Children of Bodom- I Worship Chaos


cob1Il rapido e costante declino dei “Bambini di Bodom” è stato spesso oggetto di discussione su R.A.M., per chi non c’era non ricorda posso in poche parole riassumere la mia esperienza con la band: amore a primo ascolto per i primi due dischi, poi già dal terzo album l’eccitazione che provavo per il gruppo si è andata spegnendo, malamente fiaccata da dischi senza capo ne coda. Il barlume di speranza era venuto da “Halo of Blood”, niente di incredibile eppure un lavoro soddisfacente che faceva intravedere segni di ripresa insperati per il sottoscritto. E il nuovo “Worship Chaos” non rovina la nuova ascesa del gruppo nelle mie preferenze. Dato l’addio al secondo chitarrista Roope Latvala, nella band dal lontano 2003,  i Finlandesi registrano con una line up a quattro e ci consegnano il disco più bello da dieci anni a questa parte, tenendo presente quanto fossero noiosi e merdosi quelli che lo hanno preceduto viene facile sentirsi soddisfatti. Non c’è più l’effetto sorpresa, non ci sono i neoclassicismi che alla lunga potevano stuccare e bene han fatto a sbarazzarsene, è rimasto il cuore del loro sound, quella attenzione per le melodie e i pezzi incisivi e veloci tornata pian piano a galleggiare sopra la melma di anonima mosceria con la quale ci avevano abituato in questi anni. Siamo di fronte ad un lavoro onesto, diretto e senz’altro riuscito, sebbene qualche cagata siano riusciti ad infilarcela lo stesso. Nel finale del disco ci sono due o tre brani pesanti da digerire, brutti come la Pina alla mattina, mi hanno talmente rimestato le budella che ricordo a malapena dei pastoni di riff rallentati e un cantato che non va da nessuna parte. Come se i peggiori COB tornassero fuori, quasi a non voler morire sotto i colpi della band in piena forma e dritta allo scopo che avevo ascoltato fino a quel momento.

Tutto sommato, guardando oltre la copertina itterica ed anonima, “I worship Chaos” è un ritorno ancora più piacevole del precedente lavoro, ottimo per fare finalmente pace con la musica dei COB.

Tracklist:

01. I Hurt
02. My Bodom (I Am The Only One)
03. Morrigan
04. Horns
05. Prayer For The Afflicted
06. I Worship Chaos
07. Hold Your Tongue
08. Suicide Bomber
09. All for Nothing
10. Widdershins

Voto:

3stellee qualcosa…(no tre e mezzo è ancora troppo)

L’assaggio del disco:la traccia d’apertura del disco “I Hurt”

ddd

“E togliti quel cappello da cretino, sto parlando con un cretino!”

 

Annunci

5 commenti su “Children of Bodom- I Worship Chaos

  1. I Bodom li ho smessi di seguire dopo H.C.D.R, con il loro come back all’epoca che era Are you Dead Yet? per me beh basta citare la canzone mamma dammi due lire che in America voglio andare, poi non saprei a Laiho e soci cosa li sia preso…ne parlano tutti discretamente di questo ritorno sulle scene come il precedente. Ora sarà che alla seconda chitarra non c’è uno che di nome fa Sami Okko Aleksanteri “Alexander” Kuoppala, o che il Wildchild pensa che il gioco è suo e si suonano i riff che porta lui, fattostà che quel mix di melodic death metal scandinavo dei primi tre album è cosa che ora come ora ci possiamo sognare…potrei sembrare banale ma non ho nessun interesse nel dire cose contro questo gruppo.

  2. Conservo un bellissimo ricordo legato a questo gruppo. “Something wild”, il loro primo disco, è l’unico album metal per cui mio padre, tirchio quanto un ipotetico upgrade rettiliano di Paperon de Paperoni, mi abbia mai sganciato dei soldi. Poi boh, ho seguito la loro carriera un pò a singhiozzo, rifiutando di ascoltare certi loro dischi per via dello schifo verso certe “evoluzioni” musicali, ma negli anni, spulciando rivisite, siti, blog e forum, mi è comunque rimasta impressa nei ricordi la loro firma spirituale come gruppo. Significa che nel bene e nel male qualche segno del loro passaggio lo hanno lasciato, no?

    • Di sicuro hanno lasciato più di qualcosa, per quello mi dispiaceva vederli così fuori fase e lontani dalla gloria passata. Ti racconto anche io un ricordo sul momento in cui ho conosciuto i COB per la prima volta, di sicuro meno incisivo di un padre che sgancia i soldi per un cd 😀
      La prima volta lessi la recensione di “Something Wild” su Metal Hammer, scritta se non ricordo male da Alex Ventriglia. Mi interessò molto e decisi che lo avrei comprato alla prima occasione. Non lo trovai nei negozi nelle settimane successive, allora la Nuclear Blast non era ancora il gigante di oggi e si faceva fatica a trovare alcuni titoli del loro catalogo nei negozi più “generalisti”. Prima di poterlo comprare magari via posta o in qualche negozio più “specializzato” (ce n’era almeno uno che conoscevo a Roma, ma odiavo andarci) partii per Praga con la scuola. Comprai il disco in un negozio a piazza San Venceslao, subito appena lo vidi. Dovetti aspettare sei giorni per ascoltarlo, ma lì per lì mi sembrava di aver trovato l’Arca Perduta.

      • Anche durante i tempi di vacche grasse per il mercato discografico, mica era facile trovare i dischi metal di un certo tipo. Spesso i negozi grandi non avevano altro che le discografie dei vari Slayer e Metallica. Mentre spesso in qualche piccolo negozietto si trovava anche quella one-man band lo-fi black metal del Massachusetts, solo perchè magari il negoziante era un fan dell’underground più improponibile, neanche tanto interessato a vendere dischi, ma quasi più a fare da anti-eroe dei commercianti del settore. Ai tempi se lo potevano permettere.

Commenti intelligenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...