Quel Rude Venerdì Metallico /118: Chuck Schuldiner: loro ci hanno suonato insieme. Oggi che fanno?


Ogni 13 Dicembre non puoi fare a meno di commemorare Chuck Schuldiner, scomparso nel lontano 2001. In passato hai scritto e realizzato numerosi speciali per rendergli omaggio, oggi lo ricordi non parlando di lui direttamente, ma andando a vedere cosa è successo ai musicisti con i quali ha suonato insieme. Si sa che Schuldiner aveva ben chiaro il percorso e le scelte da fare per la sua band e non si tirava indietro quando sentiva il bisogno di sostituire qualche membro del gruppo, quindi anche limitando la panoramica alle formazioni ufficiali di ogni album dei Death/Control Denied, ci si ritrova con un bel numero di musicisti.

E andiamo a vedere cosa fanno oggi gli ex-Death…

Chris Reifert:

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Ha suonato la batteria sull’esordio “Scream Bloody Gore”, il gruppo era formato solo da lui e Chuck che suonava tutti gli altri strumenti. Lasciata la band fondò gli Autopsy, donando al mondo del Death Metal delle perle di marciume indimenticabili. E’ ancora dietro le pelli (e canta anche) con gli Autopsy.

Rick Rozz

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Il buon Frederick DeLillo ha suonato a lungo con Chuck sia in “Leprosy” che nei Mantas, gruppo in cui Chuck ha mosso i primi passi. Dopo la cacciata non proprio amichevole dal gruppo, Rozz fondò i Massacre, band dalla corrente alternata e dalle fortune incerte. Oltre ai Massacre ha inciso un solista di cui non sai nulla e poco altro…

Bill Andrews

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Ore di ricerche non hanno portato a nulla, Bill Andrews  è fermo da anni. Dopo aver suonato insieme a Rozz nei Massacre, non ha fatto altro se non un brevissima collaborazione con una band giapponese chiamata Metalucifer. Si sa solo che vive in Giappone…

Terry Butler

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Nomen Omen per Butler, doveva suonare il basso per forza con quel cognome. Dopo aver suonato su “Spiritual Healing” fu allontanato dopo il relativo tour. Ha fatto parte dei Massacre insieme a Rozz ed Andrews, finchè non li ha lasciati del tutto per dedicarsi ai Six Feet Under di Barnes  fino al 2011. Oggi fa parte degli Obituary e dei Denial Fiend, band formata nel 2006 da ex-membri di The Accused,  D.R.I. e Massacre.

James Murphy

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Su James Murphy c’è da scrivere un enciclopedia tra band di culto e gruppi conosciuti nei quali ha militato o dato il suo contributo, con i Death ha suonato su “Spiritual Healing” per poi venire allontanato. Negli anni ha fatto parte di numerosissimi gruppi tra cui Obituary, Testament, Discarnate, Konkhra, ha inoltre pubblicato due dischi solisti dove sfoga il suo chitarrismo micidiale. Ha dovuto combattere con un un tumore al cervello, fortunatamente sconfitto.  Oggi è un produttore e continua le sue collaborazioni a pioggia. Insomma si è dato da fare…

Sean Reinert

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Batterista eccellente, ha lasciato un’impronta indelebile nel disco “Human” unica apparizione con i Death mentre era già impegnato con i Cynic (e come lui Masvidal). Oltre ai Cynic ha collaborato con numerosi gruppi e partecipa al tuttora in corso tour di beneficenza “Death to All”, dove viene riproposta la musica dei Death da ex-membri del gruppo. Reinert ha intrapreso anche un percorso di successo come compositore di jingle e sigle per la TV.

Paul Masvidal

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Paul Masvidal condivide con Reinert gran parte della carriera. Insieme nei Cynic, nei Death su “Human” e nella redditizia professione di compositore per la TV. Masvidal è anche un inventore ed ha brevettato un macchinario per assistere persone con problemi alla voce. Anche lui partecipa al tour di beneficenza Death to  All  (d’ora in poi DTA)e continua a suonare quella chitarrina orribile nei Cynic.

Steve Di Giorgio

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Di Giorgio è uno dei pochi che è rimasto per più di un disco nella formazione dei Death, su “Human” e su “Individual Thought Patterns”. Il suo stile personalissimo ed innovativo ha caratterizzato tutti i sei miliardi di gruppi di cui ha fatto parte o solo collaborato, dai Sadus ai Testament. Oggi suona in pianta stabile con almeno cinque sei band tra cui  i Charred Walls of the Damned , con Richard Christy e Tim Owens,  gli Anatomy of I ed i Sadus. Anche lui sta partecipando al DTA.

Andy LaRoque

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Conosciutissimo per il suo lavoro insieme a King Diamond, LaRoque ha suonato su “Individual…” solo in studio, durante il successivo tour fu sostituito da Ralph Santolla.  Il geniale Andy è ancora insieme al Re del Falsetto e si diletta anche nella produzione di dischi.

Gene Hoglan

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Per Hoglan vale il discorso di DiGiorgio, quante e quante band hanno avuto la fortuna di averlo dietro le pelli? Una marea e nominare solo le più importanti porterebbe via un sacco di tempo. Ha suonato su “Individual” e “Symbolic”. Oggi milita con grande convinzione nei Testament e ed è dimagrito moltissimo, roba da non crederci. Partecipa anche al DTA.

Kelly Conlon

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Ha suonato con Chuck su “Symbolic” sgommando meno di DiGiorgio ma offrendo comunque un’ottima performance. Nel 1995 lascia i Death ed entra nei Monstrosity, l’ex band di George “Collo” Fisher, fino al 1999. Oggi è tornato nel gruppo e collabora con altri cinque band tra cui la Black Metal bands Ameregana dei Pessimist.

Bobby Koelble

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Offre i suoi servizi su “Symbolic”  e resta nel gruppo giusto un anno. Oggi è un musicista jazz anche se non ha disdegnato qualche collaborazione con gruppi Metalli come i Finlandesi Hateform.

Richard Christy

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Sostituisce il defezionario Chris Williams(RIP) durante il periodo in cui i Death erano pronti a tornare dopo una pausa. Chuck era indeciso sulla direzione da prendere, tentato dal Power e dal Metal classico. Christy rimarrà dietro i tamburi in ogni progetto di Schuldiner da quel momento in poi. Ha suonato su “The Sound of Perseverance” e sull’unico disco dei Control Denied. Nel 2004 è entrato a far parte dello show di Howard Stern, ma non abbandona l’attività con altri gruppi. Oggi suona con i suoi Charred Walls of the Damned, con la band di Death Metal “Monument of Bones” ed  in alcune collaborazioni “minori”.

Scott Clendenin

Nei Death per "The Sound of Perseverance", Mr. Clendenin non ha avuto più occasione di suonare con nessun'altra band. Oggi non collabora o fa parte di alcuna band, se fanno eccezione alcune date del DTA.

Nei Death per “The Sound of Perseverance”, Mr. Clendenin non ha avuto più occasione di suonare con nessun’altra band. Oggi non collabora o fa parte di alcun gruppo, fanno eccezione alcune date del DTA.

Shannon Hamm

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Chitarrista perfetto per Chuck, suonava senza manie di protagonismo, Hamm ha militato nei Death e nei Control Denied  suonando su “The Sound…” e su “The Fragile Art..”. Scomparso Chuck, Hamm si dedica ai Beyond Unknown nei quali canta e suona il basso. Il gruppo non inciderà nulla a causa della morte del batterista Chris Williams, il quale militò brevemente nei Death prima dell’ingresso di Christy. Nel 2009 fu colpito da infarto e fu costretto a ridurre l’attività live. Ha suonato come turnista negli Order of the Ennead, la band di Steve Asheim dei Deicide, e partecipa al DTA.

Chuck ha suonato con moltissimi altri, sia nei Death che con altri gruppi, per esempio con il succitato Ralph Santolla, con Eric Brecht dei D.R.I., con Dave Lombardo, ma questo post non vuol essere un’enciclopedia definitiva, quanto dare un’occhiata a cosa fanno quelle persone che hanno messo la firma su dei dischi dei Death.

Per commemorare ulteriormente Chuck, saluti con un video:

Chuck, un nuovo triste anniversario e le ristampe dei Death.


Il 13 Dicembre di undici anni fa, se ne andava uno dei più geniali, innovativi ed intelligenti Musicisti che il Metallo abbia mai avuto: Chuck Schuldiner. Quando guardi le vecchie foto di Chuck, da quelle più conosciute a quelle più oscure e sgranate, non fai che domandarti come sarebbe adesso il suo Metallo, cosa suonerebbe e con chi. La sua cavalcata evolutiva si è fermata in un momento in cui il suo Death Metal si era ormai da tempo trasformato in qualcos’altro, una proposta così personale ed unica che fatica a trovare una stupida etichetta di genere. Un sound debitore del migliore Metal degli anni 80 eppure proiettato al futuro, tra melodie affascinanti e canzoni pesantissime anche dal punto di vista dei testi, un aspetto mai da trascurare quando si parla della carriera di Chuck. Ad undici anni dalla sua scomparsa il ricordo è vivo e bruciante di ineffabile rassegnazione.

E’ importante che il suo Metallo non vada liquidato con due ascolti distratti da chi non c’era e si affaccia oggi al lascito di Chuck, tra feroci download e giudizi lapidari sciorinati con leggerezza, ecco perchè forse le ristampe della Relapse  tanto da biasimare non sono. E’ sicuramente ovvio che debbano tirarci fuori dei soldi, ditemi chi è che produce musica sperando di rimetterci, ma è una mossa che serve a mantenere vivo il ricordo e a stimolare chi non lo conosce a farlo. Non sai dire se è giusto o meno toccare tutti i master e ripulirli, in fondo molti dischi erano perfetti già al momento dell’uscita e non c’era bisogno di toccare nulla. Tu ne hai prese tre di queste ristampe “Human”, “Individual Thought Patterns” e”The Sound of Perseverance”, forse ipnotizzato dall’illusione di acquistare qualcosa di nuovo con il logo dei Death.

La ristampa migliore come “restauro” è “Human”, un suono rinnovato che  finalmente rende il basso di DiGiorgio udibile, le altre due sono pleonastiche, ovvero se ne può fare a meno. Anche se ci sono dei dischi bonus che rendono l’acquisto appetibile, se possedete gli originali potete fare economia o prendere altro.

deathbymetal_std_362La raccolta delle registrazioni dei Mantas, il progetto che precede i Death, è una chicca semi-inascoltabile di registrazioni casalinghe  che sinceramente hai ascoltato solo un paio di volte. Ma forse era giusto pubblicare anche queste piccole testimonianze di un imberbe Chuck che riversava la sua furia ancora poco consapevole di quello che stava facendo, se vi capita ascoltatelo, può essere interessante.

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Sinceramente non hai nemmeno considerato di prendere la raccolta di live “Vivus!” ma solo perchè hai già tutto il materiale, comprato al momento dell’uscita, ma per chiudere il discorso “Relapse” non senti affatto rabbia o disappunto per il lavoro che l’etichetta ha fatto, di concerto con la famiglia Schuldiner.

In fondo la pensi come Chuck:”Support Music, not rumors!”

Una chicca trovata sul Tubo: un intero concerto dal tour di “Individual Thought Patterns”.

Lo scorso anno hai dedicato una settimana speciale al triste decennale della sua scomparsa. Per recuperarlo cliccate sul link qui sotto:

Chuck Schuldiner 1967-2001

Quel Rude Venerdì Metallico /32: Chuck Schuldiner 1967-2001


Il giorno in cui sei venuto sapere non te lo puoi dimenticare, leggevi la sezione delle news di Metal Hammer comprato di fresco e poi BAM! La notizia che Chuck non ce l’aveva fatta ti aveva colpito in pieno viso, un colpo durissimo che faceva ancora più male, poichè  il mese prima si leggeva di un netto miglioramento ed un uscita dalla fase critica della malattia. E invece no…

Sembra preistorico parlare di notizie ed aggiornamenti distanti un mese l’uno dall’altro, ma nei primi anni 2000 Internet era diffuso come la Coca Cola all’amarena oggi, almeno dalle tue parti immerse nel verde della campagna. A dire il vero nemmeno i tuoi amici “cittadini” erano forniti di PC ed Internet, anzi ricordi come fosti tu a diffondere la triste nuova tramite lapidari sms.

Il lascito  di Chuck non è esteso quanto vorremmo tutti, ma è talmente intriso di genio ed unicità che forse va bene così. Sarebbe stato interessante scoprire ancora la nuova dimensione del suo modo di comporre, la consapevolezza che un nuovo percorso ricco di stimoli si era aperto ancora una volta. Quei Control Denied che rappresentano il suo testamento musicale, segnati da testi incredibili e quasi profetici, rimangono l’apice di una carriera finita tragicamente e troppo presto.

Ed eccoti qui dopo dieci anni a scriverci sopra, a scavare con la memoria riportando alla mente sensazioni mai sopite anzi vive più che mai. Perchè sono passati dieci anni, ma la sensazione di vuoto è ancora forte.

E riempire il vuoto con le parole è inutile, meglio lasciar fare alla musica…

Death- Scream Bloody Gore Live 1987

Death- Spritual Healing Live 1990

Death- Zombie Ritual Live 1991

Death- 1000 Eyes Live 1995 (a Milano)

Death- The Philosopher Live 1998

Il mio personale omaggio a Chuck...

Death- The Sound of Perseverance (Relapse reissue)


“Acid the tears of remorse/Flow in vain/Too late for regrets,save it/For the next ill-fated game” (Death-A story to tell)

L’ultimo capitolo di una discografia invidiabile, specchio della geniale visione di un uomo sempre alla ricerca della perfezione. Il Death Metal massacrante e senza compromessi degli esordi è diventato nel corso degli anni una raffinata commistione di Metallo intelligente, melodico, ricco di parti progressive e tanta, ma proprio tanta, tecnica. Il cantato di Chuck si è trasformato dal potente e cavernoso growl in uno scream lacerante  ancora più espressivo. Si viene sommersi da sentimenti ed emozioni contrastanti ascoltando questo classico che pone il suggello alla carriera dei Death. Ora toccante, ora elettrizzante ed energico,  il lavoro più ambizioso dei Death non lascia scampo.

Lo stupefacente cammino evolutivo di Schuldiner trova la sua realizzazione in un album complesso eppure facilmente fruibile dall’ascoltatore, grazie all’indubbia capacità di emozionare senza l’incartamento di note inutili. Basta ascoltare il devastante incedere di  “Story to tell”, melodica e potente, segnata dalle liriche sempre intrise di un significato profondo, imbevute da una ricerca filosofica tutt’altro che banalizzata. Un pezzo che potrebbe essere il migliore dell’album se non ce ne fossero altri otto altrettanto validi:”Flesh and the Power it Holds” con le accelerazioni micidiali e il bellissimo assolo a metà pezzo, oppure la struggente “Voice of the Soul” canzone strumentale dove la chitarra di Chuck si sdoppia, si fa in tre addirittura, toccando l’anima senza bisogno di un testo. La canzone più usata per commemorare la memoria del genio ameregano, almeno da te. Nel conteggio dei brani si distingue anche la cover di “Painkiller”, uno dei pezzi imprescindibili per ogni Metallaro, suonata con stile personale fedele all’originale e con una prestazione vocale alla Halford da parte di Schuldiner davvero encomiabile.

Il drumming tecnico di Richard Christy, la chitarra si Shannon Hamm ed il basso di Scott Clendenin sono il segno dell’ennesimo cambio di formazione che i Death manifestarono dopo il precedente “Symbolic”, grandi musicisti che affiancano il genio schuldineriano e si ritagliano un posto nella storia del Metallo, uno di quelli migliori.

La ristampa della Relapse aggiunge  poco o niente al disco originale in termini di suono e di materiali inediti, ma permetterà di recuperare questo capolavoro a chi era troppo giovane per conoscere e chi colpevolmente ha ignorato questa opera fondamentale.

Tracklist:

Disco 1:
1. Scavenger Of Human Sorrow
2. Bite The Pain
3. Spirit Crusher
4. Story To Tell
5. Flesh And The Power It Holds
6. Voice Of The Soul
7. To Forgive Is To Suffer
8. A Moment Of Clarity
9. Painkiller

Disco 2:
1. Spirit Crusher – 1998 Demos (No Bass)
2. Flesh And The Power It Holds – 1998 Demos (No Bass)
3. Voice Of The Soul – 1998 Demos (No Bass)
4. Bite The Pain – 1998 Demos
5. A Moment Of Clarity – 1998 Demos
6. Story To Tell – 1998 Demos
7. Scavenger Of Human Sorrow – 1998 Demos
8. Bite The Pain – 1997 Demos
9. Story To Tell – 1997 Demos
10. A Moment Of Clarity – 1997 Demos

Voto:

La ristampa presenta un artwork rivisto e corretto dall’artista che realizzò l’originale, Travis Smith.

I due artwork a confronto: in alto la versione originale uscita nel 1998 che mi onoro di possedere e la versione aggiornata della ristampa.

Questa è una pubblicità del 1998 apparsa sulla quarta di copertina di un Metal Hammer di quegli anni, ritagliata ed appesa come poster sul muro da allora.