Saxon- Battering Ram


saxon-1Non ci sono dubbi, alla lunga distanza i Saxon hanno tenuto meglio di molti colleghi dell’era NWOBHM. Dopo essersi fatti almeno dieci-quindici anni di semi-anonimato con dischi fiacchi  a cui mancava il guizzo, preoccupandosi di riempirli con ruffianate che avrebbero dovuto aiutare il gruppo a conquistare il mercato ameregano. Poi la storia la sappiamo, il mondo sconvolto da quella merda grunge(non v’offendete dai, qualcosa di buono c’era…), i grandi “dinosauri” come già venivano definiti allora, fanno fatica ad imporsi e vivacchiano con le briciole e gli avanzi donati dai pochi duri e puri a cui la flanella dava più fastidio della lana. E da allora la rinascita e la risalita, di pari passo con quella del Metallo classico, percorso che i Saxon hanno onorato con dischi sempre decenti, a volte clamorosi.

“Battering Ram” non è clamoroso, parte con un pezzo davvero bomba per poi continuare su buoni livelli. E cos’altro chiedere a gente che veniva data per spacciata già venti anni fa?  Vogliamo fargli allungare i pezzi alla ricerca di un sound progressivo fatto a cazzo di cane? Certo che no, non è proprio il caso.

Perciò ben vengano mattonate come “Stand Your Ground” o “Destroyer”, roba che gocciola Metallo fuso già dai titoli vagamente abusati. C’è voglia, si sente l’energia di chi ama la nostra musica, una sensazione  molto di più forte rispetto al precedente “Sacrifice”, disco buono ma poco altro.

I Saxon sfondano timpani e culi,  si impongono con determinazione riuscendo a dare ancora molto all’ascoltatore.

Tracklist:

01. Battering Ram
02. The Devil’s Footprint
03. Queen Of Hearts
04. Destroyer
05. Hard And Fast
06. Eye Of The Storm
07. Stand Your Ground
08. Top Of The World
09. To The End
10. Kingdom Of The Cross

Voto:

3stelle

L’assaggio del disco:la corposa title track.

fff

Classy Metal

 

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11 commenti su “Saxon- Battering Ram

  1. Concordo fino ad un certo punto. Cioè non sul disco, che è buono. I Saxon fecero un paio di dischi di merda per entrare nel mercato dell’hard da classifica, fecero schifo e tornarono con le pive nel sacco dando la colpa alla casa discografica/i manager/satana come fanno tutti i falliti in cerca di verginità da rifarsi. Negli anni ’90, dopo il buonissimo Unleash The Beast, hanno cominciato un altro tipo di prostituzione, a voler vedere, visto che facevano dischi con suono da gruppo power tedesco per compiacere il pubblico continentale convinto seriamente che Kai Hansen sia bravo. Poi negli ultimi due dischi o giù di lì hanno ritrovato, finalmente, una certa dignità…

    • Mmh, non lo so…però mi sembra un ottimo punto di vista, anche se lo trovo eccessivamente “cattivo”. Che ti devo dire, sound a parte hanno sempre tirato giù roba decente 🙂

  2. Bel disco, lo riascolto molto volentieri e più di Sacrifice, disco che aveva convinto poco anche me… ll migliore degli ultimi dieci anni per me rimane sempre call to arms, comunque 🙂

  3. mi è arrivato ieri, non l’ho ancora ascoltato… anche per me “Call To Arms” il migliore dai tempi di “Unleash The BEast”, non mi dispiace “Killing Ground”, ma roba come “LIonheart” ha messo seri dubbi anche a un fan di ferro come me…

    • Certo, anche a me non è che faccia impazzire “Lionheart”, eppure non è vera merda…in qualche modo siamo sempre su livelli accettabili. Questo sono sicuro ti piacerà 😉

  4. Pingback: Satan- Atom by Atom | Rude Awake Metal

  5. Per me i Saxon sono la miglior band della NWOBHM in attività, di gran lunga e per distacco, e hanno parecchio da insegnare a molte nuove leve. Sì, fecero un album debole e due ciofeche a metà degli anni 80: Innocence Is No Excuse, Rock The Nations e Destiny (nome e qualità da telenovela), ma col capo chino ripresero non più da star del metallo ma da bravi artigiani. Alcuni album sono più riusciti altri meno, nessuna pietra miliare (avevano già dato, e non è poco) ma nessun vero passaggio a vuoto e soprattutto, con variazioni, sperimentazioni, strizzatine d’occhio magari alle varianti più in voga del momento, trasudano, grondano HEAVY METAL! Del resto se avessero fatto all’infinito Wheels Of Steel o Strong Arm dopo le rovinose cadute pop degli anni 80 molti avrebbero storto il naso definendoli noiosi e privi di inventiva. Infine ricordo un concerto magistrale che vidi al temutissimo “Tendastrisce” nel 1988: venivano dall’indigeribile “Destiny”, erano dati per stupidi, vecchi e bolliti fecero un concerto magistrale, il migliore “indoor” che abbia mai visto. Niente pupazzi, luci, fuochi d’artificio, né gente con asce, corna o teste di pecora bollite ma una vivificante cascata di elettricità che solo il beneamato metallo può dare.

  6. Boh. Per me a parte aver annoverato Graham Oliver fra le loro fila poco piu’. Una manciata di brani, alcuni classici, ma tanto piattume. Ma mi fido di chi come SG li ha visti in tempi se non d’oro, di bronzo….

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