The Black Dahlia Murder- Abysmal


The-Black-Dahlia-Murder-Abysmal-FinalOgni recensione che ho scritto sui TBDM non ha praticamente mai sortito l’effetto sperato: farveli apprezzare come meritano. Cos’è che non vi piace? Il nome? Io lo trovo efficace e d’impatto,  il riferimento è quello dell’assassinio di Elizabeth Short, soprannominata appunto la Dalia Nera, delitto irrisolto dai toni morbosi e macabri quanto basta. Il look che li faceva sembrare una band Deathcore? Dai è acqua passata, questo si poteva obiettare al massimo nei primi due dischi, in ogni caso non hanno mai suonato Deathcore. E allora? Perchè non vi attraggono?

Chi di voi li conosce sa quanto siano devastanti, irriverenti e senza freni questi ragazzotti ameregani. Hanno sempre rilasciato dischi paurosi, con l’ombra degli At the Gates che aleggiava minacciosa sulle loro teste e sui loro primi dischi, fino a rarefarsi e diventare solo una leggera presenza che non disturba affatto. Dopo “Deflorate”, un disco col fiato corto, il loro crescendo è stato inesorabile, soprattutto grazie all’ingresso del chitarrista Ryan Knight (ex-Arsis), il quale ha donato freschezza e spessore al Metallone del gruppo. “Abysmal” segue l’orma del precedente “Everblack”, cercando di essere meno complicato nelle strutture, i brani sono più diretti senza perdere un grammo di “viulenza”. Certo, il cammino che li aveva portati ad evolversi fino a trovare un loro stile personale non ha mosso ulteriori passi in avanti, non si tratta però di un arretramento o un’involuzione, il disco propone canzoni tanto ignoranti quanto valide, rimanendo come detto su coordinate che conoscevamo.  Un bel ritorno solido e di gran compattezza, non era facile aspettarselo dopo la grande crescita e un discone come “Everblack” e invece “Abysmal” ribadisce che i TBDM non sono un gruppo da ignorare. Davvero, in questo mare di cloni-copioni-inutili gruppi, loro riescono a distinguersi e a colpire nel segno. Hanno una qualità riscontrabile in pochissimi, soprattutto nel Death Metal: sono riconoscibili al primo ascolto. Pezzi magistrali come “The Fog” valgono da soli il prezzo di ‘sto disco, senza stare considerare che ce ne sono altri nove dal tiro micidiale. Questi sono i TBDM, spaccano e ti scuotono con assoli spaccamascella, batteria tritatutto e il solito Strnad che spazza via le ultime resistenze con il suo growl duttile e feroce.

Meno sorprendente e vario del predecessore, “Abysmal” rimane un lavoro ben costruito e godibile, poi, se ve li volete perdere ancora, padronissimi.

Tracklist:

1. Receipt
2. Vlad, Son Of The Dragon
3. Abysmal
4. Re-faced
5. Threat Level Number Three
6. The Fog
7. Stygiophobic
8. Asylum
9. The Advent
10. That Cannot Die Which Eternally Is Dead

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Receipt”

ddd

“Non facciamo Deathcore,  ancora non è chiaro?”

Annunci

Commenti intelligenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...