Gli ultimi quattro divorzi più clamorosi nel Metallo!(e non si parla di matrimoni)


Bentornati sulle pagine di R.A.M. dove il Metallo non riposa perchè c’è troppo casino. Nonostante la pausa e il periodo estivo sempre poco favorevole alla Rete, il nostro sito ha ricevuto numerosissime visite(Self celebration time approved by Joey DeMaio) e vi ringrazio con un inchino regale regalato e  relegato a fine post.

Ricominciare con una recensione? No troppo formale, meglio una classifica di piccole dimensioni, che la mia voglia di scrivere deve crescere pian piano, magari affrontando un argomento spinoso come le divisioni tra musicisti. Eccovi i cinque divorzi dell’ultimo periodo più clamorosi:

4.Mike Portnoy e i Dream Theater:Images and many words!

Portnoy: un uomo lucidissimo

La lunga telenovela che ha visto il buon Mike uscire dai DT per unirsi agli Avenged Sevenfold è cosa nota, ma è talmente surreale che ne illustro i passaggi in maniera didascalica per facilitare la mia e vostra comprensione:

1-collabora con gli Avenged Sevenfold, aiutandoli nella registrazione del disco  “Nightmare”

2-abbandona il gruppo, specificando che non è a causa della sua collaborazione con i bimbimi…con gli Avenged ecc.ecc., ma era un anno che sentiva di doverlo fare

3-stare con gli Avenged gli piace, lo fa  sentire “ggiovane” così durante il tour di supporto, dichiara che gli piacerebbe essere il loro batterista fisso per il futuro.

4-Gli Avenged Sevenfold, preoccupati dall’accollarsi un ultra-quarantenne che fa l’espertone con loro, gli danno il benservito con un bel grazie e arrivederci, ricordandogli che si erano messi d’accordo riguardo la sua collaborazione esclusivamente per le registrazioni ed il tour di “Nightmare”.

5-Si insinua negli Adrenaline Mob, il super progetto che vede Russell Allen come frontman e che pubblicherà un disco a breve.

Tutto ciò condito da una serie infinita di dichiarazioni e scambi di insulti poco velati.

3.Staropoli e Turilli: Divorzio all’Italiana.

La capigliatura di Turilli è sempre stata oggetto di domande inerenti l'autenticità.

I due padri fondatori dei Rhapsody of Fire sembravano culo e camicia, uno fa sei ore di assoli alla chitarra, l’altro alle tastiere: dividendosi per bene i minuti di una lunga suite non si litiga mai, infatti i RoF hanno resistito per anni senza nessuno scossone tra i due, almeno all’apparenza. Adesso che la saga dell’ Emerald Sword è stata stiracchiata più di Matrix ed Harry Potter messi insieme, i due hanno deciso di separarsi e creare ben due gruppi distinti: i Rhapsody of Fire rimangono a Staropoli coadiuvato da Fabio o’Lione, Tom Hess ed Alex Holzwarth, mentre Turilli fonda un nuovo gruppo chiamato Rhapsody. Avete letto bene… R H A P S O D Y.

E tutte quelle storie che hanno costretto la band a cambiare nome aggiungendo quel ridicolo “of Fire”? Mah, disperse nel vento come le lacrime nella pioggia dorata, mentre un elfo racconta barzellette ad un vecchio con la faccia di gomma e la barba finta. Il vecchio scrive affascinanti racconti su un manipolo di eroi desiderosi che il loro maialino arrosto si cuocia in fretta, mentre la saga della Spada di Smeraldo Giovanni e Giacomo continua…

p.s. Alex Holzwarth suonerà con entrambi i gruppi…si serviranno di lui come latore di messaggi come quelle coppie che usano i figli come piccioni viaggiatori?

2.Nevermore: Mai dire mai più!

Messaggio per Dane:"Mortacci tua te pijasse un colpo!!Ah Cornuto! Tiè!" (cit.)

Warrel Dane ci aveva dato dei chiari segnali negli ultimi tempi: disco solista, dichiarazioni poco gentili, prestazioni dietro al microfono svogliate e soprattutto l’aver caldeggiato e spinto per la reunion dei Sanctuary, il gruppo che ha dato i natali ed ispirato il nome  ai Nevermore, infatti decisero di chiamarsi “Mai più” riferendosi alle brutte situazioni interne al gruppo e alle mal digerite pressioni della propria casa discografica.  Dane e soci sono caduti però negli stessi errori degli esordi, soprattutto il frontman alcolista. Jeff Loomis e Van Williams hanno fatto le valigie, stufi dell’atteggiamento poco professionale di Dane e delle continue dispute che aveva confessato in tempi non sospetti Loomis. I Nevermore non sono ufficialmente sciolti, però il futuro poco roseo condizionato dalla reunion dei Sanctuary, unita al dubbio che il solo cantante possa ricreare la magia pesantissima del gruppo di Seattle attanaglia anche il più acerrimo dei fan. Un epilogo che non mi sarei mai aspettato e che invece…

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1.Judas Priest: Downed by Downing 

"United they stand"...fino a ieri.

Neanche  la notizia che la SS.Trinità si è separata per divergenze liturgico-musicali potrebbe meravigliarmi e cogliermi di sorpresa più  di quanto ha lo ha fatto l’abbandono dei Priest da parte di KK. Glenn Tipton e KK Downing  somigliano a quegli ultra-sessantenni che si separano dopo venticinque anni di matrimonio perchè non si sopportano più, ma tutti cercano di farli tornare sui propri passi, perchè a quell’età non sta bene. La fatica, la stanchezza fisiologica di dover fingere che sia sempre tutto ok, la voglia di ritirarsi in grande stile piuttosto che continuare trascinandosi e mille altri motivi che noi poveri discepoli del verbo dei Priest non possiamo conoscere, hanno portato il “chitarrista dai capelli decolorati” a lasciare il gruppo e a dividere una delle coppie di chitarra più longeve ed iconiche. KK e Glenn insieme erano l’archetipo delle doppie chitarre Metal, colonne eterne ed immarcescibili(seppure invecchiabili) del suono chitarristico tagliente e gemellare, la coppia che con Halford diventa trio unico ed indivisibile. Ora che ci faccio caso, la SS. Trinità si è separata davvero…

 

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Vi saluto non dimenticando l’inchino per voi relegato a fine post:

(e l’inchino per le donne niente? azz…che sessista!)

The Gallery-XI- Dio Edition-


Nella settimana che il blog dedica alla memoria di Ronnie James Dio scomparso un anno fa, ricorda che “The Gallery” ha allestito  in una sala del suo ampio e confortevole spazio, una personale dedicata alle copertine dei dischi del cantante scomparso. Godetevela e non dimenticate di omaggiare il  folletto italo-ameregano ascoltando le sue immortali performance.


 

 

 

1. Il lupo perde il pelo e fa schifo uguale

Un greatest hits che piazza in copertina una tremenda illustrazione di un lupo. Almeno credo sia un lupo...

Ricordate questi due? apparsi qualche Gallery fa..

2. 40°all’ombra del lenzuolo

Dimenticate il filmetto classico della commedia sexy: qui niente Barbara Bouchet nuda, ma un bimbo pacioccone che dorme su un letto che sembra una cassapanca.

3. Un dattero senziente?

Un mostriciattolo color dattero dal grande cervello che fila e fonde. Ma sono braccia quelle? Assomigliano a delle cosce di pollo.

4. E il naufragar m’è dolce in questo mare

Il demone di "Holy Diver" affoga in un mare di inchiostro blu elettrico, proprio come gli immortali versi del poeta "morto de gobba". "Duccio Smarmellaaaa!!"

5. Il Drago Allegro

Il drago che sorride come un tele venditore alla Mastrota è la cifra stilistica di questa copertina. Viva la sfera del drago...

6.Scatolette di Tonno all’attacco!!

Saranno pure arrabbiate 'ste macchine, ma cacchio se son ridicole. Il robot a sinistra si esibisce in un'imitazione di Michael Jackson in Thriller, quello davanti auspica un posto da giardiniere.

 

7. Rifatti la foto che sei peggiorato…

Tutto sbagliato, la posa e l'espressione trasformano questa copertina nella più brutta cover mai vista su un disco di Dio.

Ci sarebbe anche questa, ma è un best of che fa parte di una linea che racchiude millemila artisti Polygram...è una cover anonima più degna del cestone nei supermercati!

Si conclude qui il giro delle opere nella personale di “Dio”. Non abbiate timore, la prossima settimana “The Gallery” sarà ancora qui con altri orrori d’autore per sollazzare i vostri istinti suicidi. Ricordate sempre di dare un’occhiata ai precedenti appuntamenti di “The Gallery” cliccando l’omonima voce nel box dal titolo ultra-maschio “Le Rubriche del Metallo”.

Ricordo che  per la settimana dedicata Ronnie arriveranno: una raccolta di performance dal vivo, i migliori tributi e cover, i peggiori ed opportunistici tributi oltre al consueto appuntamento con “Quel Rude Venerdì Metallico”. Non potete non leggerli…o sì?


The Gallery VI


Signore e signori, sta per cominciare il giro delle opere d’arte che non volevate vedere ma che se siete qui vi tocca per forza. Non allacciate un cazzo che tanto andiamo piano…

1. Un gioco di specchi d’altri tempi

Arditissima la catena evolutiva che il tizio di spalle si trova di fronte:da scimmia a citofono passando per stati intermedi orribili. Bella l'anatomia del tizio, invero. Gli Artillery non tradiscono mai...

2.Il non plus ultra degli anacronismi

Passate oltre il casino coi filtri di fotoscioppe e chiedetevi: cosa ci fa un centurione di quelli che fanno le foto con i turisti con dei bracciali borchiati e un fucile? Confusi? Io abbastanza...

3. Un criterio solo: la bruttezza

Scelta cromatica disgustosa, posa ridicola e realizzazione pezzente. no dico volete altro?

4.Piangete pure a questo punto!(a.k.a. Dramma Ray 2)

Focalizzate l’attenzione sullo scheletro in fondo. Gene Kelly versione Tim Burton? Bel completo comunque…(il logo lasciatelo stare, ne va della vostra salute)

5.Un mostro di bravura

Un mostro verde di dubbia origine ha la meglio su una poltiglia rossa che potrebbe essere Satana. Questo disegno legittima chiunque a proporsi come illustratore...

Signori e Signore, il giro è terminato. Vi ringraziamo ricordandovi che i precedenti appuntamenti della Galleria sono reperibili cliccando nel box a lato dal significativo titolo “Le Rubriche del Metallo”.  Se vi è piaciuto raccontatelo in giro…il mondo deve sapere!

Questa rubrica è approvata dai cinque finlandesi che non azzeccano più un album ma che si fotoscioppano in delle foto così:

I cildren ov Bodom interpretano:"Maiemi Weiss" il nuovo serial ambientato in Finlandia sulle rive di un lago che prima era conosciuto come quello del Turano e ora come quello di Garda.(cercate su Google se siete appassionati di laghi...)

p.s. grazie ad Alfredo S. per la segnalazione di “Sigh no More”.

 

 

The Gallery IV


Un saluto a tutti i visitatori della nostra particolarissima Galleria d’Arte, solo qui troverete i lavori più ridicoli, brutti e fatti male di tutto il circuito museale mondiale. Lasciate le macchine fotografiche all’ingresso, è vietato fotografare i nostri pezzi donati da tutto il mondo, fate un bel respiro lungo ed entrate pure, “The Gallery” vi aspetta!

1.Grasso superfluo

Questa sembra una vignetta satirica su Giuliano Ferrara, direi che è più adatta ad un gruppo demenziale che ai gloriosi Metal Church

2.La temibile chitarra sputafuoco

Un Malmsteen somigliante a Lars Ulrich minaccia con la sua Fender Stratocaster bianca un drago a tre teste. Non si capisce se il fuoco lo stia sputando la chitarra o il drago, non mi sembra un grande idea comunque.

3.Disco Intoccabile, copertina inguardabile(conosciuto anche come “Il culto della Mutanda di Pelouche” ™ )

Ho aspettato a piazzare questa copertina se no pensavate che ce l'ho con loro. Non richiede commento la tenuta di Joey DeMaio, piuttosto vi farei una domanda. Quanti di voi da adolescenti abbassavano il volume dello stereo durante l'intro di "Warlord"?

4.Amiga 500

L'accozzaglia di individui bovini, realizzati con una computer grafica degna dell'Amiga 500, stride fortemente con la definizione di buon gusto. Il pelato che fa la verticale poi, ha seri problemi al deltoide, la tizia con la maschera in primo piano ha un collo di gomma...gli altri orrori anatomici divertitevi voi a trovarli, io vado a vomitare.

5.Oltre ogni limite

Sugli Artillery potrei campare di rendita, questa è la copertina del secondo album: tremenda davvero, ma non sarebbe stato meglio un bel fondo monocromatico con il logo sopra? Basta basta...è troppo!!

Per oggi basta così, vi restituisco le macchine fotografiche e vi saluto. Vi ricordo che anti-emetici gratuiti  per i visitatori più affezionati sono distribuiti nelle farmacie convenzionate col blog.

 

Joey DeMaio approva questa rubrica: "The Gallery" wants you!Bastardos!

 

Per visitare i precedenti appuntamenti con “The Gallery”, cliccate nel box a lato, o per i più pigri qui. Se avete suggerimenti o lamentele, scrivetemi tra i commenti, sulla pagina Facebook o via mail, all’indirizzo riportato a lato.

 

Arriveduàr