The Gallery CCXXVII


Un saluto caloroso a tutti voi, ci siamo, la stagione estiva è tornata e come sempre dobbiamo faticare per spingere il pubblico a frequentare le nostre sale. Vi ricordiamo che nel nostro museo la temperatura è fresca e gradevole, i nostri visitatori, al pari delle nostre opere, non hanno bisogno di soffrire il caldo. Perciò non siate ritrosi, entrate anche solo per una botta di frescura e scommettiamo che gli occhi posati casualmente su un’opera vi spingeranno a proseguire il giro, ipnotizzati da tanta sublime bellezza.

 1.Le chiavi

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Una ragazza arancione subisce le avances poco eleganti di molti pretendenti. Le chiavi, la serratura sulla gola rendono evidente il fine ultimo dei pretendenti (non visibili nell’opera, in quanto l’autore sicuramente cerca di elevare l’immedesimazione non mostrando alcun personaggio oltre alla ragazza)

 

2.Miracoli cosmetici!

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Un prodotto di bellezza che fa miracoli:”ElasteneCredici”, la nuova crema realizzata col sudore delle farfalle di montagna, ricca di Selabevina e Ballonio, renderà la vostra pelle tonica e tirata. Nella foto la modella vi mostra il risultato della prima applicazione di “ElasteneCredici” su metà volto.

3.Il peso del comando

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Il re dall’ascia pesante come il suo umore, si erge in una cornice nera, mostrando la sua carismatica espressione di sforzo disumano. Sollevare l’ascia da guerra, realizzata con scarti di stagnola, barattoli di pomodori e scatole di tonno pressate, è uno stress fisico degno di un eroe. Non importa se poi gli viene la faccia da pirla.

4.Weirdos of Steel

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L’opera ritrae un gruppo di recupero sperimentale nella clinica “StateBeneMetalli”, dove si recuperano Metallari all’ultimo stadio. Per capirci, quelli che non riescono a fare a meno di rendersi ridicoli indossando armature di pelle di bue, corpetti in cuoio scamosciato con la zip oppure gambali e cotte di maglia in pvc. La Clinica provvede alla riabilitazione dei poveri dementi provvedendo a farli specchiare più volte al giorno tutti insieme. Finora non si sono viste grosse guarigioni, ma il lavoro dei terapeuti va avanti.

 

5.Neri pensieri

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Cosa starà pensando il truce blackster? “Meno male che io so’ duro e trVe, sanguinario e con l’espressione da duro, mica come sti merdosi qua sopra” oppure “Spero di aver lasciato il gas acceso in canonica”

Siamo giunti alle opere esposte grazie al solerte lavoro di ricerca dei nostri amici segnalatori, gallerysti onorari. Il primo a cui vanno i nostri ringraziamenti è Alberto, il quale ci dona una doppietta d’impatto.

6.Benvenuti nel futuro!

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Benvenuti in Windows 2000!! Il futuro dell’informatica è nelle vostre mani! Siate pronti ad ammirare inutili screen saver con roba levitante, grafica ad alta definizione di lavori post-collagisti capaci di farvi venire un tuffo al cuore. Per l’ansia.

 

7.Eroe solitario

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“Un’eroe all’orizzonte, si stagliava incedendo verso di noi. Il viso nascosto da un cappuccio rosso, un mantello dello stesso colore inamidato in una posa minacciosa. Non potevamo sapere chi fosse quella figura stagliata contro il sole a spicchi, ma di sicuro ci sembrava poco amichevole e assai sgradevole di aspetto”. (brano tratto da “Le incerte cronache di SiSburr, di Gionni Pettorina, Drizzoli Editore).

Chiude l’ampliamento di oggi la generosa doppietta donata da Todd. Lo ringraziamo, preparando i nostri occhi alla piacevole vista.

8.Il Sonno della Ragione genera mostri prospettici

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Quando si dorme, i mostri prendono vita, esseri con il torace a botte e le corna giungono a fare i dispetti più nefandi: portano polpi marci in camera, mettono sottosopra l’ambiente del riposante e soprattutto alterano la prospettiva e le proporzioni. Quest’ultima cosa non ha un reale impatto su chi dorme, in effetti alcuni critici pensano che sia una manifesta difficoltà dell’artista nel rendere l’ambiente coerente con una percezione prospettica più consona.

 

9.Gioco di luce

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L’unico essere umano al mondo che invece di fare le ombre cinesi per passare il tempo nella sua piccola e spoglia celletta, riesce a giocare con i raggi solari, disegnando con la luce una barchetta, o forse un’occhio. Nessuno ha mai saputo come riuscisse a farlo, ne nessuno lo vide mai cambiare disegno o immagine realizzata in questo modo.

 

Vi salutiamo ricordandovi di segnalare le opere che ritenete degne del nostro spazio museale, oltre al favore di far conoscere questa preziosa opera di divulgazione anche ad altri.

Per visitare i precedenti ampliamenti della Gallery, cliccate sull’immagine in testa al post oppure su quella identica a lato.  

Arriveduàr…

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