Cradle of Filth- The Manticore and other Horrors


Hai scoperto i COF piuttosto tardi, circa cinque anni fa più o meno, quindi li hai ascoltati quando il loro momento di fulgida gloria era diventato un ricordo del passato. Tra i vari “Nymphetamine” e “Thornography” la band aveva perso secondo i fan storici quella qualità unica di corroborare un sound “sinfonico” con massacranti partiture Black, ma il ritorno ad un livello più che buono era arrivato grazie a “Godspeed on Devil’s Thunder”, solido amalgama di influenze del passato segnato dall’ingresso del bravo Martin Skaroupka alla batteria a ridare vigore dopo l’abbandono di Adrian Erlandsson. Cioè mica uno qualunque.

Da quel disco e nella conferma del successivo, sembrava fatta per il dinamico duo Allender/Filth, il ritorno alla forma migliore, i dischi erano tornati ad essere interessanti e ricchi di spunti. Poi è venuto l’EP “Evermore Darkly”, un discutibile e non fondamentale capitolo che conteneva poca musica interessante, seguito dall’obbrobrio “Midnight in the Labyrinth”, una pallosissima raccolta di classici del gruppo massacrati da brutti arrangiamenti e sample orchestrali convincenti come la recitazione di Gabriel Garko. Quest”ultimo disco purtroppo non inverte la discesa verso la pallosità e la mancanza di mordente, i COF si perdono di nuovo tra canzoni troppo impersonali, comandate da un riffing Thrash troppo convenzionale e ammazzate senza pietà dalla solita vociaccia di Dani, uno che se canta roba brutta finisce per peggiorarla all’inverosimile, come appunto fa un attore scarso in un film mediocre. “Manticore…” soffre della pochezza delle composizioni, troppo piatte e scontate,  si fatica a ricordare i brani alla fine dell’ascolto, un ascolto interminabile per colpa della noia che vince a mani basse già a metà disco. L’unica canzone accettabile è “For Your Vulgar Delectation”, dove la melodia e il minimo sindacale di orchestrazioni sinfoniche(sempre finte chiaramente) danno un minimo di personalità ad una canzone che in altri contesti sarebbe stata scartata o buona per un EP.

Un disco noioso, ricco di brani fiacchi e senza guizzi che faranno la felicità dei moltissimi detrattori del gruppo.E sì, la copertina fa schifissimo, come se non bastasse…

Tracklist:

01 – “The Unveiling Of O“
02 – “The Abhorrent“
03 – “For Your Vulgar Delectation“
04 – “Illicitus“
05 – “Manticore“
06 – “Frost On Her Pillow“
07 – “Huge Onyx Wings Behind Despair“
08 – “Pallid Reflection“
09 – “Siding With The Titans“
10 – “Succumb To This“
11 – “Nighmares Of An Ether Drinker“
12 – “Death, The Great Adventure” (sono nella deluxe edition)
13 – “Sinfonia” (solo nella deluxe edition)

Voto:

L’assaggio del disco:”Frost on Her Pillow”

Per ovviare ai soliti problemi di altezza, stavolta Dani ha messo i trampoli a tutti, ovviamente regolati perchè i tre sembrino tutti alti uguale…

 

Cradle Of Filth- Evermore Darkly EP


L’ottimo “Darkly, Darkly Venus Aversa” è ancora fresco nelle deliziate orecchie di chi vi scrive, quando ecco la notizia di un nuovo ennesimo EP da parte della band Inglese.  Il gruppo di Dani Filth non lesina certo le uscite e non risparmia remix o nuove versioni delle proprie canzoni ed in questo “Evermore Darkly” non fa eccezione.

L’ultimo parto dei Cradle of Filth si compone di un CD e un DVD il che fa presagire tanta “ciccia” per gli amanti della band, ma…

Il CD:

Il contenuto del disco è assai deludente. Due inediti, uno dei quali è poco più di un intro orchestrale, delle versioni scarne di brani estratti da “Darkly, Darkly, Venus Aversa” , un VOMITEVOLE remix techno-trance di “Forgive me Father(I have sinned)” e l’interessante riproposizione completamente orchestrale di “Summer Dying Fast”, potente assaggio di futuri progetti in casa Filth. Praticamente è tutto qui…mi chiedo perchè piazzare quattro ottime bonus track nell’edizione limitata di “Darkly,” e poi pubblicare un EP con un solo pezzo inedito e tre tracce inutili. Nulla di realmente accattivante è contenuto in questo supporto ottico, una bruttura considerando la qualità che di solito i COF pongono nelle proprie uscite ufficiali. Per fortuna c’è

il DVD:

Nel DVD ci sono i contenuti più interessanti, come l’intera prestazione del gruppo  in Belgio, al Graspop Festival  di qualche mese fa. Ottimo live set, band in forma, suoni ed immagini di alto livello,  praticamente potrebbe passare per un DVD ufficiale. Anche la prestazione di Dani è di buon livello, considerando le critiche da sempre mosse al tappetto del Suffolk qui non ci su può affatto lamentare. Pesa invece l’assenza di Sarah Jezebel Deva, rimpiazzata dalla tastierista Caroline Campbell che in alcuni passaggi risulta forzata e fuori contesto(tipo in “Her ghost in the Fog” per capirci). Il DVD si completa con il documentario on the road che adesso gira chiunque , intitolato curiosamente “You Can’t Polish a Turd, But You Can Roll It in Glitter “, se non siete pratici con la lingua inglese, fatevi dare una mano da Google Translate, che nella sua abituale efficienza ve lo tradurrà così. Il documentario è godibile ma abbastanza inutile, sembra uno di quei DVD allegati alle Limited Edition che lasciano un po’ il tempo che trovano.  Ho visto prodotti migliori, con più musica suonata e realizzati in maniera più completa. Infatti non c’è un brano in presa diretta, ma le versioni in studio sovrapposte al mix di immagini del girato. Ultimo contenuto il videclip ufficiale di “Lilith Immaculate”.

L’artwork e il booklet sono davvero belli, opera di Nathalie Shau che ha già collaborato con la band su “Darkly…”.

EP abbastanza inutile, se non per i completisti ad ogni costo e gli amanti delle performance live su DVD.

Tracklist:

CD

01. Transmission From Hell
02. Thank Your Lucky Scars
03. Forgive Me Father (I Have Sinned) – Demo
04. Lilith Immaculate (Extended Length)
05. The Persecution Song – Demo
06. Forgive Me Father (I’m In A Trance)
07. The Spawn Of Love And War – Demo
08. Summer Dying Fast (‘Midnight In The Labyrinth’ Breadcrumb Trail)

DVD

– You Can’t Polish A Turd, But You Can Roll It In Glitter (Rockumentary)
– Graspop performance 2011:
01. Humana Inspired To Nightmare (Intro)
02. Heaven Torn Asunder
03. Honey And Sulphur
04. Lilith Immaculate
05. Her Ghost In The Fog
06. Nymphetamine
07. The Principle Of Evil Made Flesh
08. Ebony Dressed For Sunset
09. The Forest Whispers My Name
10. Cruelty Brought Thee Orchids
11. From The Cradle To Enslave
12. Summer Dying Fast (Orchestral Outro)
– Lilith Immaculate (Promo Video)

Voto:

La domanda che mi assilla quando guardo una foto dei COF è sempre la stessa: perchè Dani sembra sempre alto come gli altri, quando sappiamo tutti la verità? Come fa ad ottenere questo miracolo? Arditi fotoscioppamenti? Tatticissime posizioni vantaggiose davanti all'obiettivo? Rialzi per le scarpe da condono edilizio?

Cradle of Filth- Darkly, Darkly, Venus Aversa


Darkly-Darkly-Venus-Aversa“Darkly, Darkly, Venus Aversa” è un concept album che ruota intorno alla figura di Lilith, la prima moglie di Adamo, demonio  tentatore e antichissima divinità che ha attraversato le credenze e le religioni attraverso i secoli, e per ultimo personaggio molto caro alla band di Dani Filth.

Una storia davvero ben narrata,  con brani lugubri ed intensi, figli del sound rinvigorito di “Godspeed on the devil’s thunder”, brani che  sono la solida impalcatura sulla quale questo album si regge e convince. Il nano malefico Dani Filth canta come sempre con la sua stridula voce e se per molti è proprio lui l’ostacolo da superare per apprezzare i CoF, per altri è proprio la sua voce che caratterizza gli allucinati stati di erotico decadimento di un sound feroce, pieno di blast beat che non lasciano scampo, alternati a momenti di pura oscurità ed atmosfere gotiche. Martin Skaroupka devasta letteralmente la batteria conferendo ai brani un dinamismo ed una potenza invidiabili, davvero bravo sia sulle parti velocissime che su quelle più lente ed atmosferiche. Il brutale assalto viene impreziosito e compensato dalle tastiere della nuova entrata Ashley Ellyllon e dalle malate melodie chitarristiche del duo Allender/McIlroy. La carta vincente dei Filth è proprio questa: saper miscelare ferocia e tempi disumani del black, ad una cappa di oscurità e melodia coinvolgente.

Un ulteriore passo in avanti per gli Inglesi che a differenza di “un’altra band con la quale sono sempre stati messi a paragone dalla stampa ma che io non nominerò ma tanto sapete già quale” seguono una strada ben precisa, senza esitazioni riuscendo a proporre dei brani superlativi.

Curatissimo l’artwork, e un plauso particolare al booklet che accompagna il lettore/ascoltatore con immagini davvero evocative.

L’edizione limitata  vanta un bonus CD con quattro bonus track, più precisamente quattro brani che sono stati scritti per l’album, ma ritenuti non in linea con la narrazione del concept e proposti a parte. Questa è classe…

Tracklist:

1. “The Cult of Venus Aversa”   7:07
2. “One Foul Step from the Abyss”   4:53
3. “The Nun with the Astral Habit”   4:55
4. “Retreat of the Sacred Heart”   3:56
5. “The Persecution Song”   5:34
6. “Deceiving Eyes”   6:32
7. “Lilith Immaculate”   6:12
8. “The Spawn of Love and War”   6:19
9. “Harlot on a Pedestal”   5:09
10. “Forgive Me Father (I Have Sinned)”   4:33
11. “Beyond Eleventh Hour”   7:16

Bonus Limited edition:

  1. Beast of Extermination
  2. Truth and Agony
  3. Mistress from the sucking Pit
  4. Behind the Jagged Mountains

Voto:

Il brano più melodico del lotto, “Forgive Me Father(I Have Sinned).


COF_James-Sharrock_MG_4537

Dani:”Ah bella, lo sapevi che ‘na mela al giorno…”(la cazzata sulla mela serve a non farvi notare la smorfia di Mcilroy sulla sinistra…ecco ora non potete fare a meno di guardare)

Cradle of Filth -Darkly, Darkly, Venus Aversa- Artwork e prima canzone in streaming


L’artwork del prossimo album dei CoF in uscita il 1° Novembre non è niente male. Il successore dell’acclamato “Godspeed on Devil’s Thunder” si presenta benissimo,  la nuova “Lilith Immaculate” che potete ascoltare qui sotto ne è un ottimo antipasto: