Quel Rude Venerdì Metallico /186:Metallo da leggere



 

Lo scorso Venerdì vi ho parlato del mio rapporto con la musica “guardata”, oggi proseguo nel solco di quel post rivolgendo l’occhio alla musica “letta”. Non quella sugli spartiti, di quella so riconoscere solo le note senza riuscire a decifrarne la “durata” per esempio, intendo proprio la musica raccontata attraverso le pagine di un libro. Se speravate in un post riguardante i siti, i blog, l’attualità delle recensioni be’, siete cascati male. Sono le biografie di personaggi e gruppi Metalli l’oggetto del discorso.

Comincio col dirvi che sono un lettore piuttosto vorace di libri e fumetti,  ho iniziato a leggere a cinque anni, durante l’ultimo anno di scuola materna ben un anno prima dei miei compagni di classe, cosa che mi inorgoglisce sempre raccontare anche se lascia il tempo che trova. Sarà per l’amore della parola scritta che leggere di Metallo mi intriga sempre parecchio, scoprire le mie band preferite, carpirne aneddoti e storie direttamente dai loro racconti è qualcosa di affascinante ed oltre modo stimolante. A parte le sempre osannate e mai dimenticate riviste del settore(a proposito, a Febbraio un nuovo “Archivi Metallari”), ho preso quando possibile il maggior numero di biografie e libri sul Metallo che potevo. Rimpiango di non aver mai avuto l’occasione di comprare e leggere “L’estetica del Metallaro” di Luca Signorelli, spero di recuperarlo un giorno, nel frattempo se qualcuno di voi lo ha letto può dirmi con un commento se gli sia piaciuto o meno (Luca il tuo commento non vale!). Un altro libro che prima o poi devo recuperare è “The Dirt” dei Motley Crue, una roba incredibile secondo i commenti di alcuni amici su Facebook, facile da credere: le storie assurde di quei pazzi al tempo della Los Angeles anni 80 sono di sicuro pane gustosissimo da addentare.

Il bello di certe biografie è che spesso mi trovo a rileggerne capitoli, addirittura a rileggerli da capo più e più volte. Quando sono ben scritti sembra quasi di farsi raccontare quegli aneddoti unici da un vecchio amico, una persona che conosci e ti intrattiene raccontandoti quella volta che…

Un libro perfettamente adattabile a questa circostanza è “La sottile linea bianca”‘ la bio di Lemmy scritta con Janis Garza. L’epopea di una vita particolare ed unica si dipana ad ogni pagina, ipnotizzandomi ogni volta. Giuro, se leggo una pagina così per sfizio, non riesco a smettere fino alla fine del capitolo, se mi va bene. Uno dei migliori libri biografici in ambito musicale, forse per merito del soggetto trattato.

Oltre alla bio di Lemmy tra i miei preferiti di tutti i tempi spiccano altri due volumi. Il primo è “Choosing Death:l’improbabile storia del Death Metal” di Albert Mudrian (editor e fondatore della rivista “Decibel”), imperdibile per comprendere un periodo storico fondamentale come la transizione dall’ormai sfiancato Thrash Metal ad un nuovo modo di schiaffeggiare l’ascoltatore. Se non l’avete letto e amate il Death Metal non perdete tempo e fatelo vostro. Lo trovate in lingua italiana, perciò tranquilli. Il secondo libro che ho letto più e più volte è “Lords of Chaos” di Michael Moynihan e Didrik Søderlund, una specie di saggio/cronaca sulla scena Black Metal Norvegese e su quanto abbia influenzato i giovinotti di tutta Europa in cerca di Metallo estremo. E’ anche il racconto di un gruppo di coglioni che ne ha fatte di cotte e di crude diranno molti di voi, e chi vi da torto?

Leggere di Metallo è un tassello immancabile per comprenderne meglio le dinamiche, i risvolti lontano da un palco, scoprire i motivi che hanno spinto una band a fare determinate scelte, cosa li ha influenzati nello sviluppare il proprio stile. E’ molto più stimolante che sedersi davanti ad un televisore no?

dd

Notare come il vangelo di Padre Mustaine faccia bella figura nella mia collezione.

 

p.s. qui trovate alcune recensioni di libri Metallici

 

 

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8 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /186:Metallo da leggere

  1. Anche io, come te, sono un lettore abbastanza vorace, ma in realtà di biografie e saggi sul metal non ne ho lette molte. Ho una preferenza per la narrativa, più che per la saggistica, anche se in realtà non mi dispiace nemmeno quest’ultima: il vero motivo che mi ha frenato dal comprare tanti saggi metal è che spesso il prezzo è proibitivo, e per me che sono povero in canna questo è un problema. Nonostante questo, un paio di libri sul metal li ho, peraltro splendidi: oltre a Lord of Chaos, che hai già citato, ho anche Iron Man, la grandiosa autobiografia di Tony Iommi. Dovrei recuperarne anche altri (“Choosing Death” mi ispira non poco, dalla tua descrizione), ma come già detto il problema principale è il sonante denaro 😀 .

  2. -la sottile linea bianca: godibilissimo, soprattutto hai l’idea che il grande Lemmy sia stato aiutato giusto nella stesura ma che poi sia tutta opera sua, senza censure o tagli. da avere.

    -The Dirt: più o meno sulla stesse coordinate, pazzeschi gli aneddoti su donne e droga. e pensa che lo trovai a 3 euro all’ipercoop di viterbo in un cestone anni e anni fa.

    -Iron Maiden di Murizio de Paola (fa parte di una collana su diversi generi e artisti): non male, una biografia oggettiva, che non risparmia critiche quando servono

    -Heavy metal i Classici/ i Moderni di Luca Signorelli: ottima guida, ai tempi in cui internet ancora non c’era mi ha fatto scoprire un mondo, sintetica ma anche esauriente. ottime per avvicinarsi a questo mondo, o anche se già lo si conosce.

    vorrei avere molto di più, ma poi non mi è capitato altro di comprabile a portata di mano.

    • Quelli sono riuscito a leggeri di Signorelli, praticamente un vademecum per chi ne sa poco o nulla. Molto divertenti come dici tu anche per chi conosce già la “materia”

  3. “La sottile linea bianca” e “The long road out of hell” del Rev. Manson sono forse gli unici libri a tematica metal/rock che mi è capitato di leggere. Semplicemente non avevo mai pensato di approfondire le mie conoscenze musicali con formati simili, vuoi perchè spesso nelle riviste che leggevo già si trovavano curiosi aneddoti sui gruppi, vuoi perchè con l’avvento di internet per tutti, le informazioni arrivavano a mo’ di disastro del Vajont. Qualche volta mi capita di vedere in fumetteria qualche libro esteticamente interessante, tipo sul black metal scandinavo, però il fatto che sia scritto da autori italiani mi rende un pò preventivamente dubbioso sui suoi contenuti. Tipo quando si vede un libro sulle rune ad opera di qualcuno che magari nella propria carriera scrive di teologia cristiana. Non so se si capisce quello che intendo. Vedrò di battere i miei pregiudizi.

  4. Con me sfondi una porta aperta, la penso come te, le biografie musicali sono un ottimo modo per conoscere gli artisti da un altro punto di vista, concordo con te che lord of chaos è un ottimo libro, secondo me adatto anche a un profano, ti consiglio io sono ozzy biografia sincera anche sui lati più oscuri della vita di ozzy, e a tratti davvero esilarante 😉

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