Quel Rude Venerdì Metallico /45:E’ severamente vietato scattare fotografie o effettuare riprese.


Questo post scaturisce dalla foto allegata alla recensione di “The Electric Age” degli Overkill, un’immagine che sembra più vecchia dei suoi tredici anni effettivi. E sapere come è stata scattata oggi, quando anche le macchinette per il caffé hanno un obiettivo, fa sorridere. Lo scatto è stato effettuato con una terribile Kodak “usa e getta”, una di quelle macchine fotografiche che non potevano essere riutilizzate  una volta finito il rullino. Ai concerti si portavano perchè non avrebbero rischiato di rompersi, costavano poco e soprattutto non c’era altro a buon mercato. Non c’era nessun telefono o macchina digitale con sedicimila scatti, non si potevano fare video e tanto meno si poteva vedere subito cosa si stava scattando. Certe foto sembravano scattate nello spazio, tra lucette che affogavano in un nero impietoso e i testoni delle persone nelle file davanti illuminate dal ridicolo flash della “usaegetta”. Alcune band le riconoscevi solo dopo attenti esami accurati delle foto, altre non sai più chi siano oggi.

Il primo filmato fatto con un cellulare lo ricordi bene: un video di Gene Hoglan filmato dal tuo amico col suo allora avveniristico telefono munito di fotocamera. In realtà somiglia più ad un cubo rosa gigantesco dietro a dei cubetti neri che forse sembra suonare una batteria.

Da allora la tecnologia si è evoluta con una lentezza di un coniglio che si riproduce ed oggi si trovano fotocamere compattissime, cellulari dalla definizione esagerata a prezzi modesti.

Oggi è difficile non trovare tutto o quasi il concerto che si è visto la sera prima su Youtube, cosa che fa sempre piacere ma che è esasperante quando si è in mezzo a duemila schermi luminosi di altrettanti apparecchi che stanno riprendendo. A pensarci bene, a volte più che un in mezzo al pubblico di un concerto, sembra di trovarsi ad una conferenza stampa.

E non è necessariamente un male, non vuoi fare il vecchio nostalgico del passato (“ai miei tempi si scattava tutto al volo, con la pellicola! Si stava meglio quando si stava meglio!”), ben vengano le possibilità illimitate di oggi, purché non si esageri. Stare tutto il concerto a guardare un quadratino luminoso stando ben attenti a non tremare non è un cosa buona…

Ci leggiamo domani per la quinta recensione del sabato.

Per chi non ci sarà, buon week-end!