Tutti gli Album del 2014 che non sono stati recensiti su R.A.M. -parte 2-


Seconda parte del mega-post di recupero di fine anno, dove tutti i dimenticati tornano a reclamare il loro posto, sebbene sia più piccolo ed affollato di quello che avevano creduto. Sempre in ordine alfabetico, medammemmessié la seconda porzione di dischi che avrei voluto ma non ho potuto recensire nel corso del 2014.

 Benighted- Carnivore Supreme

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Anche in Francia ci piace la bassa macelleria, come dimostrano i Benighted, band ormai nota nel sottobosco Brutal. Disco niente male, niente di speciale.

Pentacoli Figati:3

Beyond Creation- Earthborn Revolution

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Una band scoperta grazie a voi lettori (Fandorin che li maltrattava in una poll di fine anno mi pare), in definitiva una bella scoperta. Band tecnicissima, brutale, melodica e chi più ne ha…Questo è uno di quei dischi che puoi ascoltare mille volte e non ricordarti mezzo passaggio di una canzone. Difetto? Pregio? Forse sta a voi scoprirlo.

Pentacoli figati:3 e mezzo!

 

Black Anvil- Hail Death

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A partire dalla copertina si capisce già quanto sia rivolto al passato questa band, ma non fatevi ingannare troppo. Convivono in brani micidiali Black Metal, Death e Thrash  di quelli invecchiati bene, con un sorprendente tocco nelle composizioni e un’aria epica a completare il quadro. Io li ho dimenticati, voi non perdeteli.

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Bloodbath- Grand Morbid Funeral

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Si è parlato molto di loro per la scelta “particolare” di sostituire il vocione che fu di Akerfeldt con un altro vocione che fu: Nick Holmes. La curiosità di ascoltare Holmes di nuovo alle prese con il growling. Visti i risultati, avrebbero sortito lo stesso effetto pubblicità e la stessa qualità di prestazioni prendendo e pubblicizzando l’ingresso al microfono di Anna Mazzamauro. Il disco in fondo non è male, Holmes appunto fiacco e la band che segue senza sfigurare troppo il passato del gruppo, ricordiamo nato come un divertimento ed omaggio al Death che fu(ancora?). 

Pentacoli figati:2 e mezzo!

Blut Aus Nord- Memoria Vetusta III Saturnian Poetry

fff

Ritorno per i malatissimi e particolari Blut Aus Nord (che voi conoscete per lo speciale sul Black Francese vero?), in questo disco impegnati ad un ritorno alle forme più dirette di Black Metal, tra melodie e ferocia apparentemente meno complesse del solito. Un disco che richiede attenzione e dedizione, una band per palati raffinati.

Pentacoli figati:4

Cadaveria- Silence

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Si fa ascoltare senza problemi questo nuovo lavoro della band fondata da Cadaveria e Flegias ai tempi del loro abbandono degli Opera IX. Black-Goth di sicuro effetto, un’ascoltatina non dovreste negargliela, anche se sul cantato pulito ci sarebbe qualcosa da ridire…

Pentacoli figati: 3

Carnifex- Die Without Hope

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Sì, son Deathcore e le recensioni italiche li hanno trattati malissimo, voi vincete la repulsione per le etichette e fategli fare un giro a ‘sto disco.

Pentacoli figati:3 

Cavalera Conspiracy- Pandemonium

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Quando la merda è verde. (lacrime di disperazione per i giorni che furono)

Pentacoli figati:1 e mezzo!

Cretin- Stranger

fff

Sorpresone! Nome  e copertina inusuale per questo gruppo capitanato dal transessuale Marissa Martinez (ora via tutti ad ascoltare no?). Una bella botta di Death Grind davvero notevole. 

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Crowbar- Simmetry in Black

fff

Windstein ci ha proprio preso a mollare Anselmo e a riformare il suo vecchio gruppo. Senti che roba…

Pentacoli figati:3 e mezzo

Crucified Barbara- In the Red

fff

Queste ragazze migliorano di disco in disco, brave ed energiche nel loro “Metallone Roccherrollo”. 

Pentacoli figati:3

Dark Fortress- Venereal Dawn

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Una pessima idea per V Santura riesumare i Dark Fortress proprio nell’anno in cui i Triptykon fanno uscire il disco della madonna che sappiamo. Eppure c’è sempre qualcosa di buono da tirare fuori,  ci vuole solo un po’ di pazienza e voglia. E non è detto che ci si riesca comunque.

Pentacoli figati: Due e mezzo!

Dark Lunacy- The Day of Victory

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Il ritorno dei Dark Lunacy più “sovietici” e alla grandeur impagabile che la loro musica possiede. Una spanna sopra il loro precedente disco, un nuovo capitolo di una storia esaltante.

Pentacoli Figati:4

Decembre Noir- A Discouraged Believer

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Doom, Death e un’infinita tristezza di fondo sono le caratteristiche di un disco che esalterà gli amanti delle atmosfere oscure e ricercate. Niente di nuovo o originale, manco a dirlo, eppure conquista.

Pentacoli figati:3

Termina la seconda parte di questa lunga passeggiata, siamo solo alla “D”…e ce n’è ancora. Ma quanta musica ho ascoltato e non recensito???

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti gli Album del 2014 che non sono stati recensiti su R.A.M. -parte 1-


La storia la sapete, da solo non ce la faccio a recensire tutto quello che ascolto, a volte perchè non ne vale proprio la pena, altre perchè tra rubriche e dischi buoni che si accavallano,sono costretto a scegliere e selezionare tra le varie uscite. Ad ovviare a questo problema, giunge in aiuto la fantastica idea di raccogliere in un post “insaccato” tutti i dischi di cui avrei voluto ma non ho potuto parlarvi. Come lo scorso anno dunque, una sequela di dischi interessanti o da evitare, con un breve commento ed il voto in calce. Quest’anno non so se riuscirò a comprimere tutto in due parti come l’anno passato, ci sono molte cose di cui non avete avuto modo di leggere qui su R.A.M., un motivo in più per cominciare subito a smistare la lista (in ordine alfabetico, pensate!).

 A Sound of Thunder- The Lesser Key of Solomon

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Gli ASOT sono un gruppo ameregano che mescola Hard, Heavy , Prog e suoni piuttosto classici in un miscuglio a volte riuscito a volte meno. Capitanati dalla grintosa Nina Osegueda, cantante dalla voce potente e lontana dai soliti mezzi-soprano e simili che predominano oggi, meritano un ascolto sebbene questa loro varietà nella proposta non porti spesso a risultati degni di nota.

Pentacoli Figati:3

 

Abysmal Dawn- Obsolescence

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Gruppo poco capace di toccare vette sorprendenti, ma sempre molto godibile il Death Metal feroce e moderno che portano avanti. Questo disco si dimentica in fretta e di sicuro hanno fatto di meglio anche loro. Nè brutto, nè bello…così.

Pentacoli figati:2 e mezzo

 

Abysmal Torment-Cultivate the Apostate

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Metallo incazzosissimo e brutale dall’isola di Malta. Prima di proseguire nella lettura, rileggete di nuovo la prima frase. Avreste mai pensato che a Malta potesse venire fuori  una band Brutal Death? No? Siete in buona compagnia, tranquilli. A prescindere dall’inusuale origine del gruppo ve lo segnalo come ottimo lavoro che si attesta su livelli medio alti per il genere. Niente  di nuovo e forse dura un po’ troppo, ma qualche ascolto ai più arrapati col genere lo consiglio.

Pentacoli figati:3

AC/DC-Rock or Bust

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Ovvero “Airbourne annateve a nasconne”! I soliti AC/DC, purtroppo senza Malcolm ne Phil Rudd(non ho capito bene cosa abbia combinato, ma sembra inguaiato per bene), eppure alle prime note di “Rock or Bust” non si può fare a meno di gioire ed esaltarsi.

Pentacoli figati:3 e mezzo

Allegaeon-Elements of the Infinite

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Giuro che mi dispiace non essere riuscito mai a scrivervi una riga sugli Allegaeon. La band americana cresce di disco in disco, portando avanti un Death Melodico moderno ma non troppo, con grande maestria e una dose di ironia fuori dal comune. Questo è il loro terzo disco e dovreste proprio ascoltarlo.

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Alunah- Awakening the Forest

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Doom Sabbathiano come se piovesse, quasi da tribute album alle leggende di Birmingham. Molto godibile e ben cantato dalla bionda Sophie Day, ma a volte il deja vu è leggermente troppo presente. Carino, ma gli originali son sempre meglio.

Pentacoli figati: 2 e mezzo

Anaal Nathrakh-Desideratum

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Il primo vero grande assente di quest’anno, il tremendo e ferocissimo “Desideratuum” degli Anaal Nathrakh (uthvass bethud?). Black Metal mescolato a Grindcore, pervaso da samples ed un’aria epica nelle parti pulite quasi alla Emperor, sebbene con un’ unicità ed un carattere incredibile. Band da non perdere, anche se non per tutte le orecchie.

Pentacoli figati:4

Anti-Mortem- New Southern

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Il bel Metal da “redneck” che ci piace tanto, bello tronfio e muscolare, dalle belle melodie e riffoni pesantissimi. Un esordio molto buono, da tenere d’occhio ‘sti figli ingrati di Zakk Wylde.

Pentacoli figati:3

 Autopsy- Torniquets, Hacksaw and graves

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Nuovo gioiellino in casa Autopsy, che da quando son tornati sembrano aver capito che non serve sapersi reinventare sul traino di influenze moderne che non ti appartengono. Il lavoro scorre via tra le solite accelerazioni e momenti più ragionati tipici del Death Metal più scarno e diretto. Niente male, ancora una volta.

Pentacoli figati:3 e mezzo!

Belphhegor- Conjuring the Dead

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Gli austriaci Belphegor vanno avanti per la loro strada fatta di Nero Metallo estremo, colpendo sempre il punto con maggiore maestria nonostante i numerosi album in carriera. Sfascia crani senza ritegno da non perdere.

Pentacoli figati:3 e mezzo

Finisce la prima parte di questa passeggiata fra i dischi che avevo saltato, ce n’è ancora da masticare perciò restate sintonizzati per conoscere quelli che mancano.

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista agli Eyeconoclast


Eyeconoclast Logo

Un rumore insopportabile, uno stridore acuto e metallico giunge alle tue orecchie…non capisci cosa sia. Poi un frastuono sordo, come di un terremoto e tra la polvere di lontani palazzi che crollano scorgi un esercito di robot. Si dirigono verso di te, distruggendo e calpestando tutto, uccidendo a colpi di laser e pugni gli abitanti inermi. Giganteschi, corazzati ed incazzati robottoni  li polverizzano insieme alle macerie, irrorando di sangue la polvere. Stanno arrivando, l’unica speranza sono loro…gli Eyeconoclast!! Ed eccoli arrivare, forti e potenti, pronti a domare i robottoni, a distruggerli per la salvezza di tutti.

Ma quel rumore sferragliante ed insopportabile continua, acuto. Sempre più fastidioso, sempre più vicino. Ma ecco che gli Eyeconoclast sono pronti a fronteggiare le prime avanguardie dell’esercito di Robot, quando improvvisamente…

Apri gli occhi e senti ancora quel maledetto rumore. E’ l’operaio che sta ristrutturando la casa di fronte. Fanculo lui e la sua sega elettrica, una delle peggiori sveglie del mondo.

Sogni da digestione difficile e rumori molesti a parte, se aveste voglia di assaporare degli “sganassoni ai robottoni” c’è l’ottimo  “Drones of the Awakening”, ultimo disco degli Eyeconoclast del quale trovare la recensione su RAM.

Eyeconoclast_PromoX

 

E ora daje con l’intervista:

Gli Eyeconoclast giungono al secondo disco dopo un lungo lasso di tempo dal primo. Come mai? Già che ci siete raccontateci un po’ le vostre origini…e l’origine del vostro nome soprattutto. Mi interessa moltissimo…
Alessio: la band è nata agli inizi del 2003, all’epoca la situazione era molto diversa, meno inflazionata rispetto ad ora (anche perchè non c’era neanche myspace con il flood di band inutili che ha generato). I primi mesi della band sono stati all’insegna dei cambi di lineup, ma successivamente siamo riusciti a stabilizzarci. Si provava nel mio garage, e il nostro primo “demo” è stato registrato con un 4 piste (e mixato a casa mia). La scelta del nome della band è avvolta dal mistero e dalla puzza di vomito e birra.. la scena è stata più o meno questa (Carlos è il nostro vecchio cantante):

–          Alessio: “Dobbiamo trovare un nome per la band!”

–          Carlos: “Eyeconoclast”

–          Alessio: “Iconoclast? Ma che schifo è?”

–          Carlos “no, scritto EYEconoclast”

–          Alessio: “BELLISSIMO! Preso.”

Paolo: I cambi di line-up ci sono stati anche tra il primo e il secondo disco e alla fine è quello il motivo principale che ha fatto passare così tanto tempo tra l’uno e l’altro.  Prima sono arrivato io, abbiamo fatto uscire un EP a fini promozionali che c’ha fatto guadagnare il contratto con Prosthetic e poco prima delle registrazioni è entrato  Giuseppe.

Come descrivereste il vostro nuovo disco dovendo evitare le seguenti frasi:”è il nostro miglior disco”, “descrive perfettamente la band in questo momento”?

Paolo: Veloce, tagliente, Metal al 100%.. e c’ha i robottoni in copertina!

Quanto è gagliardo essere pubblicati dalla Prosthetic?

Paolo: Mmm.. Non lo so.. dici che funziona con le ragazze?

Quale è stata la canzone di “Drones…” più difficile da completare, quella che vi ha fatto litigare di più tra voi? E quella che preferite?

Paolo: Abbiamo discusso un po’ su “Proclaiming..”, ma è “Obsolesced” quella che sicuramente ha subito maggiori cambiamenti, rispetto alla sua prima versione è praticamente irriconoscibile. Quella che preferisco? Credo sia “Dawn of the Promethean Artilect”, ma se chiedi agli altri ognuno te ne dirà una diversa, succede così anche tra i fan e i recensori.. penso sia una buona cosa, vuol dire che non ci sono filler.

Giuseppe: per quanto riguarda la parte vocale, tutte le canzoni sono state molto difficili, e creare delle linee vocali all’altezza della parte musicale è stato un vero casino. Probabilmente “Dawn ..”  mi ha dato più filo da torcere e per riprodurla alla perfezione live devo stare molto attento a dosare il fiato.E’ difficile dire quale sia la mia preferita, se la giocano “Mother Genocidal Machine”, “Hallucinating in Genetic Disarray” e “Anoxic Waters”.

Eyeconoclast-Drones-of-the-Awakening

Il voler andare a seicento all’ora e spaccare tutto sempre e comunque a volte non paga e molti gruppi si ritrovano con dei dischi mattone che stancano dopo pochi ascolti. Come avete fatto a spaccare tutto senza annoiare mai?

Paolo: Il disco mattone annoia perché è composto male, che sia veloce o lento non fa tanta differenza. Quello che ci interessa è fare delle canzoni che abbiano un filo logico, non dei riff attaccati l’uno all’altro e sparati a 300 bpm.

Mi è piaciuta molto anche la copertina, aspetto da sempre cruciale che viene ciccato troppo spesso. A caldo, quale copertina brutta di un disco che amate vi viene in mente?

Paolo: Ozzy ha una lunga tradizione di copertine imbarazzanti (mi viene in mente “Diary of a Madman”) e anche la copertina di “Hell is Here” dei The Crown è bruttina, però si rifanno a quell’immaginario fomentoso-heavy metal-anni ’80 e alla fine sono belle a modo loro. Invece “Satanica” dei Behemoth è un puro sfoggio di egocentrismo brutto, peccato perché il disco m’è sempre piaciuto parecchio.

Che ne pensate della situazione attuale del music business? Troppe band? Troppa pirateria? Dite la vostra…

Paolo: Troppo Youtube. Troppa roba a portata di mano. Manca la voglia di ascoltare un cd per intero.. non voglio fare il nostalgico del cd, come quello delle cassette e dei vinili, ma forse lo sono. Il problema principale di tutto quest’ammasso informe di musica è la perdita di un ascolto critico da parte del pubblico metal e la conseguente POPizzazione della proposta musicale che punta a fare singoli dall’ascolto facile.

Quali sono le band che vi piacciono di più oggi? E quale considerate più patetiche?

Paolo: Mi è piaciuto molto l’ultimo dei Darkthrone, vorrei nominarti anche i Satyricon ma l’ultimo album m’ha lasciato indifferente e anche il nuovo non lascia promettere bene. Per quelle patetiche è semplice. Potrei dirti la solita lista dei vari Metallica, Sepultura,.. che continuano solo per soldi e bla bla bla.. invece no, le più patetiche sono quelle che vivono il sogno della rockstar da provincia, tirano avanti qualche anno facendo roba brutta ma secondo loro innovativa e finiscono per sciogliersi e riciclarsi in qualche tribute band. Non ce n’è bisogno di nominarne una, è una realtà generalizzata su tutto il territorio italiano.

Secondo voi perché non si può parlare di “scena Death Metal” in Italia nonostante il florilegio di gruppi che conquistano traguardi importanti? Oppure si può?

Paolo: La verità sta nel mezzo. Se siamo qua a domandarci se esiste o meno di certo non si è imposta, sta di fatto che ci sono i gruppi, c’è la qualità e le case discografiche hanno deciso di investirci. Vediamo un po’ come si evolve la cosa.

Farete delle date di supporto al disco oppure vi prodigherete per scriverne un altro subito?

Paolo: In contemporanea all’uscita del disco siamo stati in Europa di spalla a Cryptopsy/Cattle Decapitation/Decrepit Birth, abbiamo fatto un po’ di date in Italia e cercheremo di farne altre nei prossimi mesi. Certo, dipende dalle occasioni, tieni conto che ora che ti sto scrivendo mi hanno appena comunicato che una serata a Macerata è stata annullata perché il proprietario del locale ha la cacarella (true story)… Per l’uscita del nuovo ci stiamo lavorando, ci sono degli abbozzi e speriamo di entrare in studio prima possibile, senza passare attraverso infiniti eoni dove anche la morte può morire (cit.).

Siete di Roma, siamo vicinissimi visto che abito in provincia, se doveste descriverla ad un vostro fan straniero con un breve testo come gliela descrivereste? Io per esempio la descriverei come una città abusata, poco rispettata e sempre più invivibile.

Alessio: non sapevo cosa  rispondere e ho copiaincollato una risposta da yahoo answers, va bene lo stesso vero? “io ci vivo e devo dire che è FANTASTICA!!!! è piena di belle cose da vedere di certo la nn ti puoi stancare se ti piace l’archeologia o la storia puoi andare a vedere i musei, le chiese, il colonnato, il colosseo, l’ara pacis ecc…..oppure se ti piace lo shopping in via del corso oppure in via cola di rienzo ci sono dei bellissimi negozi..poi hanno aperto un bellissimo cinema in 4D al centro che è da provare….”

Paolo: Un breve testo è troppo impegnativo e renderebbe poco l’idea.. piuttosto gli mando una compilation con le più belle battute di Mario Brega sottotitolate.

Un romano celebre a cui vi sentite più legati?

Paolo: Credo che Alessio sia legato alla Sora Lella, c’ha pure un poster al bagno. Io invece preferisco Monicelli, adoro i suoi film e ovviamente c’ho un suo poster al bagno.

Io al bagno avrei optato per un poster di Michael Bay, in quanto lassativo naturale ma va be’…salutate i lettori di Rude Awake Metal come volete.

Paolo: Possiamo fare una chiusura in stile black metal del tempi d’oro? Si?

Allora scaricate pure i nostri album tanto noi scopriremo il vostro IP, daremo fuoco ai vostri villaggi, stupreremo le vostre donne e i vostri animali domestici (porcospini esclusi).

FOAD!

 

Eyeconoclast- Drones of the Awakening


Eyeconoclast-Drones-of-the-Awakening

  • Sarah: È incredibile! Come ha potuto rialzarsi quell’uomo dopo che tu lo hai…
    Kyle: Non è un uomo, è una macchina. Un Terminator. Modello Sistemi Cibernetici 1-0-1.
    Sarah: Una macchina? Come un robot?
    Kyle: Non un robot, un cyborg, organismo cibernetico.
    Sarah: No, perdeva sangue! […]
    Kyle: Ok, ascolta, i Terminator sono delle unità di infiltrazione, parte uomo, parte macchina. Sotto hanno uno chassis da combattimento in superlega controllato da un microprocessore totalmente blindato, fortissimo, ma al di fuori è un normale tessuto umano vivo. Carne, pelle, sangue, capelli, elaborati per i cyborg.
  • Sarah: Reese, perché me? Perché vuole me? (Terminator, James Cameron-1984)

Avevi sentito solo parlare degli Eyeconoclast anni fa da alcuni amici, ma non hai mai avuto l’occasione di ascoltare il loro disco d’esordio “Unassigned Death Chapter”, uscito nel 2008. Quindi non hai mai potuto sapere quanto valesse davvero il gruppo pur avendo sempre letto in giro dei pareri positivi. Oggi fortunatamente hai rimediato, e meno male, perchè ti stavi perdendo dell’ottimo Metallo.

Gli Eyeconoclast si affacciano sull’intasato mare di uscite odierno con il loro secondo album, pubblicato niente meno che su Prosthetic Records, un’etichetta che ne sa parecchio e che ad ascoltare ‘sto massacro ci ha visto giusto nel concedere fiducia agli incazzatissimi romani, i quali ringraziano sfasciando tutto con dei turbo-brani davvero dinamici e divertenti.

Prodotto con suoni caldissimi dal sapore analogico, “Drones of the Awakening” è una corsa sfrenata e goduriosa nel Death Metal fatto di tanta velocità, sonori schiaffi, assoli melodici e ficcanti,  un sound bastardo caro a band come The Crown, omaggiati anche con una fedele cover di “Executioner(Slayer of the Light)”. Un autentico terremoto “controllato” che scuote l’ascoltatore senza pietà, suonato a ritmi sempre veloci che non annoiano mai anche per merito delle intelligenti sfumature rochenrolle sottese tra un blast beat e l’altro. Il loro Metal è corroborato anche da modernismi cyber mai troppo invadenti, con riff  “meccanici” e qualche sample, una gustosa particolarità che aiuta il disco nel mantenersi interessante malgrado la scelta di insistere sempre su tempi veloci. Ogni brano infatti vive di luce propria, cattura l’attenzione e sprigiona energia da ogni nota, dimostrando il gusto del gruppo nel comporre miscelando la tecnica esecutiva all’approccio diretto stile “caracca in faccia”, per usare una tipica locuzione romanesca.

Ad ogni ascolto riechieggiano le parole di Reese in Terminator, quando spiega che non si può ragionare con un cyborg, puoi solo continuare a scappare o arrenderti e morire. Un concetto che calza, perchè tentare di fermare questi pazzi indiavolati non c’è proprio speranza, meglio arrendersi e farsi fare la festa a suon di Metallo!

Applausi.

Tracklist:

1. Proclaiming from Dead Dimensions
2. Rise of the Orgamechanism
3. Dawn of the Promethean Artilect
4. Anoxic Waters
5. Sharpening Our Blades on the Mainstream
6. Obsolesced
7. Hallucinating in Genetic Disarray
8. XXX – Manifest of Involution
9. Mother Genocidal Machine
10. Invoking Carnage (Racing Blind)
11. Executioner (Slayer of the Light) (THE CROWN cover)

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Rise of the Orgamechanism”

gg

Oh si scherzava sul “fare la festa” eh…