padre, ma che ci posso fare se ne fa una dietro l’altra?

Non passa mai inosservato neppure agli occhi di chi con la Megachurch non ci vuole avere niente a che fare, un po’ come quando parla Kerry King. Gli mettono il microfono sotto al naso appena apre bocca e gli dà fiato. Cosa che gli riesce benissimo, sappiamo.

Ma il nostro Padre Illuminatissimo non ha bisogno di giornalisti/fan/tizi a caso con un cellulare per farci sapere quello che gli passa per la testa, lui si “autoproduce” e dona al mondo saggezza a profusione. Stavolta più che di moniti o prediche, palesa l’odio per il suo ormai “ex” tecnico della chitarra, licenziato in tronco ed insultato pubblicamente come “spreco di pelle e vita”.

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“Preghiamo Fratelli, perchè il Maligno si è palesato ed ho avuto il coraggio e la forza necessaria per cacciarlo dalla mia Chiesa. Siate gai, il male non vive a lungo nella Megachurch, I Am Victoryyyyy!”

Il video completo, che potrete vedere cliccando qui, mostra un “ciancicatissimo” Padre evidentemente affaticato dall’esorcismo appena concluso, insultare pesantemente il povero tizio, al quale non bastava essere mandato a casa in privato, ci voleva anche la giusta dose di umiliazione pubblica “urbi et orbi”. Il tapino è stato ritenuto responsabile secondo Mustaine della scarsa qualità del suono nello show di Brisbane in Australia, scusandosi nel video col pubblico locale. Al di là dell’impossibilità di poter confutare l’inettitudine e la scarsa qualità del lavoro di questo tecnico (non conosco nessuno di Brisbane e voi?), rimane discutibile la scelta di fare questa video-piazzata. Si sa che il Reverendissimo Padre non sbaglia mai, però questa scelta mi sembra un tantino strana, condizionata sicuramente dall’impetuosa rabbia che da sempre brucia nel cuore del Santo, soprattutto quando la sua divina Arte viene profanata e messa in cattiva luce. Avrei gradito da fedele, un video dell’esorcismo con una guest star d’eccezione, che ne so qualche Milingo australiano, per gustare il rituale di purificazione a base di insulti e mano pesante. Così avrebbe dimostrato tutta la Sua Magnifica Potenza, invece di parlare davanti ad un cellulofono dopo aver compiuto il fatto.

E ora? Aspettiamo che l’addetto al catering porga al Padre delle ostie stantie durante la funzione? L’autista del Tour Bus che frena in maniera più brusca del necessario? La parrucchiera che non riesce a dare volume alle fulve e profumatissime ciocche del Nostro?

A quando un nuovo sbrocco online?

Preghiamo Fratelli, il Padre non ci deluderà, vedrete.

Intanto dedichiamo un video al povero tecnico che non ha saputo reggere il peso di trovarsi di fronte a cotanta Grandezza.

Quel Rude Venerdì Metallico /161: Nuovi Megadeth, la curiosità c’è…



Lo ammetto candidamente, mi mancava quella scossa di terremoto che si scatenava a cicli irregolari nella MegaChurch, quando il buon Padre Mustaine(Allelujaaaa AaaAallelujaaaAaa…Allelluuujaaaaaa!!) affermava il proprio potere temporale sui suoi sottoposti esiliandoli dal suo abbraccio mistico. Gli ultimi a privarsi della protezione di Sua Fulva Santità sono stati, come di certo saprete datosi che ne avevo anche parlato, Chris Broderick e Shawn Drover. Loro hanno scelto autonomamente di allontanarsi dalla Luce, per dedicarsi a qualsiasi altra cosa che non fosse ripetere:”Sì sì, ottima idea Dave, facciamo come dici tu”. Sono stati anni pieni di “Yes Man” per i Megadeth, dai fratelli Drover, a Lo Menzo, al figliol prodigo Ellefson fino a Broderick.  La stabilità e la relativa passività di chi accompagnava il dispotico Sommo Padre si è riflessa in album sempre meno interessanti, fino al disastroso “Super Collider“, dove francamente anche il fedele più dogmatico ha vacillato e rispolverato niente meno che “Risk” come pietra di paragone.

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La barba, lo sguardo ieratico. quest’uomo ci condurrà verso la salvezza. Vieni o Padre in mezzo a noi, portaci nel nuovo mondo del Metallo.

Ora finalmente sappiamo che non ci sarà alcuna reunion con Menza e Friedman, per fortuna dico io, di minestre riscaldate ne stiamo ingurgitando già in abbondanza. E aria nuova sia quindi, con innesti che hanno dell’incredibile e ad un primo occhio sembrano quasi fuori luogo.Alla batteria arriva niente meno che Chris Adler, batterista moderno, mastodontico e cazzutissimo, roba da farti amare le band dove suona per principio. Non so quanto sarà decisivo per dare una smossa a Mustaine e in che percentuale potrà contribuire alla parola del Padre, ma di certo è una scelta che intriga. Se Mustaine si decidesse a cacciare qualche riff buoni di quelli suoi, ci sarà da divertirsi con Adler a tenergli botta dietro le pelli.

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Io pure devo magnà, ben vengano i Megadeth…

L’altra scelta sembra ancora più bizzarra e in un certo senso quasi azzardata, il chitarrista Kiko Loureiro, conosciuto per il suo lavoro negli Angra che oggi se li filano in pochi, ma negli anni 90 erano tipo il “Santo Graal” del povero Trve Metallarer, massacrato e fiaccato da colpi di Alternative e monnezzame affine. Quando mangi solo merda, anche il fango ti sembrerà cioccolata e gli Angra erano un po’ quello: una buona band che in anni di magra poteva dire la sua, ma poco altro. Io personalmente non li ho mai digeriti moltissimo a parte qualcosina in “Angels Cry”, di sicuro Loureiro è un signor chitarrista ma non so quanto  si adatterà ai Megadeth o ancora più imprevedibile, cosa possa portare lui.

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Oltre a chiamarsi come una famosa marca di prodotti per il  make up, Kiko Loureiro suona la chitarra. Pure discretamente, anzichenò.

Sono curiosissimo di ascoltare qualcosa di nuovo con questi due signori e soprattutto di riascoltare l’argentina voce del Padre cantarci qualcosa di migliore delle stronzatine di “Super Collider”.

E voi che ne dite? Avreste preferito il ritorno al passato?

p.s. questo post è stato scritto ascoltando “Super Collider”. Giuro!