Quel Rude Venerdì Metallico /62: Il Cavaliere Oscuro


Oggi si fa un gran parlare di Christopher Nolan e del suo ultimo film sul Cameriere Oscuro, che poi sarebbe Michael Caine dopo troppi Fernet. La chiusura della trilogia su Bat Man (per inciso, oggi se non fai una trilogia non ti si incula nessuno) ha scatenato guerre civili, viulenz’ pestilenz’ schegg’ di granat’, schecc’ di parmigian’ tra i classici “capolavoristi”e i denigratori più accesi.

I “capolavoristi” sono quegli spettatori che per fedeltà e nerditudine al regista, chiamano capolavoro qualsiasi cosa da lui prodotta, gli altri sputerebbero su di lui anche se girasse un film bellissimo.

Tu questo “Dark Knight Rises” l’hai trovato un discreto action movie, girato benissimo con un’accelerata finale spaventosa e alcune soluzioni “cerchiobottiste” di compromesso, sempre obbligatorie per chi fa film che costano l’equivalente del reddito di uno Stato Africano.

Quello che ti diverte e ti fa incazzare allo stesso momento è l’abuso della parola “capolavoro”, ormai sullo stesso livello di “geniale”, altro vocabolo completamente snaturato del suo significato originale.

Nella sempre più sfiancante mediocrità in cui siamo costretti a vivere, questo gridare al capolavoro ogni cinque minuti fa riflettere, non viviamo affatto in tempi così floridi e ricchi di cose indimenticabili, possibile che ci si sia rincoglioniti così tanto da non accorgersene?

I capolavori sono opere innovative ed uniche che mettono un punto fermo dal quale tutti dovranno ripartire e confrontarsi. Un capolavoro è un film come “Halloween” di John Carpenter, oppure “I 400 colpi” di Truffaut , oppure ancora “I soliti Ignoti” di Monicelli. Giusto per capirci…film senza tempo, opere capaci ancora oggi di insegnare come si fa il Cinema, perle di persone che il Cinema lo hanno saputo conoscere a fondo e riuscendo a cambiarlo per sempre, grazie anche ad un talento immenso.

Il film di Nolan è  un buon film che segue per bene le regole del buon Cinema, sicuramente molto meglio di quanto facciano oggi dei zampognari della macchina da presa tipo Zack Snyder o Michael Bay, gente priva non solo di talento, ma proprio dei requisiti minimi per definirsi “regista”,  però infila delle soluzioni di comodo per non far dispiacere al nerd di Bat Man e per non disturbare troppo lo spettatore occasionale, perdendo così l’occasione di ergersi dall’essere   mediocre (in senso ampio).

Non si può piacere a tutti a meno di non fare compromessi ed “il Cameriere” è l’ennesima pellicola che ci ricorda quanto oggi sia difficile trovare il coraggio di far incazzare qualcuno affermando le proprie idee. E così un capolavoro non lo fai, neanche con tutto il talento del mondo.

Per approfondire il discorso su Nolan, il consigliatissimo video di Federico Frusciante, uno che di Cinema ne sa parecchio. Non è il solito bimbominchia di vent’anni che spara minchiate sul Tubo tranquilli, anzi copincollando dall’introduzione che i Licaoni, autori del video, fanno di lui “Federico Frusciante è un musicista, regista e appassionato di Cinema noto sul web col nickname di Superficie 213. Ha scritto recensioni per molti siti e per riviste come FilmTv e Senza Soste”.

Agevolo:

Fatevi un giro anche sulle altre cose pubblicate dai Licaoni, sono davvero interessanti e se in Italia ci fosse buon senso, troveremmo un loro film nelle sale invece dei film di Brizzi.

Per le recensioni più tecniche del film:

La recensione di Hell, Book and Negative

Il Viagra della Mente, recensione di Sommobuta

Il Blog di Gianluca Santini

Primadisvanire.it di Marco Siena

Minuetto Express, di Mr Giobblin

L’antro atomico del Dr. Manhattan, recensione di A. Apreda.

“Alfred, puzzi di Fernet…”

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