Butcher Babies- Take it Like a Man


butcherbabiestakecdIo lo so che molti di voi le odiano, pensano che siano due passeggiatrici che approfittano della loro avvenenza fisica per imporsi agli occhi dei media e dei potenziali ascoltatori, so bene che molti pensano che il VERO METALLO lo debbano suonare solo uomini preferibilmente brutti, le donne al massimo ci si possono strofinare contro nei video o nelle copertine, quando va bene anche on stage. Come detto in un “Rude Venerdì” di qualche tempo fa, Carla&Heidi sono oggetto di uno strano ostracismo perbenista, una cosa assurda per il mio modo di vedere il Metallo come una filosofia di pensiero che esalta la libertà e la diversità sopra la mediocrità comune, almeno a parole. Anche oggi che le due cantanti non suonano più con le tette coperte solo dal nastro adesivo vengono trattate da molti alla stregua di due zoccole che non meritano di respirare, un trattamento che ad esempio, una Veronica Freeman non ha mai ricevuto o almeno non in maniera così massiccia e compatta. Eppure le tette le mostra generosamente in ogni foto…vai a capire.

A coloro che pensano queste cose posso dire di non andare oltre nella lettura, tanto se la pensate in questo modo non sarà certo una mia recensione a farvi fare qualche domanda o a stimolarvi ad andare oltre il pregiudizio.

“Take it like a Man” è il secondo album delle BB dopo il buon esordio “Goliath”, un album che mostrava l’aggressività del sound del gruppo (si perchè è un gruppo, non sono in due come i Jalisse). Un sound moderno, tra echi Nu e Metalcore sporcati di Punk, con il caro vecchio Thrash a far da energizzante. Il nuovo album  mostra la band invariata nella formazione in una forma eccellente, temprata da numerosi show in giro per il mondo, durante i quali hanno sempre dimostrato di spaccare. E su anche su disco picchiano come matti aggredendo l’ascoltatore con ritmi forsennati, spezzati da momenti groovy e “salterini” pensati per scatenare il pubblico dal vivo. Si passa da pezzi superaggressivi come “Igniter” o “The Butcher” ad altri più melodici come “Thrown Away” e”Never Go Back”, eccellenti nell’esaltare le qualità vocali delle due cantanti che si destreggiano bene tra cantato aggressivo e quello pulito. Cantano in maniera convincente Carla&Heidi alternandosi dietro il microfono tra latrati feroci e voci angeliche che si trasformano da un momento all’altro in urli agghiaccianti e disperati. Ma non ci sono solo loro a dare smalto a questo album, bravo il chitarrista Henry Flury a tenere vive le canzoni con un riffing vario e concedendosi anche qualche assolo gradevole. Solida anche la prova di Chrissy Warner alla batteria, niente di ultra-tecnico ma dinamico e possente al punto giusto. Una prova intensa condensata in dodici pezzi davvero godibili che surclassano per qualità ed intensità quelli che avevamo ascoltato nel primo disco, l’esperienza e l’aver trovato la giusta strada tra la miriade di influenze si fa sentire. I pezzi non superano mai i quattro minuti di durata, con la brevissima e feroce “Blonde girl all look the same” a detenere il record di brevità con i suoi trascinanti due minuti e quaranta.

In sostanza, un disco più che riuscito, salvo l’orrida copertina anche peggiore di quella del primo lavoro,  dove il gruppo si dimostra solido, vivo e deciso a restare, anche solo per dare fastidio a chi pensa che non dovrebbero esistere.

Tracklist:

01. Monsters Ball
02. Igniter
03. The Cleansing
04. The Butcher
05. Gravemaker
06. Thrown Away
07. Never Go Back
08. Marquee
09. Blood Soaked Hero
10. Dead Man Walking
11. For The Fight
12. Blonde Girls All Look The Same

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Monster’s Ball” col tipico intro da “bruscolinaro”, l’unica cosa che non ho proprio apprezzato del disco(il pezzo non è comunque male).

rrr

Una simpatica dimostrazione che sì, Carla&Heidi so’bone. 

 

 

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8 commenti su “Butcher Babies- Take it Like a Man

  1. Filologicamente ineccepibili. dopo er bibbitaro parte er coro: chi non salta rossonero (bianconero, rosazzurro, gialloverde, ecc.) è!è!
    PS: non si può fare nulla per sto growl? Che ne so, chiedere una moratoria all’ONU! 30 (trentaaaa!) anni fa aveva un senso ma oggi anche mia zia, mentre stende i panni canta “Calabrisella mia” in growl. Mah!

  2. Loro alternano growl e pulito, ma capisco che possa non piacere e che molti usino questa tecnica anche in contesti poco consoni. Ma la fuori è pieno di grupoi che cantano solo in pulito, basta scegliere. 🙂

  3. Tutto è relativo. Growl, pulitio, scream ben vengano da soli o alternati, ma se si esprime un giudizio critico e non solamente estetico ( a me i Motorhead piacciono ma non decanterei mai e poi mai la sublime tecnica di base né la loro fantasia e il gusto per l’innovazione) c’è differenza tra un uso consono e un uso a membro di segugio. A me pare che vi siano sempre più gruppi “pop” (inteso non come genere meramente musicale ma come atteggiamento atto a privilegiare l’aspetto o l’atteggiamento rispetto alla musica suonata) che si spacciano per metal mutuandone alcune tecniche (growl, blastbeat, ritmiche serrate) ma facendone un uso scellerato essendo privi della necessaria sensibilità musicale.

  4. Sul discorso perbenista e moralista sono troppo d’accordo, sulla musica boh poi sento, in linea di massima però meglio un giorno da Butcher Babies che cento da Kai Hansen.

  5. Sarà che in questo periodo sono fissato con le copertine, ma mi sembra che questa citi il primo disco dei Korn, sulla cui cover appare una bambina su un’altalena (vestita di rosa anche quella), mentre sullo sfondo è proiettata l’ombra di un losco figuro che, viste le tematiche trattate nei testi dei Korn, non può essere tanto un amante delle milf. La copertina delle Butcher sembra allo stesso tempo un omaggio al gruppo di Davis e compagnia e allo stesso tempo una risposta a chi le ha ostacolate/rotto i coglioni in questi anni.

    Musicalmente parlando, il brano sopra mi ricorda certe cose “nu” uscite una quindicina di anni fa, forse i Mudwayne. Non dico che non mi piace, ma sicuramente anche il modo un pò cazzaro con cui si presenta il gruppo mi porta a gettarli nel cassetto mentale in cui tengo conservate le cose superflue. Per fare un esempio concreto, mi piace il così detto trash food, ma se vado a fare la spesa preferisco comprare del pane e del crudo.

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