Quel Rude Venerdì Metallico /204:I ricordi ti fottono


La volta scorsa, parlando di riviste cartacee e del mio rapporto con i siti specializzati, non vorrei aver dato a qualche lettore l’idea che io guardi al passato con bonaria nostalgia, sdegnando il presente. Non è così, nonostante le evidenti difficoltà e storture che oggi caratterizzano la scena e la sua diffusione, non ho mai guardato al passato con la voglia di tornare indietro. Il passato è seducente, ti permette di affogarci dentro smussando gli spigoli e le spiacevolezze che hanno perso importanza. Io so di per certo che non vorrei mai tornare agli anni del Liceo, non vorrei rivivere certi agghiaccianti pomeriggi trascorsi con persone che oggi schiaffeggerei con simpatia. Non vorrei mai che la mia collezione di CD tornasse ad essere di “numerododicidischi” e cassette TDK che avevano una qualità del suono pari a “sentire una canzone con un piumone sulle orecchie”. E’ vero, certe sensazioni di scoperta, di magia magari non le proverò più, ma a cosa serve se già le ho provate? Dovrei stare tutta la vita a far finta di non conoscere nulla o a vivere il già vissuto? Desiderare un passato e delle abitudini che ormai non avrebbero alcuna ragione di essere?

E no, il ricordo sta bene lì dov’è. Lo curo, gli voglio bene certo, ma rimane lì come una vecchia foto. Non la guardo tutti i giorni sperando di entrarci dentro, manco fossi Maxine di “Life is Strange”(mai sentito parlare di questo gioco? Be’, magari ci dedico due righe sul prossimo appuntamento con “The Beyond” a base di videogiochi).

Perchè come scrivo nel titolo, i ricordi ti fottono. Sono melliflui, dolci e ti fanno credere che la tua vita fosse bellissima prima. Ricordiamo spesso in maniera volutamente distorta anche la realtà che ci circondava al tempo.

Non si discute, la situazione era migliore per molte band, però erano i soliti nomi che si arricchivano con la musica, non mi pare di ricordare che negli anni 90 i Nevermore avessero delle ville “arcoriane”, tanto per fare un esempio. La pirateria c’era anche allora, era più tollerabile e aveva un impatto meno violento sul giro d’affari delle etichette, ma c’era. Insomma, oggi il business musicale è una landa desolata e povera, allora non è che fosse la Valle degli Orti(perchè l’amore per il Metallo, non dà sempre buoni frutti).

Come detto in altre occasioni, al giorno d’oggi stiamo ridotti sempre più spesso a rifugiarci verso un passato di gloria, magnificando anche cose che un tempo avremmo considerato degne di uno sputo. Le riviste, le cassette, i vinili, l’essere giovani. Sono cose che o sono scomparse o presto lo faranno, facciamocene una ragione senza voler per forza invertire il senso di marcia del tempo. Tanto, fidatevi, è fatica sprecata.

(la prossima settimana andiamo oltre, però la trilogia “passato/presente” la volevo completare. Oggi senza una trilogia non sei nessuno)

comp

Completiamo il format con un’immagine che non c’entra un beneamato dal titolo:”Maria, pare che te schioppeno!”

 

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2 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /204:I ricordi ti fottono

  1. dal mio commento dell’altra volta poteva apparire una fote vena nostalgica, ma ci tengo a chiarire che non tornerei nemmeno io agli anni del liceo (o meglio, si, ma per rifare tutto in maniera opposta, ma è un altro discorso…), e di certo preferisco spendere 7 o 8 euro per un cd che in una settimana mi arriva dalla germania e in qualcosa in più dall’inghilterra (dopo averlo preascoltato sul tubo), quando allora ne spendevo anche 18-19 una volta al mese o anche meno, andano “a tasto” in maniera preoccupante, e a volte domandandomi “ma cosa mi sono preso???”.

    però, la mia critica va lo stesso a un mondo, quello odierno, dove tutto va di fretta, e tutto deve scorrere fino alla prossima esperienza senza nemmeno fermarsi ad ascoltare quello che hai. anche per chi ha una certa maturità e ha vissuto il passato e la transizione al mondo di oggi non è facile, prendi anche solo un dettaglio: ascolti un cd mentre sei al computer oppure lo ascolti facendo solo quello, al massimo con il libretto dei testi. per quello dico che una volta avevamo meno materiale ma era più vissuto, in un certo qual modo.

    ripeto, niente nostalgia a tutti i costi, tanto il passato non torna (nonostante la moda del vintage in molti settori, musica compresa), ma l’atteggiamento generalizzato di oggi rischia un domani di lasciarne veramente pochi di ricordi, se uno non si ferma un attimo a riflettere.

    • Condivido in pieno Todd, prendersi del tempo e rallentare un po’, cercando di addormentare quell’urgenza di conoscere tutto ad ogni costo, è un lusso che sembra più necessario di quanto non si pensi.

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