Quel Rude Venerdì Metallico /190:Le verità scomode



La solita attenzione morbosa per le esternazioni di Kerry King ha colpito ancora. King ha affermato:”We’re living on our history for sure,” he said, “but so is everyone else, yet we’re the ones trying to push ourselves forward. I would say [IRON] MAIDEN and METALLICA, no offense, are living on past success. METALLICA has toured forever on the ‘black’ record which a lot of people don’t like. I actually like it. It’s heavy as can be. Is it ‘Master Of Puppets’? Of course not, but it’s a great record. IRON MAIDEN, for me, is living off their first three records. Have they made good songs since then? Yeah, but they haven’t made great records. I like to think we’re still making great records and as much as people come out wanting to hear ‘Raining Blood’ and ‘Angel Of Death’, they also want to hear ‘Disciple’ or even ‘Implode’.”(testo raccolto da Blabbermouth.net)

(“Viviamo anche noi sulla nostra storia di sicuro, ha detto, ma anche ogni altro, eppure noi siamo gli unici che provano ad andare avanti. Vorrei dire che i Maiden ed i Metallica, senza offesa, stanno vivendo dei successi passati. I Metallica hanno girato in tour per lunghissimo tempo col Black Album, disco che molte persone non amano. A me piace. E’ pesante come dovrebbe. E’ ‘Master of Puppets’?. Naturalmente no, ma è un gran disco. Gli Iron Maiden vivono sui loro primi tre dischi. Hanno scritto belle canzoni da allora? Certo, ma non hanno mai registrato grandi dischi. Mi piace pensare che noi ancora facciamo grandi album e le persone vogliono ascoltare tanto ‘Raining Blood’ e ‘Angel of Deathì quanto ‘Disciple’ o anche ‘Implode’.”)

Apriti cielo! I soliti difensori d’ufficio hanno sguainato le spade e attaccato il pelatone con una gamma colorita di insulti, manco avesse detto che le loro  madri siano delle poco di buono. Lasciamo stare le considerazioni sul peso che certe dichiarazioni hanno, davvero anche un’opinione del cazzo è un’opinione e non si sa bene perchè dovrebbe adattarsi a tutte quelle esistenti, scatenando simili bagarre. Mettiamo pure da parte i ragionamenti sull’opportunità di riportare ogni virgola che King pronuncia. A domanda risponde, poi chi riporta l’articolo farà il resto. La verità, scomoda e ingombrante è che le chiacchiere ormai valgono più della Musica. Prende più click una cazzata del genere che magari una recensione o uno speciale su questo o quel disco. Perchè a molti la polemica non è che piace, li fa venire proprio. E chi controlla gli accessi giornalieri lo sa. Troppe persone non vedono l’ora di vomitare bile, su King, sulla vincitrice di Masterchef, su qualsiasi fregnaccia sia argomentabile con almeno sei o sette insulti nello stesso commento. Spesso tali individui riescono a sfogarsi più volte al giorno e con un eclettismo invidiabile. Ce l’avete presente la stronzata di “petaloso”? Quanti hanno capito davvero quale era l’accaduto? Quanti invece si sono fermati a commentare il titolo senza leggere manco una riga degli articoli a riguardo? Non lo so e non lo voglio sapere. Questa era una delle millemila polemiche stronze che popolano il Web, gli esempi potrebbero essere molteplici e sorvoliamo pure sui moralizzatori che in una discussione tirano fuori i cavoli a merenda, perchè anche loro hanno dei diritti e sono importanti.

"Ma come si fa ad ordinare un bianchino nel privè?"

“Ma come si fa ad ordinare un bianchino nel privè?”

“Sarà davvero necessario che io mi incazzi perchè “tiziopelato” degli Slayer ha detto che i Metallica campano di gloria passata? Sì! Devo insultare lui e tutti quelli come lui che parlano male dei FORORZMEN”. E’ questo il progresso della comunicazione e della socialità che abbiamo conquistato? Il potere di gridare e scrivere banalità spacciandole per oro colato, litigando e polemizzando in maniera aspra e assolutamente dimenticabile per ogni cazzo di questione? Io voglio crederci ancora, penso sia davvero possibile aspirare ad una maniera completamente diversa di confrontarsi, ragionare prima di sentenziare e soprattutto imparare a tacere. Il potere e il diritto di parola non sono vincolati a quanto uso ne facciamo, ogni tanto si potrebbe esercitare il potere del silenzio, della riflessione. La fretta di giudicare, di essere protagonisti lasciando la propria preziosissima difesa/attacco è un morbo del quale è facile venire infettati, perchè la Rete rende tutto più semplice. Quanti di questi “Avvocati” interverrebbero in una vera discussione per strada? Immaginatevi due o tre Metallari che parlano di quanto i Maiden o i Metallica di oggi siano bolliti, uno di questi avvocati li sente e…basta. Difficilmente rischierà di inserirsi in un dialogo fra estranei solo per esternare il suo parere, o comunque eviterebbe di insultare i presenti. Un vegano alla vista di un estraneo intento a mangiare un bel panino con sei chili di fettine andrebbe a dirgli “guardi che non è giusto mangiare carne. Fa pure male e lei non capisce un cazzo”?. Sono paragoni un po’ estremi certo, ma se ci pensate bene è proprio l’assenza del contatto diretto che rende possibili certe meccaniche. Il sentirsi protetti dalla distanza, l’alienante illusione di essere in contatto con tutti senza esserlo davvero con nessuno. Pensate a quante discussioni “virtuali” morirebbero in un lampo se ci fosse un individuo in carne ed ossa vicino a noi, pronto a guardarci in faccia per rivelarci già senza parlare, quanto sia inopportuno comportarsi ed esternare in quel modo.

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“Dai dimmi che sono un coglione…”

Lo scambio di opinioni odierno mi ricorda sempre di più le arene sportive che andavano in onda negli anni 80, quando Internet non c’era e gli insulti sullo schermo sublimavano il bisogno di far sentire la propria voce, concordando o dissentendo ferocemente sui tizi che litigavano su fuorigioco e rigori negati. Mio padre era un maestro in questo, ricordo gli strali che mandava con ampi gesti della mano a chiunque avesse un’idea diversa dalla sua, a volte senza manco aspettare che questi la esponesse. Sapeva che ogni cosa detta da tizio “X” era una cazzata, una bestemmia calcistica di prim’ordine. Non serviva ascoltarla, comprenderla, alle prime tre parole giù i “vaffa”. Forse sono state quelle scene a farmi rigettare l’amore per la polemica, la totale mancanza di attrattiva per lo scambio di insulti con degli sconosciuti, chissà.

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“La polemica è bella ma va fatta con calma” disse quello che aveva capito tutto decenni fa.

 

 

 

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11 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /190:Le verità scomode

    • Sì per carità, il mio era un esempio che si adatta bene al modo in cui vengono gestite le discussioni in Rete.

  1. La cosa che più mi rattristisce di certe situazioni è la palesità con cui certe persone, nel nostro caso il signor Lo-Re, sono vecchie nei ragionamenti e che spargono in giro questa loro vecchitudine in ogni cosa che dicono e fanno. Poi danno pure del cornuto all’asino (ai metallica, agli Iron etc…), come si suol dire. In certi casi sono obbligato a concordare con la solita marmaglia che ricopre di insulti simili individui. Certi musicisti dovrebber rendersi conto che non sono poi tanto distanti da delle figure istituzionali, e che dovrebbero pensarci molto bene prima di aprire quelle bocche o fare gesti inconsulti.

  2. Ma poi non è che abbia detto chissà cosa. In effetti lo stesso discorso si potrebbe applicare agli slayer. Comunque hai ragione, è la distanza a dare così tanto coraggio ai “leoni da tastiera”. Inoltre non credo si dovrebbe dare troppo peso alle esternazioni dei nostri musicisti preferiti, pena renderceli insopportabili. notare, dico questo in un piovoso sabato mattina mentre leggo la biografia di Mustaine (lui sì che sa riempire di livore ogni commento).

  3. Condivido in pieno. Non è più possibile partecipare ad una discussione, avanzare un commento, senza scadere nella rissa, in rete, ovviamente. Concordo anche sul fatto che poi nella realtà i leoni possono facilmente trasformarsi in conigli, ma più probabilmente in asini, dal momento che il più delle volte si parla di artisti, a volte famosissimi, a volte oscuri e di nicchia, di cui si finisce per aver ascoltato due-tre cosine alla svelta, magari sul tubo, magari senza neanche arrivare alla fine, e poi via di commento. In effetti, questo problema della “rissa” da bar dello Sport che i social finiscono per diventare, va poi di pari passo con un’altro grande problema: il luogo comune. Grande divinità evidentemente venerata da buona parte di chi bazzica in rete, ormai è davvero difficile permettersi di fare un commento se questo va in un qualche modo controcorrente. Per cui meglio ripetere all’infinito le solite cose, pena la lapidazione su social. Personalmente, per esempio riguardo i Metallica, mi veniva da ridere quando, negli anni’90, in molte testate trovavo il nome di Lars Urlich come miglior batterista dell’anno nei sondaggi, così come mi viene altrettanto da ridere oggi, dove trovo scritto ovunque che lui è il peggior batterista del mondo. Anzi, potrebbe essere uno spunto per un tuo post in futuro, mi piacerebbe sapere quali sono le cose che trovi più cambiate, se non addirittura stravolte, dal metal degli anni ’90 ad oggi. Un saluto…

  4. penso anche io che la rete si presta molto all’insulto al volo, invece di articolare una critica è puù comodo scrivere le prime cose che vengono in mente, specialmente se si può gettare fango gratuitamente su qualce personaggio famoso.

    ah, comunque per me dire che i Maiden si sono fermati ai primi 3 album è decisamente riduttivo.

    • Va da sè che la dichiarazione sia opinabile, resta il fatto che sia una sua idea e non la verità assoluta. 🙂

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