The Gallery CCXXXV


Bentornati o Benvenuti  carissimi amici! Amanti di opere particolari, disturbanti, affascinanti e altri sei o sette aggettivi a scelta, siate i benvenuti ad un nuovo ampliamento come ogni Mercoledì. Leggeri e per nulla affaticati dall’idea di ammirare nuove sconvolgenti immagini entrate pure, tutto il nostro complesso museale è costruito per voi!

 1.Mare, profumo di mer…

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“Una volta si poteva fare il bagno qui, oggi tra mucillagine e prodotti di scarto provenienti da attività criminali non è proprio il caso. Ma io sono affezionata e del divieto di balneazione me ne sbatto, con tristezza mi godo le acque rosse che una volta furon azzurre”

2.Il simbolo dell’infinito di grano duro

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Ogni anno su Garofalo XII un evento straordinario solca il cielo: il simbolo dell’infinito di grano duro. Un curioso fenomeno magnetico attira tutta la pasta presente sul pianeta assemblandola in una forma che incanta e affascina la popolazione. E’ tradizione mangiare un secondo o un pasto veloce durante lo spettacolo, anche perchè la pasta la si può solo guardare.

3.Fregn Fatal

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La donna più bella del mondo attende di fare un brindisi proprio con te. Svelto, il tempo è poco come ci segnala il demonietto dietro di lei, la concorrenza è asfissiante e non temete, il lupo ai piedi del letto, di nome Trudi, è impagliato.

4.La marcia degli Osteoporosi

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“Miei prodi avanziamo tra queste orrende sculture con gli occhiali “a piotta” e conquistiamo tutto ciò che si frappone tra noi e la nostra meta.” E quale sarebbe la nostra meta capo?” “E…vediamo. Sono indeciso fra Cesenatico e Abbiate Grasso”

 

5.Posso essere franco, Ciccio?

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“Minchia Ciiiccio, quelli cce l’hanno con noi! AaaaaAAhhh…Santa RRosalia aiutacci Ttu!”

Siamo allegramente nei pressi delle pareti adornate dalle opere donateci dai nostri amici segnalatori. Ringraziandoli come si conviene, e ci conviene a tutti, introduciamo le segnalazioni di Todd, con un aggiuntivo ringraziamento speciale, non sono mai abbastanza.

6.Eserciti interessati

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Un montone “da monta” porta in groppa una donna dalle braccia magrissime, è lei che guida l’esercito dei suoi amatissimi uomini cavallo alla vittoria, con un tempo record di 1:35.

7.Cantare di fronte alla tragedia

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“Suona suona mia chitaRaaaa, accompagnami in sordinaaaaa/me so’ perso, è ‘na rovina/Fa freddo e non ce sei Tuuuuu”. Perso tra i ghiacci con la sua scialuppa a vela, il tipo canta per non impazzire. 

 

8.Metal Doorkeeper

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“Ve l’ho detto, ripetuto, mille volte. Quando ce sta la catena, non se po’ entrà dentro ar cortile. Mo ve ce frusto e vedemo”  La minaccia del portiere non sembra scalfire la sicurezza dei quattro balordi, che attendono fieri l’inizio delle ostilità.

Chiude l’ampliamento Giuseppe Moretti, anche per lui dei ringraziamenti speciali!

9.Occhio a non farvi ingannare

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Epiche folate di collagismo, ma solo per i più distratti, in effetti le immagini sembrano non avere un legame. Eppure è tutto lì che ci comunica un chiaro messaggio: la donna urla arrabbiata (come simboleggiato dal suo linguaggio del corpo e dall’amplificatore) e l’uomo(simboleggiato da un teschio, perchè morto dentro ad aver sposato una tipa così) ha il cervello in una morsa, intrappolato in un rapporto che non vuole più. 

 

10.Pop Under

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“Ragazzi sono veramente euforico!” Brucia cazzo, brucia!!!!

11.Vendetta di merda

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“Vacche maledette, riprendetevi il vostro letame!!!” così reagì Cosimo Barazzoni, esasperato da un esagerata attività intestinale delle mucche del proprio vicino. Così esasperato che non gli è importato raccogliere merda per tre giorni per riempire la cisterna.

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

The Gallery CCXXXIV


Benvenuti ad un nuovo ampliamento della nostra beneamata Gallerya d’Arte. Non sarà un saluto originale, ma per essere certi che vi sentiate a vostro agio oggi abbiamo scelto di affidarci a qualcosa di confortevole e rassicurante. Le opere nel nuovo ampliamento sono già abbastanza difficili e impegnative come vedrete da soli fra poco e quindi meglio partire morbidi. Ora, se siete rilassati e pronti, partiamo con la visita, ricordandovi che il biglietto è valido per tutto il complesso museale, guida e pronto soccorso compresi.

 1.Che Pelle!

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La “mattonosi epidermica superficialis” è una malattia gravissima che colpisce lo 0,00001% della popolazione e comporta gravi irritazioni a forma di mattoncini sulla pelle. A volte queste irritazioni danno vita a notevoli forme geometriche che qualche artista ha usato per ispirarsi nel ritrarre il disagio dei malati e di chi è costretto a guardarli.

2.Monumerdi

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Un solitario picco di roccia, apparentemente altissimo ma in realtà paragonabile ad un sassetto, viene decorato con un origami di finto metallo. Dieci anni di lavoro per un monumento all’inutilità visitato ogni anno da più di sei persone.

3.Monumerdi 2

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E a proposito di monumenti amati ed apprezzati da tutti il noto “Vittoriano” di Agendino Pescalozzi, grande scultore conosciuto in tutto il mondo come uno dei massimi esponenti del “particolarismo”, una corrente che si occupa di produrre opere particolari raffigurando un solo particolare. Il “vittoriano” viene erroneamente chiamato così, sebbene il vero titolo dell’opera sia “Quanti caffè?”

4.Mi piaccio

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La vanità e il narcisismo vengono fortemente esposti ed analizzati in quest’opera dall’intensità non comune. L’autore ha scelto un soggetto così poco avvenente da stupire persino che si baci da solo, ed è lì il fuoco ed il significato dell’opera. Le basse gallerie dietro ed il pupazzo seduto sono un riempitivo che poco c’entra con il contesto.

 

5.Arte casuale

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Quest’opera non è stata danneggiata da noi, ma è un originale e fu dipinto proprio così. Il pittore, esasperato dalla sua incapacità nel disegnare un volto inquietante e minaccioso, gettò due o tre tubetti di colore sulla tela con stizza. Colando e mischiandosi a caso diedero all’autore proprio il volto che stava cercando e lo lascio così.

Un grande ritorno apre le pareti abbellite grazie alle donazioni dei nostri amici segnalatori, Alberto torna donando due gioielli per i quali lo ringraziamo con la speciale pacca del figliol prodigo, adattissima alla bisogna.

6.Slow Food

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Può capitare che la pazienza divenga una condanna, un ostacolo alla vita. Ne sanno qualcosa i quattro sciagurati morti di fame che attendevano con ansia che il loro pasto fosse pronto. Ad ogni lamentela il presunto chef mostrava loro il libro di cucina della nonna e ripeteva:”ci vuole pazienza, cottura a fuoco lento per donare tanto sapore alle carni. Volete mangiare una merda? Lo tiro fuori subito, altrimenti abbiate pazienza e vedrete che leccornia”. 

7.Nuovo costume, nuova attitudine

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Babbo Natale ha cambiato costume, per rendersi più appetibile al pubblico drogato dai cinecomics. Una tutina che ha conservato i colori classici del nostro Babbo, leggera e adattabile a tutte le canne fumarie, invece di quei bordi pelosi che si sporcavano di fuliggine dando però l’ulteriore servizio di pulitura e mantenimento degli impianti visitati. Smalto giovane e ribelle sulle unghie e niente cappello, non gli  importa più di nascondere la calvizie.

Si passa alle opere donate da Todd, al quale non possiamo che rinnovare tributi e ringraziamenti per la regolarità e qualità delle sue donazioni.

8.Non si può ragionare con lui

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“Zono il Teripile Robott uccizore ti Futuro! Non fate movimenti foi o sparo con mio mirino di alta tecnolocia tetesca. E non chietete motifo di cotino verte, ja?”

9.Prendo il tempo

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“Cioè per me il relaCs è una cosa sacra. Cioè quando sento il bisogno di rilassarmi lo faccio, non importa dove o con chi sono. E’ questo il senso della vita no? Fare ciò che si vuole. Adesso sono qui che mi godo il mio drink, non importa se mi hanno fregato le scarpe che avevo poggiato accanto alla sedia, non mi sono alzato per rincorrere il barbone zoppo che le ha prese, oppure sapere che fra poco il semaforo scatterà ed io verrò arrotato senza pietà. Sono loro a sbagliare, a correre dietro un qualcosa che non ha importanza, non io.”

E come non chiudere un ampliamento con le opere donate da Giuseppe Moretti? Infatti non su può, ragion per cui ammirate le opere che ci ha inviato ricordandovi di unirvi ai nostri ringraziamenti.

10.Il vero volto

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“Qui è l’unico posto dove posso davvero fare ciò che voglio, cioè masturbarmi con i fogli da cento. Sapeste che gusto, penso che rimarrò qui in eterno. Firmato: Vescovo Ribaldo Mendacioni” questa è la lettera ritrovata accanto al corpo del prelato fino ad allora considerato un pilastro della morale e del rigore cattolico.

11.Coatto mortale

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“Guardate qua stronzoni, io posso fare ancora il numero del petto squarciato! E c’ho pure i capelli…voi invece quattro ossa che sapete fare oltre che dormire eh?”

12.Asiatico incapace

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Un povero asiatico che non riesce ad eccellere allo stesso modo dei suoi amici che umiliano gli occidentali nelle più svariate competizioni senza costrutto, decide di suicidarsi in modo spettacolare: spegnendo ogni ardore di vita in lui. E quale strumento migliore allo scopo se non un estintore? Ironia della sorte, non riuscirà a stupire neanche in quello, un texano dagli occhi di ghiaccio aveva già provato prima di lui a farlo e ci era riuscito. Per quello il soprannome.

13.Linea di moda

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La nuova linea di moda lanciata  da Joey DeMaio finalmente trova il tempo di invadere le vetrine ed i cataloghi specializzati, dai quali riportiamo un passo: ” ‘Fur of Steel’ dona alla donna un look guerresco e deciso, al contempo affascinante. Non siate seconde a nessuna, vestitevi di ‘Fur of Steel’ e la vostra vita cambierà. NB:le pellicce sono rigorosamente autentiche, se qualcuno avesse dei problemi a riguardo che si compri altra roba. The war is raging, choose your size!”

14.Alcolismo imperante

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Una squadra di volontari ripulisce le strade dagli ubriaconi che perdono i sensi dopo la sbornia. Un metodo poco convenzionale e che spesso porta al soffocamento del malcapitato. Prima di puntare il dito, sappiate che il problema è ben più grave di quanto si possa immaginare, guardando in che condizioni versa il manto stradale ricoperto dalle varie collassate acide che ogni notte vengono riversate da centinaia di alcolizzati. I visi appena accennati e le teste a fagiolo sono una conseguenza dei fumi che si spargono ogni giorno nell’aria.

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Quel Rude Venerdì Metallico /200: Manowar, The Final Battle


Come un fulmine a ciel sereno è giunta a metà della settimana che si sta concludendo, la notizia che il prossimo tour mondiale dei Manowar, opportunamente chiamato “The Final Battle”, sarà l’ultimo della loro carriera. Ora, che il duecentesimo “Rude Venerdì” parli dei Manowar che tanto hanno dato a R.A.M. negli anni passati non è una curiosa coincidenza, ma un atto dovuto. Le perculate che ho portato avanti e che hanno portato haters e difensori d’ufficio ad insultarmi (anche via mail) rimarranno per sempre nel mio cuore, così come le volte che ho visto la band dal vivo, a partire dalla prima volta nel lontano 1999, in quel di Milano, Gods of Metal. Sarà vero che è l’ultimo tour? Non saprei, a rimangiarsi la parola De Maio è un asso, migliore del “Cavaliere” che un giorno tuonava e quello dopo smentiva con leggerezza. Analizziamo tanto per divertirci la situazione attuale in casa Manowar: sappiamo bene che non hanno più molto da dire. In studio sono finiti da un bel po’, dopo l’ultimo osceno disco  “Lord of Steel” era chiaro che il famoso barattolo contenente i vocaboli da usare per i loro testi non bastava più, dato che anche il tiro dei pezzi era moscio come l’espressione da duro di Karl Logan.

Fringe of Steel!

Fringe of Steel!

Il loro ultimo parto in studio è uscito in ben due edizioni differenti, con un missaggio inascoltabile nella prima versione e peggiorato nella seconda, un sound compresso e fiacco che urlava:”De Maio leva ‘ste mano dal banco!!!”. Nel mezzo mille dvd celebrativi, live album inutili tanto per restare sul mercato con cose fresche. Sembra ieri quando uscirono “Hell on Wheels” ed “Hell on Stage”, entrambi avevano il sapore dell’evento. La prima testimonianza  dell’eccitazione che gli ameregani-una-volta-amanti-delle-mutande-di-pelouche sapevano riversare sul loro pubblico. Negli anni successivi hanno aperto i cancelli ed è piovuta tanta, ma tanta roba che ha ammazzato qualsiasi entusiasmo, almeno per i fan privi di prosciutto di Parma sugli occhi. E ancora, le mega reunion sul palco, con tutti i membri a far cagnara in quattro quarti, la scomparsa di Scott Columbus ed ora l’annuncio che dopo questo tour sarà finita la loro unica attività che funzionava ancora, quella sul palco. Quando smetteranno di girare il mondo la band si scioglierà? Pubblicheranno nuovi live commemorativi e raccolte, oppure ancora, registreranno un nuovo disco di inediti?

Non è dato sapere, è presto per confutare se De Maio rispetterà quanto dichiarato, figuriamoci per speculare sui piani futuri di una band che ha spesso cambiato idea sui postulati fermi e categorici che tanto declamava in passato (“No Keys! No Whimps!” diceva una volta De Maio, ora è il primo a fare il piacione con la tastierina). Da parte mia immagino già fra massimo un paio d’anni, il roboante annuncio del ritorno sulle scene, tronfi e gonfi come non mai, pronti a dissetare i fan che avevano imboccato alla notizia del loro ritiro. Questa è una mia idea, magari verrò smentito seccamente, chi lo sa?

Quello che si può dire è che non importa quanto cerchino di essere stupidi, riuscendoci in pieno tra l’altro, quando sono là sotto ad ascoltarli suonare sembrano degli dei scesi in terra, capaci di sconquassarti le viscere e farti incollare le mani sui polsi finchè non si spengono le luci. E sono d’accordo con loro se decidessero di lasciare davvero, evitando imbarazzi maggiori della tinta di Joey o delle pancerine con i muscoli disegnati.

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Questa è una parte del muro dietro la mia scrivania, non lo metto per dimostrare qualcosa o per giustificarmi di chissà che. Lo scopo dell’immagine  è quello di far capire agli haters quanto siano coglioni.

E Manowar a parte, ragazzi siamo a duecento “Rude Venerdì”, un risultato che non mi sarei mai aspettato di raggiungere quando il 25 Marzo del 2011 andò online il primo post della serie. Sono molto orgoglioso di quello che ho scritto in questo appuntamento fisso e spero che anche voi come me,  consideriate questi primi duecento post solo il primo traguardo di questa rubrica “finto-editoriale”.

 

 

 

At The Gates- At War with Reality


451996Gli At the Gates si riuniscono per una serie di concerti che durano il biennio 2007/2008, registrano un doppio DVD celebrativo che li immortala ancora una volta nella storia, poi ognuno per la sua strada.  Nel 2010 è ancora reunion, ancora concerti ma per carità nessuno deve aspettarsi un nuovo album. Perchè così fu detto all’epoca, così sarà.

Però i fan lo vorrebbero, i giornalisti chiedono, alla fine si convincono: facciamolo st’album!

Una storia simile a quella dei Carcass non è vero?

In effetti le similitudini tra gli Svedesi e gli Inglesi sono molteplici, accolti trionfalmente per la reunion celebrativa, tanto che una non basta ce ne vogliono ancora! E poi un bel disco di inediti che sancisce il ritorno fra le braccia di tutti noi. Le somiglianze si fermano qui però, le differenze fra le due storie sono ancora più nette delle similitudini. I Carcass si congedarono con un album tutt’altro che perfetto, un parto mal riuscito che piacque e piace a pochi (eccolo!) e che oggettivamente non meritava di essere l’ultima testimonianza di una band tanto fondamentale. Il loro ritorno in studio sa di rivalsa, un desiderio di riscatto covato per troppi anni, una possibilità che era solo nelle loro teste e che si è tramutata in realtà. Bersaglio centrato in pieno, disco bomba e di nuovo in tour.

Gli At the Gates avevano smesso all’apice della loro vita artistica, un capolavoro che ha ridefinito e plasmato il Metallo duro degli anni a venire. “Slaughter of the Soul” è il “Reign in Blood” degli anni 90, come lo definiva non a torto qualcuno. Il loro ritorno in studio è una sfida improba, impossibile per ogni artista. Superare il tuo apice creativo, inventare qualcosa che migliori ciò che hai realizzato nel pieno delle tue energie giovanili. Infatti un’altra differenza che li distingue dal percorso dei Carcass è che “At War with Reality” è un ritorno dignitoso, ma poco altro.Pentacle_top album

Non è un disco fiacco o spompato, solo piuttosto “ordinario” e diciamo pure “telefonato”. E’ una specie di “Slaughter Part II”, con delle canzoni molto intense e particolari alternate ad altre che seguono una linea che loro stessi avevano marcato anni fa. Per averne un esempio, basta superare l’inquietante ed azzeccata intro in spagnolo “El Altar del dios desconocido” per incontrare “Death and the Labyrinth”, una specie di riscrittura di “Blinded by Fear”. Tutto il disco è una specie di “more of the same” come dicono gli anglofoni, cioè una nuova e abbondante aggiunta a quanto già detto in passato. Passato che ritorna con la scelta del produttore di allora Fredrik Nordström(una specie di mattone su cui poggia il Metallo svedese e non), che svolge un lavoro impeccabile nel dare il giusto dinamismo al suono.

L’album è quanto ci si poteva aspettare, se lo scopo era ritornare con un album semplice, prevedibile ma comunque energico, un lavoro che sciogliesse il cuore e le orecchie allora ce l’hanno fatta. Certo, se non fosse uscito non avrebbe cambiato di molto la storia della band, però va bene così…

Tracklist:

1.  El Altar del Dios Desconocido” (Instrumental)
2.  Death and the Labyrinth
3.  At War with Reality
4.  The Circular Ruins
5.  Heroes and Tombs
6.  The Conspiracy of the Blind
7.  Order from Chaos
8.  The Book of Sand (The Abomination)
9.  The Head of the Hydra
10. City of Mirrors
11. Eater of Gods
12. Upon Pillars of Dust
13. The Night Eternal

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Death and the Labyrinth

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“noi semo queeelli, che j’arisponnemo n’coroooo…è meglio er vino de’li caasteeeelli de questa zozza societàààà”