Quel Rude Venerdì Metallico /181:Assolutismo e Metallo



La recensione del pessimo “Suicide Society” degli Annihilator mi ha portato a riflettere sulla figura del leader assoluto, quello che accentra nelle proprie mani ogni singolo aspetto della carriera di una band. Ne decide le mosse, scrive tutta la musica, a volte la produce pure e cambia musicisti a proprio comodo. Scommetto che oltre a Jeff Waters ve ne sono venuti in mente almeno altri tre o quattro. E se il capoccia degli Annihilator è l’esempio perfetto di leader talmente preso da se stesso e dalla sua visione da non discernere più la propria merda dalla cioccolata, si può facilmente pensare a tutti quegli altri che trasformano l’assolutismo in buona musica. Che ne so, un Chuck Schuldiner per dire decideva tutto, cambiava musicisti quasi ad ogni disco e non si muoveva foglia nei Death (e nei Control Denied) che lui non volesse. Qual’è allora la differenza con uno tipo Waters? Il talento? La capacità di scrivere buona musica superando i propri limiti? Avere un minimo di spirito critico verso se stesso?

Waters è come scritto nella recensione, uno alla De Feis. David ormai chiuso nella sua torre d’avorio, pensa che avere tutto in mano sia garanzia di infallibilità, controllare e plasmare ogni aspetto senza interferenze è il minimo per garantire un prodotto di qualità e perseguire ogni obiettivo possibile. Nonostante le buone intenzioni però, l’unico obiettivo preso in pieno è quello di deludere e scontentare chiunque abbia un minimo di orecchie funzionanti.

ff

“nun ce state a capì più un cazzo…ma da mo’!!!”

Quello che mi stupisce non è tanto il fatto di voler controllare tutto, in quasi tutte le band c’è sempre una o due individualità che trainano, ma la cieca convinzione che tutto vada liscio e sia esente da errore, anche di fronte a rovinose recensioni e accoglienze festose a base di pernacchie ad ogni disco. Come fa a mancare del tutto il senso della realtà necessario a capire quando le cose non stanno andando affatto nel verso giusto? Non saprei, ma me lo domando anche perchè nel mio piccolo anche io sono nella stessa situazione. R.A.M. è una piccola realtà certo, ma ci sono solo io a far tutto, a decidere quando e cosa pubblicare. Su cosa dovrei basare la riuscita del mio lavoro? La risposta sembra semplice, se mi leggete e non ignorate qualsiasi riga che scrivo, forse le cose vanno bene. Eppure la sensazione di non essere sempre adeguato, sentire di essere fallace come e più di altri mi tormenta spesso tanto da farmi dubitare del buon operato che credo di portare avanti. Un’ombra nera e pesante che si palesa quando controllo gli accessi giornalieri e scopro puntualmente che nove volte su dieci il post più letto del giorno è”Le migliori dieci metallare”, una secchiata d’acqua gelata che mi sveglia quasi quanto lavorare ad un post per due giorni e vederlo morire senza troppa fortuna, cercando di capire cosa non abbia funzionato. Lo so, spesso rimango indietro, devo accantonare per mesi rubriche, lasciare al palo dischi che non ce la faccio o non ho voglia di recensire, eppure non voglio condividere con nessuno questo posto, se non con voi lettori. Non riesco a vedere R.A.M. coabitato, non ho la voglia di dividere il potere decisionale con qualcuno, per quanto valido l’ipotetico tizio in questione possa essere. Non sono tanto diverso da Waters o da un Padre Mustaine qualunque allora? Comincerò ad intervistarmi da solo o a scrivere “postacci” convinto sempre di essere all’altezza, mentre le cose che piacciono saranno ormai solo quelle più vecchie?

Ottime domande, davvero.

EDIT:mi sono accorto che questo è il millesimo articolo scritto su R.A.M.
Settimana di traguardi a quanto pare…

 

 

 

 

 

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11 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /181:Assolutismo e Metallo

  1. Personalmente, non credo che un blog a condizione unica sia un problema: dopotutto la stragrande maggioranza dei blog in internet ha una sola persona alle spalle, e al massimo ospita qualche guest post, e questo non è mai stato un problema per nessuno. Visto che seguo R.A.M. da un po’ (anche se ho commentato poco – posso solo fare mea culpa!), ti posso dire che quello che scrivi è quasi sempre interessante, per me ma suppongo anche per tanti altri. Se ti leggono in pochi, perciò, probabilmente non è per scarsa qualità, ma perché ti fai poca pubblicità e perché ogni tanto R.A.M. cade nel dimenticatoio, lo lasci un po’ da parte. E’ triste dirlo, ma nel mondo odierno del blogging ci vuole tanto impegno e tanta costanza, per avere anche un briciolo di successo: ne so qualcosa, visto che ho raggiunto qualche risultato solo quando ho cominciato a lavorare seriamente coi miei blog. Secondo me, se tu facessi lo stesso, R.A.M. arriverebbe molto lontano: so che è difficile, ma io ci proverei. Questa comunque è solo la mia opinione, modesta e insignificante 🙂 .

    • Quello che volevo dire con il post non riguarda tanto la scarsità di visite o di lettori, la media rimane sempre quella e va bene così. Non ho mai forzato troppo la mano, l’impegno ti assicuro non manca e mi dispiace se qualche volta non sono riuscito a dare continuità ai post, senza contare l’ultima pausa che, credimi, avrei preferito evitare. Non mi stancherò mai di ripeterlo, R.A.M. è un divertimento, una passione che mi ha dato grandi soddisfazioni e grandi delusioni ma sempre passione rimane. Lavorarci mi deve divertire, se no non mi viene bene.
      Il mio cruccio è capire se la direzione è quella giusta, se la qualità è sempre degna di voi lettori e credimi non sempre si è onesti con se stessi al punto di comprendere davvero cosa vada bene e cosa no.
      Sul discorso pubblicità e “successo”, la formula più o meno la conosco: sbrigarsi a postare subito tutte le news prima degli altri, recensire dischi dopo mezzo ascolto solo per restare in linea o davanti a tutti. Ma non mi interessa più, l’ho fatto per un breve periodo, ma stava snaturando il mio rapporto con il Metallo e non mi sentivo onesto con i lettori.
      Grazie per il commento, tutt’altro che modesto ed insignificante.

      • Per quanto mi riguarda si, R.A.M. è un blog sempre di qualità. Comunque io in realtà non mi riferivo alle news e alle recensioni subito, quando parlavo di lavorare tanto. Il mio blog “principale” ha cominciato a ricevere tanti commenti e tante condivisioni quando al lavoro di qualità ho unito anche una spinta verso la socializzazione con altri blogger che avevano un blog simile. Per quanto riguarda il mio blog metal, questo ancora non è successo, ma i gruppi e i PR che recensisco hanno riconosciuto le mie qualità, nonostante ci metto mesi per una recensione, e anche i fan mi apprezzano e crescono sempre più. Il mio “segreto” quindi non è altro che fregarmene se ancora non c’è tanta gente e andare avanti, cercando magari ancora miglioramenti da fare: è tutto qui, in realtà. Quindi su, forza e coraggio 🙂 .

        • La spinta e l’amicizia con altri blog simili non manca, però ti ripeto, il mio non era tanto una lamentela per gli scarsi risultati(mai avuto da ridire sul volume di traffico di cui R.A.M. gode) quanto una riflessione sul capire quanto sia valido il lavoro che svolgo. In questo, i commenti e le interazioni sono fondamentali senza dubbio. Tranquillo non sono affatto demotivato, anzi.

  2. non so, non credo che servirebbe un “socio” o come lo vogliamo chiamare, per il resto per come la vedo io quando si scrive su internet va anche messo in preventivo che le cose vadano male, a periodi, o che post che sembrano interessanti e validi per chi li scrive non suscitano l’interesse dei lettori. capita, io non ho blog ma scrivo su alcuni forum e di queste situazioni ce ne sono molte.

    se ti piace quello che scrivi e l’impostazione del blog (peraltro sempre aperto ai suggerimenti dei lettori) vai avanti, qualche alto e basso ci sarà sempre. a me comunque piace, se qualche post mi interessa poco mi limito a non rispondere.

  3. E giusto che tu ti ponga queste domande ma la risposta è negli obiettivi che ti poni tu nel portare avanti questo blog. E’ qualcosa di veramente personale. Per quanto mi riguarda, da utente, le recensioni di dischi che non mi piacciono le leggo ugualmente e magari ne traggo lo spunto per riascoltarli. Molti articoli estemporanei (come questo…) li trovo interessanti. L’unica rubrica che salto a piè pari perchè mi è venuta a noia è quella sulle brutte copertine…ma ovviamente è un mio gusto personale. Ecco se proprio dovessi trovare un “difetto” è nella poca varietà delle rubriche, ce tende a non sorprendermi piu’…

    • Il primo segnalatore storico ha mollato, ci sta. Come un’infermiere che lavora troppo e odia i pazienti così tu non ne puoi più di vedere quella roba. Dicono che faccia sempre ridere però… 😉
      Qualcosa di nuovo arriva, non voglio intasare di rubriche tanto per l’effetto novità, lo so è una cosa che gioca un po’ a mio sfavore, ma che te devo dì? 😀

  4. Ahahahah!! Vai tranquillo. Ogni tanto sbirciero’. Fa sempre ridere, quello è indubbio.Mi manca un po’ l’effetto novità… 😀

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