The Beyond /1: The Witcher 3


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Ci siamo alla fine, dopo averne parlato in qualche “Rude Venerdì”  do il via alla rubrica con cadenza irregolare “The Beyond”  dove troveranno posto le altre passioni che non sono il Metallo, vale a dire: videogiochi, fumetti e libri. Oltre il Metallo insomma, ma senza dimenticarlo anzi. Approfitterò di questo spazio per consigliarvi titoli che mi son piaciuti, commentandoli e condividendo con voi pareri e nel caso dei videogiochi, strategie e consigli. Inauguro la rubrica con un videogioco che non dovrebbe mancare in nessuna collezione degli amanti dei GDR, il mastodontico The Witcher 3. Se avete domande o richieste, come al solito scrivete tutto nei commenti.

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The Witcher è disponibile per Ps4, Xbox One e PC (le immagini nel resto dell’articolo le ho catturate dalle mie partite usando il tasto “share” della PS4)

La saga di “The Witcher” comincia nel 2007, quando la casa di sviluppo polacca CD Projekt Red, decise di pubblicare un videogioco con protagonista il mutante caccia-mostri di nome Geralt di Rivia, ispirandosi alle opere fantasy di Andrzej Sapkowksi (da qui in avanti lo chiamerò “Giorgio” per semplicità). Lo scrittore polacco aveva infatti dato vita ad una saga avvincente, dai toni maturi ed impregnata del folklore immaginifico e fiabesco Europeo. Protagonista dei romanzi è Geralt lo strigo, un essere umano mutato artificialmente con lo scopo di cacciare mostri e bestie pericolose nate dall’evento cosmico denominato “Congiunzione delle sfere”, dove realtà diverse si sono fuse portando sulla Terra la Magia, oltre ad orrori innominabili e bestie implacabili. Lo strigo, o Witcher nella traduzione inglese, si procaccia da vivere dando la caccia a tali esseri per denaro, vivendo ogni giorno in balia del destino che lo ha strappato ai propri natali condannandolo ad un duro addestramento teso ad affinare le sue doti di combattente e allo studio teorico di bestiari per fronteggiare al meglio i pericoli della vita da strigo. Geralt non è un “esemplare” unico, altri  hanno subito il suo stesso trattamento e indirizzati alla vita di cacciatori di bestie. Come se non bastasse nel mondo di Giorgio, sia i witcher che i non-umani, come elfi e nani, vengono disprezzati, considerati come feccia o empie creature.

Nel terzo capitolo del gioco troviamo Geralt sulle tracce di Ciri, sua figlioccia, braccata dalla “Caccia Selvaggia”, un esercito di cavalieri provenienti da un altro mondo, per definirli in maniera più generica possibile. Il cavaliere che guida la “Caccia” la vuole per sè per motivi che dovrete scoprire andando avanti nella storia. E non solo lui, anche il temibile Imperatore di Nilfgaard Emhyr Van Emris, vuol trovare Ciri per scopi diversi ma altrettanto opportunistici, assegnando al nostro Geralt il compito di ritrovarla, un incarico che non può rifiutare ma che accetta soprattutto per il suo amore “paterno”. Ci ritroveremo così a vagare per il mondo di gioco seguendo le tracce della ragazza, con la missione di trovarla prima che lo facciano gli altri.

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“Ciri trovami il ristorante più vicino”

La trama che vi ho appena accennato è fortemente ispirata agli scritti di Giorgio, ma anche avendo letto i libri non sarà come guardare il “Trono di Spade” sapendo già che fine farà Robb Stark. Ispirarsi non vuol dire  trasporre fedelmente, il team polacco ha sviluppato una storia avvincente, ricca di colpi di scena e di emozioni che incuriosirà anche chi tra voi conosce i romanzi. Anzi è bene precisare che per godersi la storia non è necessario aver letto i racconti, tanto meno aver giocato i precedenti capitoli del gioco, tutto viene introdotto al giocatore in maniera eccellente e per chi volesse approfondire, il trascorso di ogni personaggio è raccontato in alcune schede  consultabili dai menu.

Geralt porta sulla schiena due spade, una d’acciaio da usare contro avversari umani e animali “normali”, l’altra d’argento per i mostri. Va da sè che avremo la possibilità di scovare equipaggiamenti sempre più potenti, armature ed altri ammenicoli simili, come ogni gioco del genere ruolistico impone. Potremo costruire le abilità del nostro personaggio secondo il nostro stile di gioco, arricchendo l’abilità in combattimento o l’uso dei “Segni”, rudimentali magie a disposizione dello Strigo. E sebbene Geralt sia un personaggio già definito, potremo farlo più nostro ricorrendo alle botteghe dei barbieri per aggiustare la capigliatura o regalargli dei baffetti da sparviero,  tranquilli, la barba ricrescerà col passare del tempo impedendovi di andare in giro troppo a lungo con quel pizzetto che non vi piace più.

Il nostro lungo peregrinare ci porterà dalla piccola area di “Bianco Frutteto”, una specie di libero tutorial mascherato, alle sconfinate e paludose terre del Velen fino alle fredde Isole Skellige. Faremo conoscenza di personaggi memorabili dal carisma formidabile, seguire e influenzarne le storie tanto da avere ripercussioni reali e tangibili nel mondo intorno a noi e nelle vite delle persone che aiuteremo o che ostacoleranno la nostra ricerca. Potremo infatti scegliere secondo la nostra inclinazione come comportarci di fronte a determinate situazioni, soppesando scelte morali che non porteranno quasi mai ad un epilogo gioioso ed accomodante. Non solo politica, amicizia virile e mostri però, c’è anche la possibilità di costruire rapporti amorosi con l’altro sesso: fare l’amore con alcuni personaggi o con le “libere professioniste” nei bordelli di alcune città sarà piuttosto appagante, non solo per i filmatini degli amplessi del nostro eroe con la partner di turno, otterremo anche un piccolo bonus all’esperienza ad ogni incontro piccante. Una gradita ricompensa per averci dato di spatola.

Velen

Minuto dopo minuto si sprigiona la magia del gioco, ci sentiremo liberi di esplorare anzi, saremo spronati a farlo incantati dalla bellezza dei paesaggi e dalla curiosità malsana di girare in lungo e in largo alla ricerca di tesori, quest da svolgere e contratti da witcher da portare a termine. Infatti oltre alla bella trama principale da seguire, il gioco ci invoglia all’esplorazione che non risulta mai fine a se stessa, alla risoluzione di vicende che di solito negli altri GDR vengono definite “secondarie”. Il virgolettato è d’obbligo perchè tutte le quest hanno una loro ragion d’essere, una storia da raccontare che non sia “vamme a piglià quella spada de’mi nonno sotto alla miniera e riportamela”.  Grasse risate quando è capitato di ricevere una richiesta del genere durante la mia esperienza nel gioco, ho visto Geralt sbuffare e mostrarsi piuttosto annoiato dalla cosa. Una finezza che dimostra la grande ironia degli sviluppatori, i quali hanno disseminato le lande di gioco di numerosi easter egg e citazioni.

Il titolo regala ore infinite di divertimento, con un ottimo sistema di combattimento che prevede l’utilizzo combinato dei “segni” e della lama, oltre a ricorrere al supporto di decotti e pozioni, da creare procurandoci erbe e reagenti, per affrontare le bestie più temibili in cui incapperemo alla ricerca di un magro compenso, spesso contrattabile. E non è tutto, ci sono anche alcune attività secondarie come gli incontri di lotta, le corse di cavalli e il Gwent, un divertentissimo gioco di carte alla Magic, protagonista di una lunga quest in cui dovrete trovare le carte per il vostro mazzo sfidando mercanti e giocatori. Solo questo vale mille altri giochi, garantito.

Rimarrete stupiti di fronte alla bellezza della città libera di Novigrad, la più bella città “medievale” che io abbia mai visto in un videogioco, alle asperità brulle delle Isole Skellige, popolate da simil-vichinghi abitatori di villaggi che faranno arrossire le “poverate” di Skyrim. Ogni angolo di mondo racchiude non solo una mera bellezza estetica, ma racconta e vive la propria storia, ce la racconta se sapremo coglierne i dettagli e le sfumature. La ricchezza di dettagli è impressionante, dai finimenti che tengono le spade alla schiena di Geralt, alle reazioni dei personaggi alle condizioni climatiche che cambiano (dinamicamente!) e mille altre chicche che coglierete in continuazione.

Non tutto è perfetto, a volte potreste incappare in “simpaticissimi” bug, soprattutto la nostra cavalla “Roach” dimostrerà spiccate propensioni in tal senso,  e anche qualche calo di frame rate, soprattutto se giocate su console. E’ presente anche una certa ripetizione dei volti degli NPC meno importanti, seppure dissimulata in maniera intelligente dagli sviluppatori non si può fare a meno di notarla. Fidatevi,  in linea di massima niente che possa farvi disamorare di un’esperienza così completa ed appagante.

Isole Skellige

Consigli vari:

-giocatelo almeno al penultimo livello di difficoltà disponibile, altrimenti tutto risulterà troppo semplice
-non perdete la pazienza, prima di padroneggiare a dovere il nostro Geralt potreste aver bisogno di morire qualche volta…
-…a tal proposito salvate molto spesso ed in più slot di salvataggio
-togliete i punti di interesse dalla mappa di gioco tramite il menu “opzioni—>punti di interesse mostrati sulla mappa—>no” per godere appieno della gioia dell’esplorazione. Le missioni che state seguendo avranno comunque un segnalino sulla mappa, ma potrete scoprire da soli quello che si nasconde nei territori che deciderete di esplorare
-il gioco non presenta un livellamento dei nemici con quello del giocatore. Potreste incappare in aree dove ci sono nemici molto più forti di voi lasciandovi due sole opzioni:fuggire o crepare
-leggete i libri che trovate in giro, non sono dei lunghi pipponi tranquilli. In poche righe vi daranno indicazioni di ambientazione e storia(la famosa “lore”) e alcuni anche conoscenze per battere al meglio i mostri
-usate il meno possibile il viaggio veloce, non sapete cosa potreste perdervi per strada
-abbassate il volume della musica per non essere continuamente ammorbati dalle musiche in ogni circostanza. Così facendo potrete sentire solo la musica che suonano i vari saltimbanchi semplicemente avvicinandovi o passandogli vicino.
-Cd Projekt  ha rilasciato 16 DLC gratuiti per il gioco, non potete perderli in alcun modo. Contengono costumi alternativi per alcuni personaggi, set di armature ed armi, ma anche missioni aggiuntive e la modalità “New game+”, che ci permetterà una volta terminato il gioco di ricominciarlo mantenendo il livello e gli equipaggiamenti trovati in precedenza,
alzando però il livello di difficoltà. 

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Un commento su “The Beyond /1: The Witcher 3

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