Quel Rude Venerdì Metallico /207: Il complesso dei castrati


Oggi ho l’onore di avere ospite su R.A.M. niente meno che il Professore Ubaldo De Siderurgis titolare della Cattedra di Metallurgia presso l’Università degli Studi di Castelvecchio Nuovo. Il professore risponderà alle mie domande in merito ad una curiosa fenomenologia denominata “il complesso dei castrati” sulla quale ha appena pubblicato un saggio edito da Laquarta.

RAM: Benvenuto Professore, innanzi tutto vuole presentarsi ai lettori?
DES: Sono il Professore De Siderurgis, ho 63 anni e insegno in una piccola Università di provincia dove ho un contatto diretto e personale con tutti e sei gli studenti. Posseggo quattro Lauree, otto Master e una scheda punti dell’Esselunga. Ho scritto sei libri sul Metallo, due sulle leghe e uno di barzellette per Metallari. L’ultimo è il più venduto, pensi. Può bastare?(scocciato)

RAM: Certo, si figuri. Dunque, ci può spiegare con parole semplici su cosa verte il suo ultimo libro “Il Complesso dei Castrati”?
DES: Guardi, in parole povere con la definizione “il complesso dei castrati” si intende quella particolare fobia, accompagnata da disprezzo profondo che molti Metallari manifestano nei confronti di una cantante donna. I castrati non sono essi, ma per spiegarle con chiarezza il concetto devo fare una rapida digressione sull’origine di questa particolare definizione che coniai una sera dopo un Fernet Branca.

RAM: Certo, faccia pure
DES: Dunque, ero nel mio studio dove mi ritiro spesso la sera per godermi un buon Fernet(aridaje), rileggevo alcune missive tra me e il grandissimo amico e collega Scapoccioni, ortopedico specializzato in traumi da “headbanging”, molto frequente tra i Metallari professionisti.

RAM: Di cosa vi scrivete, i vostri argomenti seppur in contatto sembrano piuttosto distanti.
DES: Non sono tenuto a rivelarle il contenuto altamente specialistico dei nostri dibattiti epistolari. Posso continuare?

RAM: Chiedo scusa, prego
DES: Dicevo, dopo l’ultimo sorso di Fernet(lo abbiamo capito che te piace il Fernet) mi cadde l’occhio su alcuni stampati che il mio assistente mi aveva procurato come ogni Mercoledì e che leggo sempre accompagnando la lettura con
RAM: DEL FERNET!!(esasperato)
DES: Esatto, ma non mi interrompa giovanotto. Leggevo con attenzione alcune discussioni online, commenti ad alcuni siti specializzati(per modo di dire) e in molti c’era una spiccata ritrosia verso i gruppi con cantanti di sesso femminile.

RAM: Professore, ma mi scusi se la interrompo. Ma lei si fa stampare le pagine web per leggerle? Non ce l’ha un computer connesso ad Internet?
DES: Certo che ce l’ho, ma l’odore della carta, il gusto di documentarsi sottolineando con la matita i concetti pregnanti sono un vezzo a cui non posso rinunciare. Il computer lo accendo raramente, e spesso senza costrutto. Ho sempre letto il suo blog tramite carta, e mi rincresce confessarglielo, non molto di frequente. Se mi permette andrei avanti.
RAM: Prego(basito)
DES: Leggendo questi strani commenti, spesso corredati da insulti vari alle povere giovani che tanto amano la loro musica e che si adoperano con sentimento alla causa, ho cominciato ad elaborare delle questioni. Perchè spesso il Metallaro preferisce l’ugola maschile a quella femminile? C’è una giustificazione tecnica? Puro gusto? Omosessualità repressa? Oppure ancora, perchè dimostrare tanto disprezzo quando basta dirigere i propri padiglioni auricolari ad altro?

RAM: Quello che dico pure io da tempo, si immagini.
DES: Ah, anche lei è un teorico? E secondo lei quale sarebbe la risposta a tali quesiti? Se ce l’ha già a cosa le serve questo confronto? Me ne vado?
RAM: No no, Professore le chiedo scusa. Volevo solo esprimere la mia vicinanza alla sua ultima affermazione.
DES: Capisco, comunque non mi interrompa ancora e stia al suo posto. Altrimenti non le concederò ulteriore tempo. Dunque, la risposta di non semplice individuazione si basa su una particolare forma di comportamento sociale ereditato dalle generazioni di Metallari del passato, trasmesso a quelle più giovani con un rapporto di 1:1. La donna non può esprimere concetti violenti, forme di auto affermazione e sentimenti forti che esulino dalle smancerie amorose (mi perdoni la definizione poco accademica) senza che alcuni(ricordiamolo che seppur vasto il campione studiato rimane comunque una parte del totale microcosmo Metallaro)  abbiano reazioni di sdegno ed incredulità. La donna non può auto-affermarsi per questi soggetti, non deve esprimere idee contrastanti con la rassicurante immagine di essa che questi individui hanno. Dicevano i Romani “Mulier serva lava et chiava”, un concetto superato ma ben radicato nelle menti di moltissimi.  Posso continuare? E’ tutto chiaro?
RAM: Certo, limpido. Prosegua pure.
DES: Bene, il  busillis risiede nel fatto che queste signore spesso cantano in maniera molto più virile di certi uomini, oppure ancora cantano allo stesso modo su toni altissimi e squillanti. Presti attenzione perchè questo è il fulcro del discorso: perchè allora dare un sinonimo di potenza e Metallaritudine perfetta ad un uomo che canta come una donna e negarla alla donna stessa? La risposta e le mie spiegazioni complete al riguardo le troverete nel libro(con prefazione di Mario Bambea). Io posso solo donarvi un altro contributo importante alla mia ricerca. Su questa bobina c’è registrato un accadimento risalente ai primi dell’800. Ovviamente è una riproduzione con attori di quanto avvenne, a quel tempo non c’era ancora il modo di fissare su pellicola le immagini. Prego di diffonderlo sul suo sito e di lasciar parlare le immagini. Questo è l’esempio lampante di come si origini “il complesso dei castrati” e a quali nefaste conseguenze porti.
RAM: Grazie Professore, posso farle un’altra domanda?
DES: No, l’intervista è finita abbia pazienza. Devo andare a scrivere il mio commento di risposta ad una recensione sul mio libro in vendita su quel famoso negozio online che vende di tutto. “Mala tempora currunt” quando la cultura viene venduta insieme ad oggetti di consumo dalla dubbia utilità.
RAM: Accenderà il pc?
DES: No, scriverò la mia risposta con la mia stilografica e poi la passerò al mio assistente che provvederà alla pubblicazione online. Arrivederci carissimo, tante care cose.

Ringraziando il Professore, vi lascio alla bobina che ci ha donato. Ho scoperto che si poteva facilmente reperire su Youtube questo documento esclusivo e rarissimo.

 

 

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4 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /207: Il complesso dei castrati

  1. a me piacciono di brutto le voci femminili nel metal, ma quando si tratta di cantanti di prim’ordine, tipo anneke van giersbergen (dei vecchi tempi almeno…), cristina scabbia, marcela bovio e molte altre….

    il problema penso sia che il settore per una questione di moda si è molto inflazionato e sono usciti cloni su cloni, con vocette femminili da poco più di una sigla per cartoni animati, e magari da li nasce il disprezzo. così, lo dico per ipotesi, come sai non sto troppo dietro a queste cose.

    comunque sono favorevole alla presenza di voci femminili, certamente.

    • Vale la regola universale: se la voce è valida allora la apprezzo, a prescindere se sia femminile o meno. Questa è la parità no?

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