Tutti gli Album del 2014 che non sono stati recensiti su R.A.M. -parte 3-


Terza parte dedicata ai recuperoni del 2014. A fine lista ho aggiunto delle menzioni speciali per snellire la lunga lista, eppure ho bisogno di una quarta parte per scrivere di tutti i dischi di cui volevo parlarvi. Partiamo subito, che c’è un mare di roba.

 Destrage- Are You Kidding me?

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Disco strepitoso che sfugge ogni categoria ed è qualcosa di folle ed originale come pochi oggi. Non lo ascolto molto spesso, ma a qualcuno di voi piacerà un casino.

Pentacoli Figati:4

Dragonforce-Maximum Overload

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Non paghi di aver azzeccato un disco finalmente, ripetono l’exploit con un Power ragionato senza forzature iper-speed che comunque non mancano. Bravi bravi

Pentacoli figati:3 e mezzo!

 

Enthroned- Sovereigns

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Gran pezzo di album. Black Metal al suo meglio, non perdetelo

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Epica- The Quantum Enigma

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Solito disco degli Epica, niente di più niente di meno. Se per voi è un pregio, tanto meglio.

Pentacoli figati:2 e mezzo!

Evergrey- Hymns for the Broken

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Prog di grande classe, una ricchezza e una compattezza da far paura. Maestoso senza essere palloso…

Pentacoli figati:4

Goatwhore- Constricting the rage of the Merciless

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Massacranti, ignoranti, puri. E’ difficile suonare canzoni Death così gagliarde con così poco…

Pentacoli figati: 4

Holy Moses-Redefined Mayhem

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Sabina Classen e i suoi pard ci regalano l’ennesima mazzata. Thrashone dal cuore che batte

Pentacoli figati:3 

Hyperial- Blood and Dust

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Metallo modernista dalle grandi idee. Provateli se amate il genere “meccanicofiarfactoro”

Pentacoli figati:3

Iskald- Nedom og Nord

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Black Metal melodico in questo disco davvero riuscito. Una piccola chiccha davvero

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Job for a Cowboy- Sun Eater

fff

Cambiano di nuovo pelle i JFC, il loro Death Metal furioso rallenta, si fa sgommone. L’ascolto dell’album è in primo tempo difficile, ma con un po’ di pazienza non potrete non apprezzare questo lavoro

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Kampfar- Djevelmakt

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Vichinghi alla riscossa! Black Metal battagliero energico come pochi. Entrate nel loro vortice, sarà dura uscirne

Pentacoli figati:3 e mezzo!

LucyFire- Svn Eater

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Inglesissimi, nerissimi. Black Metal intenso, permeato da una sottile influenza del Death che fu. interessante anzicheno.

Pentacoli figati: 3

Mastodon- Once More ‘round the Sun

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Ennesima perla. Dai che altro volete sapere, sono i Mastodon!

Pentacoli Figati:4

Mekong Delta- In a mirror Darkly

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Ritornano i mitici Mekong Delta, portatori di Thrash tecnicissimo, mai troppo lodati. Questo ritorno è meno ruvido rispetto al passato, eppure il tocco nel confezionare brani mai banali rimane.

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Mike Lepond’s Silent Assassins

In attesa del ritorno dei Symphony X, il bassista Mr. Lepond si diletta con un progetto solista improntato sul classico US Speed Metal. Niente male, ma se avete altre spese da fare, non vi perdete nulla a lasciarlo dov'è.

In attesa del ritorno dei Symphony X, il bassista Mr. Lepond si diletta con un progetto solista improntato sul classico US Speed Metal. Niente male, ma se avete altre spese da fare, non vi perdete nulla a lasciarlo dov’è.

Pentacoli figati:3

Morbus Chron-Sweven

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Giovani che suonano Old School Death Metal. A prescindere dalle vostre idee sulla moda dell’old school, questo è un disco che funziona ed intriga. Ascoltatelo, nostalgici e non.

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Ne Obliviscaris- Citadel

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Perchè spremersi le meningi per descrivere un disco con categorie assurde? Ascoltatelo e godetene a piene orecchie, genio puro.

Pentacoli figati:4 e mezzo!

Menzioni in breve (PF=pentacoli figati):

Devilment-The  Great and secret show: Dani Filth e un disco mediocre. Se ve la sentite… PF:2
Devil You Know-The Beauty of Destruction:Howard Jones e il suo nuovo gruppo. Metallo moderno niente male. PF:3
Divahar-Divarise:Ragazzotte armene che suonano un Black Metal alla Cradle of filth. Gustoso senza picchi. PF:2 e mezzo!
Eldritch-Tasting the Tears: ascoltato troppo poco per darvi un giudizio. SV
Fallujah- The Flesh Prevails: Death Metal potente, ma davvero particolare. Ascoltatelo con brio. PF:3 e mezzo!
Hammerfall-(r)evolution:la merda. Veramente. PF:1
Hatriot-Dawn of New Centurion: Tharsh old schoolYaaaaawn!! PF:2
Incantation-Dirges of Elyzium: Incantation, what else? PF:3
King of Asgard-Karg: Epici, deliziosi e vichinghi. PF:3
Mayan-Antagonise:Formalmente perfetto mortalmente noioso. Dal chitarrista degli Epica… PF:2
Meshuggah- The Ophidian Trek: Live dei Meshuggah, consigliabile a chi sviene ad ogni loro nota. PF:3
Noveria-Risen: La via italiana ai Symphony X. Paragoni a parte, davvero bravi. PF:3
Opeth-Pale Communion: prog rock fatto come lo facevamo noi italiani, ma peggio e con qualche decennio di ritardo. E una tonnellata di noia in più! PF:2

Exodus- Blood In Blood Out


408800La storia recente degli Exodus è stata caratterizzata da album lunghissimi, durissimi e non proprio riuscitissimi. Il problema sembrava imputabile alla voce non all’altezza di Rob Dukes, ma quando nel corso degli anni in formazione con il gruppo ha migliorato e di parecchio le sue performance, rimaneva quel senso di incompletezza tipico degli album carini ma poco più. I problemi non era il solo Dukes, in realtà l’afflizione maggiore per gli album del dopo Zetro era l’eccessiva lunghezza dei pezzi, la durezza di un suono piatto come i pattern che Tom Hunting buttava giù in quelle interminabili maratone. E ora che a Dukes è stata inoculata la “cura Ripper” è tutto risolto? Ah non sapete cosa sia la “cura Ripper”? Ma ve la spiego io in due righe: dunque, dicesi “cura Ripper” la sostituzione di un cantante con quello che aveva sostituito, si licenzia su due piedi chi aveva portato avanti la baracca tra insulti, applausi e scetticismo costante per riportare a casa l’affidabile e sicura voce di un tempo.

Dukes ha fatto posto a Zetro, uscito qualche anno fa tra le schioppettate esplose tra lui e gli Exodus e ora di nuovo dietro quel microfono al suono di “Scurdammoc’ o passat’, simme da Bay Area Paisàààà!”, una pratica che ormai non fa più notizia, soprattutto se chi rientra è mille volte meglio del suo sostituto.

Tornando al quesito posto qui sopra, è tornato tutto al suo posto con il rientro di Zetro? Ad ascoltare l’album sembra che il gruppo abbia capito cosa ci voleva davvero per fare un disco come si deve: ritornare a pestare Thrash tradizionale, cercando più varietà nel songwriting. Non so se sia l’effetto nostalgia della voce, ma le canzoni hanno molto, ma molto, più mordente dei serpentoni pesantissimi propinati sui due dischi precedenPentacle_top albumti, eppure viaggiano quasi tutte tra i cinque-sei minuti di durata. Sono tirate, tradizionali e suonano Exodus al 100%, con Holt che si scorda di essere ormai membro permanente degli Slayer per fare quello che fa da una vita: bei riffoni Thrash con assoli fischianti. Zetro ringhia come sempre, ma a differenza dei barbosi dischi manieristi degli Hatriot, qui ha una band che lo aiuta a costruire pezzi dinamici e cazzuti, dove può sfogarsi a dovere. Persino Hunting suona finalmente pattern leggermente diversi tra loro, non sarà diventato Lombardo, ma se non altro non sembra una drum machine.

La soluzione per gli Exodus era dunque semplice, tornare al passato e concentrarsi solo sullo scrivere bei pezzi senza cercare di trasformarsi in qualcos’altro. Il bello è che ci sono riusciti, nonostante non me l’aspettassi neanche un po’…

Tracklist:

01: Black 13
02: Blood In, Blood Out
03: Collateral Damage
04: Salt The Wound
05: Body Harvest
06: BTK
07: Wrapped In The Arms Of Rage
08: My Last Nerve
09: Numb
10: Honor Killings
11: Food For The Worms

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:la title track

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“Siamo contenti di essere tornati inZetro”

Death Angel- The Dream calls for Blood


death-angelIl primo impatto con i dischi dei Death Angel post- reunion è sempre lo stesso: “va che botta! Grandi, come spaccano!”.  Non fa assolutamente eccezione questo “The Dream calls for Blood”, viulentissimo album ricolmo di Thrashone classico e iper prodotto, un lavoro che si lascia ascoltare ma passa via in fretta senza lasciare troppo soddisfatto l’ascoltatore. Il gruppo viaggia ed è sempre un bel sentire, tra la voce di Osegueda e le accelerate in quarta aggressivissime, ma sono finiti i tempi della pazzia, le intuizioni fuori dagli schemi che cinque filippini adolescenti riuscirono a creare con i primi due dischi:  oggi si carica a testa bassa e senza tanti complimenti.

E a lungo andare ci si annoia, perchè l’approccio da carri armati è difficile da mantenere senza un buon songwriting e delle canzoni davvero interessanti. I Death Angel di oggi peccano proprio in questo, appiattiti su strutture che conoscono anche i milioni di gruppi revivalisti Thrash, anzi per quanto incredibile sia, ce ne sono alcuni che fanno cose più interessanti di loro. E sembra davvero assurdo scrivere queste parole per un gruppo che fu così originale ed imprevedibile, ma così è…

Non emerge neanche un pezzo e la copertina è identica al disco precedente, ma più bella. Al contrario delle canzoni, identiche ma peggiori.

Dopo pochi ascolti passerete ad altro, magari a “The Ultra-Violence” o ancora meglio a “Frolic Through the Park”.

Tracklist:

01. Left For Dead
02. Son Of The Morning
03. Fallen
04. The Dream Calls For Blood
05. Succubus
06. Execution – Don’t Save Me
07. Caster Of Shame
08. Detonate
09. Empty
10. Territorial Instinct / Bloodlust

Voto:2stellee mezzo!

L’assaggio del disco, la title track:

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La faccia che più si avvicina al disco? Provate ad indovinare…

 

 

Children of Bodom- Halo of Blood


370637Strani tipi i Children of Bodom, partiti giovanissimi con la piccola Spinefarm Rec. hanno conquistato un posto nella Nuclear Blast, etichetta arrembante che alla fine degli anni 90 si stava attrezzando per diventare il “mostro” che è oggi. Odorato il successo però, i regazzotti Finlandesi hanno perso sempre di più il loro tocco e la capacità, allora così peculiare, di unire partiture Power alla ferocia del Death Metal. Sempre più confusi nella ricerca di un diverso sound per contrastare l’inesorabile declino della moda Power, si sono infognati in album sempre più brutti e noiosi fino al gradino più basso della loro involuzione, il precedente “Relentless Reckless Forever”, disco orripilante che aveva definitivamente estinto l’ultima goccia di speranza per questo gruppo.

E invece, “Halo of Blood” giunge festoso ad annunciare che i COB non sono morti e sepolti ma che ancora possono dire qualcosa. Un chiaro abbandono delle contorsioni groove favorisce un ritorno ad un sound più classico e riconducibile agli esordi della band, soprattutto del periodo “Follow the Reaper”, il terzo album che cominciava già a mostrare evidenti magagne. In effetti “Halo…” è un buon disco che tenta di ricostruire una carriera buttata via troppo in fretta alla ricerca di proseliti facili, ma non è affatto un ritorno per cui eccitarsi troppo. Si avverte la voglia di tornare a capirci qualcosa, affidandosi ad un songwriting familiare e a formule ben battute, evitando qualsiasi esperimento o deviazione dalla formula che un tempo funzionava così bene. E’ un peccato constatare che non si va oltre il ripescaggio, come se il gruppo avesse deciso di ripartire da zero, dimenticando tutto il cammino fatto finora e rifugiandosi nel passato così consolante e sicuro.

In parte funziona, ci si diverte con molti brani e si sbadiglia un po’ con altri, davvero troppo simili ad altri pezzi della loro discografia, l’orecchio più allenato al gruppo ne noterà parecchi, rendendo l’ascolto meno eccitante e assai più prevedibile.

Un buon ritorno per un gruppo dato per spacciato che risolleva la testa, come un pugile che si rialza dopo un KO: è ancora intontito dagli schiaffi che ha preso, non sa dove si trova o cosa fare, ma è ancora vivo e gli basta. Poi si vedrà…

Tracklist:

1.Waste Of Skin
2.Halo Of Blood
3.Scream For Silence
4.Transference
5.Bodom Blue Moon (The Second Coming)
6.Your Days Are Numbered
7.Dead Man’s Hand On You
8.Damaged Beyond Repair
9.All Twisted
10.One Bottle And A Knee Deep

Voto:2stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Tranference”

 

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Ogni volta che una band fa una foto come questa, un ingegnere di Fotoscioppe muore