The Gallery CCLI


In piena ripresa dell’attività, giungiamo ad inaugurare un nuovo ampliamento. La numerazione ormai è simile ad un acronimo di qualche apparato ministeriale, le opere invece sono sempre di altissimo valore e vi invitiamo a visionarle con la solita cautela e gran trasporto. Prego amici, da questa parte.

 1.Intento non raggiunto

Un Cavaliere ha appena indossato la nuova armatura, pensata e realizzata per instillare terrore puro nel nemico. Pare che invece sia più adatta a ricevere carezze e domande del tipo:”ma il mantello intorno si può lavare con la liscivia?”

2.Grim Goal

Feroci, arrabbiati, esultanti dopo un goal del centravanti “Hell Pibe De Oro”, bandiera della nazionale cantanti Blackster. Lo sfondo è ben più evocativo di quanto le immagini appiccicate sopra lo facciano sembrare. 

3.Influenze fiamminghe

Tracce di Bosch, influenze della pittura fiamminga e tanta distorta anatomia per ottenere l’effetto “follia disturbante”. Intento riuscito a metà, preso in pieno invece l’effetto ilare.

4.Royal elegance

Un re severo ma giusto, tratta i i sudditi con i guanti  e tiene la spada verticale. Un esempio da seguire anche per il suo look così morbido.

“Ahahahahah!! Tacci tua che orrendevole mise”

5.Pentito?

La mamma ha mandato il giovane ribelle a fare la spesa dal macellaio e il cretino ha pensato bene di spalmarsi il fegato sulla maglietta per farle uno scherzo. La visione delle pene corporali a cui verrà sottoposto gli hanno causato un pentimento sincero, ma nulla lo salverà ormai dalla furia materna.

 

 

Eccoci giungere con allegria presso gli spazi creati appositamente per esporre le opere donate dai nostri Gallerysti Onorari. Li ringraziamo partendo da Todd, un allegro saluto per te.

6. Messaggio dall’Aldilà

Il fantasma di George Michael ci indica: un augurio o un avvertimento?

7.Retaliation

La band sta punendo il promoter duramente: non ha fatto trovare loro  una struttura adatta ad esibirsi. Palco piccolo, camerini senza buffet e puzza di chiuso ovunque. Il giorno dopo questa violenza, la band ha anche postato sui social messaggi ingiuriosi verso il Paese dove il promoter aveva organizzato l’evento.

 

8.Capolavoro

Capolavoro vero, a cavallo tra  Ciprì e Maresco, Tarantino e Jimmy il Fenomeno. Le influenze neorealiste poi, si sprecano.

Chiude con baldanza Giuseppe Moretti, anche per lui ringraziamenti e un saluto in allegria.

9.Campagna

Altro che sigaretta elettronica, per smettere di fumare niente di meglio una campagna di sensibilizzazione durissima e scioccante. Soprattutto quando non se ne capisce il vero senso.

 

10.Vendetta plasticosa

“Prostratevi maledetti Lego! Finalmente i Playmobil avranno la loro vendetta perchè io, la divinità degli Antichi Kostruzionis (popolazione residente circa 5000 anni fa nella zona dell’odierno Messico ndr.) sono risorta per vendicare i pupazzi bistrattati e maltrattati da quei nani sempre sorridenti!”

 

11.Campagna 2

Ancora campagne “sciocche” e provocatorie. “Non abusare mai del chirurgo, che poi non ti rimane niente da espiantare e muori.”

12.Scarti pietistici 

Questa doveva essere un’opera per la biografia di Alex Zanardi, scartata dallo stesso perchè ritenuta troppo lacrimevole. Sullo sfondo in effetti si anche esagerato col pietismo, rappresentando un nugolo di angeli che sta precipitando in massa verso lo stesso destino di quello in primo piano.

13.Una visione non d’insieme

Il luogo comune della “sora bona” rivive parzialmente in quest’opera che mostra chiaramente che l’artista abbia osservato con più attenzione le protesi della modella che la sua anatomia.

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

Archivi Metallari 7:Grind Zone 1/97 Febbraio/Marzo


Si riaprono le porte del passato finalmente! Oggi torniamo al 1997, epoca in cui stavano per esplodere  gruppi come Dimmu Borgir e Cradle of Filth,  sulla Norvegia era appena passato il ciclone Black Metal. Eventi che pesano molto sulla rivista che stiamo per sfogliare insieme: Grind Zone,  la testata satellite di Metal Hammer  specializzata in Metallo Estremo. Era una rivista che forse costava un po’ troppo e che a conti fatti era piuttosto illegibile, non nel senso che fosse scritta male, letteralmente illegibile a causa delle scelte di impaginazione e dei font usati davvero criptici in certi casi. Era un difetto comune delle riviste di fine anni 90, ce le avete presenti le foto di sfondo alle pagine che rendevano complicato decifrare dei font “magrissimi” e minuscoli? Se no, date una ripassata ai vecchi appuntamenti degli Archivi Metallari e potrete sincerarvene(link a fine post oppure nella barra in alto alla voce “Rubriche”). Basta parole, lucidiamo i nostri occhi con le pagine di quel lontano 1997, anno in cui ribadisco, la tempesta Black Metal e i fatti controversi che conosciamo tutti erano ancora freschi nella memoria,  Ladies And Gentleman…Grind Zone!

Vi ricordo che cliccando le immagini potrete guardarle ad una grandezza maggiore, ultima cosa l’ascolto consigliato durante la lettura:

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Gli Entombed in copertina comunicano già il giusto feeling che permeava gli anni 90: foto desaturata e colori freddi, Death Metal che faticava ad imporsi come era successo fino a pochi anni prima. Anche se gli Entombed avevano già modificato il classico approccio che li aveva resi famosi e si apprestava a pubblicare “To Ride ECCETERA”. Comunque la rivista costava sette sacchi, oggi quanti ce li spenderebbero per una rivista specializzata quando “c’è l’Internette e me leggo tutto aggratisse tanto i blogger e chi scrive sui siti lo fa per passione”.

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In seconda di copertina l’acidissima pubblicità del terzo lavoro degli immensi SepticFlesh, allora Septic Flesh con lo spazio tra le due parole. Testo completamente in inglese, con numerose parole a caso per definire la musica difficilmente catalogabile del gruppo.

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Una mascotte che non ebbe il successo di quella di Metal Hammer e un sommario bello ciccione. Il poster degli At The Gates è stato appeso per anni nella mia cameretta, nonostante fosse una foto inguardabile. Oggi ce l’ho ancora ma non è appeso. (esticazzi?)

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La rubrica delle news!! Numerose chicche tra cui il nuovo dei Tiamat in uscita, quel “A deeper kind of Slumber” che tanto divise, i DImmu Borgir  pronti a registrare il loro capolavoro “Enthrone Darkness Triumphant” e le novità in casa Dissection. Novità che dovranno attendere gli anni duemila per palesarsi. Compaiono anche annunci di strepitose compilation che oggi non comprerebbe nessuno manco per sbaglio.

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Anche qui gustose novità, come gli Enslaved che stavano per pubblicare “Eld” o gli Immortal che promuovevano sobriamente “Battles in the north”, il disco che avrebbe avuto una produzione invidiata persino dai Venom. Le news illeggibili sono quelle riguardanti la scena italiana.

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Black Metal: A European Tour /3


blackmetaltourGenere controverso e discutibile secondo molti, il non plus ultra del Metallo secondo altri, il Black Metal comprende in un’unica definizione gruppi diversissimi e apparentemente inconciliabili tra loro: dalle band minimaliste dove la poca tecnica viene compensata dalle velocità estreme, a gruppi che diversificano la loro proposta contaminando l’aggressività grezza con influenze provenienti da altri generi. Facce buffe col trucco da panda e mercanzia satanica mutuata dai grandi nomi anni 80, sono spesso il lato comico di un genere che almeno nelle intenzioni di comico ed ironico non ha nulla. Dici Black Metal e subito pensi alla Norvegia, Paese dove la corrente del Metallo Nero si definì nella sua forma moderna conosciuta oggi, talmente caratteristico e peculiare che addirittura viene fatto studiare ai diplomatici norvegesi perchè culturalmente rilevante per la nazione. Ma l’Europa non rimase a guardare e già dai primi anni novanta, quando l’esplosione norvegese era ai suoi massimi, si originarono spesso epigoni poco fortunati e non sempre validi. Eppure col passare del tempo in molti Paesi si generò una via personale ed interessante al Black Metal. In questo viaggio andremo a scoprire chi suona il Black Metal fuori dai confini norreni, perchè c’è del marcio in tutta Europa. E vale la pena metterci il naso…

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Oggi siamo nel Benelux che non è un nuovo stato formatosi dopo la rovina dell’Unione Sovietica, ma la sigla comune con la quale viene indicata la regione del nord ovest Europeo formata da Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Una scena  florida per il Metallo, di solito associata a gruppi come Epica, Within Temptation, alle band Death Metal come i God Dethroned, Pestilence o gli Asphyx, ma poco Black Metal davvero rilevante. In effetti hai considerato i tre paesi insieme per ottenere una bella quantità di gruppi da farvi scoprire, ma anche così non siamo certo ai livelli della tappa tedesca, dopo la quale hai dovuto scegliere se girare verso la Polonia o il Benelux e siccome l’andare in Polonia dalla Germania non sarebbe stata una scelta storicamente felice, oggi ci si tuffa in mezzo ai tulipani.

La scena Black Metal della zona è estremamente meno scoppiettante di quella Tedesca e meno originale di quella Francese, eppure ci sono spunti di interesse notevoli da giustificare una puntatina da queste parti. E si può anche cominciare a sondarne l’umido terreno…

Infinity(NE)

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Un terzetto (anzi ora un duetto) dedito ad un sound raffinato, non lontano da certe cose dei Dissection, con una chiara influenza dei gruppi norvegesi meno grezzoni e attenti a dare un senso melodico alla furia cieca. Il loro Black Metal merita un ascolto da ogni cultore del genere, soprattutto il disco più recente “Non de Hac Terra” del 2012, riuscitissimo affresco in nero.

Cirith Gorgor(NE)

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Il nome preso dal solito Tolkien e un sound preso un po’ qui, un po’ là. La loro musica, dopo gli esordi venati da Thrash e Death, si è tramutata in un classicissimo Black Metal dalle velocità sostenute infarcito da un leggero velo melodico, che non brillerà per originalità ma si lascia ascoltare con piacere anche  dalle orecchie più scafate. E poi un loro lavoro è presente nella Gallery, quindi piazza più che meritata per questi simpatici panda olandesi. Da ascoltare ” Firestorm Apocalypse-Tomorrow Shall Know The Blackest Dawn ” del 2003 e il loro eponimo del 2007 (quello in Gallery)

Countess(NE)

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Guidati dal solo Orlok, i Countess sono praticamente una “one man band”  che galleggia nell’underground del genere dal 1992. La loro proposta ha attraversato numerose fasi, rimanendo comunque ancorata ad un semplicistico e scarno suono debitore degli Hellhammer e dei Bathory. Presenti anche notevoli iniezioni di sonorità e temi Epic, con rimandi al Metallo più classico suonato con irruenza e semplicità. Un ascolto lo meritano, soprattutto le piccole gemme “The Book of the heretic” del 1996 e “Spawn of Steel” del 2005.

Carach Angren(NE)

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I Carach Angren sono un terzetto che a partire dal solito nome tolkieniano, da’ vita ad interessanti concept album a base di fantasmi, per esempio il secondo disco verte su una reinterpretazione della leggenda dell’Olandese Volante (appropriato no?). La loro proposta è un Black Metal sinfonico, pomposo eppure violentissimo. Caratterizzati da un’impronta orchestrale molto marcata, riescono sempre a catalizzare l”interesse  di chi ascolta immergendolo in un mondo oscuro, così gotico che Dani Filth se lo sogna. Ascoltando un loro disco capirete perchè l’ultimo lavoro dei Dimmu Borgir fa pietà. Consigliato l’esordio “Lammendam” del 2008 e il successivo “Death came through a phantom ship” del 2010.

Conspiracy(NE)

Ancora una "one man band" dietro la quale si cela Al Hazred, ex-Melechesh, il gruppo isarelita emigrato in Olanda per non aver più problemi legati alla loro libertà espressiva in patria. Il gruppo oltre a confondersi con centomila miliardi altri per un nome poco comune, vanta un tiro niente male La foto è una merda, ma questa è l'unica reperita dopo alcune ricerche e fatevela bastare.

Ancora una “one man band” dietro la quale si cela Al Hazred, ex-Melechesh, il gruppo israelita emigrato in Olanda per non aver più problemi legati alla libertà espressiva sui temi religiosi. Il “gruppo”, oltre a confondersi con altri centomila miliardi  per un nome poco comune, vanta un tiro niente male e una varietà stilistica che lo rende piuttosto interessante. Un Black debitore della lezione dei gruppi più melodici del genere, da ascoltare se veramente in cerca di roba “andregraund” di qualità. Non avendo trovato foto decenti del tipo in questione, ho deciso di piazzare la copertina dell’album consigliato “Concordat” del 2009.

Liar of Golgotha(NE)

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Band che non esiste più e nessuno o quasi se n’è accorto. Il loro è un Black Metal “tastierato” dal buon impatto, sulla scia dei Cradle of Filth degli esordi, forse con un cantato migliore. Se apprezzate la variante, consigliato è il loro ultimo disco “Ancient Wars” del 2000. Ma se non li ascoltate e lo dite in giro,  nessuno si scandalizzerà.

Sammath(NE)

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Ancora una band non fondamentale, ma data la poca abbondanza da queste parti si possono anche inserire. Black Metal incazzatissimo a base guerresca, tipo Endstille/Marduk. Sono bravi, ma di sicuro dei gregari più che dei capisquadra. Potreste apprezzare però se mai sazi di queste sonorità, l’ultimo “Godless Arrogance” uscito all’inizio del mese.

Occult(NE)

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Oggi si fanno chiamare “Legion of the Damned” e fanno un Thrash tirato e trascurabile. Fino al 2005 però erano in bilico fra questo genere ed il Black Metal, con risultati non sempre interessanti. Il loro ondivagare tra Kreator degli esordi e nichilismo Black non vi farà cadere dalla sedia, ma una bella ripassata a “Of Flesh and Blood” del 1999 e a “Rage to Revenge” del 2001 la potete considerare.

Thronar(NE)

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Band scioltasi nel 2009, si dava da fare nel raccontare le epiche gesta di barbari ignoranti e beoni. Metallo roboante ricco di cori pomposi e tastierone, più vicino a certe puttanate folk che al Black Metal, si distinguono per la capacità di scrivere pezzi trascinanti, ad uso e consumo di duelli a spadate sulle orecchie. Potete provare ad ascoltare entrambi i due album della loro scarna discografia, magari cominciate a mettere la cotta di maglia invece di quella della salute.

Enthroned (BE)

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Un nome più conosciuto quello degli Enthroned, band che ha pubblicato almeno due dischi meritevoli di attenzione, ovvero i primi due, intensi e ricchi di atmosfera maligna.  Uno dei fondatori della band, il batterista ed ottimo compositore Cernunnos, si suicida prima di cominciare a registrare il secondo album, lasciando la band ad un lento ma inesorabile orientamento verso un sound tutto velocità e poco altro. Vanno ascoltati senz’altro i lavori degli esordi “Prophecies of Pagan Fire” del 1995 e “Towards the Skullthrone of Satan” del 1997. Poi è un ripetersi con pochi guizzi.

Ancient Rites (BE)

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Una nutrita formazione a sette elementi quella degli Ancient Rites, formazione capace di convogliare tempi veloci e partiture incazzate in un suono epico e poco convenzionale, costruito su orchestrazioni e tastiere enfatiche. Senza essere stucchevoli gli Ancient Rites portano avanti un sound dai toni epici(e che cojoni… 😀 ), bilanciando i blast beat e la voce raschiata tipica del genere, con parti melodiche, cantati femminili e ammenicoli vari. Impossibile resistere ad album come “Fatherland” del 1998 o a “Dim Carcosa” del 2001, autentiche perle che potrebbero coinvolgere anche chi è poco incline al genere.

Grimfaug (BE)

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Tradizione e minimalismo per questa band che sceglie di emulare in tutto e per tutto i capostipiti norvegesi. E lo fanno anche bene, ascoltare il lercio “Blood Upon the face of Creation” del 2004 per averne conferma.

Le Grand Guignol(LUX)

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L’unica band lussemburghese che merita la citazione è questa. Un particolare Symphonic Black Metal che colpirà la vostra attenzione per la capacità di mescolare con sapienza diverse influenze riuscendo a tirare fuori un disco  discreto come “The Great Maddening”, unico lavoro della band che ora dovrebbe essere in stand by. Certo dalla foto verrebbe giusto voglia di ridere forte, ma quello vale per quasi tutto il Black no?

Prima di lasciare Belgiolandemburgo, una comoda selezione di assaggi per voi:

Infinity-Beyond the Stars…
Cirith Gorgor-Firestorm Apocalypse
Countess- Chapel of Doom
Carach Angren- Bloodstains on the Captain’s log
Conspiracy- Die in style
Liar of Golgotha- Ghost of the ancient siberian Wolfcult
Sammath- Fear upon them
Occult- Mind Domination
Thronar- To kill and be King
Enthroned-  Scared by darkwinds
Ancient Rites- North sea
Grimfaug- Circadian Madness
Le Grand Guignol- The Healing Process

Per tornare nei paesi già visitati basta cliccare qui.

 

Le Dieci foto più ridicole del Black Metal (non le solite che conoscete tutti!)


E’ come sparare sulla Croce Rossa in fondo, è facilissimo ironizzare su alcune fotosesciòn che i gruppi BM sanno tirare fuori. In attesa della nuova tappa del Tour Europeo alla ricerca del buon Black suonato, ci facciamo due risate con il Black fotografato malamente, con una premessa: le foto di Abbath e degli Immortal non ci sono perchè le conoscete tutti e poi si sa che Mr. Eikemo non c’è ma ce fa.

 

10-Il Daverio

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“Va che meravigliosi stucchi codesta  colonna!”

 

 

9-Fame atavica

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“E’ così che si mangia la carne!”

8-DeFormation  of Damnation

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“For the Gobba of Satan I command you to eccetera eccetera…”

7- Nuovi standard

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Non c’è niente che faccia paura a Nocturno Culto, nemmeno posare con le labbra a culo di gallina come un’adolescente qualsiasi. E Fenriz beve da un immaginario boccale assomigliando ad uno che bestemmia perchè ha dimenticato il portafoglio a casa.

6-Necessità

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“Aspetta che vado a chiede a ‘mi nonna se c’ha cinque euri…”

5-Like Father no Son

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Il figlio di Cage non sarà mai “evil” come il parrucchino demoniaco del padre.

4-Gengis Cane

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“Fotoscioppami nel bosco vestito da mongolo” “Detto fatto….ma mongolo di Mongolia o di malattia? Ho fatto tutte e due nel dubbio…”

3-Omini bianchi

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Il trio monnezza: fame sonno e morbidezza

2-Decapitazione Low Budget 

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Incredibile la quantità di canapa sprecata per realizzare quella testa finta, mentre l’ascia rubata dal capanno degli attrezzi del nonno fa sempre la sua figura.

1-Taake nun ve temo!

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Fallo di plastica e gancio da macellaio! Chi è che ride adesso?

 

Bonus:

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La convinzione, la cattiveria, la stagnola e le ossa.

johnny depp as tonto

“Io faccio come Dead, solo che l’uccello morto me lo metto in testa!”