The Gallery CCXXVIII


Luglio è giunto e sappiamo che la stagione dura per il nostro complesso museale è appena cominciata. L’Arte passa in secondo piano durante l’Estate, ne soffriamo ma comprendiamo. Per tutti coloro i quali pensano che nessuna vacanza possa valere quanto un nuovo ampliamento, siete i benvenuti. Lo dedichiamo a voi, godetevelo e come sempre, cerchiamo di non sporcare e di non dare spettacolo in preda all’entusiasmo per quanto andrete a vedere.

 1.Ci vuole orecchio

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L’orecchio finalmente prende il giusto spazio in un’opera. Eccolo al centro, plastico e fiero, svettare su uno sfondo ispirato ad una tovaglia cerata anni 70. Ua mosca ne impreziosisce il lobo, creando un delizioso contrasto tra il candore perfetto del padiglione auricolare e il nero dell’insetto. L’autore ha scelto di esaltare l’orecchio con una mosca perchè altrimenti con una pulce l’opera avrebbe preso altri significati.

 

2.I quattro, sempre loro

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I soliti, disperati, quattro cavalieri dell’Apocalisse fanno quello che possono con quello che hanno. Cavalli scartati persino dalle macellerie equine, una debolezza e una voglia di finire il mondo che levati proprio. Eppure cavalcano, portando la rovina su un tappeto fumoso.

3.CGI: creazione goffa (ed) inguardabile

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Quando i Maiden andarono in fissa con la CGI commissionarono opere dall’indubbio valore artistico, come questa esposta. La celebre mascotte del gruppo viene esaltata da una realizzazione digitale che ne esalta la plasticità e il dinamismo. Eddie è vivo, si muove e sembra saltar fuori dall’opera, pronto a ringhiarci in faccia. Guardate la muscolatura, vibrante ed esplosiva con quelle incisioni tipiche del legno. E l’espressione da ottuagenario con strascichi di ictus è il tocco di realismo che catalizza l’attenzione di qualsiasi fruitore dell’opera.

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In questa altra imperdibile opera di quell’epoca, l’ottuagenario gioca a dadi. La mano che li lancia sarà la sua? Se sì, complimenti per la scioltezza, sapete a quell’età non deve essere semplice portare il braccio dietro la testa.

 

4.I grandi navigatori

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“Sigurd, abbiamo due notizie, una buona e una cattiva” “Dimmi Oleg il fesso, dimmi” “Dunque, la buona è che finalmente abbiamo toccato terra. Avevate ragione, c’era davvero al di là dell’Oceano qualcosa che non conoscevamo.” “Bene, questa dev’essere la notizia buona. Dammi quella cattiva Oleg” “E che ci siamo sopra col Drakkar. Siamo arenati.” 

5.Bagordi en plein air

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La povera giovinetta bionda esausta dalla notte di bagordi con i nani e la tremenda fiera rossa(un gattaccio che si spaccia per puma di montagna) riposa mentre il viandante la giudica con lo sguardo. Non ha chiuso occhio ed è talmente rimbambito e disgustato da aver acceso la fiaccola in pieno giorno. O almeno sembra lo sia, nonostante l’enorme disco in alto a destra che dovrebbe rappresentare la Luna. La mora sullo sfondo sta smadonnando contro il vecchio, reo di lamentarsi troppo e “fare” poco.

Chiudiamo l’ampliamento odierno con il contributo prezioso di Todd, gallerysta onorario dal talento straordinario. Pure la rima, come ringraziamento e presentazione oggi non si può proprio lamentare.

6.Morire da robot

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Un robot semidistrutto ha capito che la guerra è inutile. Perchè distruggere gli esseri umani? L’opportunismo di questo cambio di vedute è evidente,  lo è meno la processione di puntini sullo sfondo. Che si stiano divertendo nel controllare se il robot gigante è fornito di attributi meccanici?

 

7.Quando si travisa una correne artistica

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Come notato da Todd stesso, in quest’opera si scorge un’infantile collagismo, molto timido ed ingenuo. Il vero problema di quest’opera, pur notevole, è il cercare di dare un senso compiuto usando una corrente artistica che un senso non ce l’ha e non lo cerca. 

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

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2 commenti su “The Gallery CCXXVIII

  1. i cavalieri dell’apocalisse, anche se sono 4, mi hanno fatto tornare in mente un detto di roma e del lazio: il trio Monnezza, fame, sonno e debolezza.

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