Intervista ai Gory Blister!


04. Gory Blister - Promo PicE’ di nuovo il tempo di ospitare un’intervista qui su R.A.M., oggi è il turno dei Gory Blister. Il drummer e membro fondatore della band Joe LaViola si è prodigato nel rispondere alle domande, approfitto per ringraziare lui, la band ed il management per la cortesia e la disponibilità. Si parla del passato della band, del loro ultimo disco (che trovate recensito QUI) e di come sia cambiato il Metallo da quando si sono formati ad oggi.

Ora via, a leggere le esaurienti risposte di Joe!

 

RAM: La solita domanda con la quale si aprono di solito le interviste è “avete voglia di presentare un po’ la band?”. Siccome i Gory Blister sono in giro da molti anni, ho più voglia di chiedervi: ma com’era suonare Death Metal nei primi anni 90 in Italia?
Joe: Anche se il nostro primo demotape è del 1991, sia io che Raff già suonavamo, o cercavamo di farlo, death metal. All’inizio era tutto in divenire ed il metal in generale, ma soprattutto quello più estremo, era davvero qualcosa al limite dell’ascoltabile. Ricordo ancora le recensioni dell’epoca di albums come Leprocy (Death) o Carcass (Symphonies of sickness)… stroncature definitive! Poi sappiamo com’è andata. Ci voleva motivazione ed incoscienza per crederci. Nella più rosea delle ipotesi, considerando una realtà come la Taranto anni 80, suonare metal equivaleva ad essere drogati ed adoratori di Satana. Il solo fatto che siamo ancora in pista e con 5 album e mezzo all’attivo è una vittoria su tutta la linea. Certo non tutto è andato sempre come doveva, come per gli innumerevoli cambi di line-up, o la storia con la Noise Records. Quando firmammo con la storica etichetta tedesca che aveva lanciato Kreator, Celtic Frost, Voivod e tanti altri, pensavamo che forse eravamo saliti sul treno giusto, anche se era l’ultimo, preso in corsa. Purtroppo non è stato così, ma tant’è. Di lì a poco la Sanctuary comprò la Noise e scartò moltissime bands, soprattutto le ultime arrivate. In parte la Germania ci ha restituito qualcosa, quando Rock Hard ci ha scelti fra le migliori unsigned bands nel 2001 e ciò ci diede nuova spinta. Trovammo il modo di pubblicare Art Bleeds, che era già pronto da 2 anni, attraverso la Sekhmet records (Fra) e questo ci ha portato successivamente a firmare con l’ottima Mascot Records (Olanda). Quello che non finiremo mai di pagare sono gli anni di ritardo accumulatisi fra trasferimento di armi e bagagli da Taranto a Milano ed il limbo creatosi con lo scioglimento della Noise rec. Forse, uscendo con qualche anno di anticipo, “Art Bleeds” avrebbe potuto riscuotere molto più successo. Insomma, una volta a Milano e con “Art Bleeds” stampato siamo riusciti ad intravedere una strada da percorrere seriamente. La Mascot Records ci propose un contratto per due album (“Skymorphosis”, 2006 e “Graveyard of Angels.”, 2009), ma dopo un certo entusiasmo iniziale, la cosa si arenò e la label olandese decise di seguire solo progetti blues rock. Successivamente siamo approdati in Bakerteam, nostra prima label italiana, con la quale abbiamo pubblicato “Earth-Sick”, concept arricchito dalla presenza alla voce su due tracks del mitico Karl Sanders dei Nile! Infine, altro giro altro regalo, firmiamo con la Sliptrick, etichetta indipendente americana con uffici in Italia e Svezia. Così, la quinta furia vede la luce, “The Fifth Fury”, secondo noi, l’album della consacrazione al death metal! In questo disco ci abbiamo messo tutta la nostra esperienza, diluendo parzialmente gli spunti tecnici per puntare dritto al cranio dell’ascoltatore. In conclusione però, devo dire la musica estrema ha ormai archiviato l’incoscienza degli inizi e certi dischi non potranno più uscire.
RAM: Con il passare degli anni sempre più gruppi italiani hanno dimostrato le loro capacità anche al di fuori del nostro paese e la scena è cresciuta. Onestamente, nonostante il gran numero di gruppi si può parlare di una vera scena?
Joe: in generale credo che sia un discorso datato in sé, come quello di inquadrare un disco in un genere piuttosto che in un altro. Oggi la scena è “online” ed i confini geografici non esistono. Esistono migliaia di bands che più o meno decentemente propongono la loro musica. La libertà di farlo è ormai assoluta, ma ci siamo persi per strada l’identità musicale. Le bands italiane sono sempre state di alto livello, comunque competitive, ma non sono mai state prese sul serio prima di tutto dai promoters nostrani, che invece hanno ritenuto più opportuno valorizzare chiunque arrivasse dal nord Europa. Ormai è inutile piangere sul latte versato, noi facciamo del nostro meglio per proporre del sano ed originale death metal alla Gory Blister, poi potrà piacere o no, ma chi acquista una copia di un nostro album, ci fa sempre i complimenti.
RAM: Parliamo della vostra ultima fatica “The Fifth Fury”, un disco molto riuscito che ho molto apprezzato. E’ un lavoro tecnico e d’impatto, come avete ottenuto il giusto equilibrio tra la tecnica e scrivere una canzone che non sia una serie di assoli?
Joe: Per ogni nostro album ci impegnamo a non ripetere quanto abbiamo gia’ fatto in precedenza, cercando di introdurre degli elementi di novita’ negli arrangiamenti e nel suono che contraddistinguano il nuovo album dai precedenti, senza snaturare la personalita’ della band, e senza uscire dai confini del Detah Metal tecnico. Quando iniziamo a scrivere i primi riffs di un nuovo album ci chiediamo cosa vogliamo da questo album. L’aspetto tecnico per noi è una certezza, di cui a volte abbiamo abusato in passato, mentre era dal punto di vista del mood dell’album che potevamo osare qualcosa. “The Fifth Fury” e’ pertanto la quinta evoluzione del nostro stile, per il quale abbiamo scelto un sound piu’ scuro e un riffing piu’ groovy con delle melodie dalle atmosfere sofferenti ed un cantato piu’ diretto; il fine ultimo era ottenere un album dal sound “In Your Face” ma nel contempo tecnico quanto basta, e dalle atmosfere riconoscibili. Speriamo di esserci riusciti.

03. Gory Blister - Artwork

RAM: Il titolo dell’album si può tradurre la “Quinta Furia”. Il riferimento è alla vostra quinta prova in studio o ci sono anche altre sfumature?
Joe: Come ho accennato all’inizio, in pochi avrebbero scommesso che partendo da Taranto avremmo pubblicato 5 album di livello internazionale e che saremmo stati ancora in attività vent’anni dopo. Volevamo un po’ celebrare questo evento. In effetti c’è poi il riferimento mitologico, nella misura in cui le Furie sarebbero dei personaggi in grado di ristabilire una sorta di giustizia divina “post-mortem”, per cui viene punito colui che ha avuto fortune immeritate, ma ricompensato colui che non ha ottenuto in vita quello che spettava. Ci vuoi vedere un qualche riferimento alla nostra carriera? Libero di farlo.

RAM:Una domanda che mi piace sempre molto fare in sede di intervista: qual è stata la canzone che vi ha messo più in difficoltà per portarla a termine? E quella che preferite del disco?
Joe: Ti dico subito “The Grey Machinery”; in realtà era una delle prime su cui cominciammo a lavorare, ma ben presto entrammo in un vicolo cieco e la accantonammo. Ci siamo ritornati più volte, ha cambiato titolo, è stata stravolta, recuperata, ma alla fine non siamo riusciti a togliercela di dosso! Sulla seconda questione ti posso rispondere a titolo personale. “Thresholds” è una canzone fantastica e si basa su un testo con riferimenti esoterici che ho dedicato a due amici che ho perso nel giro di una settimana in un maledetto gennaio (2013). Si tratta di Claudio Leo e Mauro Caporale. Claudio è stato fra le primissime persone che conobbi quando ci trasferimmo a Milano, mentre Mauro era un mio caro amico di Taranto. Lottava per fare il regista cinematografico, poi venne la depressione…

RAM: Come mai avete scelto di chiuder l’album in modo così particolare? Cosa rappresenta per voi l’inquietante “Heretic Infected”?
Joe: Un esperimento, come gli altri presenti sui precedenti album. Raff ha riarrangiato per orchestra “H.I.V.” da “Earth-Sick”. Ci sembrava l’ideale meditazione finale dopo il passaggio della quinta furia.

RAM: Nel disco alcuni passaggi mi hanno ricordato gli immortali Death di Chuck Schuldiner, in altre i Carcass. Voi che ne dite, sono una fonte d’ispirazione obbligata per chi suona un certo tipo di Metallo?
Joe: Di obbligato non ci deve essere nulla. Noi quei musicisti li abbiamo nel DNA, per cui è un’ispirazione spontanea.

RAM: A proposito di Carcass avete ascoltato il loro ultimo album? Vi è piaciuto?
Joe: Stupendo dal punto di vista tecnico, ma ascoltandolo più volte ti rendi conto che non aggiunge molto a quanto già detto dalla band. Tutto sommato però, è stato un graditissimo ritorno.

RAM: Vi piace il panorama Death Metal odierno? E come mai?
Joe: Purtroppo il metal moderno ha perso quella forza dirompente che rompeva ed allo stesso tempo spingeva più in là i confini della musica. Per una buona decina d’anni il metal andava contro il mercato mainstream. Oggi, il metal è mainstream. Tuttavia ci sono alcune bands che riescono a proporre il loro genere in totale autonomia stilistica e questo è un aspetto da salvare. I gruppi storici non possono fare altro che restare fedeli a se stessi, tanto ci sono le nuove generazioni di ragazzi che non conoscono i loro primi albums. Prendi gli At The Gates, per esempio. Il nuovo disco non è male, ma è ovvio che dal mio punto di vista non suona certo emozionante. Alcune songs sono ispirate, ma altre cercano di recuperare un’anima che il metal svedese ha perso da qualche anno (vedi Opeth). Insomma, il dilemma fra ripetersi all’infinito oppure snaturare la propria identità resta insoluto ed i risultati dipendono troppo dall’empatia del momento. Occorrerebbe recuperare quell’istinto sovversivo delle origini.

RAM: Per chiudere l’intervista, un giochino stronzo. Potreste descrivere con un singolo aggettivo ogni disco della vostra carriera? Se ne avete voglia potete anche motivare il perché avete scelto quel particolare aggettivo.

Art Bleeds – “primordiale “

"Era la prima volta che entravamo in uno studio davvero professionale ed abbiamo affrontato tutte le problematiche sul momento. Il risultato è stato un disco istintivo e sorprendente prima di tutto per noi. Inoltre avevamo mandato via il cantante (Dome) 3 settimane prima delle sessioni e Daniel ha contribuito quasi a nostra insaputa a dare al disco quell’influenza DEATH che ha attirato l’ettenzione di molti fans."

“Era la prima volta che entravamo in uno studio davvero professionale ed abbiamo affrontato tutte le problematiche sul momento. Il risultato è stato un disco istintivo e sorprendente prima di tutto per noi. Inoltre avevamo mandato via il cantante (Dome) 3 settimane prima delle sessioni e Daniel ha contribuito quasi a nostra insaputa a dare al disco quell’influenza “DEATH” che ha attirato l’ettenzione di molti fans.”

Skymorphosis – “apocalittico” 

stavolta siamo entrati "In studio memori delle precedenti esperienze. Così, abbiamo pensato, sbagliando, di poterci permettere di tutto. 14 tracce, un intro sinfonico, una piccola strumentale, una cover dei Death, un cantato sforzato… certo, alcuni brani come Black Canvas o Soul-slitters sono dei veri miracoli, ma la maturità era ancora là da venire."

“Stavolta siamo entrati in studio memori delle precedenti esperienze. Così, abbiamo pensato, sbagliando, di poterci permettere di tutto. 14 tracce, un intro sinfonico, una piccola strumentale, una cover dei Death, un cantato sforzato… certo, alcuni brani come Black Canvas o Soul-slitters sono dei veri miracoli, ma la maturità era ancora là da venire.”

Graveyard of Angels – “luminoso” 

"Il primo dei nostri album più ragionati. Un viaggio dal buio alla luce."

“Il primo dei nostri album più ragionati. Un viaggio dal buio alla luce.”

-Earth-Sick – “infetto” 

"In questo album abbiamo cercato delle contaminazioni, inserendo tastiere e melodie in modo da rendere il nostro death metal ancora più riconoscibile. Le soluzioni non sono sempre fluide, l’ascoltatore converrà che ogni canzone ha la sua identità. E poi, c’è Karl Sanders che canta due pezzi!"

“In questo album abbiamo cercato delle contaminazioni, inserendo tastiere e melodie in modo da rendere il nostro death metal ancora più riconoscibile. Le soluzioni non sono sempre fluide, l’ascoltatore converrà che ogni canzone ha la sua identità. E poi, c’è Karl Sanders che canta due pezzi!”

The Fifth Fury – “furioso” 

"Il giusto mix che raccoglie tutta la nostra esperienza e la nostra rabbia. "

“Il giusto mix che raccoglie tutta la nostra esperienza e la nostra rabbia. “

RAM: Vi andrebbe di salutare i lettori di R.A.M. per chiudere l’intervista?
Joe: un grazie di metallo rovente a tutti voi, lettori, ascoltatori, redattori. Supportate le vostre bands preferite e comprate almeno una copia fisica di un album o una t-shirt. Speriamo di vederci in occasione di una nostra esibizione live.

 

 

Intervista agli Eyeconoclast


Eyeconoclast Logo

Un rumore insopportabile, uno stridore acuto e metallico giunge alle tue orecchie…non capisci cosa sia. Poi un frastuono sordo, come di un terremoto e tra la polvere di lontani palazzi che crollano scorgi un esercito di robot. Si dirigono verso di te, distruggendo e calpestando tutto, uccidendo a colpi di laser e pugni gli abitanti inermi. Giganteschi, corazzati ed incazzati robottoni  li polverizzano insieme alle macerie, irrorando di sangue la polvere. Stanno arrivando, l’unica speranza sono loro…gli Eyeconoclast!! Ed eccoli arrivare, forti e potenti, pronti a domare i robottoni, a distruggerli per la salvezza di tutti.

Ma quel rumore sferragliante ed insopportabile continua, acuto. Sempre più fastidioso, sempre più vicino. Ma ecco che gli Eyeconoclast sono pronti a fronteggiare le prime avanguardie dell’esercito di Robot, quando improvvisamente…

Apri gli occhi e senti ancora quel maledetto rumore. E’ l’operaio che sta ristrutturando la casa di fronte. Fanculo lui e la sua sega elettrica, una delle peggiori sveglie del mondo.

Sogni da digestione difficile e rumori molesti a parte, se aveste voglia di assaporare degli “sganassoni ai robottoni” c’è l’ottimo  “Drones of the Awakening”, ultimo disco degli Eyeconoclast del quale trovare la recensione su RAM.

Eyeconoclast_PromoX

 

E ora daje con l’intervista:

Gli Eyeconoclast giungono al secondo disco dopo un lungo lasso di tempo dal primo. Come mai? Già che ci siete raccontateci un po’ le vostre origini…e l’origine del vostro nome soprattutto. Mi interessa moltissimo…
Alessio: la band è nata agli inizi del 2003, all’epoca la situazione era molto diversa, meno inflazionata rispetto ad ora (anche perchè non c’era neanche myspace con il flood di band inutili che ha generato). I primi mesi della band sono stati all’insegna dei cambi di lineup, ma successivamente siamo riusciti a stabilizzarci. Si provava nel mio garage, e il nostro primo “demo” è stato registrato con un 4 piste (e mixato a casa mia). La scelta del nome della band è avvolta dal mistero e dalla puzza di vomito e birra.. la scena è stata più o meno questa (Carlos è il nostro vecchio cantante):

–          Alessio: “Dobbiamo trovare un nome per la band!”

–          Carlos: “Eyeconoclast”

–          Alessio: “Iconoclast? Ma che schifo è?”

–          Carlos “no, scritto EYEconoclast”

–          Alessio: “BELLISSIMO! Preso.”

Paolo: I cambi di line-up ci sono stati anche tra il primo e il secondo disco e alla fine è quello il motivo principale che ha fatto passare così tanto tempo tra l’uno e l’altro.  Prima sono arrivato io, abbiamo fatto uscire un EP a fini promozionali che c’ha fatto guadagnare il contratto con Prosthetic e poco prima delle registrazioni è entrato  Giuseppe.

Come descrivereste il vostro nuovo disco dovendo evitare le seguenti frasi:”è il nostro miglior disco”, “descrive perfettamente la band in questo momento”?

Paolo: Veloce, tagliente, Metal al 100%.. e c’ha i robottoni in copertina!

Quanto è gagliardo essere pubblicati dalla Prosthetic?

Paolo: Mmm.. Non lo so.. dici che funziona con le ragazze?

Quale è stata la canzone di “Drones…” più difficile da completare, quella che vi ha fatto litigare di più tra voi? E quella che preferite?

Paolo: Abbiamo discusso un po’ su “Proclaiming..”, ma è “Obsolesced” quella che sicuramente ha subito maggiori cambiamenti, rispetto alla sua prima versione è praticamente irriconoscibile. Quella che preferisco? Credo sia “Dawn of the Promethean Artilect”, ma se chiedi agli altri ognuno te ne dirà una diversa, succede così anche tra i fan e i recensori.. penso sia una buona cosa, vuol dire che non ci sono filler.

Giuseppe: per quanto riguarda la parte vocale, tutte le canzoni sono state molto difficili, e creare delle linee vocali all’altezza della parte musicale è stato un vero casino. Probabilmente “Dawn ..”  mi ha dato più filo da torcere e per riprodurla alla perfezione live devo stare molto attento a dosare il fiato.E’ difficile dire quale sia la mia preferita, se la giocano “Mother Genocidal Machine”, “Hallucinating in Genetic Disarray” e “Anoxic Waters”.

Eyeconoclast-Drones-of-the-Awakening

Il voler andare a seicento all’ora e spaccare tutto sempre e comunque a volte non paga e molti gruppi si ritrovano con dei dischi mattone che stancano dopo pochi ascolti. Come avete fatto a spaccare tutto senza annoiare mai?

Paolo: Il disco mattone annoia perché è composto male, che sia veloce o lento non fa tanta differenza. Quello che ci interessa è fare delle canzoni che abbiano un filo logico, non dei riff attaccati l’uno all’altro e sparati a 300 bpm.

Mi è piaciuta molto anche la copertina, aspetto da sempre cruciale che viene ciccato troppo spesso. A caldo, quale copertina brutta di un disco che amate vi viene in mente?

Paolo: Ozzy ha una lunga tradizione di copertine imbarazzanti (mi viene in mente “Diary of a Madman”) e anche la copertina di “Hell is Here” dei The Crown è bruttina, però si rifanno a quell’immaginario fomentoso-heavy metal-anni ’80 e alla fine sono belle a modo loro. Invece “Satanica” dei Behemoth è un puro sfoggio di egocentrismo brutto, peccato perché il disco m’è sempre piaciuto parecchio.

Che ne pensate della situazione attuale del music business? Troppe band? Troppa pirateria? Dite la vostra…

Paolo: Troppo Youtube. Troppa roba a portata di mano. Manca la voglia di ascoltare un cd per intero.. non voglio fare il nostalgico del cd, come quello delle cassette e dei vinili, ma forse lo sono. Il problema principale di tutto quest’ammasso informe di musica è la perdita di un ascolto critico da parte del pubblico metal e la conseguente POPizzazione della proposta musicale che punta a fare singoli dall’ascolto facile.

Quali sono le band che vi piacciono di più oggi? E quale considerate più patetiche?

Paolo: Mi è piaciuto molto l’ultimo dei Darkthrone, vorrei nominarti anche i Satyricon ma l’ultimo album m’ha lasciato indifferente e anche il nuovo non lascia promettere bene. Per quelle patetiche è semplice. Potrei dirti la solita lista dei vari Metallica, Sepultura,.. che continuano solo per soldi e bla bla bla.. invece no, le più patetiche sono quelle che vivono il sogno della rockstar da provincia, tirano avanti qualche anno facendo roba brutta ma secondo loro innovativa e finiscono per sciogliersi e riciclarsi in qualche tribute band. Non ce n’è bisogno di nominarne una, è una realtà generalizzata su tutto il territorio italiano.

Secondo voi perché non si può parlare di “scena Death Metal” in Italia nonostante il florilegio di gruppi che conquistano traguardi importanti? Oppure si può?

Paolo: La verità sta nel mezzo. Se siamo qua a domandarci se esiste o meno di certo non si è imposta, sta di fatto che ci sono i gruppi, c’è la qualità e le case discografiche hanno deciso di investirci. Vediamo un po’ come si evolve la cosa.

Farete delle date di supporto al disco oppure vi prodigherete per scriverne un altro subito?

Paolo: In contemporanea all’uscita del disco siamo stati in Europa di spalla a Cryptopsy/Cattle Decapitation/Decrepit Birth, abbiamo fatto un po’ di date in Italia e cercheremo di farne altre nei prossimi mesi. Certo, dipende dalle occasioni, tieni conto che ora che ti sto scrivendo mi hanno appena comunicato che una serata a Macerata è stata annullata perché il proprietario del locale ha la cacarella (true story)… Per l’uscita del nuovo ci stiamo lavorando, ci sono degli abbozzi e speriamo di entrare in studio prima possibile, senza passare attraverso infiniti eoni dove anche la morte può morire (cit.).

Siete di Roma, siamo vicinissimi visto che abito in provincia, se doveste descriverla ad un vostro fan straniero con un breve testo come gliela descrivereste? Io per esempio la descriverei come una città abusata, poco rispettata e sempre più invivibile.

Alessio: non sapevo cosa  rispondere e ho copiaincollato una risposta da yahoo answers, va bene lo stesso vero? “io ci vivo e devo dire che è FANTASTICA!!!! è piena di belle cose da vedere di certo la nn ti puoi stancare se ti piace l’archeologia o la storia puoi andare a vedere i musei, le chiese, il colonnato, il colosseo, l’ara pacis ecc…..oppure se ti piace lo shopping in via del corso oppure in via cola di rienzo ci sono dei bellissimi negozi..poi hanno aperto un bellissimo cinema in 4D al centro che è da provare….”

Paolo: Un breve testo è troppo impegnativo e renderebbe poco l’idea.. piuttosto gli mando una compilation con le più belle battute di Mario Brega sottotitolate.

Un romano celebre a cui vi sentite più legati?

Paolo: Credo che Alessio sia legato alla Sora Lella, c’ha pure un poster al bagno. Io invece preferisco Monicelli, adoro i suoi film e ovviamente c’ho un suo poster al bagno.

Io al bagno avrei optato per un poster di Michael Bay, in quanto lassativo naturale ma va be’…salutate i lettori di Rude Awake Metal come volete.

Paolo: Possiamo fare una chiusura in stile black metal del tempi d’oro? Si?

Allora scaricate pure i nostri album tanto noi scopriremo il vostro IP, daremo fuoco ai vostri villaggi, stupreremo le vostre donne e i vostri animali domestici (porcospini esclusi).

FOAD!

 

Death SS- Intervista a Steve sylvester


Ieri avete avuto modo di cominciare ad avere appetito con la recensione del grande ritorno dei Death SS, oggi RAM ha l’onore di ospitare il leggendario Steve Sylvester. E via con le domande…

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RAM: Ritornano i Death SS, dopo il ciclo dei sette sigilli e la parola fine che era stata posta sul gruppo in maniera apparentemente definitiva. Premesso che ho gioito, perché secondo te i Death SS dovevano risorgere?

STEVE: In realtà non ho mai posto la parola “fine” sul progetto.. Dopo il ciclo dei sette sigilli ho voluto prendere un periodo di pausa a tempo indeterminato per potermi concentrare su nuovi progetti, anche non musicali. Intanto però la band si vedeva e continuava a creare, senza fretta e con assoluta calma. Quando abbiamo capito di avere per le mani un prodotto veramente valido, abbiamo deciso di pubblicarlo e tornare così sulle scene.

RAM: Il nuovo disco è slegato dalle simbologie cabalistiche o rituali che avevano finora caratterizzato il percorso del gruppo? Nel senso, è un nuovo ciclo?

STEVE: Si, io lo considero un nuovo inizio.

RAM: Ho sempre ammirato il coraggio che hai dimostrato nel contaminare e proporre soluzioni inusuali all’orecchio del Metallaro medio. Ma l’inizio di “Revived” non sarà un po’ troppo?

STEVE:In che senso? Cos’ha l’inizio della song “Revived” di particolare? Io considero la musica a 360 gradi, e uso le sonorità che secondo me meglio si accostano ad una determinata situazione che intendo trasportare in musica.  Non uso etichette e di certo non compongo pensando a cosa è “metal” e cosa non lo è. Questi sono solo inutili schemi mentali.

RAM:Parlando di coraggio, quanto ce ne voleva negli anni 70 per proporsi nella maniera in cui lo facevi tu con i Death SS?
STEVE: Sicuramente tanto, visto che allora ci muovevamo in un mondo ancora completamente nuovo e pioneristico, almeno in Italia…

RAM: Il nuovo disco è davvero riuscito, quali sono le canzoni che ti piacciono di più?

STEVE: Ogni song di “Resurrection” rappresenta un momento particolare della mia vita di questi ultimi sei anni e quindi sono molto legato ad ognuna di esse. Forse  la mia preferita al momento potrebbe essere “The Song of Adoration”, se non altro per il grande impegno che ha richiesto la sua registrazione….

RAM: Ma quanto ti hanno fatto incazzare con la storia della “sfiga” per spingerti a scrivere un pezzo come “Bad Luck” dopo tanti anni di queste assurde dicerie?

STEVE: In realtà me ne frego…Solo che per una volta ho voluto rispondere per le rime a tutti gli idioti che ancora insistono con la faccenda della “sfiga”. Ho semplicemente ribadito che il solo fatto di avere questi pensieri implica il fatto di essere degli “sfigati”… Contenti loro…..!
RAM: A proposito di anni trascorsi, trovo il tuo lavoro al microfono su “Resurrection”  davvero pregevole. C’è un patto segreto che ti consente di migliorare la tua voce invecchiando?

STEVE: No, solo maggiore esperienza e cognizione delle tecniche vocali…

RAM: Quanto sarebbe migliore la vita dell’uomo moderno se adorasse ancora ”Dionysus” invece di sentirsi sempre macchiato dal “peccato originale”?

STEVE: Bè, sicuramente ci si divertirebbe di più…..!

RAM: ”Eaters” è presente nella colonna sonora di un film di Uwe Boll dove hai recitato un piccolo ruolo, sempre come attore hai partecipato al celebre episodio della serie “L’Ispettore Coliandro”, guarda caso nell’unica puntata che abbia mai visto. Trovi sia una tua dimensione ideale la recitazione oppure è stato un divertimento estemporaneo?

STEVE: Le occasioni mi sono state offerte un pò per caso ma devo dire che mi sono molto divertito in questo ruolo, per cui non escludo la possibilità di continuare in questo senso non appena me ne verrà offerta la possibiltà.

RAM: Fantasticando un po’, con quale regista ti sarebbe piaciuto lavorare? Valgono anche quelli deceduti ovviamente…

STEVE: Su tutti con il mio amico Alejandro Jodorowsky…

RAM: Sperando che quest’intervista non ti abbia annoiato troppo, ti andrebbe di chiuderla salutando come preferisci i lettori?

STEVE: Certo! Colgo l’occasione per invitarli tutti all’ascolto di “Resurrection” e di venirci a vedere in una delle prossime date che faremo da questo autunno.

All The Be(a)st!

SS

 

Rapido preciso e conciso…grazie Steve!

DSS3

 

 

Intervista agli Extrema


IMG_3880 copiaPer la prima volta su RAM viene pubblicata un’intervista  e considerando che è con una band che ti piace molto la soddisfazione è doppia. Hanno gentilmente risposto alle tue domande GL Perotti (voce ) e Tommy Massara (chitarre e un sacco di altra roba come leggerete).

Complimenti per il nuovo album, spacca di brutto! Ho notato con piacere che rispetto a moltissime band odierne, i vostri pezzi cercano la varietà, l’approccio differente che evita l’effetto “monoblocco” (ovvero un album che sia lo stesso pezzo ripetuto con poche variazioni). E’ una scelta per evitare l’abbiocco nell’ascoltatore o per evitare che vi addormentiate voi eseguendo sempre lo stesso brano?

GL:Grazie e complimenti, condividi il mio/nostro punto di vista,vedo che come me eviti gli album,e ce ne sono veramente troppi,che sentita 1/2 canzoni le hai sentite tutte!! Abbiamo sempre cercato la varieta’ di tempo e mood nei nostri pezzi,fin dalle prime demo e sinceramente non riusciremo neanche a creare l’effetto”monoblocco” come lo hai giustamente chiamato,odio i dischi che suonano in questa maniera e ascoltati una volta li accantono per sempre.

Tommy: Grazie Mille per i complimenti sono contento ti piaccia, Io personalmente sono felice dei pezzi e della produzione di questo Album, gli EXTREMA hanno sempre cercato di essere vari, sono d’accordo con te gli album tutti uguali spaccano le palle.

Quale è il pezzo del nuovo album che vi ha causato più difficoltà?

GL: Anche se Ending Prophecies e’ quello piu’ prog ed intricato,secondo me e’ Bones,io e Tommy abbiamo litigato parecchio per rifinire al meglio questa canzone,devo dargli atto di avere avuto ragione e ringraziarlo di avermi spronato a trovare un ritornello alternativo,che e’ poi quello che e’ sull’album.

Tommy: Between the Lines e The Distance da suonare sono difficilissime, ritmicamente non ti mollano mai. Ne sa qualcosa il mio polso destro, in studio sono anche riuscito ad infiammarmi il tendine sovraspinato.

A me piacciono molto “Between the lines”, “The Politics” e “Bones”. Voi a quale canzone siete più legati? Non mi fate la metafora “le canzoni sono come i figli per un padre…” per evitare la domanda, se no sembrate Joey DeMaio…

GL: Grazie,non voglio proprio assomigliarli e quindi ti rispondo piu’ che volentieri,penso che Bones sia un gran pezzo,senza troppi fronzoli,con una grande atmosfera,alterna pulito e distorto e contiene anche un assolo, sicuramente ne faremo un video e potrebbe aprirci qualche nuova porta, la quoto!

Tommy: A parte che, sembra che un po’ gli somigli, hahahaha, sinceramente non c’è un pezzo che non mi piaccia nell’album, comunque ti posso dire quali mi piace  più suonare: Pyre of Fire, Bones, Ending Prophecies e Between the lines.

I temi del disco sono a sfondo politico-complottista: davvero credete che ci siano organizzazioni che lavorino segretamente per sovvertire l’ordine mondiale? E la copertina in che modo riflette queste tematiche?

GL: Lo credo fermamente e da molto tempo,naturalmente in questo album mi sono sfogato visto che ho passato gli ultimi 5/6 anni ad informarmi attraverso la rete e varie letture che a volte mi sono cadute nelle mani come per magia!! La cover ne e’ l’emblema,questa volta volevamo fortemente che la copertina ed il titolo rispecchiassero in pieno il contenuto lirico e musicale dell’album,per fortuna abbiamo trovato in Barbara una grande collaboratrice,in quanto anche lei e’ fortemente interessata a tutto quello che riguarda il tema del complottismo e delle societa’ segrete massonico/illuminate,presumo si sia anche divertita a costruire il booklet dell’album che a noi piace moltissimo.

Avete scelto un montone per dare del “cornuto” ai potenti oppure la spiegazione è un’altra?

GL: Ahahah,certo che no,devi sapere che a quanto pare gli appartenenti a queste suddette societa’ (segrete?) adorano Lucifero,ossia colui che porta la luce della conoscenza,quindi sono i veri adoratori del Diavolo. Sono per lo piu’ gente potente o veramente ricca che usa la politica e l’alta finanza come mezzo di controllo,da qui’ il fatto che il caprone della cover e’ un incravattato,di conseguenza abbiamo usato i tipici simboli ricorrenti nella massoneria, oramai sdoganati,come l’occhio che tutto vede nel triangolo o piramide che trovi nei dollari americani da sempre……chissa’ come mai? Per saperne di piu’ vi sprono a fare delle piccole ricerche in rete o su YouTube,dove troverete parecchi Doc interessanti…..non dimenticate di leggervi attentamente i miei testi!!

Parlando di politica, come la vedete la nostra attuale situazione?

GL: Tragica,veramente tragica,talmente tragica che penso da un po‘ di tempo che l’unica soluzione sia una vera rivoluzione,una di quelle in cui la gente comune ci lascia le penne per riconquistarsi la costituzione e quindi farne di nuovo buon uso, quelli che ci stanno governando sono una banda di corrotti contapalle sfruttatori a tradimento……insomma,merdacce,come li chiamo ultimamente,puo‘ bastare?!?

Tommy:La situazione politica Italiana è ridicola e preoccupante.

Il vostro video promozionale sarà per la canzone “Pyre of Fire”, conoscendo i vostri video mi aspetto un bel lavoro e non il classico videoclip Metal orribilmente ridicolo, ma non credete che il Metallo sia la musica meno adatta per i videoclip? Oppure è solo questione di gusti?

GL: Di solito nei video metal basta il gruppo che suona,tutto il resto rimane di contorno,il problema e’ il budget…..dateci un buon budget e noi faremo un video spettacolare,per ora dovrete accontentarvi di noi che suoniamo il suddetto pezzo nella maniera piu’ classica,devo ringraziare per l’occasione il nostro fidato regista Mauro Tettamanzi e il nostro ex fonico Stefano Fioretti di For Sound per averci aiutato a girare il primo videoclip dell’album

Tommy: Penso sia solo questione di gusti, a me i videoclip piacciono molto anche se preferisco sempre quelli con immagini di vita da tournee, questo primo video sarà un classico Playback con un’ottima fotografia.

Una volta ai musicisti si chiedeva:” se non avessi fatto il musicista quale lavoro avresti fatto?” Oggi invece la domanda è:” Cosa fai oltre a suonare per mantenerti?”. Voi riuscite a vivere di musica oppure no?

GL: Rispondessi di si mentirei e visto che mi piace parlare con lingua diritta,come dicono i nativi americani,ti dico di no,non vivo della mia musica,almeno non oggigiorno. Sono fortunato perche’ quando non suono faccio il papa’,ho una bellissima bambina di 4 anni che impegna tutte le giornate che non dedico alla mia musica.

Tommy:Di musica in Italia si sopravvive,  Io personalmente fino all’anno scorso ho lavorato per una nota televisione Musicale Italiana, da Gennaio ho riiniziato a barcamenarmi tra la band e dei lavoretti saltuari.

Pensate che sia uno stimolo maggiore per un musicista lavorare per mantenersi oppure è una cosa che vi scoraggia?

Tommy: Non vedo nulla di male nel fare anche altre cose, anzi, non riuscirei mai a fare solo il chitarrista degli Extrema o di qualsiasi altra band, personalmente ho bisogno di altro, sempre qualcosa legato alla creatività ma altro.

A proposito, quanti stronzi avranno piratato la copia promozionale del disco?

 GL: Spero nessuno,se poi lo hanno passato a qualche amico non puo’ che farmi piacere,una volta c’erano le cassette e ce le passavamo ovviamente ma se poi ti piaceva il contenuto andavi subito a comprarti il vinile originale…..ecco,spero che funzioni cosi’ anche per i promozionali!!

Tommy: Spero nessuno, ma tanto sappiamo già che entro 24 ore dalla street date sarà già disponibile da scaricare su qualche blog del cazzo, poi ci lamentiamo sempre sul perché uno non ci campa. 

E’ un falso mito che oggi le band si mantengano con i tour?

GL: Si, devi stare in tour costantemente e sopratutto devi già avere un nome affermato,altrimenti i tour si pagano e non costano neanche poco,chiedi a Tommy!!

Tommy: Dipende da che band sei, se noi suonassimo 200 concerti all’anno sicuramente ci camperemmo, facendo una media di 30/40 date all’anno come ti dicevo prima si sopravvive a malapena.

hhh

A chi è venuto in mente l’outro seminascosto di “A moment of truth”? Sappiate che ho riso fortissimo…

GL: E’ venuto spontaneo alla fine delle registrazioni del coro fatto con molti dei nostri amici…..ma mi pare che il primo che lo intona sia Davidone Mozzanica,grande amico e proietario della catena R’n’R,a cui siamo tutti andati dietro ovviamente…..poi Paolo e’ un fan sfegatato di Lino Banfi e anche lui se la e’risa non poco!!

Tommy: Isteria spontanea, prova a mettere insieme 34 imbecilli che si conoscono da sempre e questo è il minimo che possa succedere. Come GL ha scritto una volta: “Love for my Family and my Crew!!”

GL, qualche settimana fa su Facebook hai postato la foto di Mustaine dal dentista, non ti dico le risate che mi hai fatto fare. Ma secondo te Facebook è uno “sputtana-miti” oppure un comodo mezzo per restare in contatto con i propri fan?

GL: Ahahah,che chicca eh…..personalmente e come vedi tutti i giorni,uso FB sia per stare in contatto diretto con i nostri fans ma anche per fare il cazzone,a volte invece sono molto serio e posto cose che magari possono dare anche fastidio,in ogni caso non volevo entrarci,ora ce l’ho pure sul cellulare e non mi passa un cazzo,sono anche io uno di quelli sotto il controllo della CIA e del FBI ahahahah.

Tommy, quante soddisfazioni regala essere l’unico chitarrista del gruppo?

Tommy: Visto che nel gruppo mi occupo prima di fare il chitarrista di: Fare il Manager, Il Discografico, L’agente, Il collante, etc…. e poi il chitarrista… mi piacerebbe saperlo anche a me hahahahaha. Comunque giuro che appena lo scopro te lo faccio sapere.

C’è qualcosa che non vorreste mai aver inciso nei vostri passati lavori?

GL: Guarda,ci dovrei pensare su un bel po’,forse da parte mia qualche testo magari,tipo “Divin’” che e’ su “And the best has yet to Come”……parla di visitatori alieni che una volta raggiunta la terra vengono a fare stagediving ad un nostro concerto……fumavo parecchio in quel periodo ahahaah.

Tommy: Boh, qualcosa si ma non lo dico perché ci sono fans che sicuramente dissentirebbero con me.

Quali band di oggi apprezzate?

GL: Eheheh,altra bella domanda,di oggi nel senso attuale o esordiente ovviamente,guarda…..la verita’ e’ che passo talmente tanto tempo con mia figlia che ascolto tutto il giorno sigle di cartoni animati,tipo,Peppa Pig,Charlie e Lola,Barbapapa’ etc etc…..la verita’ e’ che quando ascolto qualcosa e’ sempre qualcosa di datato,le nuove leve mi annoiano parecchio perche’ come hai detto prima fanno gli album “monoblocco” e mi stufo subito!!

Tommy: In Italia i Destrage all’estero Nickelback e Alterbridge.

Vi ringrazio per la pazienza e per tutto il Metallo. Sembra sciocco come saluto? Ne avete uno migliore?

GL: Grazie per l’intervista e per le domande intelligenti e simpatiche, ti/vi aspettiamo sotto il palco nel massacro collettivo 2013, mi raccomando comprate The Seed of Foolishness……non ve ne pentirete mai.\m/

Tommy: Mah ti dirò, detto ad uno che a 15 anni voleva formare il Partito del Metallo mi sembra pure troppo sofisticato, ci vediamo nel Massacro collettivo.

Grazie a GL e a Tommy per la loro disponibilità. E voi che dite? Vi siete divertiti con questa intervista?