Death- Individual Thought Patterns (Relapse reissue)


La tremenda sensazione di comprare di nuovo dei dischi con il logo dei Death ben sapendo che si tratta di ristampe remaster e non inediti, trasforma un atto semplicissimo come acquistare un CD, in una nuova e straziante presa di coscienza. L’esatta percezione che Chuck non ci regalerà mai più della nuova musica si riaffaccia prepotente nella sua forma più feroce e ti coglie alla gola.

E’ con questo stato d’animo che hai acquistato tutte le ristampe della Relapse, anche se hai la discografia nelle edizioni originali ormai da tempo immemorabile.

“Individual…”è un nuovo gradino nella continua evoluzione in casa Schuldiner ed è di nuovo un disco capolavoro. L’estremismo sonoro si fa ancora più intenso e chirurgico, con l’apporto di “San Gene Hoglan Tamburaro”, il batterista più girovago e prolifico della storia del Metal.  La partenza a razzo della gemma “Overactive Imagination” è solo il primo tassello di un mosaico creato con dovizia di particolari e soprattutto dalla sua strabiliante abilità. Hoglan è immenso nel suo drumming tecnico e brutale, terribilmente vario e avvolgente in tutti i pezzi, pezzi che mi hanno fatto scoprire ed apprezzare il gigante ameregano per la prima volta. Ma non sarebbero i Death senza le chitarre di Chuck ed il suo preciso lavoro di costruzione del pezzo: dividendosi il compito con il mito d’infanzia Andy LaRocque, che se non conoscete potete anche  uscire senza sbattere la porta, Schuldiner ci percuote con un florilegio di tecnica, con degli assoli e dei riff sì complicati, ma mai auto-referenziali o prolissi. Lo stupefacente chitarrismo è ben sorretto anche questa volta dallo stranissimo e personale lavoro al basso di Steve DiGiorgio, il suo non è mai un semplice riempitivo o strumento per tenere il tempo.

Death Metal progressivo ancora più avanti, ancora più geniale di quel gigantesco opus intitolato “Human”. E che testi, provate a leggere “Destiny” o la title track per ricordare cosa abbiamo perduto.

Ma l’ambizione di Chuck non era ancora sazia e…

La versione della Relapse oltre ad avere dei suoni pulitissimi in fase di produzione, allega un secondo disco abbastanza appetibile con una prestazione Live dei Death risalente al 1993 in Germania ed una cover di “The Exorcist” dei Possessed. Il pacchetto contiene anche un ricco booklet con note scritte da DiGiorgio e Hoglan, a completare un’uscita curata nei minimi dettagli e preziosa per ogni vero fan. A differenza di “Human”  “Individual…” aveva già un buon suono e l’acquisto è consigliato solo ai completisti e a chi non ha ancora il disco.

Tracklist:

Disco 1:

01. Overactive Imagination
02. In Human Form
03. Jealousy
04. Trapped In A Corner
05. Nothing Is Everything
06. Mentally Blind
07. Individual Thought Patterns
08. Destiny
09. Out Of Touch
10. The Philosopher

Disco 2:

Live In Germany – 13 Aprile 1993

01. Leprosy
02. Suicide Machine
03. Living Monstrosity
04. Overactive Imagination
05. Flattening Of Emotions
06. Within The Mind
07. In Human Form
08. Lack Of Comprehension
09. Trapped In A Corner
10. Zombie Ritual

Voto:

Il posto di Andy LaRocque fu preso da Ralph Santolla che, come potete notare nella foto, non aveva ancora la faccia devastata dall'insonnia. Oltre tutto si presentava sui palchi con una chitarra griffata dalla bandiera italiana, mica pizza e fichi.

Il videoclip di “The Philosopher” nella versione 2011.