The V- Now or Never


thevalbum-e1432884176959The V è il soprannome di Veronica Freeman, cantante dei Benedictum, con il quale ha in maniera quasi ovvia chiamato questo suo primo disco solista. Lasciate perdere il sound Metalloso e (purtroppo) non sempre eccitante della sua band madre, Veronica qui sceglie di mettere le sue corde vocali ultrapotenti al servizio di brani Hard belli carichi. La miscela di sonorità dure e rockeggianti funziona alla grande, Miss Freeman si gode la “libertà” di esplorare nuove strade, sempre all’insegna della potente ugola alla quale ci ha abituato. A darle man forte oltre a praticamente tutti i Benedictum, ci sono una sfilza di nomi più o meno noti come Leather Leone, Tony Martin, Mike LePond, Jeff Pilson, il grandissimo Jim Durkin(Dark AngelAAaaaaargh!!!) e molti altri. Sapevo già che il range vocale di Veronica fosse ampio come il suo petto, però non mi aspettavo di sentire questa padronanza su brani così diversi tra loro: “Kiss my lips”, il duetto con Leather Leone, è un treno che corre appresso ai Kiss ottantiani, “Love should be to blame” è un classico rockone ruffianaccio che tanto piaceva alle radio di qualche anno fa, “Starshine” è AOR puro ed incontaminato. E ve ne ho nominati giusto tre, tanto per farvi capire che nel disco non si privilegia la compattezza dei pezzi, quanto la voglia di acchiappare tutto quello che di meglio l’Hard può offrire, senza reinventare nulla, pensando solo a divert (e sicuramente divertendosi anche lei) un casino. Un altro ottimo disco per la nostrana Frontiers che sa mungere bene le proprie vacche.(Oddio che cazzo ho scritto!)

Adesso aspetto giusto che i Benedictum tornino con un album al livello dei primi due, sarà chiedere troppo?

Tracklist:

1. Again
2. Now Or Never
3. Roller Coaster
4. L.O.V.E.
5. Line In The Sand
6. Love Should Be To Blame
7. Kiss My Lips
8. Spellbound
9. Starshine
10. Below Zero
11. Ready To Run
12. King For A Day

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Again”

 

Due foto alla faccia della fotosciopposa e terribile copertina…

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Benedictum- Obey


Benedictum - Obey_front“Brava, sempre brava, ma che pezzi pallosi.”

Questo è il pensiero ricorrente durante il primo ascolto di “Obey”, il quarto disco in casa Benedictum. Il gruppo di Pete Wells e soprattutto di Veronica Freeman torna dopo aver cambiato la line up per l’ennesima volta, proponendo un disco duro ed aggressivo, ma purtroppo deludente.

Il lavoro precedente, quel”Dominion” che avevi recensito troppo generosamente, è stato un album un po’ così, non brutto ma nemmeno all’altezza delle prime due gemme targate Benedictum. E “Obey” è pure peggio purtroppo…nonostante il recupero dell’aggressività pura persa nel precedessore.

Come sempre la voce di Veronica è potente, la sua performance incazzata e viscerale è la parte migliore di questo album fiacco, pieno di pezzi mosci e poco ispirati. Il cattivo lavoro nella costruzione dei brani mortifica anche i buoni spunti che non mancano, come le parti più dinamiche  di “Evil that we do” o “Scream”,  concentrati soprattutto nella prima parte della scaletta. Poi le cose si fanno sempre meno interessanti e non basta il notevole contributo della  Freeman, senza un Craig Goldy o un Jeff Pilson a dare una mano, i Benedictum sono condannati ad essere anonimi come quel palo della luce che hanno scelto come copertina. Una mossa ancora più discutibile pensando alla fortuna di avere in formazione una cantante con le più belle tette del Metallo e preferirle un bastone co’ du’ penne. E se le tette fanno troppo maschilista, allora pensate al carisma della cantante:  “Obey” sembra fare del tutto per affossarlo, nasconderlo e mortificarlo. E non va bene affatto…

Aspettando ancora una volta un disco all’altezza, speri di non diagnosticare un altro caso di “Ripperite Acuta“.

Tracklist:

1. Dream Of The Banshee
2. Fractured
3. Obey
4. Fighting For My Life
5. Scream
6. Evil That We Do
7. Crossing Over
8. Cry
9. Thornz
10. Die To Love You
11. Apex Nation
12. Retrograde

Voto:

2stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Scream”, video in cui viene sacrificata di nuovo la prorompente singer.

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Giunonica Freeman e gli altri tre

 

 

 

Le Migliori 10 Cantanti Metallare: quando estetica e bravura vanno d’accordo.


Quanta strada ha fatto il Metallo da quando era popolato  esclusivamente da misogini e sessisti masculi. Oggi non da più scandalo avere una donna nella band, anzi  si ottiene maggiore visibilità se la donna in questione è una bella figliola. Una meccanica deviata dal modo di pensare del Metallaro medio magari non più misogino,  però assai eccitabile e sensibile al fascino femminile. Una bella listarella delle dieci Metallare più brave e belle ti sembra doverosa, perciò via con la carrellata delle “Metal Chicks”:

10. Sabina Classen, la Valchiria Tedesca

Voce della Thrash Metal band tedesca  Holy Moses, cattiva come un caimano a digiuno. Sabina è una bellezza ruspante stile valchiria. La sua voce scartavetrante e cattivissima fa invidia a molti colleghi maschi.

Che classen…teteschen!

9.Veronica Freeman, L’amazzone “perata”

Al nono posto un’altra bellezza formato “panzer”, l’ameregana Veronica Freeman, cantante dei Benedictum, gruppo dedito ad un Classico Heavy di stampo ameregano(ma va?). Veronica ha una voce potente e molto “maschia”, raramente concede vocalizzi che ricordano all’ascoltatore che “The V” è una donna. Prorompente, anche se in certi ambienti girava la voce che fosse un transgender…una minchiata suggerita dalle sue fattezze forse fuorvianti.

“Al Metallaro non far sapere quanto è buona la cantante con le pere.” dice il proverbio…

8.Amanda Somerville, la platinata

La bionda ameregana vanta nel suo curriculum decine di progetti e collaborazioni oltre ad un suo progetto solista. Uno degli ultimi è quello condiviso con Michael Kiske per un morbido disco di Hard/AOR niente male. Amanda è un mezzosoprano dalla voce suadente, espressiva e quando occorre sa essere molto potente. Carrozzata di serie.

Un viso davvero espressivo quello di Amanda, una volta tanto state guardando una donna negli occhi.

7. Floor Jansen, la sellerona

Alta come un cestista NBA, la bella Floor  è stata la cantante degli After Forever, la Gothic-Power band Olandese, ed attualmente in forza al suo gruppo ReVamp, simili agli After Forever ma molto più cattivi. Floor presta la sua voce a numerosi progetti grazie alla bellezza del suo timbro da soprano duttile e potente.  Bella brava ed ignorante…

Floor è così alta che tocca le travi del soffitto…incredibile eh?

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Benedictum-Dominion


Devo ammetterlo, quando nel 2006 lessi l’intervista su Metal Hammer ai Benedictum quello che mi colpì maggiormente furono le provocanti foto di Veronica Freeman e delle sue tette spaventose, poi al contatto con la loro musica scoprii che “The V” aveva anche una voce meravigliosa. Pur non essendo nulla di innovativo (ormai quanti dischi lo sono?) il debutto “Uncreation” fu davvero solido, lo ascoltai moltissimo e i Benedictum schizzarono a buon diritto tra le mie Metal Band preferite. Poi giunse il successore “Seasons of Tragedy” ancora meglio di “Uncreation”: potente, veloce e dal tiro micidiale. E oggi abbiamo tra le mani questo “Dominion” è ancora meglio dei primi due…Metallo classico e potente, con riff davvero convincenti cesellati dal grande Pete Wells, sodale di Veronica fin dagli esordi della band. Il gruppo ha cambiato per l’ennesima volta line-up che curiosamente è diversa in tutti e tre i dischi, ma l’approccio è invariato:Metal roccioso e quadrato, fortemente debitore dei classici. Muoversi in territori così ampiamente battuti richiede una capacità di scrittura notevole, fortuna loro la penna è ispirata ed i brani scorrono via che è un piacere nonostante la voglia di  cercare soluzioni meno immediate, intoducendo elementi Prog per nulla sgradevoli in alcuni episodi del disco, non per niente la cover contenuta nelle bonus del disco è una riuscita e fedele reinterpretazione del classicone dei RUSH “Overture/The Temple of Syrinx”.

Disco validissimo che conferma la bontà di questo gruppo che seppure martoriato da troppi cambi di line-up, prosegue la sua strada grazie alla bravura e alla tenacia di Veronica Freeman e Pete Wells, supportati anche questa volta da Jeff Pilson, Craig Goldy ed altri amici “importanti”.

Tracklist:

01. Dominion
02. At The Gates
03. Seer
04. Grind It
05. Prodigal Son
06. The Shadowlands
07. Beautiful Pain
08. Dark Heart
09. Bang
10. Loud Silence
11. Epsilon
12. Sanctuary (bonus track)
13. Overture/The Temples of Syrinx (bonus track)

Voto:

Dimenticate i gruppi con la cantante moscia, i mezzi soprano e compagnia cantante: Veronica è una forza della natura! Ascoltare per credere la travolgente “At the Gates”.

 

 

Mistress Freeman is ready for you!