Battle Beast- Bringer of Pain


battlebeastbringerofpaincdSono ormai affezionato a questa band, scanzonata e tradizionalista nel sound eppure così fresca e convincente ad ogni disco che pubblica. “Bringer of Pain è il quarto lavoro che tirano fuori (il terzo con la potente Noora Louhimo al microfono) e non si potrebbe chiedere di meglio. Metallo ed Hard genuino convivono in un insieme riuscito e travolgente. Stavolta la band spinge molto sulla melodia ruffiana, sul pezzone da cantare con le corna al cielo e credetemi, era un pezzo che non ascoltavo un disco così divertente che cita senza copiare pedissequamente. Si sente chiara l’impronta riconoscibile del gruppo finlandese, il loro è un sound definito e personale che mi ripeto, senza inventare alcun che riesce ad entrare in circolo senza pietà. I loro ritornelli, i riff e le sgommate di tastiera sono una sana goduria che non dovreste lasciarvi scappare. Se nei primi album la formula funzionava, in questo è definitivamente esplosa, tra mid tempo d’acciaio dalle strofe assuefacenti e pezzi tirati dal piglio anni 80 più crudo e verace. Noora è una signora cantante, espressiva, potente e quando serve ammaliatrice, la sua potenza vocale non è basata sul gridare come un’isterica a cui sono passati davanti alla cassa, fermo restando che riesce a raggiungere le note alte senza alcuno sforzo. La bionda ed eccentrica singer tira fuori l’anima e irretisce con la sua gamma di emozioni. Ad avercene di cantanti così, davvero. Non sarebbe però sufficiente solo il suo talento a far risplendere il gruppo. I Battle Beast insegnano come si possa Metallare a cuor leggero, prendete come esempio “Beyond the Burning Skies”, un pezzo melodico, divertente e rimbalzante dal taglio epico quanto basta. Si mangiano in un boccone tutte le band con cantato femminile che provano a mescolare Pop e Metallo fallendo miseramente, roba da far vergognare i loffissimi Amaranthe. E senza diventare, volenti o meno, delle parodie buone per far ridere producendo musica di riciclo. Non sto qui a farvi l’elenco dei pezzi, vi basti sapere che sono vari e non seguono lo stesso canovaccio per tutta la durata dell’album, una colata di Metallo fuso piacevolissima e tonificante. Questi ridendo e scherzando, fanno sul serio e sarebbe il caso che vi lasciaste conquistare anche voi, invece di lamentarvi delle vecchie glorie e dei loro album sempre uguali.

Tracklist:

01. Straight To The Heart
02. Bringer Of Pain
03. King For A Day
04. Beyond The Burning Skies
05. Familiar Hell
06. Lost In Wars (con l’ospite Toni Joutsen)
07. Bastard Son Of Odin
08. We Will Fight
09. Dancing With The Beast
10. Far From Heaven

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:la title track

rrr

Dai come si fa a non volergli bene?

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