Motörhead- Bad Magic


430185Non so da che parte cominciare, davvero. Il disco in sè non è manco malaccio, in fondo siamo abituati ad aspettarci proprio quello che c’è dentro “Bad Magic”. Parlo al plurale perchè tutti noi, dai fan più ciechi ai “simpaticoni/detrattori perchè fa figo”, fino a chi li odia(mai visto uno però…qualcuno ne esisterà) sanno esattamente cosa c’è dentro questo disco. Un lavoro dei Motörhead caricati a palla, alfieri dell’illusione che il tempo per loro non scorra, l’eterna icona del Rock che non ha età.

E purtroppo sappiamo che così non è, la scorsa settimana la band non ha terminato nemmeno un concerto a causa delle condizioni precarie di Lemmy. Certo oggi si grida entusiasti che abbia retto fino alla fine in altre date, ma dico, li avete sentiti suonare? Non tanto Mikkey e Phil, ma Mr. Kilminster è una pallida ombra emaciata di quello che era, causandomi strette allo stomaco fortissime e un’umore funereo difficile da scacciare via durante e dopo la visione delle ultime performance in video.

Il Cd al netto dei soliti riempitivi può anche passare, ci sono almeno due o tre pezzi davvero buoni, l’energia e la convinzione ci sono sempre.Uno di questi, con mia grande sorpresa, è una ballad. Sapete, se no ve lo dico adesso, che io non amo i lentoni strappamutande. Eppure l’unico pezzo che mi è rimasto in testa di questo album è un lento, di quelli che Lemmy non sa cantare eppure funzionano ugualmente. Ascoltare/leggere il testo di “Till the End”, una presa di coscienza spoglia della retorica “live fast e sticazz”, è duro da digerire, una canzone reale e dolorosa come un calcio sui reni. Dentro c’è la consapevolezza di un uomo che ha avvertito la fine.

Se poi volete continuare a far finta di niente anche dopo che ve l’ha detto lui che è praticamente finita, padronissimi. Io ne ho preso atto con immenso dolore da un bel pezzo, i Motörhead hanno dato tantissimo, ma sarebbe meglio mettere un punto a questa meravigliosa storia, difficile e tormentata(chissà come mai oggi nessuno si ricorda che negli anni 90 i Motörhead non se li inculava quasi più nessuno, nonostante facessero un disco bomba appresso all’altro).

Oh e l’album, pigliatevelo pure, che volete lasciare un buco nella collezione?

Tracklist:

01. Victory Or Die
02. Thunder & Lightning
03. Fire Storm Hotel
04. Shoot Out All Of Your Lights
05. The Devil
06. Electricity
07. Evil Eye
08. Teach Them How To Bleed
09. Till The End
10. Tell Me Who To Kill
11. Choking On Your Screams
12. When The Sky Comes Looking For You
13. Sympathy For The Devil (The Rolling Stones Cover)

Voto:SV

L’assaggio del disco tanto per rispettare il formato recensione:”Victory or Die”

Motorhead

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27 commenti su “Motörhead- Bad Magic

  1. secondo me per le foto promozionali negli ultimi 15 anni hanno usato sempre la stessa session e li hanno invecchiati digitalmente come fanno a “chi l’ha visto”

  2. A me il disco è piaciuto, sarebbe veramente il caso di chiuderla qui con un ultimo disco buono, degno della loro storia. Lemmy appunto non ce la fa più e lo canta pure. E sì, negli anni ’90, in cui sparavano fuori ottimi dischi, a nessuno qui fregava niente di loro (Lemmy ha detto chiaramente che nei ’90 sono potuti campare esclusivamente grazie ai promoter americani, perché anche a livello di concerti in Europa li cacavano pochissimo), poi di colpo sono ridiventati icone per tutta la folla di born-again-ruock’n’roller che oggi celebrano qualunque gruppo purché vecchio.

  3. Credo che Lemmy schiatterà sul palco o in sala di registrazione o con il basso in mano. Non ce lo vedo a fare le parole crociate in casa con le pantofole e la canotta. Sympathy mi è piaciuta molto, per il resto è un album motorhead punto.

  4. A metà anni ’90, prima del revival power, i gruppi storici non venivano filati qualsiasi cosa facessero perché si stava tutti (io in primis) dietro a black metal, death svedese, Pantera e affini, gothic metal e così via. Allora appena quarantenni, Iommi, Harris, Lemmy, etc erano dinosauri bolliti che avevano fatto il loro tempo per la maggior parte dei ragazzini. Oggi che di nuove tendenze vere non ce ne sono più, le vecchie glorie sono tornate alla ribalta. Un processo abbastanza naturale, alla fine.

    • Tendenze e movimenti collettivi sono un retaggio del passato, e sono finalmente scomparsi, in favore dei singoli gruppi eccellenti. Il vecchio mondo rock si accalca attorno ai vecchi per fare un’ultima liturgia, poi finalmente anche loro si leveranno dai piedi…

        • Ho appena letto su un altro blog che i Five fingers death punch, nella prima settimana di uscita del loro album, hanno venduto più copie dell’ultimo degli Iron Maiden. La notizia si commenta da sola. Se questo è il futuro del genere, tanto vale ricorrere ai riti voodoo pur di tenere in vita le vecchie glorie.

          • I FFDP fan cagare, ma cagata per cagata, il loro ultimo disco dura meno della metà di quello degli Iron Maiden, e quindi è meglio – una tortura breve è preferibile ad una lunga.

            • Faccendo finta che l’ultimo dei Maiden non mi sia piaciuto, resterebbe il problema del buco nero intelettuale che promuovono i ffdp e le conseguenze per l’umanità se questi continueranno ad avere successo. XD

              • Ma che ci frega del buco nero? Ora i dischi ti devono istruire? I FFDP sono un po’ l’equivalente dei Quiet Riot, da questo punto di vista – semplici, veloci, cazzari, irresponsabili. Peccato solo che la loro musica non sia buona.

                • Forse dipende da quali standard qualitativi uno pretende dalla musica che ascolta. Alcuni gruppi trascendono la musica stessa, in certi casi si potrebbe parlare di monumenti viventi di un determinato paese e l’ascolto di certi album come delle esperienze culturali. In certi casi dei gruppi hanno inventato delle sotto-culture e segnato decenni di storia e influenzato la mentalità di millioni di persone. Poi ci sono quei gruppi che semplicemente NON (ancora). E poi c’è modo e modo di fare anche i cazzari. Gli Impaled Nazarene ne sono un ottimo esempio.

                  • Infatti ho portato l’esempio dei Quiet Riot, che tra l’altro almeno un discone (Metal Health) a differenza dei FFDP l’hanno fatto. Ma i FFDP sono la traduzione ai giorni nostri di quel che erano loro: il gruppo metal facile, spaccaclassifiche, con testi&immagine all’insegna della debosceria, della superficialità, del disimpegno e del party molesto che dura tutta la settimana. Il mio punto è essenzialmente questo – accusare i FFDP di promuovere il vuoto mi pare assurdo, semmai li accuserei di non fare bei dischi, ecco. Allo stesso tempo, c’è talmente tanto oltre a loro che non mi preoccuperei.

                    • Anche se uno si copre gli occhi e le orecchie e fa finta che la mediocrità musicale e concettuale di certi gruppi sia non vera, rimane il fatto che tolte le vecchie leggende menzionate sopra (e da lì è partita la discussione), non rimane quasi più nessun altro gruppo degno di nota a portare avanti la fiaccola. Sicuramente ognuno saprà stilare una lista con i nomi di gruppi nuovi e meno nuovi che piacciono, ma perchè illudersi che abbiano un qualche peso nella storia del genere.

                    • Per lo stesso motivo per cui, quando Iron, Metallica etc compievano la loro scalata al successo, i fan di Led Zeppelin & co ridevano dicendo “‘sta merda non può durare, ahahahaha”. Io personalmente di gruppi degni ne ho trovati e ne trovo. Che non ci siano più scene e movimenti come si intendeva una volta, il fattore collettivo/aggregativo suddiviso fra mille nicchie etc, non lo vedo come un problema.

        • C’è un sacco di bella roba. Mastodon, Goatwhore, Lesbian, Vektor, Revocation, Lamb Of God, High On Fire, Valient Thorr, Elder… se poi non ci si strugge il cuore tutti insieme sotto lo stesso palco a cantare gli inni, per me è uguale.

  5. Forse semplicemente certe cose sono irripetibili. Ma anche se fossero ripetibili, le così dette nuove leve mancherebbero comunque degli elementi necessari per lasciare qualche segno del loro passaggio. Prima di tutto il carattere, delle idee decise. Non come certi gruppi che si svegliano al sesto disco, quando ormai il loro nome viene associato a tutt’altro. Poi mi sembra sia cambiato anche il modo di rapportarsi verso la musica rock/metal. Non solo dal punto di vista della fruizione, ma anche dal fatto che viene percepita perlopiù come intrattenimento, perdendo così il suo spirito originario, che era un pò la cosa che faceva andare avanti la baracca. Secondo me eh.

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