Quel Rude Venerdì Metallico /189:Vinili e cassette, la novità



Nel nostro tempo dominato dalla pirateria musicale e dal tracollo dell’industria discografica, si registrano strane tendenze che fatico a comprendere. Fermo restando che ognuno fa ciò che vuole, compra quello che più gli garba e via discorrendo, trovo davvero strano il culto di cui godono dei supporti desueti come il vinile e le audiocassette, non solo hanno una cerchia di appassionati e quindi un mercato, ma questi vengono scelti spesso per scremare il pubblico di potenziali ascoltatori con uscite di dischi esclusive in questi formati. Molte piccole band stampano dei dischi esclusivamente su vinile, quasi a ricercare una purezza e un seguito di puristi del suono antico, facendo leva sul grande potere del collezionismo e della nostalgia. A parte il fatto che un’ audience già risicata diviene ancora più esigua per colpa di questa scelta, rendendola ancor più astrusa, quale sarebbe il motivo vero per cercare di continuare a perpetuare un passato che non potrà mai tornare? I dischi in vinile hanno un loro fascino indiscutibile, il grande formato della confezione, il feticismo collezionistico di un disco usurabile ad ogni ascolto e il senso di superiorità scatenato nei possessori del disco che lo devono ribadire ad ogni occasione possibile. “Ho il vinile!” Embè?

Io non ne possiedo nessuno, certo averne qualcuno dei miei dischi preferiti per poterlo usare come soprammobile o elemento decorativo del mio studio non mi dispiacerebbe,  ma se devo possedere un disco voglio godermelo per il motivo principale per cui un disco esiste: ascoltarlo. Mi verrete a dire che i vinili si possono ascoltare, che farlo è il vero modo per “sentire” davvero la Musica con il fruscio continuo e il calore sonoro donato da questo vetusto supporto: mi dispiace ma non sono d’accordo. Padronissimi, ma non fa per me. Io mi becco il mio bel CD senza imperfezioni,  l’intensità del suono e le emozioni che la musica contenuta in esso non sono seconde a nessun altro supporto, senza mettere in ballo i discorsi riguardanti le produzioni piatte e prive di dinamica che affliggono molti dischi moderni. Quelle non se ne andrebbero manco ascoltandole su vinile, il fruscio da solo non basta a dare dinamica e vita ad una parete liscia e fredda. E non parliamo dell’audiocassetta. Ne ho ancora moltissime (che ci crediate o no, quasi tutte originali) e credetemi, anche se avessi la possibilità e la tecnologia necessaria per ascoltarle di nuovo, le lascerei lì dove sono, ad invecchiare. Hanno già dato e non pretendo altro da loro. Volete rivitalizzare l’industria e incentivare le persone a comprare dischi di nuovo? Registrate roba buona, non fossilizzatevi sul dove e sul come, pensate solo a produrre Metallo di peso. Chiudersi e ignorare il presente non renderà migliore la vostra musica, non vi farà vendere più copie e tanto meno donare uno status da culto solo perchè avete registrato su cassetta un disco che comunque non è niente di che. Oh poi son sempre cazzi vostri…

ddd

“Che bello ho tutti i sedici pezzi in vinile del nuovo disco dei Vattelappesca! Stampato in 80 copie, distribuito a mano ed autografato con pennarello vintage”

 

 

 

 

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6 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /189:Vinili e cassette, la novità

  1. Siamo perfettamente in sintonia. Anche a me è capitato di scontrarmi a volte coi cultori del vinile (tra cui uno che diceva che la mia collezione di CD è “una merda” 😀 ). Il pregiudizio che il vinile sia meglio del CD è un pregiudizio che arriva dagli anni ottanta, quando effettivamente i CD avevano un brutto suono. Ho qualche CD col mastering derivante proprio da quel periodo e in effetti ha un suono molto freddo e secco. Nel tempo però la tecnologia ha fatto passi in avanti, e oggi non c’è gran differenza tra i due supporti. Del resto se escono remastering su remastering degli anni ottanta un motivo c’è 😀 .

    Sono d’accordo anche del vinile come oggetto da collezione: quei pochi che ho sono più per collezionismo. Tuttavia, preferisco di gran lunga il formato CD, se lo scopo è ascoltare: è molto più comodo (un vinile necessita un impianto buono, per i CD basta il PC) ed economico (sia i vinili che l’impianto costano molto di più degli omologhi per i CD). Certo, ho anche rispetto per chi vuole ascoltare la musica in vinile, in cassetta, in digitale, su Bandcamp, ecc. Tuttavia, sono molto d’accordo con te che essere assolutisti e ritenersi migliori di chi ha un’idea differente dalla propria non è solo è poco intelligente ma a volte anche controproducente 😀 .

  2. La collezione in vinile fa molto intellettuale alla moda che ti guarda dall’alto in basso con aria schifata. Devo dire però che sono molti di più i CD rovinati, soprattutto i primi, che non i vinili o le cassette e, in quanto all’ascolto, ormai più che il supporto conta l’impianto di diffusione: ascoltare un cd sul Pc o una vecchia cassetta sul mangianastri anteguerra che ho strategicamente posizionato nel bagno non mi fa tutta sta differenza. Quando uscirono i cd costavano il doppio dei vinili e il triplo delle cassette ora i vinili costano il triplo dei cd: solita fuffa, solita truffa.

  3. è una moda, il vintage, la tecnologia o le cose (anche mezzi di trasporto) di una volta. per me il vinile può avere senso se magari già avevi una collezione o comunque qualche pezzo, e ora trovi molta scelta, ma per me che per ragione anagrafiche ho vissuto nell’era della fine della cassetta e poi del cd, partire da zero non avrebbe motivo di esistere.

  4. Non ho mai avuto un mangia-quei-cosi, ma credo siano esteticamente carini, sopratutto quelli colorati. Mi piacerebbe avere le versioni in vinile dei miei album preferiti, proprio per adornare la mia stanza e gioirne a uso e abuso personale. Ovviamente il mio lato freddo e calcolatore sa benissimo che sono cose di cui non ho affatto bisogno, che costano, che ingombrano, che si rovivano facilmente e che servono solo per mandare avanti fette di mercato e gruppi già di per sè sulla via dell’estinzione.

  5. Io ho una collezione di circa 400 vinili, che pero’…..ormai non ascolto da decenni!! Sono li in una vetrina del tinello giusto per “completezza”. La verità è che ho ricomprato quasi tutto in cd e devo dire che oltre alla praticità e fruibilità il suono è nettamente migliore per gamma dinamica e quasi assenza di fruscii. Senza contare il famoso wow and fluttering dato dalle parti meccanche. Ed io ho un signor Stereo, con tanto di Piatto Thorens, puntina stanton con costo da brivido. Ovviamente anche loro relegati in tinello. Fattelo dire da chi è nato con vinili e cassette al cromo. Mejo il digitale….

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