Kobra and the Lotus- Prevail I


I Kobra and the Lotus tornano dopo il caparbio e delizioso “High Priestess” del 2014, una bella botta di Heavy classico con forti venature di Power ameregano altamente esplosivo. Il loro sound è sempre stato una commistione del miglior Metal che certo fa il suo dovere, però non lascia troppo margine al gruppo nell’imporre un proprio stile peculiare. Un forte elemento distintivo risiede senz’altro nella potente e meravigliosa vociona della cantante Kobra Paige (non è un nome d’arte, si chiama proprio così a quanto pare), una valchiria che spiana tutto con la sua voce potente e duttile.

Mi sarei aspettato quindi un disco che riprendesse il discorso in maniera pedissequa, migliorando qualcosina qua e là e non solo sono stato smentito, quanto felicemente sorpreso. Sì perchè “Prevail I” è una ventata di freschezza in casa Kobra (il nome perfetto per una sitcom vero?), una parziale revisione di una formula che avrebbe stancato presto. Il loro Metallo si è riempito di molte più aperture melodiche e infatuazioni Hard Rock, con dei ritornelli strappa-orecchie davvero efficaci ed intensi, senza rinunciare alla potenza che una sana sgommata sorretta dalla doppia cassa sa regalare. Hanno preso una strada che in molti non hanno capito, bollando subito il disco come una delusione, solo perchè lo hanno trovato diverso da quello che si aspettavano. E vi dirò, sulle prime sono rimasto basito anche io, pensavo che avessero completamente sbagliato tutto. Troppo melodico, troppi pochi schiaffi. Era solo la prima impressione, qualche ascolto in più mi ha permesso di carpire il potenziale di questi pezzi, cominciare ad apprezzarli come meritano. Il loro modo di scrivere è cambiato, hanno capito che non si vive solo di anni 80, soprattutto di questi tempi in cui tutti continuano a guardarsi indietro.

La loro energia si riversa in un songwriting che non disdegna qualche lirica dal sapore Pop, come in “You don’t Know” un pezzo davvero esplicativo in tal senso, dove la voce di Miss Paige si mostra in tutta la sua versatilità, ora ammaliante ora graffiante. Piacevoli anche i richiami ad un Metallo moderno e spietato, “Hell on Earth” è una badilata sul setto nasale non indifferente, quindi non pensate ad un sound orrendo come gli Amaranthe più plasticosi. Il Metallo è sempre là, ma meglio gestito e dosato all’interno di un disco che non è il classico mattone nostalgico che avete comprato centomila volte. La qualità dei pezzi è davvero superba e brilla per varietà lungo la durata del disco, tra l’altro finalmente con una copertina che si può guardare senza sghignazzare.

I KATL hanno avuto il coraggio di provare a superare se stessi, riuscendoci in maniera cristallina.

Tracklist:

01. Gotham
02. TriggerPulse
03. You Don’t Know
04. Specimen X (Mortal Chamber)
05. Light Me Up
06. Manifest Destiny
07. Victim
08. Check The Phyrg
09. Hell On Earth
10. Prevail

Voto:

 

 

 

 

L’assaggio del disco: “You don’t know me”

Se lei è Kobra loro sono i “The Lotus”? 

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Kobra and the Lotus- High Priestess


Ikobra-and-the-lotus-high-priestess-450x450l Metallo classico non morirà mai, soprattutto se a suonarlo ci sono band motivate e con idee buone come i Kobra and the Lotus, band canadese capitanata dalla grintosa cantante Kobra Paige, che sembra un po’ un nome adatto ad una WWE Diva, ma non stiamo qui a cavillare. Il gruppo è al terzo album e li hai scoperti per caso  vagando per Iutubbe, pescandolo fra i correlati di non ricordi quale video. Così ti sei procurato il loro precedente album autotitolato, risalente al 2012 e che gran bella sorpresa. Classico Metallo tumultuoso e potente, arricchito dalla voce capace di Miss Paige, qualche canzone meno interessante c’era ma nel complesso ci si divertiva parecchio.

E il successore com’è? La copertina è sempre una bella merda, ma il contenuto è un discreto miglioramento. Il Metallone pesante si arricchisce di elementi ultra-melodici, di cavalcate al limite dello speed e gragnuole di riff che eccitano quasi fisicamente. Il risultato è una piacevole corsa in un disco ultra-classico, ma davvero ben scritto e pieno di ritornelli efficacissimi, lirici al punto giusto ed esaltati dalla prova della bionda cantante canadese, la quale  imprime con il suo vibrato possente  una marcia in più ai pezzi. Bisogna ribadire che pur essendo un disco poco rivoluzionario, non è la solita mattonata di canzoni tutte uguali, i KATL vivacizzano la loro proposta rimbalzando da tempi veloci e serrati a brani pesanti, passando per dei pezzi al limite dell’ Hard più grezzo.

Non manca qualche pezzo più debole, ma si è sentito di peggio anche dai grandi nomi quest’anno, quindi non stai a fare le pulci ad un gruppo che ti diverte e che ha una buona capacità di affermare di nuovo a gran voce il nome del Metallo nel martoriato panorama musicale odierno.

 

Tracklist:

1.Warhorse
2.I Am I Am
3.Heartbeat
4.Hold On
5.High Priestess
6.Soldier
7.Battle of Wrath
8.Visionary
9.Willow
10.Lost in the Shadows

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Soldier” dove potete apprezzare anche l’avvenenza di Kobra Paige

ff

“fate finta di guardare il panorama musicale odierno”

 

Dieci Metallare: quando estetica e bravura vanno d’accordo, e tre!


diecimetallaretreIl ritorno di uno degli argomenti più cliccati ed apprezzati qui su R.A.M., tanto apprezzato che il primo “Le migliori Dieci cantanti Metallare” è il post più letto in assoluto del blog. Rendiamoci conto, tira più un pelo di Doro che cinquanta post di recensioni. Nessuno si stupisce no?

E’ passato un bel po’ di tempo dall’ultima rassegna di belle figliole ed è di nuovo ora di scegliere altre dieci cantanti  metallare tanto belle quanto brave.

10.Ann Boleyn, la strega dagli occhi di ghiaccio

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Conosciuta per il suo timbro tagliente da vera screamer, Ann Boleyn ha passato tutta una vita nell’underground con la cultissima band degli Hellion. Metalllo classico da scoprire assolutamente. Ann vantava uno sguardo magnetico e un fascino che sono purtroppo oggi svaniti dietro a litri di botulino, come si può constatare dalla foto agevolata di seguito.

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Invecchiare è brutto, imbalsamarsi da vivi lo è molto di più.

9.Pamela Moore, sostanza ameregana

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L’indimenticabile “Sister Mary” di “Operation: Mindcrime” è tornata lo scorso anno con un buon disco Metallico al punto giusto. Fascino tipico americano aiutato, forse, con qualche piccolo taglia e cuci, fortunatamente la voce è sempre potente ed espressiva come un tempo.

8.Noora Lohuimo, più bionda che bellissima

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Noora ha convinto e continua a convincere tutti i fan dei Battle Beast con le sue performance potenti. E alla simpatica Nitte non ci pensa più nessuno…

7.Kobra Paige, niente battute sulle canadesi da montare please.

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Un vocione potentissimo che la bionda  Brittany Paige conosciuta come “Kobra” Paige, mette al servizio dell’ottimo gruppo Kobra and The Lotus, fieri portatori di aggressivo Metallo dal sapore classico. Bellezza ignorante e selvaggia, come un mattino d’inverno ancora legato alle sudate d’Estate, no com’era?

6.Gogo Melone, premio Jimmy Bobo ad honorem

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Bravissima performer con la Death-Gothic Band Luna Obscura, finora all’attivo un solo album, Gogo Melone si occupa anche di realizzare lavori in digitale ed artwork per dischi. A dispetto del nome, di melone ce n’è poco, ma la sua bellezza diafana ottima per gli amanti dell’estetica Goth resta indiscutibile.

5.Somi Arian, iraniana irosa

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Una voce scartavetrante, un growl davvero potente per questa ragazza di origini iraniane. Oltre a cantare nella Death-Thrash band inglese dei Mortad, Somi  è una modella, un’ex conduttrice televisiva che vanta un fisico niente male ed un fascino esotico rimarchevole.

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L’altra faccia di Somi Arian…

4.Lzzy Hale, rocker sui tacchi a spillo

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Più Rocker che Metallara, Lzzy Hale è l’indiscussa leader degli Halestorm, piacevole band Hard Rock britannica. La sua attitudine che ondeggia tra il classico stereotipo e il glamour leccato di oggi  si può osservare in numerosi servizi fotografici che spesso l’hanno resa più celebre della sua musica.

3.Mariangela Demurtas, fascino mediterraneo

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La bella sarda dalla voce squillante milita dal 2007 nei Tristania, con i quali ha pubblicato due dischi, “Rubicon” e di recente “Darkest White”. Sirena mediterranea che ipnotizza anche senza cantare.

2.Carla Harvey, Butcher Bruna

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La metà bruna delle Butcher Babies possiede un fisico da coniglietta e una grinta da leone. Impossibile rimanere indifferenti ad una sua prova on stage.

1.Heidi Sheperd, Butcher Bionda

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Primo posto scontato dopo il secondo assegnato alla pard Carla Harvey. La bionda delle Butcher Babies è ancora più energica e scatenata sul palco, tra scream e accenni in pulito si dimostra sempre all’altezza. Va al primo posto rispetto a Carla più che per motivi estetici, comunque notevoli senza ombra di dubbio, per la qualità delle sue performance vocali.

Per rendere piena giustizia alle signore che avete visto, una comoda galleria di link per comprendere meglio il loro valore artistico.

Ann Boleyn: Hellion-Screams in the night

Pamela Moore: Pamela Moore-Paranoia

Noora Louhimo: Battle Beast-Let it Roar (live)

Kobra Paige: Kobra and the Lotus-50 Shades of Evil

Gogo Melone: Luna Obscura-Waltz into Darkness

Somi Arian: Mortad-Waste of my Rage

Lzzy Hale: Halestorm-Love Bites (so Do I)

Mariangela Demurtas: Tristania-Requiem

Carla Harvey e Heidi Sheperd: Butcher Babies-Mr. Slowdeath (live)

Per leggere gli altri post in cui l’estetica e la bravura vanno d’accordo potete cercarli negli indici o nei banner a lato, oppure per fare prima, cliccare i link qui sotto:

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