R.A.M. The Awards Down! 2011


Terza edizione per il nostro ambitissimo premio il “R.A.M. The Awards Down!” la prima aperta al giudizio dei lettori. La partecipazione è stata talmente entusiastica che hai ricevuto solo UN listone, benvenuto e gradevole ma purtroppo inferiore alle aspettative sicuramente troppo alte ed ambiziose che ti eri imposto. Ringrazi FANDORIN che ha inviato la sua “lista” dei migliori, che pubblichi in calce a questo post come dichiarato e ti accingi a consegnare i premi.

Shhhh!!

La sala si rabbuia e parte la sigla:

quand’ecco che il conduttore dell’edizione 2011 dei “R.A.M. The Awards Down!” fa il suo ingresso nella venue:  il vetusto Gepi Fuxas, ormai ridotto a presentare qualsiasi nefandezza pur di campare. Il solito stile asciutto e composto ormai mostra i segni del tempo e Gepi, minato per sempre da quella brutta storia , inizia a sciorinare buste e nominésciòn con ritmo e professionalità.  E la serata parte con la prima assegnazione!

Band del 2011: Symphony X

La motivazione,  questa e le successive lette con enfasi dal conduttore Fuxas: “Band dell’anno perchè il loro disco è l’ennesima perla di una discografia finora inattaccabile e di livello superiore alla media. Tecnica e cuore uniti  in un connubio invidiabile.”

"Questo corridoio è troppo piccolo per noi cinque..." Notevole la capacità mimetica di Michael Romeo, che nonostante la mole riesce a sparire dietro la sagoma non proprio imponente di Jason Rullo.

Miglior disco 2011: “Iconoclast” -Symphony X

Motivazione: “Il disco è il migliore dell’anno grazie alla sua convincente continuità e assenza di canzoni riempitive.”

Outsiders: “Ritual” – The Black Dahlia Murder, “Heavenly Ecstasy”-Pagan’s Mind, “Blood Magick Necromance”- Belphegor, Opus VIII-Vomitory, “Jupiter”-Atheist, “Entity”-Origin, “Unseen”- The Haunted, “Unto the Locust”- Machine Head.

Miglior DVD: Global Evisceration- Cannibal Corpse

Motivazione: “Un documentario on the road fresco, sincero e realizzato con la massima cura. il tentativo più riuscito ed originale di coniugare la musica suonata a quella vissuta negli sfiancanti tour mondiali della band.”

Outsiders: “Evangelia Heretika”- Behemoth, “Hell over Sofia:20 years of chaos and confusion”- Hypocrisy.

Ritorno dell’anno: Anthrax

Motivazione: “Perchè nonostante tutte le polemiche, le figure da cioccolatai e l’immenso tributo alla vecchiaia di Belladonna, tornano con un disco che riesce a smuovere e a coinvolgere l’ascoltatore.”

Ci stiamo ancora chiedendo come faccia Rob Caggiano a sopportare quel cappello durante gli incandescenti festival estivi.

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R.A.M. The Awards Down! 2011- Vota i tuoi preferiti!


Quest’anno Rude Awake Metal non si accontenta di assegnare i suoi “premi” per l’anno appena trascorso,  ma vorrebbe leggere anche le vostre liste! Quindi sciogliete le dita, abbandonate il peso della pigrizia ed inviatemi le vostre preferenze per l’anno 2011. Avete tempo fino al 9 Gennaio 2012, termine ultimo per inviare i vostri listoni, il giorno seguente verranno pubblicati i risultati del vostro voto affiancati a quelli “ufficiali”.

Le Categorie :

  • Band dell’anno
  • Miglior Disco
  • Ritorno dell’Anno
  • Band Delusione
  • Formazione da sogno (miglior voce,chitarra,basso,batteria e tastiere/synth)
  • Formazione da incubo (peggior voce, chitarra,basso,batteria e tastiere/synth)
  • La sorpresa del 2011(una band, un disco, una canzone sola)
  • Migliore artwork(copertina)
  • Peggior artwork
  • Il migliore post che avete letto su R.A.M.
  • Il peggiore post letto su R.A.M.
Le poche ed agili regole da tenere presenti:
1-votate esclusivamente dischi che sono usciti nel corso del 2011, non importa se sono stati recensiti qui o meno. Quello che conta è che siano stati pubblicati nel corso del 2011.
2-potete saltare una o più categorie, ma che pigri però…
3-ovviamente basta la preferenza “secca”, ma potete scrivere un piccolo commento ed espandere il vostro voto come volete.
4-i più votati  saranno i vincitori. Nel caso in cui l’iniziativa venga sostenuta da pochi,  sostituirò la votazione a maggioranza con la pubblicazioni dei singoli listoni con il nome/nickname di chi ha votato.
Non siate pigri, condividete il vostro pensiero inviando una semplice e-mail con le vostre scelte  all’indirizzo rudeawakemetal@gmail.comoppure pubblicando un commento questo post.
Semplice no?
Per ringraziarvi di tutti i click, i commenti e le mail, vi elenco tutti i numeri del 2011 che il buon WordPress ha riassunto per me.
Il blog è stato visualizzato 16.000 volte
Sono stati pubblicati 182 post, i quali hanno accresciuto un archivio di 372 post.
601 immagini caricate, con una media di due al giorno.
Il picco di visite massime è stato 206 nel giorno 21 di Settembre. Il post più letto quel giorno è stato “Opeth- Heritage”.
I siti che hanno portato le persone su R.A.M. sono stati
Facebook,Youtube,Google+,Twitter, ed il motore di ricerca Google.
Le chiavi di ricerca più ricorrenti sono state rude awake metalmotorhead,sasha grey,metallaremikael akerfeldt e opeth heritage.
I lettori che hanno commentato di più
Fandorin:81 commenti,
Bimbo:14
Antonio Mele:4
Will Harley:3
Luca Palmieri:3
I post più visualizzati
Grazie a tutti per i brillanti risultati e votate!
p.s. lascio un bannerino a lato per ricordarvelo
p.p.s. non siate pigri!Avete una settimana intera…
p.p.p.s questa settimana il blog torna ad avere un’attività regolare.

Death- The Sound of Perseverance (Relapse reissue)


“Acid the tears of remorse/Flow in vain/Too late for regrets,save it/For the next ill-fated game” (Death-A story to tell)

L’ultimo capitolo di una discografia invidiabile, specchio della geniale visione di un uomo sempre alla ricerca della perfezione. Il Death Metal massacrante e senza compromessi degli esordi è diventato nel corso degli anni una raffinata commistione di Metallo intelligente, melodico, ricco di parti progressive e tanta, ma proprio tanta, tecnica. Il cantato di Chuck si è trasformato dal potente e cavernoso growl in uno scream lacerante  ancora più espressivo. Si viene sommersi da sentimenti ed emozioni contrastanti ascoltando questo classico che pone il suggello alla carriera dei Death. Ora toccante, ora elettrizzante ed energico,  il lavoro più ambizioso dei Death non lascia scampo.

Lo stupefacente cammino evolutivo di Schuldiner trova la sua realizzazione in un album complesso eppure facilmente fruibile dall’ascoltatore, grazie all’indubbia capacità di emozionare senza l’incartamento di note inutili. Basta ascoltare il devastante incedere di  “Story to tell”, melodica e potente, segnata dalle liriche sempre intrise di un significato profondo, imbevute da una ricerca filosofica tutt’altro che banalizzata. Un pezzo che potrebbe essere il migliore dell’album se non ce ne fossero altri otto altrettanto validi:”Flesh and the Power it Holds” con le accelerazioni micidiali e il bellissimo assolo a metà pezzo, oppure la struggente “Voice of the Soul” canzone strumentale dove la chitarra di Chuck si sdoppia, si fa in tre addirittura, toccando l’anima senza bisogno di un testo. La canzone più usata per commemorare la memoria del genio ameregano, almeno da te. Nel conteggio dei brani si distingue anche la cover di “Painkiller”, uno dei pezzi imprescindibili per ogni Metallaro, suonata con stile personale fedele all’originale e con una prestazione vocale alla Halford da parte di Schuldiner davvero encomiabile.

Il drumming tecnico di Richard Christy, la chitarra si Shannon Hamm ed il basso di Scott Clendenin sono il segno dell’ennesimo cambio di formazione che i Death manifestarono dopo il precedente “Symbolic”, grandi musicisti che affiancano il genio schuldineriano e si ritagliano un posto nella storia del Metallo, uno di quelli migliori.

La ristampa della Relapse aggiunge  poco o niente al disco originale in termini di suono e di materiali inediti, ma permetterà di recuperare questo capolavoro a chi era troppo giovane per conoscere e chi colpevolmente ha ignorato questa opera fondamentale.

Tracklist:

Disco 1:
1. Scavenger Of Human Sorrow
2. Bite The Pain
3. Spirit Crusher
4. Story To Tell
5. Flesh And The Power It Holds
6. Voice Of The Soul
7. To Forgive Is To Suffer
8. A Moment Of Clarity
9. Painkiller

Disco 2:
1. Spirit Crusher – 1998 Demos (No Bass)
2. Flesh And The Power It Holds – 1998 Demos (No Bass)
3. Voice Of The Soul – 1998 Demos (No Bass)
4. Bite The Pain – 1998 Demos
5. A Moment Of Clarity – 1998 Demos
6. Story To Tell – 1998 Demos
7. Scavenger Of Human Sorrow – 1998 Demos
8. Bite The Pain – 1997 Demos
9. Story To Tell – 1997 Demos
10. A Moment Of Clarity – 1997 Demos

Voto:

La ristampa presenta un artwork rivisto e corretto dall’artista che realizzò l’originale, Travis Smith.

I due artwork a confronto: in alto la versione originale uscita nel 1998 che mi onoro di possedere e la versione aggiornata della ristampa.

Questa è una pubblicità del 1998 apparsa sulla quarta di copertina di un Metal Hammer di quegli anni, ritagliata ed appesa come poster sul muro da allora.

Death- Individual Thought Patterns (Relapse reissue)


La tremenda sensazione di comprare di nuovo dei dischi con il logo dei Death ben sapendo che si tratta di ristampe remaster e non inediti, trasforma un atto semplicissimo come acquistare un CD, in una nuova e straziante presa di coscienza. L’esatta percezione che Chuck non ci regalerà mai più della nuova musica si riaffaccia prepotente nella sua forma più feroce e ti coglie alla gola.

E’ con questo stato d’animo che hai acquistato tutte le ristampe della Relapse, anche se hai la discografia nelle edizioni originali ormai da tempo immemorabile.

“Individual…”è un nuovo gradino nella continua evoluzione in casa Schuldiner ed è di nuovo un disco capolavoro. L’estremismo sonoro si fa ancora più intenso e chirurgico, con l’apporto di “San Gene Hoglan Tamburaro”, il batterista più girovago e prolifico della storia del Metal.  La partenza a razzo della gemma “Overactive Imagination” è solo il primo tassello di un mosaico creato con dovizia di particolari e soprattutto dalla sua strabiliante abilità. Hoglan è immenso nel suo drumming tecnico e brutale, terribilmente vario e avvolgente in tutti i pezzi, pezzi che mi hanno fatto scoprire ed apprezzare il gigante ameregano per la prima volta. Ma non sarebbero i Death senza le chitarre di Chuck ed il suo preciso lavoro di costruzione del pezzo: dividendosi il compito con il mito d’infanzia Andy LaRocque, che se non conoscete potete anche  uscire senza sbattere la porta, Schuldiner ci percuote con un florilegio di tecnica, con degli assoli e dei riff sì complicati, ma mai auto-referenziali o prolissi. Lo stupefacente chitarrismo è ben sorretto anche questa volta dallo stranissimo e personale lavoro al basso di Steve DiGiorgio, il suo non è mai un semplice riempitivo o strumento per tenere il tempo.

Death Metal progressivo ancora più avanti, ancora più geniale di quel gigantesco opus intitolato “Human”. E che testi, provate a leggere “Destiny” o la title track per ricordare cosa abbiamo perduto.

Ma l’ambizione di Chuck non era ancora sazia e…

La versione della Relapse oltre ad avere dei suoni pulitissimi in fase di produzione, allega un secondo disco abbastanza appetibile con una prestazione Live dei Death risalente al 1993 in Germania ed una cover di “The Exorcist” dei Possessed. Il pacchetto contiene anche un ricco booklet con note scritte da DiGiorgio e Hoglan, a completare un’uscita curata nei minimi dettagli e preziosa per ogni vero fan. A differenza di “Human”  “Individual…” aveva già un buon suono e l’acquisto è consigliato solo ai completisti e a chi non ha ancora il disco.

Tracklist:

Disco 1:

01. Overactive Imagination
02. In Human Form
03. Jealousy
04. Trapped In A Corner
05. Nothing Is Everything
06. Mentally Blind
07. Individual Thought Patterns
08. Destiny
09. Out Of Touch
10. The Philosopher

Disco 2:

Live In Germany – 13 Aprile 1993

01. Leprosy
02. Suicide Machine
03. Living Monstrosity
04. Overactive Imagination
05. Flattening Of Emotions
06. Within The Mind
07. In Human Form
08. Lack Of Comprehension
09. Trapped In A Corner
10. Zombie Ritual

Voto:

Il posto di Andy LaRocque fu preso da Ralph Santolla che, come potete notare nella foto, non aveva ancora la faccia devastata dall'insonnia. Oltre tutto si presentava sui palchi con una chitarra griffata dalla bandiera italiana, mica pizza e fichi.

Il videoclip di “The Philosopher” nella versione 2011.