Intervista agli Eyeconoclast


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Un rumore insopportabile, uno stridore acuto e metallico giunge alle tue orecchie…non capisci cosa sia. Poi un frastuono sordo, come di un terremoto e tra la polvere di lontani palazzi che crollano scorgi un esercito di robot. Si dirigono verso di te, distruggendo e calpestando tutto, uccidendo a colpi di laser e pugni gli abitanti inermi. Giganteschi, corazzati ed incazzati robottoni  li polverizzano insieme alle macerie, irrorando di sangue la polvere. Stanno arrivando, l’unica speranza sono loro…gli Eyeconoclast!! Ed eccoli arrivare, forti e potenti, pronti a domare i robottoni, a distruggerli per la salvezza di tutti.

Ma quel rumore sferragliante ed insopportabile continua, acuto. Sempre più fastidioso, sempre più vicino. Ma ecco che gli Eyeconoclast sono pronti a fronteggiare le prime avanguardie dell’esercito di Robot, quando improvvisamente…

Apri gli occhi e senti ancora quel maledetto rumore. E’ l’operaio che sta ristrutturando la casa di fronte. Fanculo lui e la sua sega elettrica, una delle peggiori sveglie del mondo.

Sogni da digestione difficile e rumori molesti a parte, se aveste voglia di assaporare degli “sganassoni ai robottoni” c’è l’ottimo  “Drones of the Awakening”, ultimo disco degli Eyeconoclast del quale trovare la recensione su RAM.

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E ora daje con l’intervista:

Gli Eyeconoclast giungono al secondo disco dopo un lungo lasso di tempo dal primo. Come mai? Già che ci siete raccontateci un po’ le vostre origini…e l’origine del vostro nome soprattutto. Mi interessa moltissimo…
Alessio: la band è nata agli inizi del 2003, all’epoca la situazione era molto diversa, meno inflazionata rispetto ad ora (anche perchè non c’era neanche myspace con il flood di band inutili che ha generato). I primi mesi della band sono stati all’insegna dei cambi di lineup, ma successivamente siamo riusciti a stabilizzarci. Si provava nel mio garage, e il nostro primo “demo” è stato registrato con un 4 piste (e mixato a casa mia). La scelta del nome della band è avvolta dal mistero e dalla puzza di vomito e birra.. la scena è stata più o meno questa (Carlos è il nostro vecchio cantante):

–          Alessio: “Dobbiamo trovare un nome per la band!”

–          Carlos: “Eyeconoclast”

–          Alessio: “Iconoclast? Ma che schifo è?”

–          Carlos “no, scritto EYEconoclast”

–          Alessio: “BELLISSIMO! Preso.”

Paolo: I cambi di line-up ci sono stati anche tra il primo e il secondo disco e alla fine è quello il motivo principale che ha fatto passare così tanto tempo tra l’uno e l’altro.  Prima sono arrivato io, abbiamo fatto uscire un EP a fini promozionali che c’ha fatto guadagnare il contratto con Prosthetic e poco prima delle registrazioni è entrato  Giuseppe.

Come descrivereste il vostro nuovo disco dovendo evitare le seguenti frasi:”è il nostro miglior disco”, “descrive perfettamente la band in questo momento”?

Paolo: Veloce, tagliente, Metal al 100%.. e c’ha i robottoni in copertina!

Quanto è gagliardo essere pubblicati dalla Prosthetic?

Paolo: Mmm.. Non lo so.. dici che funziona con le ragazze?

Quale è stata la canzone di “Drones…” più difficile da completare, quella che vi ha fatto litigare di più tra voi? E quella che preferite?

Paolo: Abbiamo discusso un po’ su “Proclaiming..”, ma è “Obsolesced” quella che sicuramente ha subito maggiori cambiamenti, rispetto alla sua prima versione è praticamente irriconoscibile. Quella che preferisco? Credo sia “Dawn of the Promethean Artilect”, ma se chiedi agli altri ognuno te ne dirà una diversa, succede così anche tra i fan e i recensori.. penso sia una buona cosa, vuol dire che non ci sono filler.

Giuseppe: per quanto riguarda la parte vocale, tutte le canzoni sono state molto difficili, e creare delle linee vocali all’altezza della parte musicale è stato un vero casino. Probabilmente “Dawn ..”  mi ha dato più filo da torcere e per riprodurla alla perfezione live devo stare molto attento a dosare il fiato.E’ difficile dire quale sia la mia preferita, se la giocano “Mother Genocidal Machine”, “Hallucinating in Genetic Disarray” e “Anoxic Waters”.

Eyeconoclast-Drones-of-the-Awakening

Il voler andare a seicento all’ora e spaccare tutto sempre e comunque a volte non paga e molti gruppi si ritrovano con dei dischi mattone che stancano dopo pochi ascolti. Come avete fatto a spaccare tutto senza annoiare mai?

Paolo: Il disco mattone annoia perché è composto male, che sia veloce o lento non fa tanta differenza. Quello che ci interessa è fare delle canzoni che abbiano un filo logico, non dei riff attaccati l’uno all’altro e sparati a 300 bpm.

Mi è piaciuta molto anche la copertina, aspetto da sempre cruciale che viene ciccato troppo spesso. A caldo, quale copertina brutta di un disco che amate vi viene in mente?

Paolo: Ozzy ha una lunga tradizione di copertine imbarazzanti (mi viene in mente “Diary of a Madman”) e anche la copertina di “Hell is Here” dei The Crown è bruttina, però si rifanno a quell’immaginario fomentoso-heavy metal-anni ’80 e alla fine sono belle a modo loro. Invece “Satanica” dei Behemoth è un puro sfoggio di egocentrismo brutto, peccato perché il disco m’è sempre piaciuto parecchio.

Che ne pensate della situazione attuale del music business? Troppe band? Troppa pirateria? Dite la vostra…

Paolo: Troppo Youtube. Troppa roba a portata di mano. Manca la voglia di ascoltare un cd per intero.. non voglio fare il nostalgico del cd, come quello delle cassette e dei vinili, ma forse lo sono. Il problema principale di tutto quest’ammasso informe di musica è la perdita di un ascolto critico da parte del pubblico metal e la conseguente POPizzazione della proposta musicale che punta a fare singoli dall’ascolto facile.

Quali sono le band che vi piacciono di più oggi? E quale considerate più patetiche?

Paolo: Mi è piaciuto molto l’ultimo dei Darkthrone, vorrei nominarti anche i Satyricon ma l’ultimo album m’ha lasciato indifferente e anche il nuovo non lascia promettere bene. Per quelle patetiche è semplice. Potrei dirti la solita lista dei vari Metallica, Sepultura,.. che continuano solo per soldi e bla bla bla.. invece no, le più patetiche sono quelle che vivono il sogno della rockstar da provincia, tirano avanti qualche anno facendo roba brutta ma secondo loro innovativa e finiscono per sciogliersi e riciclarsi in qualche tribute band. Non ce n’è bisogno di nominarne una, è una realtà generalizzata su tutto il territorio italiano.

Secondo voi perché non si può parlare di “scena Death Metal” in Italia nonostante il florilegio di gruppi che conquistano traguardi importanti? Oppure si può?

Paolo: La verità sta nel mezzo. Se siamo qua a domandarci se esiste o meno di certo non si è imposta, sta di fatto che ci sono i gruppi, c’è la qualità e le case discografiche hanno deciso di investirci. Vediamo un po’ come si evolve la cosa.

Farete delle date di supporto al disco oppure vi prodigherete per scriverne un altro subito?

Paolo: In contemporanea all’uscita del disco siamo stati in Europa di spalla a Cryptopsy/Cattle Decapitation/Decrepit Birth, abbiamo fatto un po’ di date in Italia e cercheremo di farne altre nei prossimi mesi. Certo, dipende dalle occasioni, tieni conto che ora che ti sto scrivendo mi hanno appena comunicato che una serata a Macerata è stata annullata perché il proprietario del locale ha la cacarella (true story)… Per l’uscita del nuovo ci stiamo lavorando, ci sono degli abbozzi e speriamo di entrare in studio prima possibile, senza passare attraverso infiniti eoni dove anche la morte può morire (cit.).

Siete di Roma, siamo vicinissimi visto che abito in provincia, se doveste descriverla ad un vostro fan straniero con un breve testo come gliela descrivereste? Io per esempio la descriverei come una città abusata, poco rispettata e sempre più invivibile.

Alessio: non sapevo cosa  rispondere e ho copiaincollato una risposta da yahoo answers, va bene lo stesso vero? “io ci vivo e devo dire che è FANTASTICA!!!! è piena di belle cose da vedere di certo la nn ti puoi stancare se ti piace l’archeologia o la storia puoi andare a vedere i musei, le chiese, il colonnato, il colosseo, l’ara pacis ecc…..oppure se ti piace lo shopping in via del corso oppure in via cola di rienzo ci sono dei bellissimi negozi..poi hanno aperto un bellissimo cinema in 4D al centro che è da provare….”

Paolo: Un breve testo è troppo impegnativo e renderebbe poco l’idea.. piuttosto gli mando una compilation con le più belle battute di Mario Brega sottotitolate.

Un romano celebre a cui vi sentite più legati?

Paolo: Credo che Alessio sia legato alla Sora Lella, c’ha pure un poster al bagno. Io invece preferisco Monicelli, adoro i suoi film e ovviamente c’ho un suo poster al bagno.

Io al bagno avrei optato per un poster di Michael Bay, in quanto lassativo naturale ma va be’…salutate i lettori di Rude Awake Metal come volete.

Paolo: Possiamo fare una chiusura in stile black metal del tempi d’oro? Si?

Allora scaricate pure i nostri album tanto noi scopriremo il vostro IP, daremo fuoco ai vostri villaggi, stupreremo le vostre donne e i vostri animali domestici (porcospini esclusi).

FOAD!

 

Eyeconoclast- Drones of the Awakening


Eyeconoclast-Drones-of-the-Awakening

  • Sarah: È incredibile! Come ha potuto rialzarsi quell’uomo dopo che tu lo hai…
    Kyle: Non è un uomo, è una macchina. Un Terminator. Modello Sistemi Cibernetici 1-0-1.
    Sarah: Una macchina? Come un robot?
    Kyle: Non un robot, un cyborg, organismo cibernetico.
    Sarah: No, perdeva sangue! […]
    Kyle: Ok, ascolta, i Terminator sono delle unità di infiltrazione, parte uomo, parte macchina. Sotto hanno uno chassis da combattimento in superlega controllato da un microprocessore totalmente blindato, fortissimo, ma al di fuori è un normale tessuto umano vivo. Carne, pelle, sangue, capelli, elaborati per i cyborg.
  • Sarah: Reese, perché me? Perché vuole me? (Terminator, James Cameron-1984)

Avevi sentito solo parlare degli Eyeconoclast anni fa da alcuni amici, ma non hai mai avuto l’occasione di ascoltare il loro disco d’esordio “Unassigned Death Chapter”, uscito nel 2008. Quindi non hai mai potuto sapere quanto valesse davvero il gruppo pur avendo sempre letto in giro dei pareri positivi. Oggi fortunatamente hai rimediato, e meno male, perchè ti stavi perdendo dell’ottimo Metallo.

Gli Eyeconoclast si affacciano sull’intasato mare di uscite odierno con il loro secondo album, pubblicato niente meno che su Prosthetic Records, un’etichetta che ne sa parecchio e che ad ascoltare ‘sto massacro ci ha visto giusto nel concedere fiducia agli incazzatissimi romani, i quali ringraziano sfasciando tutto con dei turbo-brani davvero dinamici e divertenti.

Prodotto con suoni caldissimi dal sapore analogico, “Drones of the Awakening” è una corsa sfrenata e goduriosa nel Death Metal fatto di tanta velocità, sonori schiaffi, assoli melodici e ficcanti,  un sound bastardo caro a band come The Crown, omaggiati anche con una fedele cover di “Executioner(Slayer of the Light)”. Un autentico terremoto “controllato” che scuote l’ascoltatore senza pietà, suonato a ritmi sempre veloci che non annoiano mai anche per merito delle intelligenti sfumature rochenrolle sottese tra un blast beat e l’altro. Il loro Metal è corroborato anche da modernismi cyber mai troppo invadenti, con riff  “meccanici” e qualche sample, una gustosa particolarità che aiuta il disco nel mantenersi interessante malgrado la scelta di insistere sempre su tempi veloci. Ogni brano infatti vive di luce propria, cattura l’attenzione e sprigiona energia da ogni nota, dimostrando il gusto del gruppo nel comporre miscelando la tecnica esecutiva all’approccio diretto stile “caracca in faccia”, per usare una tipica locuzione romanesca.

Ad ogni ascolto riechieggiano le parole di Reese in Terminator, quando spiega che non si può ragionare con un cyborg, puoi solo continuare a scappare o arrenderti e morire. Un concetto che calza, perchè tentare di fermare questi pazzi indiavolati non c’è proprio speranza, meglio arrendersi e farsi fare la festa a suon di Metallo!

Applausi.

Tracklist:

1. Proclaiming from Dead Dimensions
2. Rise of the Orgamechanism
3. Dawn of the Promethean Artilect
4. Anoxic Waters
5. Sharpening Our Blades on the Mainstream
6. Obsolesced
7. Hallucinating in Genetic Disarray
8. XXX – Manifest of Involution
9. Mother Genocidal Machine
10. Invoking Carnage (Racing Blind)
11. Executioner (Slayer of the Light) (THE CROWN cover)

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Rise of the Orgamechanism”

gg

Oh si scherzava sul “fare la festa” eh…