Burning Witches- Burning Witches


Un gruppo al femminile che suona Heavy-Classico? Mio! Questo ho pensato dopo aver letto l’annuncio
sulla bacheca Facebook di Schmier dei Destruction, il quale lanciava il gruppo con entusiasmo e parole convinte di apprezzamento. Ascoltai il primo pezzo proposto, non era affatto male e attesi con la giusta dose di curiosità la pubblicazione dell’esordio delle cinque ragazze svizzere. Ed eccoci qui, tutto come da programma. Un disco più classico che più classico non si potrebbe, con tanto di titoli tipo “Metal Demons” a farci capire cosa troveremo dentro questo primo lavoro. La miscela non è affatto nulla di nuovo, ma è solida e convince per l’energia e la trascinante potenza che riverbera lungo l’arco del disco. Sulle prima sembra quasi di ascoltare dei Warlock più incazzati, con la cantante che con le dovute proporzioni ricorda l’immortale Doro Pesch con i suoi vocalizzi potenti e una voce mai troppo alta. Il Metallo che si ascolta in questo disco è figlio degli stilemi più classici che possiate immaginare, con spruzzate di Thrash gradevolissime e poco insistite, però non si avverte quella “puzza di plagio chiamata citazione perchè fa figo”. Durante l’ascolto ci si gode l’impatto e la bella prestazione del gruppo senza stare a pensare troppo a cosa somiglia questo o quel riff, quel ritornello così efficace. Anche perchè oltre alle vacue somiglianze con la Doro dei tempi d’oro (risate registrate), non avrete tanta voglia di fare le pulci ad un insieme di canzoni che funziona e coinvolge. Già nei primi tre pezzi si intuisce la capacità delle ragazzuole di mazzolare senza mettere un mattone sull’acceleratore, di costruire canzoni e non insiemi di cose già sentite, sebbene mi ripeto, ci si muova in un contesto totalmente familiare per i metallari più stagionati come il sottoscritto

 

Non sono i Kobra and the Lotus che questa fase l’hanno vissuta ed ampiamente superata, perseguendo una rischiosa ricerca nella scrittura, questo è un esordio e partendo così bene mi aspetto che riescano a proseguire e ad evolversi con convinzione verso una strada più personale. Sempre se nel malfermo panorama odierno non saranno costrette a squagliarsi come un gelato al sole. Mi ci son divertito assai ad ascoltarlo e cosa preziosissima, non ci sono ballad strappagonadi (esclusa “Save Me” che proprio ballad non è), non c’è nessun pianoforte o chissà quali pretese. Qui si pesta e si fa con il giusto dosaggio di viulenza e melodia.

Tracklist:

01 Black Widow
02 Burning Witches
03 Bloody Rose
04 Dark Companion
05 Metal Demons
06 Save Me
07 Creatures Of The Night
08 We Eat Your Children
09 Creator Of Hell
10 The Deathlist
11 Jawbreaker (cover) (ma dai?)

 

Voto:

L’assaggio del disco: “Creator of Hell”

Più brave che bellissime

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