“Shocking Metal, la storia del giornalismo metallaro in Italia”, intervista all’autore Francesco Ceccamea


Lo confesso, ho approfittato della mia conoscenza con il Ceccamea per scroccargli quest’intervista e approfitto subito per ringraziarlo della disponibilità e della velocità con la quale ha risposto alle mie domande. Altra cosa che voglio dirvi subito è che il libro non l’ho ancora letto, quindi sono più che giustificato nel fare un’intervista all’autore. Cosa c’è di più bello che parlare di qualcosa di cui si sa poco o nulla?

Scherzi a parte, nell’intervista mi sono tolto diverse curiosità proprio riguardo al contenuto del libro, per capire cosa attende il lettore fra le pagine di “Shocking Metal, la storia del giornalismo metallaro in Italia” (Crac Edizioni, 238 pagine, 15 Euro).

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La copertina con le copertine(risate registrate)

R.A.M.-Come ti è venuto in mente di scrivere un libro sul giornalismo Metal in Italia?

FC-Ossessione mia. Me ne assumo ogni responsabilità. Scherzi a parte, ho notato col mio blog che ricevevo un sacco di reazioni e condivisioni, commenti e dispute ogni volta che scrivevo un articolo su una vecchia rivista metal o magari intervistavo un ex redattore. Poi ogni volta che andavo su ebay nella vana speranza di poter riacquistare vecchi numeri di Metal Shock o Metal Hammer, magari a cifre ridicole, giusto per liberare qualche garage, mi ritrovavo a lasciar perdere perché i numeri singoli venivano offerti a non meno di 5 euro. Di contro c’era sempre qualche amico che ogni volta mettevo un annuncio su facebook in cui chiedevo di “donarmi” le vecchie riviste metal mi sentivo rispondere “fossi matto” “fottiti, me le tengo strette”. Da lì ecco l’idea, perché non scrivere un libro su tutto questo, scoprire i retroscena delle redazioni che io e tanti altri a quindici anni idealizzavamo e magari neanche esistevano fisicamente, perché non scoprire che fine abbia fatto gente come Vinz Barone o Alessandro Ariatti. Ci ho lavorato tre anni, uno prima che venisse in mente a Cerati, ho le prove delle mie prime interviste datate, compresi i messaggi in cui chiedevo udienza anche a Barbara Francone, quindi potrei pure pensar male, ma lasciamo perdere. Ho scritto tutto il libro senza nessun editore alle spalle e purtroppo la cosa ha pesato. Se ci fosse stato Crac fin dall’inizio mi avrebbero dato retta molti di più, sicuramente quelli che oggi reclamano che gli ho dato poco spazio o che non li ho coinvolti per nulla.

R.A.M.-Il titolo è un’idea tua o dell’editore? Se è tua puoi spiegarmi cosa vuoi trasmettere con  il titolo “Shocking Metal”?

FC-Volevo un titolo forte e che riecheggiasse lo stile ridondante e metallico di quelle riviste. Potevo intitolarlo MH o !hsalf ma non mi convincevano e così ho pensato a Shocking Metal. All’editore è piaciuto subito.

R.A.M.-Il libro come è strutturato? Interviste, racconti oppure…

FC-Racconto quello che è successo e inserisco le dichiarazioni dei vari intervistati, come un documentario di History Channel in forma scritta o se vuoi la trascrizione commentata ed editata di un’ipotetica chat a senso unico… ogni intervento non tiene conto degli altri, anche se a volte dialogano a meraviglia. Del resto molti neanche leggono i messaggi degli altri prima di inserire il proprio su facebook, a stento leggono tutto il post che da il via alla discussione. Come spunti ho tenuto conto sia i libri di Joel McIver che Fargo di Klosterman e Louder Than Hell del duo Weiderhorn e Truman. La presenza ossessiva di Pascoletti c’è per due motivi, in pratica il libro è posseduto dal Fuzz. La prima ragione è che volevo renderlo un po’ come era nelle sue riviste, sai tipo Gialappa’s, che interviene sempre con delle note divertenti del redattore tra parentesi. La seconda è che per me è il migliore e meritava di giocare tutti e novanta i minuti e anche di starsene fuori dagli schemi. La terza è perché così avrei avuto più polemiche, più lettori e più soldi.

Oh, in appendice ci sono anche interviste complete a Beppe Riva, Sandro Buti, Alex Ventriglia, Sandro Pallavicini.

R.A.M.-E’ stato difficile completare il tutto? Hai dovuto faticare per ottenere il contributo delle penne più famose?

FC-Sì. C’è gente come Biani e Becciani che non mi hanno preso molto sul serio e la redazione di Rock Hard ha mandato come ambasciatore De Paola che è stato simpatico e abbastanza disponibile mentre gli altri mi hanno lasciato a bocca asciutta. La Francone mi ha anche detto ok, invia le domande e poi non ha mai mandato le risposte. Altri sono stati gentili e disponibili da subito, vedi Signorelli, Barone, Riva, Trombetti, Magliano (che non ho neanche ringraziato, ne approfitto per il poco che vale ora, grazie Fabio), Ariatti, Della Cioppa…

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