Quel Rude Venerdì Metallico /199:Vektor, altre due considerazioni


Siamo abituati, rassegnati quasi, a pensare che ormai non ci possa stupire nulla, che tutto sia stato detto e ridetto. Si passa da un disco all’altro, da un film all’altro, quasi mai colpiti davvero in maniera profonda come una volta. Una volta, quando non sapevamo molto di tutto quello che ci piace, quando avevamo poca esperienza e tutto era da scoprire, sempre entusiasmante. Oggi che troppo spesso ci si accartoccia sui ricordi che certe sensazioni ci hanno lasciato, fa ancora più sensazione quando qualche siluro pieno di emozioni mi colpisce in pieno volto: esatto, i Vektor.

Quello che ieri cercavo di dirvi nella recensione è che il nuovo disco degli ameregani non è solo incredibile sotto ogni punto di vista catalogabile in un blogghe o una webzine: songwriting, produzione, capacità tecniche. Tutto perfetto, tutto inappuntabile. Ma perchè allora, oggi che è  relativamente più semplice raggiungere la perfezione formale per chi fa uscire un disco, nessuno o quasi riesce a lasciare qualcosa di più duraturo di un ascolto e via? Perchè manca un’idea che sia davvero personale, una forma mentale peculiare, un discorso da sostenere usando i propri mezzi espressivi. Ispirandosi a chi li ha preceduti, i Vektor hanno compreso come agguantare e restituire al pubblico quell’elemento unico, che nella loro musica brilla in maniera quasi accecante (che se chiamate X-factor ve caccio subito).

Il momento in cui mi sono accorto che “Terminal Redux” non è solo un ottimo disco, ma un vero e proprio capolavoro, mi sono emozionato davvero. Era da “Koloss” dei Meshuggah che non mi succedeva. Non dico che non mi sia piaciuto nient’altro nel mezzo, ci mancherebbe, lo sapete voi e lo so io che non è così. Parlo di andare a fondo, cercare qualcosa che mi abbia davvero lasciato senza fiato in maniera così dirompente. E allora i titoli da centinaia diventano decine, negli ultimi anni. Tipo quando guardo un cinecomic, mi diverte, ci passo una serata, ma dentro non cambia nulla. Non ti smuove manco un pelo.  Come sei entrato, così esci. Le vere opere d’Arte sono quelle che qualcosa ti aggiungono (o tolgono), cambiano un po’ il tuo io. Ti danno qualcosa in cambio della tua attenzione. Questo è il senso delle cinque stelle affibbiate al disco dei Vektor, non solo un lavoro capace di rimescolarmi il sangue, per quello basta poco, un’opera capace di risvegliare e scuotere le emozioni vere, quasi carnali, sopite da troppa mediocrità e ripetizioni rassicuranti.

Grazie ragazzi, perchè mi avete ricordato com’è farsi stringere le orecchie dal Metallo, mi avete ricordato che il cuore non deve solamente battere, deve sussultare.

 

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4 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /199:Vektor, altre due considerazioni

  1. credo anch’io che oggi non sia facile emozionarsi con qualche disco come facevamo quando eravamo poco esperti ed avevamo tutto da scoprire, oggi è più difficile anche perchè i gruppi storici in molto casi producono album validi tecnicamente ma senza quel “qualcosa” che avevano una volta.
    se penso a dischi che mi hanno colpito vosì tanto da aver sempre voglia di risentirli (che poi è il mio metro di giudizio), negli ultimissimi anni, non mi viene in mente niente, nel passato più recente, gli ultimi 10 anni, potrei citare The Perfect Machine dei Vision Divine, Soundchaser dei Rage (mi pare 2005 per entrambi o giù di li), di poco più recente Fiction dei Dark Tranquillity.

  2. Ho ascoltato il disco, tecnicamente mostruoso e veramente complesso in ogni sua parte… decisamente ostico, se l’unica canzone che mi è rimasta impressa è Collapse (bellissima davvero); dovrò ascoltarlo ancora e ancora, perché per adesso non condivido l’entusiasmo generale attorno a questo disco 😦

    Non so, forse un po’ troppo “estremi” per i miei gusti (eppure Death e Voivod sono tra i miei gruppi preferiti)…
    Tra l’altro, gli stessi discorsi che sento attorno a questo Terminal Redux sono (con le dovute proporzioni) quelli che si sentivano qualche anno fa per “The Blackening” dei Machine Head; anche quello un po’ troppo “moderno” rispetto ai miei ascolti abituali, eppure sono riuscito ad apprezzarlo…

    • Io ti posso solo consigliare di avere pazienza, poi magari non ti colpirà ma va bene così. In fondo non tutti abbiamo la stessa reazione di fronte alla Musica.

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